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venerdì, maggio 23, 2008

Pausa e giochino



No, non vado in vacanza ... per lo meno non ancora ;-) ma visto che non ho cucinato moltissimo e devo sperare in un altro fine settimana di tempo infame e forse in una botta di cucinite: un bel meme!

Di solito i meme li ignoro ... non per cattiveria ma per pura e solenne pigrizia.



Le sei cose che mi piacciono veramente e di cui non posso fare a meno


Libri
... più di 2000 libri in giro per casa possono darne un'idea
Musica
... ho impallato due pc tra musica e foto
Viaggi
... son in viaggio costante
Tai chi chuan
... lo pratico e lo insegno, la mia giornata senza non sarebbe concepibile
Cibo
... mava?
Silenzio
... necessario come il respiro

Amici, amore, famiglia ... son la mia vita non cose di cui non posso far a meno ;-)

Passo il meme ai primi sei che finiscono da queste parti.

lunedì, marzo 05, 2007

Muffin a gògò: GRAZIE



Lo so son cosine piccine, ma fan un grandissimo piacere! Ancora di più di lunedì mattina!!!

Chi se lo aspettava di vincere il meme sui muffin con dei muffin macrobiotici e persino di tofu??!!!!!
Grazie a tutti quelli che mi han votato e della vostra fiducia: siete dei veri tesori (e anche un po' folli!!!)
Grazie soprattutto a Canny! L'entusiasmo, la voglia e la capacità di organizzazione sono stati straordinari! e complimenti a tutti coloro che hanno fatto di questo meme un momento di divertimento per tutti: 80 ricette di muffin son veramente tante!

Ora non so se vi siano piaciuti questi:



o questi:


ma come minimo dovete filare a farli!! ;-DDD e a me toccherà inventarmi le ricette per le cocottine e spiegarvi come funziona il germogliatore ... ;-DDDD

GRAZIE GRAZIE GRAZIE GRAZIE GRAZIE GRAZIE

martedì, febbraio 27, 2007

Il muffin della vita: il muffin di tofu



e non potevo limitarmi ai muffin dolci ... ecco i muffin salati e di tofu!!!!!

Ottimo modo per riciclare verdure ... c'è pochissima farina e per questo vi consiglio di usare i pirottini di carta usa e getta o quelli in silicone così da sfornarli meglio.
Sono leggerissimi, quasi privi di grassi, ricchi in proteine vegetali e quindi adattissimi anche a chi ha problemi di peso. Perfetti anche per i lunch box.

Ricordate il 1 marzo di andare a votare da Canny il miglior muffin!!!!! ;-) e se li fate prima è ancora meglio!
Questo meme mi è proprio piaciuto!

Per 8/9 muffin

1 scalogno
1 tazza di pisellini surgelati
1 topinambur
1 confezione di silk tofu
1/2 cucchiaino di curcuma (o zafferano)
1/2 cucchiaio di olio extra vergine d'oliva
1 cucchiaio scarso di tahina
2 cucchiai di lievito alimentare in scaglie
2 cucchiai abbondanti di maizena (altrimenti usate la normale farina)
1 cucchiaino di prezzemolo tritato
1 cucchiaio di salsa di soia

Affettate lo scalogno e fatelo stufare in pentola con il mezzo cucchiaio di olio, poi unite i pisellini e il topinambur pelato e tagliato a cubettini. Coprite con mezzo mestolo di acqua e fate cuocere coperto. Unite la salsa di soia e fate raffreddare.
In una ciotola mettete il tofu, la maizena, la curcuma, la tahina, il lievito e il prezzemolo. Mescolate finoa ottenre un composto liscio e poi unite le verdure. Ungete gli stampini e riempiteli con il composto. Se encessario aggiustate di sale e poi cuocete in forno caldo a 180° per 40/50 minuti controllando che non si bruci la superficie. Fate raffreddare prima di toglere dagli stampini. Ottimi anche freddi.

lunedì, febbraio 26, 2007

Il muffin della vita: mele, cramberries e nocciole



Faccio i meme forse due volte all'anno (pigrizia e petulanza ;-)) ma il meme di Canny sui muffin mi entusiasma per diversi motivi:
- faccio un dolce, cosa che non mi capita spesso
- faccio un dolce che mi piace parecchio
- faccio un dolce per la colazione delle prossime mattine
- faccio un dolce macrobiotico, buono e non cartonoso ;-))
- faccio un dolce e uso le mie nuovissime tovagliette ;-)) (battuta a uso privato, sorry!)

