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lunedì, maggio 09, 2016

La colazione della domenica



Qui due sono le cose sacre (a parte il pub del venerdì e la fila) la colazione e il week end.
La colazione mediamente si fa fuori, i posti carini non mancano e sono ovunque: nei quartieri più impensati della città improvvisamente trovi una decina di persone in fila ad aspettare di fare colazione nel nuovo cafè.
La domenica tutto inizia non prima delle 10. Prima delle 10, in giro ci sono solo runners e anziani, a volte anziani runners. Fare colazione tardi e farne una sorta di pranzo è molto normale. La fretta, che si può notare durante la settimana, la domenica non esiste, tutto si rallenta. 
PS Tutto questo non vale se lavori di domenica, ma anche i negozi non aprono prima delle 10 e chiudono al max alle 5.

Questo è il paese per me anche solo per la colazione: salata prima di tutto! 
L'odore nauseabondo di brioche di pessima qualità che ha tormentato per vent'anni le mie mattine all'uscita della metro, qui non c'è. Oddio a volte l'odore è quello del bacon bruciato o dell'uovo fritto in grasso non riconoscibile, ma il mio stomaco lo regge meglio.

Però io sono un'allodola, dalla nascita. Mi sveglio prestissimo e alle 11 di sera sono una larva.
Per ora viviamo in South London, zona molto negletta dagli italiani, ma tranquilla, ben servita, verdissima, piena di parchi di dimensioni gigantesche e a meno di un'ora dal mare e a 30 minuti dal centro.
Ho la fortuna di avere un bel parco a 4 minuti da casa e di essere da qualche tempo un'appassionata della corsa. 
Quindi la domenica mattina per me è:
nutrire i tre felini
lasciare dormire l'ing
fare pratica
uscire a correre
doccia
colazione 

La colazione quindi è a casa (troppo presto!) e non è una colazione macrobiotica. Il resto della settimana anche sì, ma la domenica no!

O meglio, il pane lo faccio io e le uova sono del contadino (un post lo meritano solo i farmers market), ma l'avocado non è per nulla macrobiotica, qui, però, sono da sturbo. Di una qualità che a Milano non ho mai visto, piccoli, scuri, molto saporiti e profumati: una vera delizia e se avete visto qualche puntata dei programmi di Nigella sapete di cosa parlo. Li vendono in tutti i supermercati o maturi e pronti da mangiare o da maturare a casa, con una certa differenza di prezzo. 
Comprate gli avocado belli maturi o fateli maturare in casa, devono essere morbidi al tatto e non verdi brillanti all'interno, si devono spappolare senza sforzo con una forchetta, se sono sodi sanno di saponetta. Occhio che abbiano il picciolo.

Una vera NON ricetta!

Pane integrale con semi (meglio se fatto in casa e con pasta madre)
1 avocado
1 uovo
sale
pepe
succo di lime

Tagliate a fette il pane e grigliatele. A parte pelate, togliete il nocciolo e schiacciate l'avocado in una ciotola condendolo con lime, sale e pepe. 
Tenete in caldo il pane e cuocete l'uovo come più vi aggrada. In questo caso ho preferito strapazzarlo con sale e una puntina di harissa.


martedì, giugno 19, 2012

The fake pancake



Ripulisco la dispensa per l'estate e scovo di tutto. Il mio essere scoiattolesca e far scorte, a volte esagero così in piena estate mi son ritrovata a far il castagnaccio e una certa quantità di risotti. 
Vero che io posso mangiare risotto e polenta con qualunque temperatura e che il climatizzatore aiuta parecchio, ma qualcuno si è lamentato di non aver ancora visto cibi estivi in casa ... vabbè le vacanze son previste in posti dove le temperature non andranno oltre i 20° quindi lo sto spacciando per un training di adattamento.


Ma ho fatto i pancake????? Anche no!
Son nella fase elimino tutte le farine e le compro solo quando ne ho bisogno, ma oggi si elimina la farina di ceci e null'altro.
Le uova d'altronde le mangio di rado e solo se vengono da galline a cui son stata presentata io o qualcuno di famiglia (per me le uova del super hanno l'odore di varechina ...) e queste frittatine son fantastiche e di diversi usi salati.


Possono essere la base della colazione della domenica, le si può preparare in anticipo per un aperitivo, una cena in piedi (magari facendole piccine piccine) o portarsele dietro nella schiscetta o a un pic nic.


