lunedì, febbraio 12, 2007

Pane a fantasia



Questo mi è venuto in mente un giorno in cui qualcuno (du cui non faccio il nome ;-DD) mi ha chiesto un pane da "metto tutto nell'impastatrice senza tante balle..."
E dato che non avevo più un grammo di pane in tutta casa e volevo evitare di andare a farmi rapinare dal panettiere sotto casa, che tra l'altro fa un pane a dir poco pessimo e ha pure il coraggio di scrivere "pane fatto con lievito naturale"....sull'onda del pane della signora Grant, in un'ora e mezza ho sfornato un pane profumato, morbido e adatto a ogni uso, dai patè alla colazione.
Ho fatto un misto di farine e fiocchi di cerali e così ho anche utilizzato quei fondini di pacchetto che mi guardavano disperati dalla dispensa. Potete farlo anche di sola farina 0 o di sola farina integrale.

100 gr di farina di segale
100 gr di farina 0
80 gr di farina di farro
80 gr di fiocchi di cereali misti
1 cucchiaione di malto d'orzo
2 gr di lievito di birra secco (5 di lievito fresco)
300 ml di acqua tiepida 1
1/2 cucchiaino di sale fino

Nell'impastatrice o in una ciotola mischiate le farine e il lievito (se secco, altrimenti scioglietelo bene in qualche cucchiaio di acqua tiepida, tolti dal totale) . Aggiungete l'acqua e il malto e impastate con forza per 5/8 minuti. L'impasto sarà morbidissimo e quindi non sarà necessario lavorarlo sulla spianatoia. Mettetelo in una teglia da pancarrè o plumcake e fate lievitare coperto e in luogo caldo (anche sul termosifone) fino a quando non sarà a un cm dal bordo.
Cuocete in forno caldo a 200° per 20 minuti, poi toglietelo dalla forma e fatelo cuocere ancora per 15 minuti o fino a quando il fondo non suonerà vuoto.

venerdì, febbraio 09, 2007

Lunchbox....rieccoli



Era un po' di tempo che non comparivano e non perché mi sia improvvisamente convertita al cibo da bar, ma perchè alle 8 del mattino la luce è talmente pessima che fare foto è impossibile (e non posso di certo mettermi a fare foto al cibo in ufficio ;-)) già mi considerano parecchio strana...).
Tra l'altro ho convertito al lunch box pure l'uomo macrobiotico a metà, che dopo anni di pizze, insalatone e panini ha deciso che preferisce concedersi una passeggiata e risparmiare denaro.
Non è ancora così sfacciato da portarsi i cavoli come faccio io, ma è sulla buona strada ;-)))
Per le amiche preoccupate: non si è trasformato nell'uomo tutto macrobiotico ;-DD continuate pure a regalargli salami e marmellate!!!

Sopra: i
cavoletti di Ruth, zaru soba e tofu affumicato con senape al balsamico
Sotto: pasta e fagioli e cime di rapa saltate.

mercoledì, febbraio 07, 2007

Club del wok: Noodles al tofu affumicato e verdure



Noodles...slurp! Tutta la pasta lunga mi piace parecchio e una recente visita da Khatay ha fatto sì che me ne ritrovassi almeno 5 tipi differenti in dispensa (e in frigo....)
Questi sono i noodles cinesi di grano, fatti a nido. Si piazzano in acqua bollente e si "lanciano" nel wok ;-D
Verdure, tofu affumicato, qualche goccia di salsa di soia e sakè ne hanno fatto una cena perfetta. Una tazzona di zuppa di miso ha completato il tutto.

4 nidi di noodles
1 carota
1 scalogno
1 pugno di spinaci
1 costa di sedano
150 gr di tofu affumicato a cubettini
2 cucchiai di salsa di soia
2 cucchiai di acqua
1 cucchiaio di olio di sesamo
1 cucchiaio di sakè
1/2 cucchiaino di semi di sesamo tostati

Cuocete i noodles e scolateli per bne. Nel wok già caldo mettete olio, soia e acqua poi aggiungete tutte le verdure tagliate a cubetti piccoli piccoli e il tofu, fate cuocere per qualche minuto poi sfumate con il sakè. Unite i noodles e fate saltare per 5 minuti. Servite con semi di sesamo.

martedì, febbraio 06, 2007

Panini semi dolci


Le Simili imperversano tra Francia e Spagna ... le loro ricette son perfette (anche se io dimezzo sempre le dosi di lievito...ma si sa è una mia fissazione ;-D)
L'ho già detto in un'altra occasione: ho frequentato più di un loro corso e sono impressionanti per energia, cultura e capacità, un amore per il pane e l'insegnamento che non ha uguali, niente segreti o astuzie non spiegate...cosa che fa sì che i loro libri sono fra i miei più frequenti regali da qualche anno. E ripetendomi: non chiedetemi date e luoghi dei loro corsi, non le so ;-)
I panini semidolci sono quelli che hanno reso felici le mie feste da bambina e che per anni hanno fatto parte della mia colazione mattuttina.
E visto che pure in quel di Salamanca stamattina si fa colazione a panini semidolci potrete sbizzarrirvi nel provare tutte e due le ricette.
La versione Simili spagnola è perfetta, vengono buoni, buoni, leggermente dolci, profumati e vi porterà indietro con gli anni (l'ho provata, son macrobiotica, mica rigida e folle ;-DD) .
La mia versione è invece la versione della testona. Quando ho fatto il primo corso con queste due donne speciali, mi han consentito di metterci l'olio (tra l'altro la ricetta con olio c'è anche nel loro libro) ma mi han vietato di sostituire lo zucchero... l'ho fatto lo stesso, per me, con risultati ottimi!
500 gr di farina 0 manitoba
200 gr circa di acqua
3 gr lievito di birra secco
75 gr di olio extra vergine leggero o di olio di mais
1/2 cucchiano di sale
50 gr di malto di riso
Impastate tutti gli ingredienti fino ad ottenre un impasto morbido ed elastico. Lavoratelo a lungo e battetelo per bene sulla spianatoia poi fate una palla e mettetela a lievitare in una ciotola leggermente unta e coperta da un telo umido fino a quando non sarà raddopiata di volume.
Senza lavorare troppo la pasta prendetene dei pezzetti e fatene delle palline. Mettetele su una placca da forno e lasciatele raddoppiare di nuovo. Cuocete i panini in forno caldo a 200° per 15/20 minuti a seconda delle dimensioni.
Son ideali da congelare e tirare fuori la mattina per la colazione.

lunedì, febbraio 05, 2007

Zuppa d'orzo e cime di rapa



A volte mi dimentico (forse sarebbe meglio dire spesso) di ciò che compro e questo accade con vestiti, cd e cibo e lascio le cose come a preder il loro posto in casa o nel mio armadio per tempi non calcolabili. Poi un discorso, un articolo o una foto me li portano alla mente e li riesumo...ecco con il cibo non è molto furbo ;-D
L'orzo giaceva nella dispensa da almeno un mese insieme a dei fantastici fagioli lamon ... ma così mi pareva il solito orzotto che mia madre fa da anni per cui ci ho meditato un intero sabato ;-))). Il non voler buttar via i gabi duri delle cime di rape mi ha dato un'idea diavolesca che si è rivelata molto gustosa ;-D
Ora due litri di zuppa sono nel freezer: vediamo quanto sarà il loro tempo di invecchiamento.