Se vi piace questa ricetta potete persino votarla...il meme infatti diventerà un pdf ed è un mini concorso (si vota il 1° marzo ;-DDD)

GRAZIE CANNY!


per 14 muffin:

400 gr di farina 0
100 cc di olio di mais bio e spremuto a freddo
100 cc di sciroppo d'acero o malto di riso
1 bustina di cremor tartaro (o lievito per dolci)
3 mele gialle grandi (o 4 piccole)
3 cucchiai di nocciole tritate a coltello
3 cucchiai di cramberries (o mirtilli congelati)

Miscelate farina, lievito e nocciole in una ciotola.
Mettete a mollo i cramberries per 10 minuti in acqua calda.
In una seconda ciotola grattuggiare le mele e unite il malto e l'olio.
Unite gli ingredienti secchi a quelli liquidi e infine unite i cramberries.
Riempite fino a 3/4 gli stampini da muffin (io non vado d'accordo con il silicone quindi uso gli stampini usa e getta o la teglia apposita) e cuocete in forno caldo a 180° per 25 minuti.
Spennellate la superficie con una miscela fatta di 1 cucchiaio di sciroppo d'acero o malto e 2 cucchiai di acqua per renderli lucidi e fate raffreddare su una gratella.

PS Terry come vedi dalla foto: li ho!!!!!

giovedì, settembre 14, 2006

Il meme di Pip



L'ho avvisata: la sua è una mania e non intendo indulgere in ciò più di tanto, ma visto che me ne ha rifilati almeno tre negli ultimi mesi e non ho risposto a nessuno... questo lo faccio. Che poi tutto questo nasca da un lungo aperitivo e da una comune passione ... transeat ;-)))
Ultimo per almeno il 2006 ...
Canny e Pip siete avvisate se non fate meme di ricette scordatevi la mia partecipazione ;-))

Qual è il nome del tuo blog e da dove scrivi?
Oddio è abbastanza evidente...e da Milano e Piemonte ;-)

Da quando blogghi?
Aprile 2005

Quanti post hai scritto finora?
275 su la cuoca petulante, un numero infinito su Gustoblog e una ricetta a settimana su VeganItalia

Che programma usi? Blogger? Wordpress? Splinder?
Blogger...son pigra

Controlli le tue statistiche? Se sì, quanto spesso?
Sì....una o due volte la settimana

Usi Technorati? Se sì, quanto spesso? Quanti siti ti linkano?
Quasi mai e non ne ho la più pallida idea ;-))

Quanto spesso posti?
4/5 volte a settimana e solo quando ho qualcosa da dire ;-)

Quanto tempo ci metti a scrivere un post?
5/10 minuti al massimo (deformazione professionale...)

Quali termini di ricerca usano per trovarti?
Di tutto e di più...

Hai mai guadagnato qualche euro con il tuo blog?
Sì...ma lo spendo subito (IBS, Amazon ed EBay ringraziano)

Sei mai stato citato su un giornale, una rivista, alla radio o in televisione?
1 trasmissione televisiva, 3 quotidiani, due riviste ... ma mi hanno informato loro e visto che non leggo settimanali non posso essere aggiornata più di così

Cibo preferito in assoluto...
Macrobiotico e vegano declinato in tutte le lingue del mondo...e le aringhe IKEA e gli gnocchi della mamma ;-D

Antonella Clerici: odio o amore?
Chi????

E per ultimo: colazione, pranzo, merenda o cena?
Colazione

mercoledì, maggio 10, 2006

Il MEME del frigo



Avevo scritto a Cannella che avrei aderito al meme del frigo solo dopo aver fatto la spesa perché in quel momento somigliava più a una grotta con eco (e qualche avanzo preistorico) che a un frigo. E quindi ecco il mostro in tutto il suo splendore.

