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venerdì, marzo 14, 2014

Zucche zucche zucche

















Ormai sono conosciuta al mercato per essere quella delle manie, zucche e cime di rapa fino a primavera, poi carciofi e asparagi, niente frutta, tanti limoni e radicchio a gò gò.

Queste purtroppo sono le ultime, ma ne ho congelate a chili e ho scoperto di recente che se voglio farmi regalone, visto il costo assurdo, mi compro una butternut al NaturaSì.

La zucca la amo sempre, comunque, in ogni dove e con qualunque cosa, dalla pasta ai dolci.
Peccato che quest'anno non solo non abbia mai fatto freddo, ma abbia fatto caldo troppo presto per cui la stagione si è accorciata parecchio.
Il loro dolce naturale però fa bene tutto l'anno: calma gli eccessi glicemici, tranquillizza la voglia di dolce e coccola lo stomaco, magari già messo a dura prova dai gelati.

Questa ricetta è dedicata a chi ama l'agrodolce e le cotture magari non lentissime, ma non da ultimo minuto. Ha però il vantaggio che il sapore migliora il giorno dopo e che se avanza è perfetta se messa in un fagottino di sfoglia e piazzato in forno.
Secondo me un buon accompagnamento può essere una pietanza dal sapore leggermente piccante.
Per cotture del genere io prediligo il wok o le pentolone di ghisa.


500 gr di zucca a pezzetti
1 cipollotto a fettine sottili
1 cucchiaio di malto di riso (o agave)
2 cucchiaio di mirin
1 cucchiaio di olio di extra vergine leggero o altro olio vegetale
1 cucchiaino di olio di sesamo
acqua qb
sale
semi di sesamo

Tostate i semi di sesamo a secco e poi dategli una piccola pestata con il retro di un cucchiaio.
Fate scaldare l'olio e salateci il cipollotto, poi unite la zucca, il malto e il mirin e saltate per 5 minuti.
Il sugo si addenserà, coprite di acqua e fate cuocere a fuoco dolce.
Quando sarà tutto molto morbido ma non disfatto, unite l'olio di sesamo e i semi pestate. Aggiustate di sale e servite. Pare strano, ma la zucca così è buona anche a temperatura ambiente.
A posto di semi di sesamo e sale, potete usare (meglio!) il gomasio.

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E qualche cosa faccio a parte cucinare le stesse cose o dimenticarmi di fotografare quelle nuove.

Volete saperne di più sulla macrobiotica, vi interessa parlare di alimentazione, sapere come sopportare questa eterna primavera (o eterno autunno) senza impazzire e sentirvi pieni di doloretti???
Volete riempirvi di energia con fatica minima???

Il 5 aprile al centro Il segreto dell'acqua di Sesto San Giovanni terrò una mini conferenza sull'argomento!

Un cosa non troppo noiosa o dolorosa, un paio di ore (o qualcosina di più) di mattina, in cui introdurrò l'argomento "come essere macrobiotici un giorno a settimana" e risponderò a tutte, o quasi, le domande che mi farete.

Seguirà post più esaustivo, per il momento segnatevelo!

giovedì, gennaio 09, 2014

La zuppa del rientro


















Un bel modo per ricominciare a prendere i ritmi giusti, senza nessun buon proposito.

Le vacanze di Natale mi hanno regalato dei ritmi lenti, tanta tranquillità e molte ore di silenzio; ora tocca rientrare nel mondo senza dimenticare un dono del genere.
... e magari depurandosi un pochino dopo gli stravizi natalizi.

Perfetto è un marito che va al supermercato (io, per contratto, non ci metto piede da 5 anni limitandomi la mercato locale e ai più divertenti negozi bio) e torna con verdure che lo incuriosiscono: ultima in ordine di apparizione il cavolo nero in grandi quantità.

Così ne è nata una sorta di ribollita o zuppa dei due fagioli.