150 gr di fagioli lamon (o normali borlotti) secchi
2 cm di alga kombu
2 scalogni
200 gr di orzo
250 gr di gambi di cime di rapa
1 cucchiaino di dado casalingo
2 cucchiai di olio extra vergine
acqua qb
pepe nero

I gambi di cime di rapa possono essere sostituiti dalla catalogna e presuppongono che usiate le foglie per ricette più interessanti come la pasta con le cime. Taglieteli a tocchetti piccoli.
Mettete a bagno i fagioli con la kombu in acqua fredda per una notte, poi cuoceteli a pressione per 20 minuti a partire dal fischio. Scolateli e teneteli da parte.
In una pentola scaldate l'olio e fate soffrigere gli scalogni tritati, aggiungete le cime di rapa e saltatele per qualche minuto poi l'orzo. Fate insaporire per bene poi unite acqua calda a coprire e il dado casalingo e lasciate cuocere aggiungendo acqua se necessario (deve essere brodosa...)
Verso la fine della cottura unite i fagioli in modo che non vi risulteranno ancora interi e non disfatti completamente.
Predete un paio di mestoli di zuppa e frullateli fino a ridurre il tutto a crema e rimettete nella pentola. Questo servirà ad addensare la zuppa e renderla vellutata e morbida. Non frullate tutta la zuppa...
Aggiustate di sale e servite con del pepe nero macinato al momento.

giovedì, febbraio 01, 2007

Club del wok: carote e topinambur saltati





Iniziamo bene febbraio con il club del wok....e cosa strana una ricetta ispiratami dalla Cucina Italiana. E' un giornale che non compro mai ma era un regalo per un'amica. So che non è carino (è come presentar un dono usato...), ma l'ho sfogliato e mi è caduto l'occhio su una ricetta con i topinambur. Un paio di variazioni macrobiotiche non cambiano una ricetta decisamente gustosa!
Questo tubero è una delle mie fonti di gioia invernali: sa di carciofo, è morbido al palato, non ha lo spine e non lascia le unghie nere ;-D

3 topinambur
2 carote
1 spicchio di aglio
3 cucchiai di mollica di pane raffermo
3 cucchiai di olio extra vergine d'oliva
sale

Pelate topinambur e carote e tagliateli a tocchetti piccoli piccoli. Tostate la mollica nel wok a secco e mettetela da parte. Versate 1 cucchiaio d'olio nel wok, e poi le carote e i topinambur. Saltate il tuto per qualche minuto, poi salate, coprite con un coperchio e fate stufare le verdure (non fatele però stracuocere). Scoperchiate, fate asciugare bene le verdure e poi togliete dal wok. Versate il resto dell'olio, unite lo spicchio d'aglio, fate insaporire poi unite la mollica di pane e le verdure e saltate per alcuni minuti. Ottime calde, tiepide o anche fredde magari su una fetta di pane bruscettato o con il riso integrale bollito.

mercoledì, gennaio 31, 2007

Gnocchi di zucca



Lo so che non sono originali né macrobiotici ma mi piacciono parecchio e vanno ad aggiungersi alla mia lista delle manie petulanti .. e poi qualche folle me li ha pure richiesti ;-D

La mia di follia è stata invece qualche tempo fa (e sobillata da un'altra blogger ;-D) di acquistare ben 9 zucche all'ortomercato: nel freezer ho un paio di litri di vellutata e almeno un altro pranzo a gnocchi. Il che non mi dispiace per nulla.
Nessuna dose, si va ad occhio e per il condimento ognuno sceglie quello che gli pare, io burro e formaggio non ce li metto di sicuro ;-DDD

300 gr di zucca pulita
farina integrale qb
sale
3 cucchiai di olio extravergine leggero
1/2 cucchiaino di semi di papavero
1 spicchio di aglio
1/2 cucchiaio di lievito alimentare (opzionale)
4 foglie di salvia

Scaldate l'olio con lo spicchio d'aglio e la salvia spezzetata, lasciate sul fuoco per qualche minuto, poi spegnete e mettete da parte.
Cuocete a vapore la zucca, schiacciatela con lo schiacciapatate e unite farina fino ad ottenere un impasto morbido. Mia fissazione: non faccio gli gnocchi di zucca come quelli di patate quindi l'impasto risulterà morbido quel tanto da non poterci fare le palline ma abbastanza consistente da non sciogliersi in acqua. Salate l'impasto e unite una grattata di noce moscata se vi piace.
Fate bolllire l'acqua, salatela e gettatevi gli gnocchi fatti prendendo l'impasto con due cucchaini. Quando gli gnocchi verranno a galla scolateli con una schiumarola.
Scaldate di nuovo l'olio, togliete l'aglio e saltatevi gli gnocchi aggiungendo un pochino di lievito alimentare e i semi di papavero.

martedì, gennaio 30, 2007

Finocchi in salsa
















Questi finocchi dimostrano che cucino (e spesso) anche quello che detesto, mi è sufficiente non essere costretta a mangiarlo.
I finocchi riesco a mangiarli solo con la ricetta di Piperita, ma al naturale mi fan orrore, mai quanto i cetrioli....ci son poche cose che non ho assaggiato o non mangerei (mica son macrobiotica dalla nascita ;-DDD), ma queste sono nella mia hit parade.
I finocchi fatti in questo modo hanno però sempre avuto un successo sproporzionato e non chiedetemi perché...io non li assaggio nemmeno ;-))
Sono velocissimi da fare e perfetti quando non si sa che verdura mangiare a cena e si ha poca voglia di trafficare.
2 finocchi
4/5 cucchiai d'acqua
1 cucchiaio d'olio di sesamo
1 cucchiaio di pinoli
1 cucchiaio abbondante di tahina
sale
Tagliate i finocchi a listarelle e stufateli in una pentola con 1 cucchiaio di olio, un pizzico di sale e un cucchiaio d'acqua. Tostate a secco i pinoli in una padella di ferro o nel forno. Una volta cotti i finocchi, unite i pinoli, la tahina e 3 cucchiai d'acqua in modo da diluire la salsa che in un primo momento sembrerà densissima. Regolate di sale e servite caldi o tiepidi.

lunedì, gennaio 29, 2007

Pane di segale



Troppa pasta madre nel frigo ... e tanta farina di segale!
Soprattutto una pasta madre un po' troppo allegra che ha deciso di fuoriuscire dal contenitore e invadere il frigo. Oltre alla focaccia, ho così fatto due pani di segale enormi.
Il pane di segale con pasta madre ha il vantaggio/difetto di rimanere umido (non verrà particolarmente alto) e di resistere a lungo, a patto di metterlo dentro un sacchetto di tela o di carta e non di plastica.
Si può anche surgelare a fette.

400 gr di pasta madre
280/300 gr di acqua circa
450 di farina di segale
1 cucchiaino di sale
2 cucchiai di malto d'orzo
1 cucchiaio d'olio extra vegine
2 cucchiai di semi di girasole
1/2 cucchiaio di semi di cumino

Il quantitativo d'acqua è indicativo perché la mia madre era molto morbida e quindi l'ho sciolta con metà del peso in acqua fino a ottenere una pappa semiliquida, poi ho aggiunto la farina, l'olio, il sale, il sale e poi acqua a cucchiaiate fino a ottenere un impasto morbido ed elastico.
A questo punto aggiungete i semi e lavorate l'impasto a lungo e battetelo per bene sulla spianatoia.
Mettetelo a lievitare in luogo tiepido fino al raddoppio in una ciotola unta e coperta da un telo.
Date la forma ai pani e mettete di nuovo a lievitare fino al raddoppio.
Cuocete in forno cado a 200° per 35 minuti a seconda della forma del pane (il fondo deve suonare vuoto).

giovedì, gennaio 25, 2007

Passatina di ceci con gamberi



Il mio fine settimana inizia oggi ... e dato che me ne vado fuori Italia ha deciso di nevicare!!!!
;-D male che vada o domani vedrete una ricetta o non la vedrete lunedì....