Dati anagrafici: Whirpool firmato Ikea. Comprato dall'uomo "obbligato a esser macrobiotico almeno a cena" alla metà della metà del prezzo di listino. Una decina di anni ben portati e una sola revisione. Ha frigo e tre bei cassettoni congelatore, pulsante avviso guai e pulsante mega congelazione. Altissimo..per pulirlo bene uso la scaletta ;-)) L'esterno è un'ode al delirio di bigliettini, magneti e foto del nipotino.



Grado di riempimento: dipende dai giorni, dal sabato al mercoledì è la succursale del supermercato, dal giovedì comincia a esserci l'eco.

Cinque cose che non mancano mai:
a parte verdura (soprattutto cavoli) e limoni/lime?
tofu
olive/sottaceti in generale
senape di almeno due tipi differenti
umeboshi
birra

Quante volte all'anno lo sbrino:
il frigo mai perché no frost, il congelatore almeno ogni due mesi o quando i blocchi di ghiaccio diventano invadenti (devo cambiare la guarnizione ma sono molto pigra)

martedì, marzo 21, 2006

Le 10 cose che non vorrei/vorrei o farei in un ristorante



Via Sandrina da un'idea di Lorenzo ecco il mio decalogo da ristorante...che per una macrobiotica petulante in un paese di ristoratori carnivori, formaggiosi e a volte presuntuosi è come rigirare il coltello in una ferita aperta. Farò quindi onore al mio nome ;-D

1. vorrei un ristoratore che non andasse in panico di fronte a chi non mangia carne o latticini (certo non lo pretendo alla casa della bistecca o nella baita del bagoss ;-))...soprattutto che sapesse che panna e burro sono dei latticini così come il prosciutto o il brodo di pollo fan parte delle carni. Prevedere un paio di piatti che non li contengano non dovrebbe esser complicato io ci riesco tutti i santi giorni: che si facciano un un giretto negli usa o a Londra per imparare

2. vorrei menu che non sembrino romanzi e cuochi che non si dilettino di metafore mentre li compilano e non costringano me a una lettura critica

3. vorrei maitre/somellier che sappiano raccontarmi il piatto o il vino, magari il sapore o il profumo senza correre in cucina a chiederlo allo chef e che non partano dal principio che il cliente non capisce un piffero

4. non vorrei un ristorante i cui colori o luce mi rendano difficile capire cosa sto mangiando

5. vorrei la doggy - bag....non sarà elegante portarsi a casa gli avanzi ma a me disturba l'idea di buttar via il cibo o il vino

6. non vorrei discutere con il cameriere o il maitre quando rimando indietro un piatto (capita di rado ma sentirsi dire che le patate van mangiate crude perché così ha deciso lo chef mi pare una stupidaggine)


7. vorrei la carta degli oli e quella degli aceti: non solo ti danno oli discutibili, ma quando parlano di aceto balsamico io vorrei vedere la bottiglietta, ma non quella delle acque minerali...13 euro un'acqua minerale (checchè di fonte hawaina) mi pare una solenne presa per i fondelli

8. non vorrei più metter piede in ristoranti dove i camerieri non comprendono la mia lingua o l'inglese, sono mal preparati e imbarazzati/imbarazzanti perché ho la netta sensazione di sfruttamento di mano d'opera da parte del padrone del ristorante

9. vorrei un ristorante in cui il rapporto qualità/prezzo fosse corretto (in particolare a Milano)


10. vorrei che i ristoranti prestassero attenzione al pane che mettono in tavola. Il pane cattivo rovina qualunque piatto

ne avrei almeno altre 10, per fortuna Lorenzo ha dato un limite....
Passo la palla a

Piperita
Juliette
Perec

lunedì, marzo 06, 2006

Pesto ai blogger



Ho dovuto cedere e comprare i fagiolini egiziani altrimenti questo post usciva tra un paio di mesi ;-)
Ieri ho finalmente ficcato in pentola la meritoria opera di Antonio Tombolini (ancora grazie)!

