martedì, agosto 28, 2012
lunedì, settembre 19, 2011
Il pesto che non c'era
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Indice: Alghe, Fatto in casa, Salse e salsine
giovedì, aprile 28, 2011
Green mood seconda parte (seguirà terza)
Visto che mi è stato impedito di dipingere le pareti di casa di verde (già ne ho qualcuna turchese, arancio e azzurro svedese) riempio di verde tutto il resto e vi ammorberò con i miei consigli verdi.
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mercoledì, febbraio 09, 2011
La scoperta dell'acqua calda
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mercoledì, ottobre 21, 2009
Pastaaaaaa
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Indice: Fatto in casa, Pasta e noodles vari
mercoledì, ottobre 14, 2009
Variazioni....

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giovedì, luglio 23, 2009
Idee in vetro: la bottarga

E' una mia passione da anni ... o meglio da quando vado in Sardegna e trovo quella buona sul serio (e non quella secchella e rigida che spesso ti propinano da queste parti che ha un retrogusto amaro come la fiele e tanto meno quella già grattata).
Devo ringraziare alcune meravigliose donne sarde che anni fa mi riconciliarono con un cibo che avevo eliminato per i precedenti motivi ;)
Il problema è sempre stato come conservarla e farla durare morbidina.
Premesso che a me sulla pasta piace poco e che in ogni caso ne ho sempre un pezzettino da grattare nel freezer (consiglio del venditore) e che con tutta probabilità ci saranno altri metodi ma farla a fettine sottili e metterla in vasetti coperta di olio extra vergine d'oliva buono buono si è rivelata nel tempo la soluzione migliore.
Con due vantaggi in più:
- è già tagliata e quindi basta sgocciolarla un pochino e metterla su una fetta di pane caldo
- una volta terminata olio è perfetto per la pasta o per un'insalata diversa dal solito.
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9:36 AM
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venerdì, marzo 02, 2007
I germogli

Questa mattina niente ricette ... solo "germogli" di ricette ;-)
Ho finito ieri di mettere a posto il balconcino con le nuove piante e seminando un pochino di tutto e mi è venuta voglia di farvi vedere i miei germoglietti (crescione sopra, soia sotto).
E' una cosa che faccio almeno un paio di volte al mese da più di dieci anni e mi dà una gran soddisfazione.
Tra l'altro sono ottimi proprio in un periodo come quello primaverile per aiutare il totale risveglio del corpo ;-) Una bella energia!
Molti comprano i germogli di soia al supermercato, perché quindi non farseli in casa?
E' una cosa che persino il più serio killer di piante può fare con ottimi risultati. Ed è più facile e meno sporchevole del farsi il tofu, tanto più che in giro si trovano solo i germoglie di soia già pronti, ma le varietà sono infinite.
Da bambini avete messo grano, riso o pomodoro nel cotone? è la stessa cosa.
In rete solo digitando la parola germogli troverete tutti i consigli per farlo in casa e nei supermercati biologici e in gran parte delle serre si vendono semi bio e germogliatori di differenti forme e materiali.
I vantaggi:
- vitamine e sali minerali di consumo immediato
- controllo su quello che si mangia (son bio quasiper forza, a patto ovviamente di comprare semi sicuri)
- la varietà mostruosa dei semi: soia, girasole, crescione, senape, azuki, lenticchie....
- la varietà di gusti differenti: ogni germoglio ha un suo sapore specifico, piccantino quello di senape e crescione, dolce quello della soia...
- la gioia di veder crescere delle mini piantine
Uso:
- nelle insalate crude e cotte
- nei panini (buonissimo salmone e germogli di crescione)
- nell'impasto di pane e focaccie
- sulla pasta e sul riso
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mercoledì, settembre 06, 2006
La mia salsa di pomodoro