Questo è un piatto da domenica o da giorni in cui si può dedicare un po' di tempo alla cucina.
La ricetta non è mia ma di Fulvio Pierangelini con variazioni coquinarie e mie, non perché la mia sia migliore o più originale (la sua è inarrivabile e da ululato!) ma perché alcuni ingredienti, vedi lardo o pancetta non li uso proprio.
E' stata la mia ricetta da primo giorno dell'anno e mi dico da sola di averlo iniziato proprio bene ;-))
Due ingredienti determinanti per i quali vale pena di spendere: ceci secchi buoni e gamberi grigi freschi grassottelli

3/4 gamberi grigi a testa
200 gr di ceci secchi
1 carota
1 cipolla
1 sedano
1 pezzetto di kombu
acqua qb
sale
papa bianco macinato al momento
1 rametto di rosmarino
3 foglie di salvia
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva

Mettete a bagno i ceci con la kombu per tutta la notte. Pulite, sgusciate e togliete le teste i gamberi e con questi fateci un fumetto (acqua, teste, gusci e bollitura per un'ora).
Scolate l'acqua dei ceci, togliete la kombu e fate cuocere i ceci con il fumetto filtrato.
Tagliate a dadini tutte le verdure e gli odori e stufateli in una pentola dai bordi alti con il cucchiaio d'olio e un pizzico di sale. Unite alle verdure i ceci scolati dal brodo, saltate il tutto per qualche minuto in modo che i ceci si insaporiscano e poi unite il brodo che avrete conservato.
Continuate la cottura fino a quando i ceci non saranno morbidissimi poi frullate e passate il tutto allo chinois o altrimenti usate il passaverdure. Non limitatevi al frullatore perché la consistenza cambia parecchio. Aggiustate di sale e se la passatina fosse troppo densa, unite qualche cucchiaio di fumetto o di acqua.
Tenete la passatina in caldo e cuocete i gamberi saltandoli velocemente in una padella o al vapore. Servite la passatina calda con una macinata di pepe bianco e con 3/4 gamberi a testa nel mezzo del piatto.

mercoledì, gennaio 24, 2007

Le ciabattine



La ciabatta è uno dei pani più infidi che ci siano ;-D
Un impasto molto molto umido difficile da maneggiare che vi farà spargere farina per mezza cucina (compreso il forno) per la gioia di chi come me è stata definita "la psyco della briciola".

Però veder e mangiare le mie quattro ciabattine, croccanti, con i buconi grandi è stata una grandissima soddisfazione.
Prendetevi tempo però perché i tempi sono lunghetti. Se volte potete accorciarli mettendo più lievito ma non ne vale la pena. Il gusto ne soffre e usare più di 8/10 gr (io ne metto anche meno a dire il vero...) di lievito fresco per 500 gr di farina non ha senso, nemmeno se si usano farine pesanti come le integrali. Accellera i tempi, ma il pane risulterà più gommoso dopo una giornata e vi lieviterà nello stomaco dando quell'orribile effetto pienezza che è tipico delle cene in pizzeria.
E' sufficiente pazienza e ambiente caldo (male che vada piazzatelo nel forno con la porta chiusa)

500 gr di farina forte (farina 0 tagliata con manitoba)
8/10 gr di lievito di birra fresco o 2 gr di lievito secco
375 ml di acqua tiepida e filtrata
1 cucchiaio di olio
1 cucchiaino di sale fino

In una ciotola sciogliete il lievito in 200 ml di acqua tiepida con il cucchiaino di malto e poi unite illiquido a 300 gr di farina. Mescolate molto bene, coprite con un telo o con la pellicola e mettete in un luogo caldo per 4 ore.
Al termine di queste 4 ore l'impasto avrà le bolle e un odore leggermente acido.
Unite tutto il resto della farina e dell'acqua, il sale e l'olio e lavorate a lungo nella ciotola fino a quando l'impasto si solleverà, essendo un impasto molto molle non è possibile lavorarlo sulla spianatoia e non aggiungete farina. Se avete un'impastatrice fatela andare per almeno 10 minuti.
Coprite e mettete a lievitare in luogo caldo fino al raddoppio.
Infarinatevi bene le mani, senza lavorarla dividete la pasta in 4 pezzi (o in due se volte pani più grandi) e aiutandovi con la farina allungate questi pezzi su una teglia a sua volta infarinata.
Lasciate di nuovo lievitare fino al raddoppio, cospargete di farina i pani e cuocete in forno caldo a 200/220° per 20 minuti o fino a quando le ciabattine saranno appena dorate e il fondo suonerà vuoto.

A questo punto potrete aspirare la farina dalla cucina ;-DDD

lunedì, gennaio 22, 2007

Pasta con radicchio




















Una pasta con la verdura....in un momento in cui viaggio tra pigrite, deliri di pulizia (gli infissi sono i miei più recenti nemici) e panificazione a gogo, è la soluzione per rendermi felice in alternativa alla pastina in brodo e riso al vapore. Son donna dalla felicità facile ;-D

Visto poi che ancora gira del radicchio e della pasta Faella...cosa volevo di più?

1 cespo di radicchio rosso
1 scalogno
2 cucchiai di pane grattuggiato
1 cucchiaio di lievito alimentare
1 peperoncino secco (opzionale)
2 spicchi d'aglio
4 cucchiai d'olio
sale
200 gr di penne Faella

Mettete a cuocere la pasta. Fate dorare l'aglio pulito e intero, il peperoncino e lo scalogno a fettine sottili nell'olio caldo. Unite il radicchio a listarelle e fate saltare per un minuto. Aggiungete il pane, il lievito alimentare e fate cuocere per un altro minuto in modo che il pane prenda colore. Aggiustate di sale, togliete l'aglio, unite la pasta, spadellate per bene e servite calda.

venerdì, gennaio 19, 2007

Japanese Women Don't Get Old or Fat















E' stato il mio libro dell'estate.

Un bel libro sulla cucina giapponese di tutti i giorni. Niente sushi o sashimi, che per i giapponesi è cibo da ristorante o da grandi occasioni, ma la cucina della mamma. Una cucina che ha come base la salute e la semplicità, oltre al gusto e alla presentazione. Una cucina antica che ha sette pilastri: verdure fresche, riso, noodles, soia e derivati, frutta, pesce e tè. Il tutto con pochi grassi, porzioni piccole e grandissima varietà in un medesimo pasto.
Sono, non a caso, le medesime basi della macrobiotica (il gioco delle energie per i giapponesi è parte del dna ;-D) e non a caso il Giappone ha il minor tasso di obesità e problemi cardiovascolari del mondo.
Quello che di cui Naomi parla non è una dieta ma solo un modo di mangiare, con una scarsissima presenza di grassi e zuccheri, adattabile a qualunque cultura e latitudine (come la macrobiotica ;-D) anche a quella italiana.