Non ho potuto farne una versione macrobiotica per cui ho assaggiato il pesto nature in modo da poter dare un giudizio (frequentazioni liguri molto assidue, amici e abuso del prodotto per anni) e poi ho condito le mie trofie con un pesto di broccoli.
Devo essere sincera: le trofie mi sono piaciute moltissimo, giusta consistenza e tenuta di cottura, il pesto non mi ha entusiasmata, per me eccessiva la presenza del formaggio che copriva il sapore del basilico e soprattutto sentivo la scarsa presenza dei pinoli. Buono il fatto che non era salato e non conteneva una dose eccessiva di aglio. Di sicuro meglio di molti pesti in commercio, ma le trofie sono sicuramente il prodotto migliore ;-)

200 gr di trofie San Lorenzo
1/2 vasetto di pesto San Lorenzo
150 gr di fagiolini
1 patata
sale

Pulite i fagiolini e la patata e tagliateli a pezzetti. Mettete sul fuoco una pentola di acqua fredda e unite le patate. Portate a ebollizione, salate e aggiungete i fagioli e le trofie.
In una ciotola versate il pesto, allungatelo con un paio di cucchiai di acqua di cottura e poi versate le trofie, dopo averle scolate. Mescolate delicatamente e servite.

Il mio condimento




3 cimette di broccolo già cotto
3 cimette di cavolfiore viola già cotto
1 cucchiaio di pinoli
1 spicchio di aglio
1 cucchiaio di lievito di birra in scaglie
olio extra vergine d'oliva
sale

Il tutto nel frullatore aggiungendo l'olio alla fine fino a raggiungere la consistenza desiderata.

domenica, dicembre 18, 2005

The Christmas CookBook

In un momento di delirio mi ci sono iscritta anch'io.....è il The Blogger's Christmas cookbook di Macchianera nato secondo me dal desiderio del Neri di avere una serie di ricette originali da rifililare ad amici e parenti sotto le Feste.
A me piace il Natale in un modo quasi imbarazzante, addobbo casa, faccio con le mie manine i regali per gli amici (quasi sempre è cibo ;-)), canto canzoncine idiote e partecipo a tutte le cene e pranzi natalizi che mi capitano a tiro, ad esclusione di quelli aziendali....non arrivo al punto di mettere renne luminose sul balcone, ma ci sto pensando seriamente. Ho passato solo un Natale nella mia vita lontano da tutto questo delirio e mi ha insegnato di quanto ami questo periodo anche se non mi considero né cristiana (se non per cultura) né tantomeno cattolica....quello che mi piace è l'atmosfera e il fatto che per me è solo un motivo in più per aver cura e coccolare le persone che amo.

Non so se vi racconterò cosa vuol dire a livello alimentare essere macrobiotici in una famiglia per metà padana e per metà trentina...;-))

Questo piatto è adattissimo a una Vigilia di magro o un 26 dicembre di recupero.

E' una combinazione di una serie di idee:
una purea di piselli di Sigrid con il wasabi
una ricetta di Allan Bay
la passione per il tempeh
la lunga lezione sui tortellini e sfoglia bolognese di qualche mese fa

strani pensieri notturni



Vellutata di piselli con ravioli ai due ripieni

200 gr di piselli secchi
1 pezzetto di alga kombu
200 gr di farina 0
150 gr di tempeh
150 gr di cavolo nero
150 gr di radicchio precoce
2 cipolline
acqua qb
sale
1 cucchiaino di wasabi in pasta

Mettere a bagno i piselli secchi per una notte, poi cuocerli in acqua e 1 cucchiaino di dado vegetale. Una volta che sono morbidi aggiungete il wasabi, fateli raffreddare e poi frullateli in un blender fino a ottenere una vellutata.
Impastate farina 0 e acqua tiepida fino a ottenere una pasta non troppo morbida. Lasciatela riposare coperta per una notte.
Precuocete il tempeh in una soluzione di metà acqua e metà shoyu per almeno 30 minuti, poi scolatelo e tgliatelo a pezzetti.
Affettate sottile i cipollotti, le foglie di cavolo nero e il radicchio.
In una pentola fate stufare metà dei cipollotti, metà del tempeh con il cavolo nero poi frullare fino a ottenere un impasto abbastanza sodo. Fate lo stesso con il radicchio e il resto degli ingredienti.
A questo punto riprendete la pasta, lavoratela per 5 minuti e con la macchinetta stendete delle sfoglie sottile.