Son stupiderrime da fare, ma bisogna pensarci in anticipo.
Son infatti composte da una pastella di farina di ceci e acqua e se vorrete farle venire morbidissime questa deve riposare almeno quattro ore.
La consistenza deve essere quella delle crepe, forse addirittura un pochino più liquida perché la farina di ceci tende ad assorbire più acqua. Il trucco sta nel far un paio di frittatine, vedere se vi vengono tipo mattoncino a secco e nel caso allungare la pastella.
Quindi prendete della farina di ceci, allungatela con acqua e fatela riposare. Unite infine della curcuma, per dare un bel colore dorato e una presa di sale.
Azionate il climatizzatore o spalancate tutte le finestre se decidete di farle in questi giorni, mettete sul fuoco una padella dal fondo spesso e oliatela leggermente, quando è ben calda versate un mestolino di pastella, a seconda di quanto volete far grande la vostra frittatina e cuocetela da entrambi i lati per un minuto fin quando non saranno dorate.
Procedete nello stesso modo fino a esaurimento della pastella.
Se le volete perfettamente tonde usate poggiate un coppapasta nella padella, versateci la pastella e levatelo solo quando dovrete girare la frittatina.


Possono essere imbottite con qualunque cosa dalle verdure, alle acciughe, affettati di seitan vari fino ad arrivare a quella che per me è la vera "morte loro" con l'hummous o con una salsina fatta di tofu morbido, limone, poco olio e erbe aromatiche varie.


La farina di ceci è presente in tutta la cultura gastronomica mediterranea e orientale, più o meno simili a queste, ma con cotture e consistenze diverse di trovano: farina, cecina, socca, panelle, panisse.
C'è da divertirsi e viaggiar parecchio con un solo sacchettino di farina prima che le orride farfalline ne facciano scempio.

giovedì, maggio 07, 2009

Colazioni ....



Apro una nuova sezione "cose che sembrano difficili ma non lo sono per nulla" ovvero come mangiare macrobiotico o per lo meno più sano del normale e combinare colazioni e pranzi senza impazzire.
Anche giusto per rispondere a chi mi dice "ma come fai? (e sotto c'è l'idea che abbia molto tempo da perdere e mi piacerebbe parecchio)" o "ti invidio (maddai!!!)".

Ammettiamolo la cena è più facile perché in genere si ha più tempo o comunque è più pianificabile ... colazione e pranzo fuori casa sembrano poterci incasinare la vita e soprattutto ridurci a tristi esseri vittime di insalatone e paste riscaldate a costi esagerati. Lavoro in centro a Milano e ho una diretta conoscenza dell'argomento ;D.

E' questione di organizzazione minima, non ci vuole un programmino apposta ma solo poche e semplici regole e un po' di fantasia.
La macrobiotica è tutt'altro che noiosa e, al di fuori dei periodi di cura, lascia grande spazio alla creatività. Tenete sempre conto che ripetitività (leggasi mangiare la stessa cosa) e rigidità non fanno parte della macrobiotica checché se ne pensi ;)
Non vi sconvolgete per la presenza di alcuni ingredienti ... non amo i dolci e nelle mie colazioni compariranno una volta ogni dieci giorni.

Quindi colazione!

ORGANIZZAZIONE:

In dispensa
: riso integrale, fiocchi d'avena (anche precotti), cereali misti, frutta secca, aceto di riso, acidulato di umeboshi, nori in polvere, malto di riso, sciroppo d'acero, pane di segale (quello tedesco umidiccio venduto già a fette), tahina
Nel frigo: latte di soia o di riso o d'avena, umeboshi, affettati di tofu o seitan, senape, marmellate senza zucchero
Nel congelatore: pane fatto in casa (o comunque buono e non mulinoeaffini....) già affettato o porzionato in bocconcini
Varie: germogli, acciughe o aringhe o salmone marinati

Sempre: tè verde o nero oppure orzo. Il caffè andrebbe ridotto e magari riservato alla pausa con colleghi o amici in un bar carino ;) Sul tipo di té vedete ciò che vi piace, son una maniaca dall'età di 13 anni e la mia selezione di té è un po' particolare e non sempre di facile reperimento. Un buon darjeeling o ceylon per i té neri o un sencha tra i té giapponesi però son facilmente recuperabili.
Una teiera capiente e carina, tante tazze colorate, un vassoio (se posso faccio colazione sul divano) o delle tovagliette carine rallegrano l'occhio più appannato