Bellissime sono poi le spiegazioni sugli stessi attrezzi di cucina...pochissimi e molto semplici (wok, coltelli e una pentola...niente robot o impastatrici), la brevissima storia gastronomica del Giappone e soprattutto la descrizione della colazione super energetica.

Naomi Moriyama è per altro una donna giapponese particolamente in gamba tanto da esser stata citata come uno dei più giovani e importanti manager degli Stati Uniti. Insieme al marito americano ha sperimentato su se stessa gli effetti sia della cucina americana sia di quella giapponese.

Non esiste una versione italiana e, per quel che ne so, non è nemmeno prevista....però c'è in francese :-)
L'inglese con cui è scritto è comunque di facilissima comprensione.

giovedì, gennaio 18, 2007

Crema di piselli e broccoli



Quest'inverno così caldo mi sta proprio antipatico ;-) vero è che visto che si è rotto il riscaldamento in ufficio per l'ennesima volta, per lo meno non mi tocca lavorare con i guanti e il giaccone come lo scorso anno.
Le zuppe, creme etc.. però rimangono la mia cena preferita. Amo in modo impressionante persino la pastina in brodo (ho trovato le letterine di farro!!!!).
Questa è una zuppa con uno spiccato sapore dolce, perfetta per coccolare lo stomaco e farlo riposare bene durante la notte. Se volete potete anche aggiungervi del riso.

150 gr di piselli secchi
1 broccolo
2 scalogni
1 cucchiaio di olio
1 cucchiaino di dado casalingo
pepe macinato al momento (opzionale)

Sciacquate, lasciate in ammollo i piselli secchi per 3 ore con un pezzetto di kombu e poi eliminate quelli venuti a galla. Pulite il broccolo, fatelo a cimette e tagliate a pazzetti gambo e foglie. In una casseruola fate appassire nell'olio i due scalogni tritati fini. Unite i piselli, il broccolo a pezzetti, il dado, coprite d'acqua e fate cuocere finoa quando utto non sarà morbidissimo. Frullate il tutto fino a ottenere una crema, aggiustate di sale e servite caldo con crostini.
Se volte aggiungere il riso, dovete farlo dopo aver frullato il tutto, aggiungendo mezzo bicchiere d'acqua.

mercoledì, gennaio 17, 2007

Crumble di mele



Dopo un brasato che c'è di meglio di un crumble?
E' uno dei miei dolci preferiti, frutta sotto e crosticina croccante sopra. Si può fare anche salato ed è stata la mia mania dello scorso inverno.
Visto il periodo di pigrite acutissima, ha il vantaggio di essere veloce, far scena e molto molto coccoloso.
Il divertimento è variare le varie crosticine, un po' come per le impanature ;-D

4 mele
2 cucchiai di fiocchi d'avena piccoli
3 cucchiai di fiocchi di mais senza zucchero
1 cucchiaio di olio di mais bio e spremuto a freddo
2 cucchiai di malto di mais
1 cucchiaio di mandorle tritate a coltello

Sbucciate, tagliate le mele a fettine e diponetele in una pirofila con le uvette ammollate in acuqa calda per 10 minuti.
In una ciotola sbriciolate i fiocchi di mais con le mani, unite i fiocchi d'avena, le mandorle, l'olio e il malto. Mescolate bene e distribuite in modo uniforme sulle mele.
Cuocete in forno a 180° per 20 minuti o fino a quando la superficie non sarà marroncina e croccante.
Si può magiare sia caldo sia appena tiepido. Ottimo anche per la colazione.

martedì, gennaio 16, 2007

Brasato di seitan alla birra



Roba da domenica, da tempi lunghi e giornata grigina con pigrite acuta.
Il brasato ha il vantaggio che lo si mette in pentola e ce lo si dimentica per un po'
Si può fare con qualunque cosa dalle verdure al pesce e perché no con il seitan. A ben pensarci trai cibi vegani è forse quello che meglio si adatta perché non ha un sapore particolare (il tofu è delicato e, se fresco, sa di soia, il tempeh è molto particolare) e quindi deve essere ben insaporito.
Visto che ci eravamo bevuti tutto il vino rosso, la birra è stata un'ottima seconda scelta.
Ho servito questo brasato con la polenta taragna ma si può servire con un riso in bianco, con la polenta gialla normale e anche, o solo, con tanto tanto pane visto che di "puccia" ne vien parecchia ;-DD

300 gr di seitan in un solo pezzo (o due)
2 bicchieri di birra chiara
3 carote
1 costa di sedano
2 scalogni
1 spicchio di aglio
3 cucchiai di olio extra vergine d'oliva
farina per imanare
sale
pepe

Infarinate il seitan per bene e poi rosolatelo nell'olio da tutti i lati fino a quando non fa la crosticina. Toglietelo dalla pentola e mettetelo da parte. Mettete nella pentola tutte le verdure tritate grossolanamente (a parte l'aglio che lascerete intero) e fatele stufare per qualche minuto, unite il seitan e coprite con la birra. Fate cuocere per almeno due ore e mezza a fuoco bassissimo, rivoltando il seitan di tanto in tanto, il liquido si ridurrà e si addenserà. Togliete lo spicchio d'aglio, frullate parte del sugo e rimettete in pentola. Salate e servite caldo.

venerdì, gennaio 12, 2007

Gamberi al té



I gamberi mi piacciono parecchio e questa ricetta è di una semplicità imbarazzante ma ha un'allure molto "fighetta" e se avete ospiti a cena è perfetta.
Per me molto interessnte è la velocità di preparazione...importante avere degli ottimi gamberi grigi freschi (no assolutamente no il surgelato!) e dell'ottimo té (no assolutamente no mettersi a rompere le bustine lipton! ;-DDD).
Io ho usato un Darjeeling Margareth Hope perché son maniaca ed è un buon tè nero con una nota fresca, ottimi anche gli oolong o gli assam, meno adatti, secondo me, alla cottura in forno i tè verdi.

Un ottimo accompagnamento e ottimo gioco di equilibri energetici delle patate dolci o un'insalata tiepida di lenticchie.


15 gamberi grigi
1 cucchiaio di darjeeling
1 cucchiaino di sale fino (anche meno)
1 cucchiaino di pepe rosa
1 cucchiaio di olio extra vergine d'oliva (con un gusto leggero)

Pulite i gamberi e metteteli in una pirofila unta con il cucchiaio di olio.
A parte frulalte té, sale e pepe rosa e cospargetene i gamberi. Lasciate marinare per un paio di ore e poi cuocete in forno caldo a 180° per non più di 5/6 minuti.
Servite caldi.

giovedì, gennaio 11, 2007

Curry di tofu 2



L'odore del curry mi mette allegria e pure ai miei vicini (visto che in questo non ci sono cavoli).
Preparare curry di ogni tipo vuol dire una cottura lunga e riscaldante adatta all'inverno sempre che non si ecceda nella presenza di spezie piccanti. Hanno in più il vantaggio che più restano lì più diventano buoni come tutti gli spezzattini ;-) e sono ottimi per i lunch bux.
La presenza del riso di accompagnamento è perfetta perché mitiga il sapore forte della pasta di curry, aggiunge un elemento dolce e soprattutto evita di fare scarpetta con un chilo di pane (il sughino è la cosa più buona in assoluto!!!).