Tagliate dei quadrati, ponente sopra una noce di ripieno, chiudete a triangolo (o come più vi aggrada) premendo bene sui bordi. A seconda della dimensione dei quadrati vi verranno dai venti ai cinquanta ravioli che potranno essere congelati o conservati per un paio di giorni in frigo.


Scaldate la vellutata e cuocete i ravioli al vapore o in acqua bollente e salata. Impiattate con la vellutata a specchio e tre/quattro ravioli a persona.


e questa per dimostrare che è veramente un lavoro della cuoca petulante....segni particolari???


Link
Tocco di zenzero
Sigrid
Lilli
Ivano

giovedì, novembre 17, 2005

Disfide e dolcetti



Le disfide con Cavoletto su Pepe Rosso continuano...non sempre le segnalo, ma questa volta la sfida a dolci al cucchiaio mi è proprio piaciuta. Una delle cose più difficili della macrobiotica sono i dolci, (inutile sostenere il contrario) spesso sono gnucchi, i libri in italiano sono pochi e propongono dolci poco dolci e che danno poca soddisfazione. Se uno è abituato al dolce italiano fa grande difficoltà a trovare goduriosa la mousse di mela o i dolcetti giapponesi, quindi spesso la soluzione è farne a meno ;-)
Quest'estate a New York dopo un giro per ristoranti vegani da urlo ho fatto incetta di libri di cucina vegan e macrobiotica americana pieni di torte meravigliose e ho cominciato con lo sperimentare mousse e creme. Questa mousse al cioccolato è una vera goduria, facilissima a farsi (a patto di trovare il silk tofu) e soprattutto mi consentirà di fare bella figura durante le feste di Natale.

venerdì, ottobre 07, 2005

My little kitchen



Sigrid ha chiesto ai fod-blogger di presentare la propria cucina, l'antro delle meraviglie e delle sperimentazioni. Il luogo dove, in teoria, dovremmo passare più tempo...per me una casa gira intorno alla cucina (sogno quelle cucina con tanto di divano e piante in un angolo, lo so è terribile...)

La cucina


Ecco qui la mia cucina o meglio quella dove passo più tempo perché essendo una provinciale costretta a vivere a Milano continuo a mantenere una casa in un'altra città dove trascorro ormai solo i fine settimana.
Questa è la mia cucina milanese, non piccolissima, dotata di balcone e di un tavolo gigante dove ho l'abitudine di appoggiare di tutto...pochi i pensili cosa che limita al momento i miei acquisti in pentole ;-) Mi piace perché è giallina e ha la fortuna di dare su un silenziosissimo cortile della Milano vecchia consentendo un risveglio delicato in una città a dir poco fracassona.

Lo scheletro nell'armadio


Più che armadio questo è lo schelotro sempre visibile e soggetto perenne di battute, critiche e commenti...la zona del te e tralascio quello delle teiere e delle scatole (più di 150) che sono sparse in due provincie.
Stamattina ho contato 14 tipi differenti dovuti alla passione, ai viaggi (Mariage frères) e alla rete (Adagio teas) . Ho comunque la fissa dei contenitori in metallo e in vetro: quanto mi piacciono i barattoloni Ikea...
Il te riesco a berlo tutto, non va a male, non fa le bestiole e mi piace avere tanta scelta ;-)

L'elettrodomestico

Sono sempre stata convinta sostenitrice del "bisogna saper far tutto a mano" e lo sono ancora (ho frequentato cucine dove la modernità arrivava al massimo ai coltelli...) e il mio massimo per anni è stato il Minipimer. Quest'anno ho ceduto e mi sono fatta regalare il mega elettrodomestico ovvero il Bimby, oggettino che cuoce, impasta, frulla, miscela...in effetti per i patè è unico, idem per le vellutate (che cuoci nella medesima pentola in cui frulli), mi consente di triturare cose durissime come il macis, la cannella e di fare in casa le farine di riso e farro. Me ne sono innamorata...

La pentola

E' il mio wok di ghisa che staziona fisso sui fuochi e con il quale faccio di tutto dai fritti alle verdure saltate alla pasta. A chi usa quelli in metallo leggeri consiglio vivamente di procurarsene uno così, se vi piaccionoi wok la differenza sarà abissale.