Fatto questo tutto sta ad assemblare.
Il riso integrale stracotto con umeboshi e alghe è la tipica colazione macrobiotica, ma può non piacere e in ogni caso va alternata a pane integrale e quel che vi pare sopra (a me piacciono gli affettati vegetali e il pesce ma son un caso anomalo ;DDD) oppure a porridge d'avena o pane e tahina mischiata a cose dolci o salate.
Nell'elenco "colazioni" c'è qualche idea, ma anche la sezione cibo per dita e pane è ricca di indicazioni.
Ovvio che se riuscite a far un dolcetto o a qualcosa di particolare tutto di guadagnato, ma l'idea è ridurre al minimo il lavoro appena svegli ... se non avete gatti dediti a scorribande notturne potete pure prepararvi le cose la sera ( riesco a farlo 2 volte su 7 perché me ne dimentico, ma quando lo faccio mi complimento da sola ;))

REGOLE

Piacere. Se non siete in un periodo di cura, la colazione è proprio il momento in cui si deve mangiare ciò che rende felici e sereni perché altrimenti la giornata butterà malissimo. Però non fossilizzatevi, anche se vi piace una cosa non ha senso mangiarla tutti giorni ... in questo modo anche le cose più sane e curative perderanno il loro effetto benefico e a lungo andare vi usciranno dagli occhi.
Tempo, tempo, tempo. Tranne che in Italia tutti i paesi fanno della colazione un momento in cui ci si siede, si apparecchia e si mangia con calma ... si mastica e non si trangugia! E non ci vuole molto, questione di abitudine, bastano quindici minuti di orologio ma è sul serio una bella abitudine ;))
E ve lo dice chi quasi tutti i giorni si alza molto presto dedica un pochino di tempo a sé, a chi ama e poi si fa tot autostrada e metro per andar a lavorare.

Nei prossimi giorni passiamo a i pranzi e ai bento box (a volte ritornano!!!! ;DDD)


PS Nella foto: darjeeling margareth hope 2 flush, pane con affettato di seitan, senape e germogli di crescione
.

martedì, dicembre 09, 2008

Colazione riscaldante



Fuori nevica, ci ho messo una vita ad arrivare in ufficio (evitando dementi a 120 all'ora, pensionati a rischio femore rotto sulle scale della metro, marciapiedi del centro con inquietante paciocco marrone) e ora mi domando perché la neve non è arrivata almeno fino al primo piano così da impedirmi di uscire di casa ;-)

Amo la neve solo se posso guardarla dal mio divano.....

Con un tempo così ci vuole una colazione riscaldante e coccolosa, qualcosa di morbido che faccia ripensare agli stivali di gomma rossa di quando eravamo bambini, alle mani violacee e ai cappotti fradici di quando si facevano gli angeli nella neve ... e a mia madre che furbamente mi guardava dal balcone e se ne stava al calduccio.

L'avena è un cereale meraviglioso per l'inverno: riscaldante e dolce al naturale può essere usato in chicchi nelle zuppe o in fiocchi per le colazioni o in farina nel pane. Molti fanno il porridge inglese (incubo delle colazioni d'oltremanica per molti studenti italiani) con la farina...vien più buono con i fiocchi ;-).
Per gli stessi motivi a luglio evitatela... ;-D

I fiocchi d'avena si trovano nei supermercati in varie forme: precotti (veloci e per chi si ricorda le cose all'ultimo momento), piccoli (perfetti per la colazione) o grandi (più utile nel pane o se volete farvi il muesli in casa).

Le dosi sono per uno.