1 panetto di tofu tagliato a quadretti
150 ml di latte di cocco
4 scalogni
1 carota

100 gr di zucca pulita
3 cucchiai di olio di sesamo
1 cucchiaino di pasta di curry giallo (anche meno se non vi piace il piccante)


Scaldate l'olio in una pentola con i bordi alti, mettete le cipolle tagliate a fettine sottili, la zucca e le carote a julienne e fate saltare per qualche minuto. Unite la pasta di curry, mescolate bene e poi il tofu. Cuocete a fuovo vivo per qualche minuto e fino a quando il tofu non sarà brunito.
Unite infine il latte di cocco, un pizzico di sale e lasciare cuocere a fuoco bassissimo per almeno un'ora.
Lasciare a riposare per un paio d'ore in modo che i sapori si esaltino. Riscaldate di nuovo e servite con riso basmati al vapore o bollito.

mercoledì, gennaio 10, 2007

Soba al te verde



La stessa ricetta si può fare con i normali spaghetti ma prima di Natale ho fatto un'incursione al quartiere cinese e ora ho in dispensa almeno 7 tipi differenti di noodles.
Amo gli spaghetti e tutti i tutti i tipi di noodles che hanno il vantaggio di una cottura velocissima e rendono moltissimo saltati nel wok con le verdure o anche solo con soia, mirin e alghe polverizzate.
Cosa che poi mi fa impazzire (in alcune cose son maniaca ;-)) è il fatto che la gran parte dei noodles sono già porzionati in mini pacchetti legati da un nastro. La dose è perfetta per un appettito medio.
La soba poi mi piace parecchio perché fatta di grano saraceno quindi molto riscaldante e si può giocare con elementi yin come aglio e peperoncino per mitigarne leggermente l'effetto (tanto più che fuori ci sono 10°...sigh!!)

Qui ho usato della soba al tè verde e la salsina di ieri.

2 pacchettini di soba
2 cucchiai di salsa ai pistacchi
1 cucchiaio di olio di sesamo
1 cucchiaio di acqua
1 spicchio di aglio
1 peperoncino
1/2 cucchiaio di germe di grano
sale

Scaldate aglio e peperoncino nel cucchiaio di olio, togliete l'aglio, aggiungete il germe di grano e fate brunire. Unite la salsina ai pistacchi, scioglietela bene aiutandovi con un cucchiaio d'acqua e fate scaldare. A parte cuocete la soba in acqua bollente non salata, scolatela e sciacquatela bene sotto l'acqua fredda. Versate la soba nella padella con la salsa e saltate il tutto per un paio di minuti. Servite calda.

martedì, gennaio 09, 2007

Salsina ai pistacchi



In un periodo che si vorrebbe di depurazione non bisogna però rassegnarsi al solo riso integrale bollito e alle verdure saltate, anche perché la ripetitività e la noia alimentare è la peggior cosa per il fegato e per lo spirito che ci porterebbe di fronte alla prima panetteria tedesca (ogni riferimento a se stessi è puramente voluto ;-DD)

Questa è una salsina perfetta con cracotte di riso o pane, ma ottima anche come base per qualche sugo (domani vi mostrerò....). Perfetta anche per una cena con ospiti all'ultimo momento.

1 pugno di pistacchi pelati
1 pugno di mandorle pelate
1 cucchiaio di lievito alimentare in scaglie
1 cucchiaio di olio extra vergine
1 cucchiaino di pepe rosa (opzionale)
3 cucchiai di acqua
sale

In un robot da cucina, tritate tutti gli ingredienti tranne olio e acqua. Aggiungete poi olio e acqua piano piano fino a ottenere un composto fluido ma non liquido.

lunedì, gennaio 08, 2007

Club del wok: udon alle verdure



SON TORNATA!!!!!
oddio non son mai stata via ma mi son presa le vacanze anche dal blog e mi son dedicata alla fannullite più totale, ai libri, ai troppi interessi, alla famiglia e agli amici (oltre che all'uomo macrobiotico a metà ;-D)
Persino la rete aveva bisogno di ferie tanto che negli ultimi giorni ha deciso di non farsi proprio vedere!
E dopo la tre giorni natalizia e al capodanno ho pure cucinato pochino!!!!
Grazie a tutti quelli che mi hanno scritto, mandato auguri e affetto: siete stati il miglior regalo!

Dato che sono in fase depurativa dopo i bagordi (i miei son durati parecchio come pure gli avanzi!) come iniziare meglio se non con il club del wok?
Volevo chiamarli udon al soffritto ma suonava malissimo, ma gli ingredienti son quelli! ;-DDDD
Quindi ingredienti facilissimi da reperire e potete usare anche gli spaghetti di riso che si trovano in tutti i supermercati.
Gli udon son i tagliolini giapponesi, fatti con farina di grano duro, su cuociono in pochissimo tempo e devono sempre essere sciacquati sotto acqua fredda per eliminare l'amido in eccesso che li renderebbe collosi.

1 carota
1 gambo di sedano
1 cipollotto o scalogno
1 cucchiaio d'olio di sesamo
2 cucchiai di salsa di soia
1/2 cucchiaino di alga nori in polvere (opzionale)
150 gr di udon o soba

Tritate tutte le verdure a dadini piccolissimi e stufateli nel wok con il cucchiaio d'olio e la soia.
A parte cuocete gli udon in acqua bollente, scolateli e sciacquateli bene sotto acqua corrente e poi versalteli nel wok. Saltateli a fuoco vivace per quanche minuto e serviteli caldi spolverati con la nori in polvere.

venerdì, dicembre 22, 2006

BUON NATALE...



Questa foto mi piace da matti ed è da anni il mio biglietto di auguri per gli amici. Nulla di più indicato per una Petulante ;-)))
Per l'Italia forse andrebbe meglio la foto di un cappone, ma tant'è .. tacchino o fagiano a casa mia li mangiano ripieno di castagne.

Vado in vacanza, forse scriverò forse no dipenderà da quanto diverrò pigra e insofferente rispetto alla rete.
Vi lascio alcune ideuzze per Natale e Capodanno in modo che non dobbiate impazzire a cercare le ricette nell'archivio ;-) Sono una tradizionalista per cui i miei menu natalizi non prevedono grandi variazioni da un anno all'altro e poi io cucino solo metà delle portate, l'altra metà tocca a mia mamma che macrobiotica non è per nulla ;-D ... ovviamente i dolci non mi riguardano.
I menu sono quindi un pochino strani...

Che sia un Natale felice e che il 2007 sia un anno di desideri ... realizzabili o no che importa??

Per la Vigilia
Pane della signora Grant
Pasta e mollica
Gamberi allo zenzero lime e porri
Zucca al forno
Cavoletti di Ruth

Per Natale
Streghe
Hummus di fave
Salmone marinato
Tortini di scarola e aceto balsamico
Tonno in crosta
Caponatina di carciofi

Per Capodanno ... buffet di sapori misti ;-))
Olive della Ross
Ceci snack
Tortellini di pane
Gyoza
Carpaccio di polpo
Lenticchie Roberta

giovedì, dicembre 21, 2006

Il pane di Natale



-1!!!!!!
Domani auguri e piccolo menu.
Oggi un bel pane morbido e profumato. Fatto a trecciona è bellissimo anche da vedere. Ottimo a fette con il salmone marinato o con i paté.
E' nato da una totale sperimentazione e dalla curiosità di provar a sostituire in qualche modo il burro che è presente in molti pani speciali tradizionali .. ovvio che potevo usare la margarina di soia, ma era troppo facile ;-))) Dura parecchio e potrebbe anche diventare un pane in cassetta se cotto nello stampo apposito.