La dispensa

Questo è il mio cassetto preferito...spezie di ogni tipo, alghe, germe di grano, lievito in scaglie, addensanti naturali, preparati giapponesi per riso. Insomma tutto quello che mi porto a casa dai viaggi (anche solo nei supermercati etnici).

Passo la palla alle mie tre BBM2 ovvero:

Samantha
Laurence
Maria

con a seguire spiegazione in inglese (grazie Sigrid ;-))


My little kitchen

Five questions about your kitchen, a place where you're presumed to spend quite a bit of time...

1) Show us your kitchen ( a picture) and tell us what is it about this place that reflects your own personnality.
2) Open a cupboard (the one you feel to open), take a picture and tell us what we see.
3) Present us your favorite kitchen-based electrodomestic tool.
4) Take out the ingredients you like the most, the ones you always keep stored.
5) My little steel friend: present us to your favorite cooking/baking receipient.

venerdì, agosto 12, 2005

Le mie madeleines ovvero i cibi dell'infanzia



Nella blogosfera anglofona e francofona gira da un paio di settimane un nuovo questionario ovvero "Quali sono i cinque cibi (piatti, pietanze, prodotti in genere) che hanno fatto parte della vostra infanzia e che ancora oggi ricordate con nostalgia?"
Sono stata una bambina molto più interessata alla cucina che al mangiare, anzi fino ai 16 anni ho considerato i pasti un odioso rito da consumare in fretta...pasticciare invece era una cosa che avrei voluto durasse per ore.
Da sempre sottopeso (ho il metabolismo di un velocista...) ho fatto impazzire mia madre nel farmi mangiare carne e verdure...ci sono però cibi dei quali ancora oggi riesco a rievocare consistenza e profumo.
Come si noterà ero ben lontana dalla macrobiotica....;-) per fortuna!

Lascio il questionario a Cenzina del Cavoletto, a Oliver e Nicky di Delicious Days e al conterraneo Rusvitt di Tirebouchon.
Io vado in vacanza per una decina di giorni tra Toscana e Parigi (macrobiotica e pura goduria ;-)), riuscirò a postare impressioni e foto più che ricette...


Gli strangolapreti della mamma (i gnocchi in generale)
Sono gnocchi di pane e spinaci conditi con burro fuso tipici di Trento. Mio fratello e io avevamo la possibilità di scegliere cosa mangiare un sabato sera a turno e io sceglievo invariabilmente o gli strangolapreti o i gnocchi di patate. Ho imparato a farli, credo, a quattro anni, ma ancora oggi sono legati a mia mamma. E' capace di farmeli a Ferragosto e senza burro pur di farmi contenta.

Lo zelten della mamma
Dolce tipico trentino a base di frutta secca (da non confodere con quello altoatesino) di cui ogni famiglia ha una ricetta segreta e così mia mamma. Ogni Natale ne prepara circa 35 da regalare ad amici e parenti. Così ogni pomeriggio di dicembre della mia infanzia (e non solo) è trascorso nella lunga preparazione di questo dolce: spaccare le noci, pulire le mandorle e tagliare a pezzetti tutta la frutta, impastare e decorare. Freddo fuori, caldo e dolce in cucina...pomeriggi di chiacchiere e operosità.
Per me coincide con l'odore del Natale e forse è l'unica ricetta di cui non passerò mai la ricetta (mia mamma mi ucciderebbe).

Bagnetto con le acciughe delle zie
Ero una bimba ben strana: allora come oggi non andavo matta per i dolci, ma per tutto quello che era salato e per i sapori forti. Le mie zie, sia quella di Torino sia quella di Novara, preparavano una salsa a base di prezzemolo, aglio, olio e un goccio di aceto in cui venivano messe a bagno le acciughe dissalate. Il bagnet è in Piemonte la tipica salsa da bollito, ma definisce anche le salse in cui i cibi vengono "messi a bagno" e ci si può sbizzarrire dalle uova al pesce fino ai peperoni.... Ne mangiavo delle quantità incredibili ed ero forse una delle poche bambine il cui fiato a 5 anni era degno di un torinese il lunedì mattina (dopo la bagna cauda domenicale)...ancora oggi ne vado matta.