1/2 tazza di fiocchi d'avena piccoli
1 tazza di latte di soia non dolcificato o latte di riso o acqua
2 cucchiai di goji berries o uvetta
2 cucchiai di mele secche a pezzettini
1 cucchiaio di sciroppo d'acero o malto di riso

La sera prima in un pentolino antiaderente mettete i fiocchi d'avena, l'uvetta e il latte di soia.
La mattina accendete il fuoco e fate cuocere per 15/20 minuti aggiungendo liquido se diventa una palla collosa. Unite le mele secche e dolcificate con lo sciroppo d'acero o il malto.
Alla base di avena e latte (o acqua) potete aggiungere tutto quel che volete: mandorle a pezzettini, nocciole, pezzettini di cioccolato.
I goji berries me li hanno regalati e non ho la più pallida idea di dove si possano comprare in Italia (nemmeno Kathai li ha ... almeno fino a sabato scorso)
Per me è la colazione ideale da giornata fredda o della domenica "divano" ;-D

venerdì, maggio 04, 2007

Il pane da toast integrale



Un bel pane per la colazione del fine settimana o per dei panini. Si conserva molto bene e si può congelare già affettato (per tagliarlo aspettate almeno un giorno o ve lo ritroverete a briciole per tutta la cucina).
Il pane mi mette di buon umore e questo non manca alla regola. Potete anche farlo di farina bianca ma l'integrale ha un profumo abbastanza unico. Io metto pochissimo lievito, o metto in un luogo caldo e aspetto pazientemente, in questo modo anche le farine integrali lievitano per bene e il pane è più digeribile.
In questo caso vi consiglio o uno stampo da pancarrè (esistono ma son abbastanza costosi) o un più banale stampo da plumcake da 26 cm.


400 g. di farina integrale o di segale
3 g. di lievito di birra secco o 8 di fresco (anche meno)
2 cucchiai abbondanti di olio extra vergine o di olio di mais bio
1 cucchiaino di sale g. di sale
200 g. di acqua scarsi
1 cucchiaio di malto d'orzo


In una ciotola mettetela farina poi il lievito secco (se usate quello fresco, scioglieteo primain due dita di acqua e aspettate 10 minuti che faccia le bolle, così verificherete che sia attivo) poi l'acqua in cui avrete sciolto il malto, l'olio e infine il sale. Impastate con forza fino ad avere una pasta morbida ma non appiccicosa. Batetelo per 5 minuti sulla spianatoia poi mettetelo a lievitare in una ciotola leggermente unta e coperta. Quando sarà raddoppiato sgonfiate la lievitazione con un pugno e fatene una trecciona delle dimensioni dello stampo. Mettete l'impasto nello stampo e fate lievitare fino a che arriverà al bordo. Cuocete a 200/220° per 40 minuti o fino a quando non suonerà vuoto. Dopo 30 minuti estraetelo dallo stampo e fatelo cuocere direttamente sulla griglia stando attenti che non scurisca troppo.

lunedì, aprile 02, 2007

Pane in padella: colazione della domenica




La domenica mattina è il mio momento preferito, quello in cui sono sola mentre la casa dorme e non devo andare da nessuna parte.
Amo tutte le colazioni ma quella della domenica mi piace più di tutte ;-) Leggo, a volte penso al pranzo e soprattutto mi cucino qualcosa di speciale ... solo per me!
Il pane nella padella è una tradizione familiare, il non si butta mai via il pane che porta ad abbrustolire nella padella di ferro le fette di pane del giorno prima.
Questa volta non avevo pane avanzato ma un'ottimo pane in cassetta di grano duro comprato dall'UMM ;-)) mentre andavo per bacari (;-)) e dato che ci eravamo mangiati anche le ultime briciole dei panini muffin ;-)

Spalmatina di tahina da un lato, di malto di riso dall'altro e riempito con cramberries e uvetta fatti rinvenire nel té caldo. Abbrustolito in padella, bruciacchiato persino un po' (lo so che non si fa, ma a me piace ...) e mangiato caldo.
Slurp!

martedì, settembre 05, 2006

Una botta di energia



Dedicato a chi qualche tempo fa mi chiedeva idee per la colazione e a chi tornato dalle ferie si ritrova con morale ed energia sotto i tacchi.
Ci sono le pesche e la frutta di fine stagione e se abbinate il frullato a un pane integrale con marmellata senza zucchero o cereali cotti dolci o salati (riso, avena...) avete una colazione perfetta ;-) Vitamine, cerali e sali minerali in giusta dose per arrivare tranquilli al pranzo.
Frullato che non consiglierei tra un mese con i primi freddi, ma che ora ci sta ancora bene.