Vero i pomodori non sono amati dalla macrobiotica e soprattutto non né consigliato un uso quotidiano così come di tutte le solanacee. I motivi: da crudi eccesso di energia yin e di acidità con conseguenti problemi allo stomaco e all'intestino. Soluzione: mangiarne meno soprattutto crudi, non mangiarli se si hanno particolari patologie o intolleranze e giocare con le energie (calore, combinazioni con altri cibi etc) aumentando lo yang e sottraendo acidità. Inoltre vivo in italia e non mangiare mai pomodori mi pare assurdo ... ne ho parlato così tante volte che credo di annoiare ;-))
Così ecco la mia salsa di pomodoro che ora sta in un tot di bellissimi vasetti e che rallegrerà i mesi invernali . Una preparazione lunghetta (è il gioco delle energie...) e poche spezie e niente cipolle o carote: volevo una base neutra da utilizzare su molte pietanze.
Le dosi qui sono per 4/5 vasi a seconda di quanto sono acquosi i pomodori che acquisterete...nel mio caso le dosi erano doppie e non ho ancora finito ;-DD
3 kg di pomodori perini
8 spicchi d'aglio
10 foglie di basilico
5 cucchiai di olio extra vergine d'oliva
sale
Lavate i perini e metteteli in acqua bollente per 5/8 minuti. Scolateli e levate loro la buccia.
Tagliateli a pezzetti e metteteli a scolare per un'ora. Io non li passo e non tolgo i semini perché mi non mi piace molto la consistenza da conserva/passata di pomodoro.
Scaldate l'olio e l'aglio in una grande pentola di acciaio o coccio e poi versate i pomodori. Coprite e lasciate cuocere a fuoco bassisimo (meglio ancora se avete un diffusore di calore in ghisa o la retina) per almeno tre ore. Mescolate di quando in quando. Spegnete il fuoco, unite il basilico (qualche peproncino se vi piace), salate e lasciate lì per una notte. In questo modo la salsa, bella densa, si insaporirà per bene. Il giorno dopo riportate a bollore e invasate in barattoli caldi e precedentemente sterilizzate (capsule nuove mi raccomando). Girateli, dopo un ora rimetteteli dritti e copriteli con un canovaccio o con una coperta ... dopo un po' sentirete il clic del sottovuoto. Se non vi fidate bollite i vasetti come si fa per le marmellate, ma l'acido naturale del pomodoro e la lunga cottura uccidono le spore del botulino.
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lunedì, settembre 04, 2006
Il mio dado

Settembre: tempo di conserve, marmellate, sottoli etc ..... e pure dado!
E' uno dei miei regali più frequenti e ho pure convinto uno spagnolo ostile alla macrobiotica ;-D.
A volte nelle ricette parlo di dado vegetale e non intendo mai i dadi (anche bio) comprati al supermercato. Nel dado commerciale di solito vanno scarti di vario genere (meglio non sapere quali....), sale e sovente insaporitori di vario genere ... i famosi aromi naturali, che sono tutto tranne che naturali, coloranti, esaltatori di sapidità come il glutammato monosodico.
Meglio optare per sale, spezie, miso oppure fare in casa il dado.
Fare il dado è semplice e dura almeno sei mesi.
Se avete robot come il Bimby meglio, ma non sono indispensabili.
Si possono fare dadi differenti e con gusti diversi...persino di pesce. Nel dado di solito metto le verdure avanzate (scarti ben puliti) oppure quelle che giacciono in frigo da troppo tempo, tante erbe aromatiche e il sale (quello siciliano che si trova in commercio è perfetto). La differenza con altri dadi fatti in casa sta nella sostituzione di parte del sale con il miso in modo che i sali minerali siano in dose maggiore.
Nel dado non si mettono i cavoli, pena avere un brodo sempre e solo alla verza, le solanacce e le barbabietole.
200 gr di sedano
2 carote
1 cipolla grossa
1 zucchina
100 gr di prezzemolo
20 foglie di basilico
2 rametti di rosmarino
15 foglie di salvia
150 gr di sale
100 gr di miso
1 cucchiaio di olio
Con Bimby: frullate tutte le verdure ele erbe aromatiche a velocità 7, aggiungete il sale, il miso, l'olio e fate cuocere a temperatura varoma per 20 minuti a velocità 2. Omogeneizzate e fate addensare per qualche minuto se necessario.
Senza Bimby: tagliate a pezzettini piccolissimi (tipo soffritto) le verdure, mettetele in una pentola di acciaio con il fondo alto o di coccio con il cucchiaio d'olio. Copritele con il sale e il miso e fate cuocere senza aggiugere nulla (non fatevi tentare dall'acqua ne otterrete una minestra molto salta) per almeno 1 ora e mezza. Frullate e omogeneizzate il tutto con un frullatore ad immersione o nel robot e rimettete sul fuoco a far addensare ancora.
La consistenza finale sarà quella di una pesto molto molto denso. Mettete il vostro dado ancora caldo in contenitori di vetro ben puliti e piazzate in frigo (non necessario vista la quantità di sale).
Sarà sufficiente un cucchiaio per insaporire le minestre e i sughi ed è perfetto per fare i brodi vegetali per i risotti o per la pastina.
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venerdì, agosto 04, 2006
Il tofu simil-feta