Pane e salame della duja
Il salame della duja è un salame sottograsso tipico del Novarese (il nome deriva dal coccio dove veniva messo a stagionare). Mi ci hanno tirata sù: visto che ero inappetente e sottopeso mi venivano consentiti più sgarri che agli altri bambini. Di non poca imporatanza era poi il fatto che sia i miei nonni sia i miei zii lo producevano e quindi ne avevamo a chili nel frigo e in cantina.
Ancora oggi il suo odore mi ritrasporta nella cucina di mia zia in cascina quando mi veniva preparata la michetta con fette di salame alte un dito e, quando c'era, anche un pochino di burro.

Pizza Catarì
Mia mamma non ama preparare tutto ciò che deve lievitare a lungo e mia padre detesta la pizza, questo ha voluto dire che fino all'adolescenza di pizza e focaccia ne ho mangiata ben poca. Negli anni Settanta erano, però, comparsi nei supermercati i primi preparati per piazza istantanea, quasi ogni domenica d'inverno mia mamma ne preparava una teglia con prosciutto e mozzarella....mi pareva di mangiarne sempre troppo poca. Questo giustifica il fatto che io non solo adoro pizza (senza la mozzarella per altro) e focaccie, ma le paste lievitate sono il mio cavallo di battaglia in cucina ;-)). La pizza Catarì è tuttora in vendita e nei momenti di massima nostalgia o tristezza mi è capitato di prepararmela...il sapore è lo stesso! Magia della chimica ?


Uno dei miei ricordi d'infanzia più forti è però il dito di vino che prima una zia senza figli poi mio padre hanno cominciato ad aggiungere alla mia acqua (solo nei giorni di festa, però ;-)) a partire dai cinque anni....questo ha fatto di me una macrobiotica che apprezza il buon vino, soprattutto quello rosso e terroso del Piemonte.

lunedì, giugno 13, 2005

La cuoca della porta accanto

Affettuosamente pungolata dal Cavoletto, alias Cenzina, ecco le mie risposte alla versione italiana del questionario a catena, opera di Delicious days....chiedere di far lo stesso a tutti i blogger culinari (e non) e lasciarne segno? ;-) Beh! passo ufficialmente la palla a Ribollita, a Tirebouchon e a Il cuore è una frattaglia.....


Il tuo primo ricordo di te stesso cucinando
Le mie mani che fanno le bisce per gli gnocchi di patate e la mia prima torta con il mitico "Dolce forno" della Harbert, che cuoceva con il calore di una lampadina.
La cucina è stata la stanza in cui ho passato più tempo durante tutta la mia vita, quindi molti dei miei ricordi profumano di torta di mele o di minestrone.

Chi ha influenzato di più il tuo stile culinario
Banale...la mia mamma, che priva di baby sitter e scuole a tempo pieno ha fatto della cucina la nostra stanza dei giochi, consentendoci di usare forni e fornelli veri. Mi ha insegnato che in cucina non si butta mai nulla (al massimo si mette in freezer), che bisogna saper fare di tutto (anche quello che non piace) e che bisogna avere il coraggio di sperimentare. Mi ha spinto a leggere i ricettari, anche se lei fa tutto a occhio, e a imparare a cucinare tutto quello che lei non ama come il pesce o le paste lievitate. I profumi della mia infanzia sono i profumi dei dolci trentini, torta di mele, strudel e zelten.

Possiedi del materiale fotografico che possa provare un interesse precoce per il mondo culinario? Te la senti di farcelo vedere

Non so perché, ma non ci sono foto, nemmeno recenti, di me in cucina. Poche mentre mangio, tanto più che da bambina consideravo cucinare divertente e mangiare un vero supplizio.
Mi sono rifatta ampiamente negli ultimi 15 anni ;-)

Hai qualche fobia culinaria? Un qualche piatto che solo a pensarci ti viene il sudore

Le carni visto che non le cucino molto spesso e, da macrobiotica, il seitan, quando lo faccio in casa ho paura che non risulti abbastanza saporito.

Il gadget in cucina che funziona meglio / quello che ti ha deluso di più
Sono una maniaca dei gadget. Non amo molto quelli elettronici, ma vado in estasi davanti a stampini, mattarelli, macchine per la pasta. Quello che funziona meglio è il Bimby (acquisto recente), oltre al vecchio Minipimer; quello che è a un passo dalla pattumiera è la sparabiscotti.