E' perfetta: cavolo ricco di flavonoidi e sali minerali, fagioli riscaldanti e nutrienti (il legume dei reni, organo invernale per eccellenza), cottura lunghissima, ancora riscaldante e rinvigorente.
In più va cotta la sera e mangiata a pranzo o a cena il giorno dopo in modo da consentire ai sapori di legarsi meglio e quindi è ideale se si hanno ospiti a cena e non si vuole far tutto all'ultimo minuto; è anche una meravigliosa schiscetta.

2 mazzi di cavolo nero
1 tazza di fagioli cannellini secchi
1 tazza di fagioli borlotti secchi (io li avevo congelati freschi)
1 cipolla
1 carota
1 costa di sedano
1 spicchio d'aglio
1 rametto di rosmarino
un cucchiaio di timo fresco (o un cucchiaino di secco)
brodo vegetale
peperoncino
4 cucchiai di olio extra vergine

La sera prima mettete a mollo i fagioli per 10 ore e poi cuoceteli partendo da acqua fredda con un mazzetto di odori e uno spicchio d'aglio. Quando sono quasi cotti, scolateli e metteteli da parte.
Tritate aglio, peperoncino, cipolla, carota e  sedano e metteteli in una pentola larga con il fondo pesante insieme all'olio, al peperoncino e a un pizzico di sale e fateli stufare.
Lavate le foglie del cavolo nero e tagliatele a pezzi, schiacciando con il coltello la vena centrale legnosa (in questo modo la romperete, diventerà morbida in cottura e eviterete di fare troppo scarto).
Al soffritto unite i fagioli e il cavolo e fate saltare per un paio di minuti poi coprite con il brodo vegetale e fate cuocere per almeno due ore.
Per avere una consistenza più cremosa, frullate un paio di mestoli di zuppa.
Mettete al fresco per almeno una notte e il giorno dopo fate cuocere di nuovo per un'ora.
Prima di servire, in un pentolino scaldate appena un cucchiaio di olio con il rosmarino e il timo tritati e poi versate sulla zuppa.
Servite bollente con fette di buon pane vecchio o passato al grill (e magari fatto da voi) sfregato d'aglio. C'è chi, come mio padre e mio marito, mette il pane sul fondo dei piatti, ma a me non piace molto la consistenza e quindi preferisco tenerlo a parte e romperne dei pezzi nella zuppa man mano che mangio (ognuno è anomalo a modo suo).


martedì, marzo 26, 2013

Curry di cavolfiori e patate dolci




















Il curry è uno dei miei cibi coccola: caldo, colorato, morbido e pieno di profumi. 
Viste le previsione dei prossimi giorni (è la prima volta che a marzo il mio terrazzo è ancora in assetto invernale) potrebbe diventare la portata principale del pranzo di pasqua.
Mi rimette al mondo durante le giornate di pioggia o quando sono molto stanca. Il profumo del curry e del basmati sono gli unici odori di cibo che riesco a tollerare fino a sera.
Ne faccio sempre in quantità industriali in modo da averne un po' nel congelatore come forma di pronto soccorso quando torno a casa troppo tardi o non ho voglia di pensare a cosa ho nel frigo.
Mi basta solo aggiungere del basmati integrale o semi integrale come accompagnamento e ho la cena perfetta.

Inoltre è un ottimo svuota frigorifero e si può fare più o meno con tutto.
Per le spezie potete usare la pasta di curry thai (ne vado pazza, è un mix geniale), i mix per curry già pronti o sbizzarrirvi con curcuma, cardamomo, assa fetida, cannella, peperoncino, zenzero etc. 

Di solito  lo preparo la sera per il giorno dopo in modo che tutti i sapori si assestino e si mescolino per bene.

Il latte di cocco può essere sostituito dal brodo vegetale (non usate mai il latte normale o peggio la panna); la cremosità è data dalla lunga cottura.

Se volete 5 minuti prima di servire potete unire dei gamberi sgusciati.