Il tofu è un vero jolly... ci si può fare di tutto dalle salsine fino ai dolci.
Gironzolando per la rete ho trovato due o tre ricette per fare il tofu-formaggio, come lo definiscono gli americani, o meglio una cosa che è una via di mezzo tra un primo sale e la feta per consistenza e sapore leggermente acidulo.
"Eureka" ho pensato: finalmente sostituirò quella specie di tofu-cheddar che uso nei panini e trovo al supermercato bio a una cifra spropositata e vergognosa. E il risultato ha quasi superato le mie aspettative....
Premetto che non è possibile farlo a partire da tofu fatto in casa o dal soft tofu perché sono troppo morbidi e acquosi. Il costo sarà però solo quello del tofu di partenza.
Il gusto a me piace da matti ma se vi aspettate un formaggio vero... desistete subito, è comunque tofu ;-))
Si può usare a tocchetti nelle insalate o metterlo sott'olio come ho fatto io. In questo modo si conserva in frigo per settimane e si insaporisce ulteriormente.
300 gr di tofu
2 cucchiaini di agar agar in polvere
2 cucchiai di olio di mais (o comunque insapore)
1 cucchiaino di malto di riso o mais (o zucchero di canna)
1/2 cucchiaino di sale fino
5 scarsi cucchiai di succo di limone
Frullate il tofu con l'agar, l'olio, il malto e il sale fino a ottenere un composto molto morbido e liscio. Mettetelo in una pentola con il fondo spesso e cuocere a fuoco bassissimo fino a quando farà le bolle. Cuocetelo ancora per 2 minuti poi toglietelo dal fuoco e fate raffreddare per una decina di minuti. Solo ora unite il succo di limone, mescolate e mettete in un contenitore basso.
Fate raffreddare e ponete in frigo. Una volta solidificato, tagliatelo a cubetti e fateci ciò che più vi aggrada. Io l'ho messo in un vaso con olio extra vergine, timo, salvia e basilico. Può essere conservato anche in una salamoia fatta con acqua e sale (1 tazza d'acqua fatta bollire con un cucchiaio di sale e poi fatta raffreddare).
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mercoledì, luglio 05, 2006
Il gomasio