250 gr di farina di farro
250 gr di farina manitoba o farina 0
200 gr di latte di soia
1 cucchiaio di olio di mais bio
2/3 cucchiai di panna di soia
2 cucchiai di semi di sesamo
1/2 cucchiaino di sale
4 gr di lievito di birra secco (10 gr di fresco)
1 cucchiaio di malto d'orzo

Sciogliete nel latte tiepido il lievito di birra e lasciate a riposare fino a quando no farà la schiuma (stesso procedimento per lievito secco o fresco). Miscelate le farine e il sesamo, poi unite l'olio, il latte e lievito e cominciate a impastare. Unite pian piano il sale e poi i due cucchiai di panna. Valutate se aggiugnere altro liquido dalla consistenza della pasta che dovrà essere liscia, elastica e non appiccicosa. Battete la pasta per 5 minuti e poi mettete a lievitare coperto in luogo tiepido.
Quando si sarà raddoppiato, rompete la lievitazione e date la forma al pane. Io ho fatto due biscioni e li ho intrecciati. Coprite con un panno umido e lasciate lievitare per almeno un'ora.
Cuocete in forno caldo a 200° per 30 minuti o fino a quando il pane non sarà dorato e il fondo suonerà vuoto.

mercoledì, dicembre 20, 2006

Vellutata di cavolfiori e tofu



Meno due all'inizio delle vacanze e a due settimane di dolce far nulla o quasi ;-))
Mi aspetta una tre giorni di pranzi e cene natalizie che mi delizieranno non poco e mi faranno ritornare decenne (mia madre direbbe cinquenne) di fronte ad albero, regali e soprattutto tutti i miei cari in una botta sola...si vede che vado matta per il Natale???? ;-D

Una bella vellutata da servire la notte della vigilia agli amici/parenti non amanti dei classici tortellini in brodo o da fare dopo i bagordi delle feste, ma sostituendo uno degli ingredienti.
Nata sull'onda ell'ennesima variazione al curry di tofu e al fatto che avevo mezza scatola di latte di cocco da utilizzare. E' proprio il latte di cocco che dovrete togliere se volete rendere meno grassa o pesante questa zuppa (viene da una noce e magro non è proprio ;-)), potete sostituirlo con il latte di soia e un paio di cucchiai di panna sempre di soia nel finale, questi ultimi sono comunque opzionali.

1 cavolfiore medio
5 scalogni
150 ml di latte di cocco
100 ml di acqua
1/2 cucchiaino di dado fatto in casa
1 cucchiaio di olio di sesamo + 1 di acqua
sale
pepe
1/4 di panetto di tofu affumicato

Lavate e fate a cimette piccole il cavolfiore. Affettate sottili gli scalogni e metteteli a stufare in una pentola con l'olio, l'acqua e un pizzico di sale. Dopo qualche minuto aggiungete i cavolfiori e fate insaporire. Unite infine il dado, il latte di cocco e l'acqua e fate cuocere per 30 minuti.
Passate il tutto al frullatore fino a ottenere una crema liscia e densa (se troppo aggiungete acqua o latte di cocco).
A parte passate sotto il grill per qualche minuto il tofu tagliato a fettine sottili e servite la vellutata guarnita con il tofu e una macinata di pepe.

martedì, dicembre 19, 2006

I gyoza di Natale



Per un Natale alternativo o per un Capodanno tra amici ...
I gyoza hanno origini cinesi (son simili ai ravioli al vapore) ma quando si sono diffusi in Giappone hanno hanno assunto caratteristiche differenti come una particolare cottura in due tempi. Sono un piatto tipico della cucina giapponese casalinga come i ravioli o gli agnolotti di quello italiana
La pasta è fatta di farina e acqua e stesa sottile come un velo. E' fattibile in casa ma visto che la trovo nei supermercati etnici mi evito la fatica ;-)), anche perché la resa non è la stessa.

Per Tribe mi sono ispirata a "Happy Christmas (War is Over)" di John Lennon e Yoko Ono e forse più a Yoko che a John dato che i gyoza doveva conoscerli molto bene ;-).

per 16/18 gyoza
una confezione di sfoglia per gyoza (reperibile nei supermercati etnici e giapponesi)
1/2 cavolo cinese o cavolo cappuccio
1 carota
1 porro piccolo
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
1 cucchiaio di salsa di soia
1 cucchiaio di sake (o mirin)
150 gr di seitansale3 cucchiai di olio di sesamo

per il condimento
2 cucchiai di salsa di soia
2 cucchiai di aceto di riso
1/2 cucchiaio di mirin

Affettare il più sottile possibile il cavolo, la carota e il porro. Tritare a coltello il seitan. Mettere il tutto in una ciotola, aggiungere la soia, il saké e il prezzemolo e mescolare bene. Lasciar riposare per almeno u'ora. La pasta per i gyoza viene venduta confezionata in sfoglie di forma tonda e sottile larghe 8 cm. Mettere una sfoglia sul palmo della mano, porre nel mezzo un cucchiaio di ripieno, bagnare con un po' di acqua i bordi interni e chiudere a metà premendo bene i bordi. Poi prendere tra indice e pollice i bordi della pasta e fare delle pieghe (5 o 6) e mettere i ravioli su un piatto infarinato. In una padella dai bordi alti far scaldare l'olio e porre i gyoza nell'olio con i bordi verso l'alto. L'olio deve solo lambire il fondo dei ravioli. Far cuocere per 5 minuti poi aggiungere acqua fino a metà dei ravioli, coprire con un coperchio e lasciar cuocere fino a quando l'acqua non si sarà assorbita completamente e i ravioli non saranno traslucidi.
Miscelare bene gli ingredienti del condimento. Servire i gyoza caldi con il condimento in una ciotolina a fianco del piatto in modo che possano essere intinti nella salsa.

lunedì, dicembre 18, 2006

Un Natale tribale e bloggoso














Se non sapete cosa cucinare per Natale, vi piace la musica e vi piacciono i foodblog ... armatevi di ombrello e galosce (qui piove da ieri in modo mostruoso) e andate in edicola a compravi Tribe Magazine ;-))

La Cavoletto un mese fa ha coinvolto qualche blogger nel fare un menu di Natale ispirandosi a canzoni in tema.
Ne è nato un pranzo di Natale con Cilindretti di rape alla Charlotte (
Sigrid), Terrina di formaggi alla Bruce (Piperita), Involtini di tacchino alla Elvis (Peggy), Rotolo di blaklava alla Bing Crosby (Fabien) e i miei Gyoza John e Yoko.

Come regalo di Natale vi metterò la ricetta dei gyoza ma per il resto del menu dovrete correre all'edicola... ;-)))

Un anticipazione:

venerdì, dicembre 15, 2006

Club del wok: tofu e porri in agrodolce



Niente lunch box...sono iniziati i pranzi e cene per gli auguri di Natale e quindi pappa in ufficio ne porto pochina e pure noiosetta ;-)

Finalmente è arrivato anche il freddo (iuppi...stamattina c'erano 4°) e, oltre alle zuppe riscaldanti, ottimi sono anche i cibi saltati nel wok (o in padella ovvio) in olio caldo.
Verdure e riso possono essere cotti a parte e poi saltati in olio, in questo modo l'energia riscaldante è maggiore. E' anche un ottimo modo per riscaldare il tofu che di per se stesso è un cibo freddo e più adatto all'estate. Il gusto leggermente piccante dello zenzero è poi un ulteriore elemento di calore.
Perfetto l'abbinamento con il riso al cocco.