2 cipolle gialle
2 spicchi d'aglio
1 cavolfiore diviso a cimette
1 patata dolce grande
1 lattina di latte di cocco da cucina
1 cucchiaino colmo di pasta di curry thai giallo
1 pezzo di zenzero fresco di 3 cm
il succo di un limone o di un lime
2 cucchiai di olio di sesamo o di arachidi bio
prezzemolo o coriandolo fresco
brodo vegetale qb

Affettate molto sottili le cipolle e lo zenzero e tagliate a tocchetti la patata dolce (di solito sono enormi).
In un pentola di ghisa o adatta alle cotture lunghe, scaldate l'olio con la pasta di curry e metà dello zenzero. Quando le spezie cominciano a profumare, unite le cipolle con un pizzico di sale, mescolate bene e stufate fino a quando non diventeranno trasparenti.
Unite il cavolfiore e la patata, mescolate bene e coprite con brodo vegetale.
Quando il brodo si sarà assorbito unite il latte di cocco e fate cuocere per almeno altri 30/40 minuti.
il tutto dovrà essere quasi disfatto e morbidissimo.
Aggiustate di sale e di piccantezza unendo altro curry (fatto scaldare in un pentolino a parte con pochissimo olio) o del peperoncino.
15 minuti prima di servire unite del prezzemolo o coriandolo fresco tritato, lo zenzero e il succo del limone. 
Servite con del basmati o del riso a chicco lungo cotto a vapore.

mercoledì, marzo 06, 2013

Gambi di velluto


















Se c'è una cosa che non sopporto è buttare via il cibo; non sono una maniaca dell'utilizzo dello scarto (ci fanno intere trasmissioni e alcune cose mi lasciano piuttosto scettica), ma i gambi di alcune verdure sono buonissimi soprattutto se cucinati freschi.

Massimo, il mio spacciatore verdurifero, ha quasi sempre broccoli e cime di rapa spettacolari e se mi ricordo di cuocerle nel giro di 24/36 ore posso utilizzarle quasi al completo. Diversa è invece utilizzare quelle robine mollicce e depresse che a volte si possono scovare nel frigo quando per troppi giorni si è fuori casa o ci si dimentica di fare pulizia prima delle ferie. In questo caso ci si può fare la "zuppa del senso di colpa" o del buon dado vegetale (se non sono cavoli).

L'altro giorno mi sono ritrovata con gambi di broccolo, cime di rapa e parte verde dei porri e ne ho fatto una vellutata deliziosa, perfetta per questi giorni di pioggerella uggiosa che fa entrare il freddo nelle ossa. 
Tutti i parenti dei cavoli hanno oltre a notevoli proprietà antiossidanti, anche il pregio di scaldare nel profondo i reni e di farci sentire caldi con uno sforzo minimo.
Un cucchiaio di miso fuori fuoco renderà questa zuppa un vero trattamento di bellezza per il vostro corpo.

Non ci sono dosi esatte perché quando si tratta di scarti non si possono fare previsioni.

gambi di broccolo
gambi di cime di rapa
foglie esterne e dure delle cime
parte verde dei porri
olio extra vergine d'oliva qb
brodo vegetale
sale 
1 cucchiaio di miso (qualità a vostro gusto)

Mentre pulite le verdure, separate i gambi o le parti esterne dure e filacciose. Togliete la parte più esterna dei gambi dei broccoli e dei porri (sono durissime e spesso molto sporche o rovinate) e fate il tutto a pezzetti.
In una pentola dal fondo pesante mettete un cucchaio di olio e saltate prima i porri poi tutte le altre verdure per qualche minuto. Coprite di brodo vegetale o di acqua a cui avrete aggiunto un cucchiaio di dado vegetale, meglio se fatto in casa e fate cuocere fino a quando tutto non sarà morbidissimo.
Passate la minestra al minipimer, aggiustate di sale e pepe, unite fuori fuoco il miso e servite ben caldo con dei crostini.
Se volte aumentare la densità della zuppa, unite anche dei fagioli già cotti.

venerdì, gennaio 11, 2013

2013, inizi e coccole



















BUON ANNO!!!!
Non ho ancora capito se il 2012 mi è piaciuto o no, ci son state tante cose buone, ma sul finire (e purtroppo anche sull'iniziare) ho detto addio a un po' troppe persone.