Altro grande classico della cucina orientale e soprattutto della macrobiotica.
Un'alternativa gustosissima al sale poco ricca di sale visto il rapporto 1 cucchiaino di sale per 16 di sesamo.
Come energie combina lo yang del sale e della tostatura con lo yin del sesamo.
Se vi sconvolge il rapporto 1:16 provate a usarlo in abbondanza ...vi stupirete di quanto sarà saporito il vostro cibo. Potete usarlo su tutto ma è perfetto con il riso integrale e i legumi. Ottimo per i reni.
E' facilissimo a farsi.
Lavate il sesamo, asciugatelo con uno strofinaccio e mettetelo in un wok o in una pentola con il fondo spesso. Tostatelo a secco per una decina di minuti mescolando spesso in modo che non si bruci. Mettetelo da parte e tostate brevemente il sale (integrale o fleur du sel). Ponete sesamo e sale in un mortaio o in un suribaki (il mortaio giapponese con le scanalature...ho pure quello!!! ;-)))) e pestate fino a ridurre entrembi in polvere.
Se avete tempo meglio usare il mortaio ma se non avete né tempo né mortaio usate un frullatore.
Si può usare il sesamo nero e aggiungere alghe come la nori o le dulse.
Non compratelo nei negozi, è una sciocchezza farlo in casa, meno costoso e di sicuro nemmeno loro non usano il mortaio... ;-))
Si conserva per una settimana/dieci giorni in un barattolo di vetro ben chiuso.
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martedì, gennaio 03, 2006
Fatto in casa: il tofu
L'avevo promesso in più di un post e così ieri per una volta mi sono messa a fare il tofu con la luce del giorno e con la digitale portata di mano.
Il tofu è noto per essere un cibo insapore e privo di una sua personalità, vero per quello che si compra nei supermercati. Fare in casa il tofu è un'occasione per scoprirne il sapore, delicato ma incisivo tanto che vale la pena di gustarlo al naturale.
Il sapore diminuisce gradatamente e dopo tre/cinque giorni avrà acquisito il non-sapore tipico del tofu da supermercato. Non è un caso che nei supermercati giapponesi esistano appositi banchi dove viene venduto il tofu fresco.
Fare in casa il tofu non è per nulla difficile sempre a patto di avere un paio d'ore a disposizione; inoltre è molto economico: il costo della soia gialla e del nigari, con meno di tre euro si possono ottenere circa 3 etti e mezo di tofu.
Si possono fare tipi differenti di tofu più o meno morbidi e insaporirli con erbe o spezie. Difficile è invece fare il silk tofu, una qualità di tofu morbidissima che si usa soprattutto per salse e dolci..meglio comprarlo ;-)
Prima di iniziare dovete procurarvi:
1 colino grande o un canestrello per la ricotta: si trovano nei negozi di casalighi ben forniti o nelle ferramenta (io devo ringraziare Carla di Cucina Italiana per avermi regalato un intero set per fare i formaggi). Vanno bene sia di plastica sia di metallo, quadrati, rettangolari o tondi non ha importanza.
soia gialla: secca, si trova nei supermercati bio o nei supermercati ben forniti...deve esere quella gialla, con quella verde ci si fanno le minestre ;-)
nigari: determinante, si trova nei supermercati bio o di alimenti giap. Si tratta di caglio giapponese a base di cloruro di magnesio, insapore, inodore e soprattutto vegan (non è fatto con stomaci di vitello o roba chimica). Non è economicissimo ma con una busta potete fare circa tre chili di tofu.
1 telo di garza di cotone o di etamine: si trova nelle mercerie e serve per filtrare il tofu.
una pentola grande e un frullatore
Dosi:
500 gr di soia gialla
5 litri di acqua
1 cucchiaio di nigari
Il rapporto deve essere 10 a 1 quindi 500 gr di soia/5 litri di acqua in cui va compresa quella dell'ammollo.
La sera prima mettte a bagno la soia in un litro di acqua fredda con un pezzetto di kombu. Il tempo di ammollo può variare dalle 8 alle 12 ore a seconda dell'età della soia. E' pronta uando aprendo un fagiolo in due l'interno sarà giallo iniforme senza zone più scure.
Frullate la soia fino a ridurla in purè aiutandovi con un pochino dell'acqua totale.
Mettete sul fuoco una pentola grande con i 4 litri di acqua e quando comincia a sobbollire versatevi la purea di soia. Fate sobbollire (occhio che tende a straripare...) per qualche minuto.
Filtrare il liquido ottenuto e rimettete sul fuoco questo latte e fate bollire per altri 10 minuti.
La parte solida non buttatela, si chiama okara e può essere mangiata in diversi modi (nei prossimi gorni ci saranno ricette a questo proposito)
Fate raffreddare il latte fino a quando non avrà raggiunto gli 80° (termometro o occhio clinico: quando non fuma più...).
A parte sciogliete un cucchiaio clmo di nigari in una tazza di acqua tiepida.
Il caglio va versato nel latte in tre volte, mescolando mentre versate e poi fermando il liquido e facendo riposare per una decina di secondi.
Al termine vedrete che il latte comincia a cagliarsi.
A questo punto dovete solo dividere la pare solida dal siero. Ricoprite un colino con la la garza e versate la cagliata. Al termine ricoprite un'altra garza o con i lembi della stessa, ponete sopra un peso (un sacchetto di riso ve benissimo) e lasciate riposare così per almeno trenta minuti. Il siero fuoriuscirà lentamente e rimarrà solo il tofu.
Togliete il tofu dal colino/canestrello con attenzione e mettetelo in una bacinella piena di acqua fredda per altri 15 minuti.
A questo punto il tofu è pronto.
Si conserva per una decina di giorni immerso in acqua.
Raccomandazioni:
le dosi...il tofu non viene se si va ad occhio, vanno rispettate le dosi
tentativi..almeno un paio prima di avere un tofu perfetto, ma già al primo si mangia qualcosa di unico
nigari..alcuni lo sostituiscono con limone..provato..non è la stessa cosa.
lezione: se volete al prossimo raduno lo preparo in diretta, si impara più velocemente se lo si vede fare ;-))
Ricetta per il tofu "primo giorno":
Al naturale con una salsa fatta in parti uguali di soia, aceto di riso e olio di sesamo.
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Petula
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Indice: Fatto in casa, Tofu tempeh e seitan