Un abbinamento cibario strano che mi piace e che probabilmente non piace a nessun altro...
Riesco a mangiare aringhe e salmone appena alzata e vado pazza per le alghe cosa che sconvolge non poco i miei amici italiani, ma abbinamenti perticolamente strani non mi vengono in mente.

Quali sono le 3 cose commestibili senza le quali non potresti vivere
Olive, tahin, tea....riesco a fare a meno di tutto o quasi, ma perché rendersi la vita più triste?

3 domandine al volo
il tuo gelato preferito
: lo so è una bestemmia, ma non mi piace per nulla il gelato
Non mangerai mai: i cetrioli, mi fa orrore anche solo l'odore
il tuo piatto/firma: uno solo??? patè di alghe, tempeh al balsamico, insalata tiepida (per i non macrobiotici, visto che è a base di lardo e formaggio di capra) e poi tutto quello che pane, pizza e torte salate.

mercoledì, maggio 25, 2005

Un libro di cucina come una fiaba




Ha iniziato Spiceblog e così ho scoperto quanti maniaci esistono... i libri di cucina sono come fiabe: ci entri e non sai cosa trovi, la solita Cenerentola o le sensuali fate russe, l'imprevedibile Belle o il saputello Piccolo principe. Io mangio le parole e le foto, dopo, forse, cucino sul serio e spesso racconto la stessa fiaba con un protagonista differente.

La logica che regge questo scaffale?
Gli scaffali in due differenti case su quattro differenti librerie.
Per ora sono divisi in Cucina tradizionale, Cucina vegana e macrobiotica, Cucina quotidiana e Libri da tutto il mondo ovvero quelli che mi porto a casa come souvenir ogni volta che esco da Milano.
Se dovessi riunirnirli tutti insieme litigherebbero fra loro e io mi renderei conto che neanche se vivessi due vite potrei mai cucinare così tanto!!

Il libro che raccommando?
Il Candle Cafe Cookbook per scoprire la creatività americana nella cucina vegana, tutti i libri di Trish Deseine per ispirarsi, i libri di Aveline Kushi e Guarire con il cibo per imparare le basi della cucina macrobiotica. I libri americani sono i migliori perché storicamente da più tempo utilizzano alcuni alimenti e perché i movimenti vegani e macrobiotici hanno portato allo sviluppo di vere e proprie comunità, cosa che non è accaduta in Europa (basta guardare i supermercati per capirlo).

Il libro di cucina che vi ha reso quello che siete?
Ho iniziato a leggere i libri di ricette come fiabe da bambina grazie al Talismano della felicità, in cui alcune ricette prendevano anche due pagine e parole come cremor tartaro mi portavano nelle cucine di antichi palazzi. La Cucina naturale (un ricettario non più in comemrcio) mi ha fatto invece scoprire il genio italiano nella cucina vegetariana/vegana, così come Due in cucina di F. Gosetti mi ha insegnato tutto su come si scelgono, puliscono, cuociono verdure e pesci.

Il libro di cucina più porno? (capire: 'sensuale', 'gustoso', ovviamente..)
La cucina bruta di J. Dumoulin e N. Le Bec. Foto e testi pieni di forza e sensualità. Pagine intere su cibi che credo non mangerò mai, come il fegato, ma che sono eccitanti da leggere.

Se ne poteste salvare solo?
Di sicuro i miei Moleskine neri. Quaderni che contengono tutto quello che mi serve, idee, informazioni raccolte negli anni, suggerimenti di amici e maestri, nulla che possa essere sostituito con un libro.

Se fossi un libro di cucina quale saresti?
A metà fra il Candle Cafe Bookcook e il Talismano della felicità, con una spruzzata di Macrobiotcs Cookbook, un misto fra creatività, macrobiotica e cucina tradizionale.

Se i vostri libri di cucina fossero preziosi da doverli nascondere insieme ad altri valori, quale sarebbe il posto?
In piena vista! Nascondere qualcosa a cui tengo non ha molto senso, non potrei godermela neppure io...