200 gr di firm tofu
1 porro grande
2 cucchiai di olio di sesamo
1 cucchiaio di uvetta
1 cucchiaio di pinoli
1 cucchiaio di mirin
1/2 cucchiaio di gomasio
1 cucchiaio di succo di zenzero

Per marinare il tofu:
2 cucchiai di salsa di soia
4 cucchiai di acqua
1 cucchiaio di succo di zenzero

Tagliate a cubetti il tofu e mettetelo nella marinata per un paio di ore.
Affettate il porro. Nel wok scaldate l'olio, poi aggiungete il tofu scolatao dalla marinata e cuocetelo fino a quando no sarà dorato su tutti i lati, poi toglietelo e tenetelo da parte. A questo punto mettete nel wok l'uvetta, i pinoli e fate tostare per qualche minuto, poi aggiungete il porro, ilsucco di zenzero, il mirin e cuocete fino a quando il porro non sarà morbido. Unite il tofu e fate saltare per qulche minuto.
Servite cosparso di gomasio.

mercoledì, dicembre 13, 2006

Le streghe son tornate...



e per Natale son perfette! Inizia la ricerca e sperimentazione delle ricette per i pranzi natalizi...

La ricetta non è mia ma delle sorelle Simili, autrici di Pane e roba dolce e Sfida al mattarello (ed. Vallardi): due mostri sacri della panificazione e pazienti insegnanti a numerosi corsi. Non mi chiedete però dove fanno i corsi perché non ne ho la più pallida idea, le ho seguite qualche anno fa e non sono informata ;-)))
L'ho modificata solo nella quantità di lievito e nel fatto che non ci metto lo strutto manco se mi pagano ;-DD
Le streghe sono semplicissime da farsi e sono un successo assicurato. Perfette con tutti i tipi di antipasto natalizi..van bene persino con il patè di alghe!

300 gr di farina 0
130 gr di acqua tiepida
3 cucchiai di olio extra vergine + 2 per spennellare
1/2 cucchiaino di sale + sale grosso per la superficie
3 gr di lievito secco o 8 di fresco

Impastate tutti gli ingredienti e fate lievitare in una ciotola unta e coperta in luogo tiepido.
Poi armatevi o di macchina per la pasta o di mattarello.
Passate la pasta nella macchina fino al blocco 2 o tiratela sottilissima.
Deponete questa sfoglia su una teglia coperta con carta forno e tagliate delle losanghe. Spennellate con olio e spolverate di sale. Mettete in forno per 5/10 minuti fino a quando non avranno i bordi dorati.
Si servono tiepide o fredde e si conservano qualche giorno in una scatola di latta.

martedì, dicembre 12, 2006

Il riso al cocco



Se avete cucinato la zuppa dei due cavoli questo riso sarà l'ideale per cacciare dalla cucina tutti gli odori.
Ottimo riso di accompagnamento a piatti dai sapori decisi o piccanti, è facilissimo da farsi, ma c'è il trucco ;-))
Spesso il riso cotto nel latte diventa un pappone perché rilascia l'amido in cottura e mentre nell'acqua l'amido può essere scolato via, con il latte fa da addensante; questo va bene se si vuol fare un dolce, no se l'obiettivo è un altro.
Tutto sta a lavare il riso a lungo fino a quando l'acqua non diventerà trasparente e a lasciarlo in ammollo per almeno un'ora.
Scegliete un riso a grana lunga, un basmati o un jasmine sono perfetti perché hanno una cottura intorno ai 15/20 muniti, non scuociono e aggiungeranno il loro profumo naturale a quello del latte di cocco.

200 ml di latte di cocco da cucina
1 tazza di riso basmati
1/2 cucchiaino di sale
3 foglie di keffir lime
1 cucchiaio di olio di sesamo
1/2 cucchiaino di semi di coriandolo

Come già detto, sciacquate bene ilriso e mettetelo in ammollo in acqua freddda per un'ora.
In una pentola dal fondo pesante scaldate l'olio e i semi di coriandolo finoa quando non scoppietteranno. Aggiungete il riso, il sale e mescolate bene in modo che tutto il condimento sia assorbito. A questo punto versate il latte di cocco e unite le foglie di keffir. Fate cuocere coperto per 15/20 minuti controllando che il riso non attacchi e aggiungendo qualche cucchiaio di acqua o latte se necessario. Regolate di sale e servite tiepido.

lunedì, dicembre 11, 2006

Zuppa dei due cavoli



4 giorni di fannulite totale!
Son partita piena di buoni propositi, dal metter a posto l'armadio dei maglioni (ho fatto della stropicciatura un mio stile) al cercare una ricetta per biscotti macrobiotici che non faccia totalmente schifo.
Nulla di tutto questo...mi sono limitata all'addobbo natalizio e al pranzo domenicale, per il resto son uscita a far shopping, ho bevuto tazze e tazze di té speziato, ho visto un to di fil di Greta Garbo e ho pigrato sul divano insieme alla mia montagna di libri e altro.

La zuppa dei due cavoli è partito da un'idea di ribollita, per scoprire che non avevo i fagioli adatti e nemmeno il sedano per il soffritto e quindi è diventato una zuppa con il pane. Deve assolutamente riposare una giornata (quindi forse il termine ribollita le si può adattare, ma rischio gli insulti dai toscani ;-D) per far mescolare meglio i sapori.

1 cavolo nero
1/2 verza/crauto
2 porri
2 carote
250 gr di fagioli lamon già cotti (o cannellini o borlotti normali)
acqua qb
1 cucchiaino di dado vegetale
3 cucchiai di olio extravergine d'oliva
sale
pepe
fette di pane toscano (senza sale) del giorno prima

Tritate grossolanamente carote e porri e mettetele a stufare in una pentola dai bordi alti con l'olio.
Affettate sottili i cavoli e metteteli nella pentola con le altre verdure. Quando si saranno appassiti coprite con l'acqua, aggiungete il dado e portate a cottura.
Frullate metà della zuppa con metà dei fagioli e poi rimettete il tutto nella pentola con il resto delle verdure e dei fagioli. Regolate di sale.
Fate cuocere a fuoco bassissimo per almeno 2 ore. Poi lasciate a riposare fino al giorno dopo.
Nel piatto mettete una fetta di pane (se vi piace potete sfregarla con aglio), versateci sopra la zuppa calda e servite con un filo d'olio e una generosa macianta di pepe.
Ovviamente olio a crudo e pepe non sono necessari, ma non sono niente male. ;-D

mercoledì, dicembre 06, 2006

Lunch box...il ritorno!