2 pesche mature
1/2 litro di latte di soia o di riso non zuccherati
3 cucchiai di sciroppo d'acero
1/2 cucchiaio di germe di grano

Sbucciate e private del nocciolo le pesche e frullatele con gli altri ingredienti. Aggiungete un pochino di acqua se il composto risultasse troppo denso.

lunedì, luglio 04, 2005

Il tahine è una droga...



Nella mia cucina non manca mai al pari dell'olio extra vergine, delle olive e dell'umeboshi.
Composto solo di semi di sesamo frullati fino a farne uscire la parte oleosa e base dell'hummus, è quello che molti chiamano burro di sesamo o crema di sesamo.
Ha una versatilità inimmaginabile: ho provato a mischiarlo a quasi tutto dal dolce al salato. Può diventare salsa per le insalate o per il pinzimonio, addensatore per i patè, base per i dolci. Può essere spalmato al naturale sul pane, come fanno gli americani con il burro di noccioline, insieme a un velo di marmellata.
Di seguito le mie due versioni preferite (ne metterò altre ;-))

Dolce

4 cucchiai di tahine
1 cucchiaio di sciroppo d'acero

Salato (Salsa per il pinzimonio)

4 cucchiai di tahine
3 cucchiai di acqua
2 cucchiaini di aceto di riso
2 cucchiaini di shoyu

In entrambi i casi vanno miscelati con attenzione gli ingredienti visto che a contatto con elementi liquidi il tahine tende in un primo momento ad addensarsi; è sufficiente continuare a mescolare con energia per ottenere una salsa liscia. La densità varia a seconda dei gusti e degli usi.

Macroconsiglio
Il tahine è comunque un grasso ed è calorico quanto qualsiasi altro olio. E' perfetto per sostituire il burro o l'olio in alcune preparazioni e soprattutto nelle salse per le verdure è perfetto. Tenete presente che se vi prescrivono un regime alimentare con pochi grassi questo non può prevedere il tahine.

venerdì, maggio 20, 2005

Coccole



Un prodotto magico è per me lo sciroppo d'acero della Rapunzel.
Profumato e dolcissimo è ottimo nelle torte (ne aggiungo sempre un cucchiaio alla quantità di malto prevista), sul pane, nelle mousse...
Il pane ai cereali è, invece, la mia coccola settimanale. Frutto di un lievito madre esuberante e di una domenica pigra, ovattata e con tempi lunghissimi adatti a un pane antico.
I chicchi di farro, avena, orzo e segale triturati con il Bimby (magico oggetto giunto nella mia cucina a Natale) in modo da ottenere una farina profumatissima, mescolati a farina di grano, acqua, lievito madre e attesa hanno dato vita questo pane con un caratteristico gusto leggermente acido.

Primo impasto

50 gr di chicchi di farro
50 gr di chicchi d'orzo
50 gr di chicchi di avena (anche fiocchi)
150 gr di lievito madre
120 gr di acqua
1 cucchiaino di malto d'orzo

Ho impastato bene gli ingredienti e messo a lievitare in luogo tiepido (io uso il forno spento) per tre ore fino a quando non è raddoppiato. L'impasto deve essere liscio, ma compatto e abbastanza duro.

Secondo impasto

150 gr di farina integrale di grano
80 gr di manitoba
1 cucchiaio di sale
150 gr di acqua (da aumentare a seconda della consitenza dell'impasto e dell'assorbimento della farina)

In una ciotola capiente ho messo l'acqua intiepidita, spezzetato dentro il primo impasto e ho incominciato a impastare con le mani aggiungendo piano piano le altre farine e il sale. Quando ha raggiunto la consistenza di una pasta morbida ma non appiccicosa, l'ho trasferita sul tavolo e impastato per una decina di minuti fino a farla diventare elastica come il lobo dell'orecchio.
L'ho poi messa messa a lievitare coperta per altre due ore (deve raddoppiare) in un recipiente unto d'olio.
A questo punto l'ho di nuovo trasferita sul tavolo e con molta delicatezza dato la forma di una palla e messa a riposare per altri 40 minuti in una ciotola infarinata. Passato questo tempo ho con delicatezza ribaltato la palla (la farina deve essere sulla parte superiore) su una teglia e messo a cuocere in forno caldo a 200° per 40/50 minuti

Macroconsiglio
L'idea originale non è mia ma proviene dal libro Pane e roba dolce di Valeria e Margherita Simili, che però prevede il lievito di birra e tempi differenti di lievitazione.
Ho inoltre aggiunto la manitoba per aiutare la lievitazione visto che questi pani tendono a essere pesanti, un po' delle mattonelle per intenderci.

martedì, maggio 17, 2005

La colazione del campione (macrobiotico)



La domanda "ma se non mangi carne, uova e latticini, cosa mangi?" è quasi un'ossessione per chiunque faccia una scelta vegana o macrobiotica, ancora di più se l'argomento è la colazione.
Mi piace l'idea di aprire un piccolo spazio sull'argomento.