Ho iniziato l'anno dall'altra parte del mondo (sempre la stessa da qualche anno), girando a piedi una città che amo molto ed evitando l'eccesso di cibo che caratterizza da sempre il periodo delle feste.

Tornata in Italia, forse a causa del jet lag che mi fa avere fame ad orari assurdi, ho una voglia matta di cibi caldi, morbidi e molto coccolosi.
Mi sono mancati tutti i cavoli e i loro parenti, che in Giappone non usano moltissimo, e quindi ho provveduto a riempire subito la dispensa di crucifere di ogni genere.

Oddio a dir il vero, ho dato la lista della spesa al marito con scritto un broccolo, un cavolfiore e mi sono ritrovata due broccoli e due cavolfiori di dimensioni ipertrofiche.

I gnocchi sono il mio cibo preferito, quello da ultimo pasto del condannato; quando la mia mamma vuole coccolarmi sul serio mi fa gli gnocchi, di pane, di patate, di farina poco importa, a me piacciono sempre.

Se li fate con le patate, chiedete quelle vecchie, le nuove o simili non vanno bene, al posto degli gnocchi vi ritroverete un bel purè. E se le patate son buone, userete poca farina (e non metteteci l'uovo che tanto stanno insieme benissimo senza).

Questa volta Gnocchi con salsa di cavolfiore e pistacchi

600 gr di patate vecchie 
farina qb
un cavolfiore piccolo
2 cucchiai di pesto di pistacchi o 3 cucchiai di pistacchi macinati fini
1/2 spicchio di aglio
il succo di mezzo limone
erba cipollina
sale
pepe
olio extra vergine

Cuocete al vapore le patate con la buccia, sbucciatele calde e passatele nello schiacciapatate (non usate mai e poi mai il robot da cucina). 
Mettete la massa calda sulla spianatoia e unite farina fino ad avere un impasto lavorabile e non appiccicoso.
Fate tante biscioline, tagliate gli gnocchi e passateli o sul rigagnocchi o sulla forchetta o sul retro di una grattugia.
Metteteli su dei vassoi infarinati, fateli asciugare per un paio di ore e poi cuoceteli in acqua bollente salata, appena emergono scolateli con una schiumarola e conditeli.

Fate a cimette il cavolfiore e cuocetelo sempre al vapore fino a quando non sarà molto morbido.
Frullate con il frullatore a immersione il cavolfiore, il pesto di pistacchi, il succo di limone (dà una nota acida piacevole e mantiene bianco il cavolfiore), l'aglio, sale e pepe, olio exrtavergine e un pochino di acqua calda fino a ottenere una salsa vellutata e liscissima.

Conditeci i gnocchi.

PS Se fate troppi gnocchi, congelateli distesi sui vassoi e poi metteteli in tanti sacchetti. Se invece vi avanza salsa, unite un cucchiaio di fecola per renderla un pochino più densa (se è già densa di suo, meglio) e avrete un ottimo patè per i crostini.

mercoledì, settembre 26, 2012

Hot Hot Hot

È autunno!!!!
La mia seconda stagione preferita: il tempo si rinfresca, il cervello mi si schiarisce e le mie energie son meglio ora che a giugno.
Ci sono le zucche e i cavoli!!!!!!
Ho una gran quantità di progetti coi quali vi ammorberò nelle prossime settimane e iniziamo con il primo e forse il più tradizionale: conservare.
Avete coltivato qualche piantina sul balcone? Volete portarvi i colori e i profumi dell'estate anche nel grigiore di novembre? Volete predisporre qualche regalino home made per Natale?
Cominciamo!