Ed eccoli nel loro terrificante splendore di due foto scattate alle 7.30 del mattino...
non è venerdì ma per i milanesi originali e lavorativi è come se lo fosse visto che qui esiste Sant'Ambrogio (santo che mi è particolamente simpatico dall'inizio della mia vita meneghina ;-)))

Un consiglio spassionato: i cavolini di bruxelles non portateli in ufficio, come ho fatto io, o meglio assicuratevi che non ci sia nessuno nei dintorni o di poter arieggiare bene la stanza: potreste inimicarvi parecchi colleghi ;-DD
La onnipresenza del riso al limone (riso bollito con limone spremuto direttamente) è dovuta al fatto che mi paice da matti e che fa un gran bene al fegato. Il limone in piccole quantità aiuta il fegato a metabolizzare i grassi e a depurarsi.
Fra breve mi arriveranno nuovi lunchbox per le minestre (tipo quelli da campeggio...spero siano carini!) e quindi mi sbizzarrirò nelle minestre, per ora:

sopra: insalata di ceci e alghe miste, riso semi-integrale al limone, ceci snack (troppi ceci, lo so!) e cavolini di Ruth
sotto: insalata di fagioli e catalogna e riso semi-integrale al limone

martedì, dicembre 05, 2006

Il cecio snack



Il cecio snack girava nella blogosfera nordica e americana lo scorso Natale così mi copai la ricetta ma nel computer rimase.
Dato che sono alla ricerca di ideuzze per le varie cene e aperitivi natalizi ieri sera ho resuscitato la ricetta dal db e l'ho provata. Risultato...anche troppo buoni dato che sono quasi spariti ;-D
Unico avvertimento non serviteli a parenti o amici con problemi di masticazione ... i dentisti sotto le feste sono introvabili.
E' uno snack di origine medio-orientale quindi molto speziato.
Potete variare le spezie da utilizzare, io ad esempio non ho messo la cipolla secca della ricetta originale perché non ne amo il sapore. Potete aggiungerci coriandolo, curry se li volete indianeggianti...
Altri due suggerimenti sono di usare i ceci in scatola, non vale la pena di cuocerli apposta, e di tenere d'occhio il forno, non abbandonateli andando a fare altro nella stanza accanto perché se si bruciacchiano diventano cattivi e amari.
Si conservano a lungo in un barattolo o in una scatola di latta così potete prepararli in anticipo e tirarli fuori solo al momento giusto.

1 scatola di ceci già cotti
1 cucchiaio di origano secco
1 cucchiaio di mandore tritate fini
1 cucchiaino di sale integrale fine
1/2 cucchiaino di paprika
1/4 di cucchiaino di pepe nero macinato
1/2 cucchiaino di aglio secco (anche meno)
2 cucchiai di olio

Scaldate il forno a 180° poi abbassate a 150°. Scolate, sciacquate e asciugate molto bene i ceci.
A parte miscelate bene tutte le spezie. In una ciotola metete i ceci e l'olio e mescolate con cura in modo che tutti i ceci siano unti, poi unite le spezie e mescolate ancoramolto bene, i ceci ne devono essere ricoperti.
Coprite con la carta da forno una teglia e metteteci i ceci con il misto di olio e spezie e in modo che non si sovrappongano tra loro.
Inserite la teglia nel forno, dopo 15 minuti estraetela e scuotetela in modo che i ceci si muovano. Fate questo lavoro altre due volte poi lasciateli nel forno per 30 minuti senza toccarli.
I ceci dovranno essere croccanti (si sfarineranno in bocca) ma non bruciacchiati.
Prima di mangiarli aspettare che siano freddi ;-D

lunedì, dicembre 04, 2006

Il pane alla birra e un secondo quasi crucco



Non allamartevi il wurstel è di tofu ;-DD
Ognuno ha le sue debolezze, io ne ho tante e me le coccolo tutte e una di queste è la passione per i wurstel di tofu e di seitan e, ancora di più, per la senape di tutti i generi e tipi (ne ho 7 barattoli nel frigo). Costano uno sproposito ma ne vado matta e farli in casa non è proprio proponibile.
Il pane alla birra è stato quindi un ottimo accompagnamento insieme, ovvio, a un bel biccchierone di birra, la mia era Le Baladin ambrata.
Fonte di ispirazione uno dei miei libri preferiti sul pane, di cui ho deciso di parlarvi nei prossimi giorni per la nuova sezione dei Regali di Natale (non lo sapete? io adoro il Natale!!!)

E' un pane un po' strano visto che non è di pasta madre ma acquisisce un gusto leggermente acido grazie a una lievitazione lunga e fatta al freddo (o in balcone). Lievitazione lunga grazie anche al fatto si tratta di farine pesanti e più lente ad alzarsi. Non aspettattevi un pane con i buconi ma un pane più denso e saporito. Si conserva a lungo e si congela benissimo, meglio se tagliato a fette.

5 gr di lievito fresco o 3 di secco
2 cucchiai di malto d'orzo
300 ml di birra doppio malto a temperatura ambiente
200 gr di farina 0 o manitoba
200 gr di farina di segale
200 gr di farina integrale o di farro
2 cucchiai di olio extravergine leggero
1 cucchiaino di sale

Miscelate la birra, il lievito e il malto e lasciate in luogo tiepido fino a quando non si sarà formata una bella schiuma.
Mescolate le farine, aggiungete la miscela con la birra, l'olio e cominciate a impastare (se risultasse asciutto aggiungete birra o acqua tiepida a cucchiate) e infine unite il sale.
lavorate bene, sbattete a lungo la pasta sulla spianatoia, poi fate una palla e mettete a lievitare, coperto, nel posto più freddo della cucina o in balcone.
Lasciate lievitare per 6 ore, poi reimpastate, date la forma (io ho fatto un bel pagnottone) e poi rimettete a lievitare su una teglia coperto da unao straccio umido in luogo tiepido fino al raddoppio.
Fate (se volete) una bella incisione sul pane e cuocete in forno caldo a 200/220° per 35 minuti o fino a quando battendo sul fondo non suonerà vuoto.

venerdì, dicembre 01, 2006

Insalata tiepida invernale



I fagioloni bianchi detti "di Spagna" li avevo sempre disdegnati per una sorta di capanilismo vero i borlotti e i lamon italiani che consideravo molto più saporiti.
Come per fortuna mi accade ogni qualvolta ho delle certezze, queste sono state distrutte da una fenomenale zuppa di fagioli e vongole dove i fagioloni bianchi la facevano da padroni.
E così son finita a comprare fagioli di Spagna sia in scatola sia secchi (giusto che la mia dispensa languiva ;-D) e grazie a un regalo di catalogna ieri sera ho elaborato una ricettina gustosa e adatta a quella sembianza di freddo che è comparso negli ultimi giorni. Un abbinamento di sapori tra il dolce dei fagioli, l'amaro della catalogna, il piccante dello zenzero e il salato della soia.
Ottima per il lunch box...

1 cespo di catalogna
200 gr di fagioli bianchi già cotti
2 cucchiai di salsa di soia
2 cucchiai di acqua
2 cucchiai di mirin
1 cucchiaio di succo di zenzero fresco (grattuggiato e spremuto)
1 spicchio di aglio
1 cucchiaio di dukka o gomasio
2 cucchiai di olio di sesamo

Pulite la catalogna, tagliatela a pezzettini e stufatela in un cucchiaio di olio, conl o spicchio d'aglio e un pizzico di sale. Miscelate acqua, salsa di soia, succo di zenzero e mirin e poi versatelo nel wok che avrete provveduto a scaldare. Aggiungete i fagioli e la catalogna mescolate con cura e cuocete per dieci minuti. Lasciate insaporire per 1 ora e poi scaldate nuovamente prima di servire. Spolverate di dukka o gomasio.