Io mi diverto a vedere le facce tra lo schifato e il trasecolato di amici, parenti e colleghi quando rispondo "riso con le alghe".
Pochi riflettono che sul fatto che in molti paesi la colazione non è cappuccino e brioche, ma sovente composta di cibi salati o addirittura degli avanzi della sera prima (molti in Liguria "pucciano" la focaccia nel caffelatte...).
Sarà che non impazzisco per i dolci e detesto far colazione in piedi...il riso mi consente di arivare a pranzo senza il desiderio di mordicchiare le sedie e senza i cali ipoglicemici tipici di chi mangia dolci.
Ovvio che la mia colazione non è sempre così, ma è anche composta di torte, porridge e pane e marmellata, ma il riso con le alghe è diventata una droga ;-))

1 tazza di riso integrale (io mischio riso, riso rosso e orzo)
5 tazze di acqua
1 cucchiaino di semi di sesamo
1 cucchiaino di alghe nori in polvere
1 cucchiaio di acidulato di umeboshi (o 1 cucchiaino di purè di umeboshi)

Sciacquare per bene il riso. E' importante farlo con il riso integrale perché spesso polveroso e troppo ricco di amido, mentre è assolutamente vietato farlo con il riso bianco nel caso in cui si voglia cucinare un risotto tradizionale.
Mettere acqua, riso e sesamo in pentola a pressione e cuocere per 40 minuti/1 ora a partire dal fischio.
Mettere in una ciotola e condire con acidulato di umeboshi e alghe.

Macroconsiglio
Le nori si possono trovare sia in polvere sia a striscioline nei neozi di biologico o nei supermercati etnici. In alternativa si può prendere un foglio di nori, tostarlo leggermente sulla fiamma del fornello, 30 secondi per parte, e tritarlo per bene in un robot; in questo caso molto importante è la tostatura che fa perdere umidità all'alga e consente una polverizzazione perfetta, in caso contrario si avrà una poltiglia.

venerdì, aprile 29, 2005

Scones



Non impazzisco per i dolci, ma gli scones mi trasportano a Londra nella sala da te di Fortnum&Mason. I legni, i profumi del te e le porcellane bianche, fuori la solita pioggia (non ho mai preso un te a Londra senza il contorno d'umido).

Sono dolci non dolci, da soli un po' stopposi, ma rinascono se spalmati di marmellata alle fragole o alle arance. Si si è ardimentosi li si può provare con senape e salmone...un inglese lo prenderebbe come un oltraggio alla bandiera ,-))

Li ho rifatti in versione macrobiotica e sono deliziosi.

350 gr di farina integrale
50 gr di manitoba
70 gr di sciroppo d'acero
30 gr di olio di mais
50 gr di panna vegetale
120 ml di latte di soia non zuccherato (no valsoia ad esempio)
1 bustina di lievito o di cremor tartaro
un pizzico di sale
una manciata di nocciole tritate

Mescolare in una ciotola o nel robot le due farine, il lievito (io preferisco il cremor tartaro che ha un sapore neutro) e le nocciole. Unire sale, olio, panna e sciroppo d'acero e infine il latte di soia poco alla volta fino a ottenere una pasta morbida ma non appiccicosa. Fare un rotolo come per gli gnocchi del diametro di 2 cm e tagliare dei dischi di 3 cm di spessore. Metterli su una teglia con carta forno, spennellarli con il latte di soia e porli in forno caldo a 220° per 10/12 minuti o fino a quando non saranno dorti in superficie. Si servono freddi, meglio con una tazza di te nero keemun od oolong.


Macroconsiglio
Un dolce come coccola non come abitudine, la domenica pomeriggio o la mattina prima di una giornata da urlo.
Troppo forno e farina non fanno bene a pancreas e fegato.