Premessa
Ho una parte del terrazzo che è al sole dalle 11 alle 9 di sera cosa che mi ha costretto negli anni a selezionare piante che sopportano la lunga insolazione (e a organizzarmi per le innaffiature) e tra queste i peperoncini si sono rivelati i più resistenti e soddisfacenti.
Ho iniziato da un paio di piantine di peperoncini di caienna presi per caso in una serra per finire ad avere otto piante di sei qualità diverse e di diverse altezze.
E non sono nemmeno una fissata del piccante, giusto in estate e in alcune preparazioni. Però le piante le adoro, sono colorate, relativamente facili da coltivare ed è bellissimo vedere i peperoncini passare dal verde al viola, fucsia, arancio e rosso a seconda delle qualità.
Ho scoperto che alcune qualità di peperoncino (come i caienna e affini) sono piante che hanno bisogno di grandi vasi e diventano alte quasi 150 cm, questo mi ha anche spiegato perché prima i miei raccolti erano più contenuti.
Finora ho raccolto più di quasi cento peperoncini e ne raccoglierò più di quaranta prima della fine della stagione.
E quest'anno metterò via i semi e proverò a coltivarle da zero il prossimo anno.
Ma che me ne faccio di così tanti peperoncini?
Per fortuna ho selezionato tre qualità piccanti (caienna, fuoco della prateria e calabrese) e tutte le altre aromatiche (pendolino, arlecchino e un paio che non ricordo).

A parte seccarli, congelarli (suggerimento del fratello), regalarli (sempre al fratello), l'altro giorno li ho trasformati una pasta aromatica e piccante, variazione di una ricetta americana, che diventerà uno dei miei regali di Natale.

Se non avete coltivato peperoncini sul terrazzo (leggasi non siete svitati come me, parole del marito), potete comprare i peperoncini freschi, che in questa stagione trovate su tutti i banchi dei mercati.
La salsa di pesce thai (da non sostituire con acciughe o similari perché il sapore cambierebbe parecchio) è la nota particolare. La trovate in tutti i negozi etnici, puzza in modo assurdo, ma da cotta è fenomenale; potete sostituirla con metà dose di colatura di alici. Ometterla è un po' un peccato.
Rispetto all'originale ho usato meno pomodori perché non li amo molto, ma servono a dare corpo alla salsa.



100 gr di peperoncini freschi (ho mischiato caienna e aromatici)
8 spicchi di aglio rosa grandi
2 scalogni
2 cipollotti
4/6 pomodori da salsa 
4 cucchiai di acidulato di riso (o aceto di mele)
2 cucchiaini di salsa di pesce thai  
2 cucchiai di olio extra vergine d'oliva leggero

Sbollentate, pelate e togliete i semi ai pomodori. Affettate i peperoncini e, se volete un gusto meno piccante, togliete parte dei semini. Pulite e affettate l'aglio, i cipollotti e gli scalogni.
In una pentola scaldate l'olio e unite scalogni, cipollotti e aglio e fateli diventare dorati e trasparenti, unite i peperoncini e i pomodori.
Fate cuocere per 20 minuti poi unite acidulato di riso e salsa di pesce e continuate a cuore fin quando tutto non diventa morbidissimo e consistente (la salsa non deve essere liquida).
Frullate con un minipimer e versate la salsa in vasetti sterilizzati. Chiudete con capsule nuove e fate fare il sottovuoto o mediante bollitura o capovolgendo i vasetti.
Nella pasta e nel minestrone è fenomenale.

lunedì, luglio 23, 2012

Salutiamoci: Zucchine for dummies


Son stata in vacanza, son tornata e ci ho messo dieci giorni a riadattarmi al caldo e alla città, e in questi dieci giorni non ho avuto un attimo o una serata per potermi schiantare liberamente sul divano o per cucinare.


Spero da questa settimana di acquisire i ritmi del bradipo estivo, curare le mie povere piante, svenire sulla sdraio in terrazzo prima di cena e far contenta la micia più vecchia e sorda del mondo che esige di potersi sdraiare su di me e coprirmi di pelo per almeno un paio d'ore a serata.


Ho saltato il Salutiamoci di giugno, dovevo partire, avevo finito l'orzo e non mi sognavo nemmeno di comprarlo e poi lasciarlo alle maledette farfalline per due settimane.
Questo mese, invece, si parla di zucchine e il blog ospitante è quello della mia cara Cobrizo.


Premetto una cosa, son strana e non ho mai amato le zucchine; a me han sempre fatto l'effetto fagiolino: li mangio, ma li trovo insulsi e di mio nella pentola non li metto mai.
Con le zucchine mi son dovuta ricredere negli anni, mi piacciono, le uso spesso e argino il marito che le mangerebbe anche a gennaio (piene di semi e giustificatamente più insulse di un fagiolino).


Quest'anno le zucchine le sto pure coltivando,  più per i fiori che stanno già spuntando e che avranno una ricetta a parte.



Questa ricetta fa parte anche del Piantiamo e mangiamo ... infatti dentro ci son parecchie erbe del mio terrazzo e un fiore di zucchina che una delle micie aveva staccato - nonostante l'età ragguardevole, sono parecchio creative - e stava lanciando di sotto.

Io le ho piazzate (non le micie, ma le zucchine) su una meravigliosa bruschetta ricca di aglio.

10 zucchine piccole
5 foglie di erba limoncina (in alternativa poca buccia di limone)
erba cipollina a piacere
timo a piacere
1 peperoncino rosso fresco 
un fiore di zucchina a listarelle (opzionale)
uno spicchio d'aglio
due cucchiai di olio extra vergine
1 cucchiaio scarso di aceto di vino rosso (non balsamico)
sale


Tagliate le zucchine a rondelle sottili e saltatele in padella con l'olio, il peperoncino a fettine e l'aglio fino a quando non saranno un po' abbrustolite e ancora croccanti. Il trucco sta nel non metter sale, se lo mettete in cottura la zucchina rilascerà tutta l'acqua e si stuferà, quindi trattenetevi.
Unite verso fine cottura le erbe fresche.
Togliete dal fuoco le zucchine, mettetele in una ciotola e conditele con l'aceto, il sale e ancora qualche erba fresca, compreso il fiore.
Lasciate riposare per almeno due ore (meglio ancora se per un giorno) e servitele a temperatura ambiente.


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L'erba limoncina



E' una mia scoperta recente e del tutto casuale visto che era una pianta abbandonata in un angolo di una serra e me l'hanno regalata tanto era bruttarella. Rinvasata e messa in un angolo del terrazzo sta prosperando allegramente.

E' una pianta che ha bisogno di sole e acqua e sopporta poco il freddo, quindi fuori in estate, dentro in inverno.
Le foglie hanno un fortissimo aroma di limone e si possono usare secche o fresche sia per insaporire i cibi sia per farne una tisana.
Come la verbena o la lavanda, potete usare le foglie secche e messe in una garza per profumare la biancheria.


Per i peperoncini farò un post a parte e dedicato.


La "creativa" controlla che fine ha fatto il fiore di zucchina.

martedì, febbraio 21, 2012

Salsetta!




















Che ami i cavoli e tutti i loro parenti è cosa ben nota, forse pure un po' troppo visto che persino lo spacciatore siculo di verdura ormai dà per scontato di riempirmi la borsa di cime di rapa, broccoli e cavolfiore quasi ogni sabato. 


Questo sabato però ha superato se stesso con tanti bei broccoletti muniti di un numero infinito di foglie tutte sane e carnose, che han messo in moto i miei due neuroni spenti dai continui cambi di temperatura. A rianimarli ha contribuito anche una pulizia del frigo grazie alla quale ho scoperto,abbandonato in un angolo da almeno 3 mesi, un barattolone di noci dell'albero dei miei suoceri.
Le dosi sono abbondanti e la salsetta può essere un pesto per la pasta oppure, eliminando l'aglio (o lasciandolo, dipende dalla vostra vita sociale), e lasciandola più solida, un paté da spalmare sul pane, anche per colazione se come me detestate i dolci di prima mattina.


20 foglie di broccolo
15 gherigli di noci
1 spicchio di aglio
1 cucchiaio di lievito alimentare (opzionale)
olio extra vergine qb
acqua qb
sale qb


Sbollentate le foglie di broccolo e poi frullate il resto in un mixer.



lunedì, gennaio 09, 2012

Un ottimo inizio


Del Capodanno non mi piace nulla o meglio mi annoia quasi tutto, a parte il cibo a nastro ... per il resto per me è una festa inutile almeno quanto San Valentino, non mando sms d'auguri, evito i festeggiamenti, se non fosse per i botti e per il recupero gatta terrorizzata da dietro la lavatrice alle 23 di norma starei già dormendo sul divano.
Al contrario mi piace tanto colazione del primo dell'anno che da tempo immemore faccio rigorosamente molto presto e da sola (gli altri più o meno dormono) con questi e con questo.

L'eccesso di cibo dei giorni scorsi però mi ha fatto venire una gran voglia di sapori non nostrani e di ricacciar la testa nei miei testi di cucina giappa e in quelli di macrobiotica (non sono necessariamente collegati).

E cosa c'è di meglio che proporvi una ricetta con uno dei miei cibi preferiti: la zucca?!

La ricetta viene da un ottimo libro di cucina giapponese La cucina giapponese di casa di Kurihara Harumi. Lei è un mito della televisione giapponese e propone piatti semplici alla portata di tutti e con ingredienti che si possono trovare con relativa facilità in qualsiasi supermercato etnico o in rete. Se avete il satellite, potete vedere il suo programma di cucina su NHK World.

Nelle sue ricette, cosi come in tutta la cucina giapponese, Harumi usa spesso lo zucchero semolato per il gusto agrodolce, da buona macrobiotica l'ho sostituito con il malto di riso o con l'agave (evitate lo sciroppo d'acero che invece modifica del tutto il sapore). Il sapore dolce va bene, anzi in inverno va benissimo, molto meno bene lo zucchero normale.
Per il sesamo, procuratevene di buona qualità nei negozi bio, lavatelo, tostatelo e con una parte potete farci il gomasio con il resto conservarlo in un barattolo ben chiuso e aggiungerlo all'impasto del pane o sul riso e sulle verdure al vapore. Dura circa un mese.
È una ricetta facilissima, ma rende onore alla zucca tirandone fuori tutta la dolcezza naturale e si può gustare sia tiepida sia fredda.

500 gr di zucca a cubotti
1 cucchiaio di malto di riso
300 ml di acqua fredda
1 cucchiaio abbondante di salsa di soia
1 cucchiaio di semi di sesamo tostati

In una pentola dai bordi alti mettete l'acqua, il malto e la salsa di soia, tenendo la fiamma bassa unite la zucca e mescolate. Non abbandonate la zucca a se stessa. Questa salsa tende a rapprendere e quindi la zucca va tenuta d'occhio e rigirata in modo che si possa caramellare su tutti i lati. Quando la salsa si sarà più che dimezzata e ben rappresa e la zucca si sarà ammorbidita, spegnete il fuoco e cospargete sopra la zucca i semi di sesamo tostati che avrete leggermente pestato in modo da farne fuoriuscire tutto l'aroma.

lunedì, agosto 29, 2011

Zucchine zenzerose




Ricetta veloce del ritorno.
Con oggi finisce la mia pacchia agostana ovvero lo stare in città mentre tutti se ne vanno, parcheggiare ovunque, girare per le vie del centro scoprendo angoli e cortili meravigliosi, lavorare in un quasi totale silenzio, godersi il terrazzo con gli amici che vanno e vengono in continuazione, fare colazione tra le piante, coccolarle e raccoglierne i frutti.
Unico difetto di tutto ciò era ed è (visto che ancora non è tornato) la vacanza prolungata del mio spacciatore di verdura, compensata da qualche regalo di orti amici.
L'orto amico ha regalato zucchine e cipollotti appena colti, di questi però ho utilizzato solo il verde visto che era freschissimo e molto aromatico. E poi ho solo dovuto salvar dal suicidio un rizoma di zenzero.
La ricetta è piccantina e aromatica, perfetta per questo clima meraviglioso, non più caldo e piacevolmente fresco. È così veloce da realizzare che non fa nemmeno sentire il peso del ritorno alle normali abitudini (tipo quella di cucinare tutte le sere!)

5 zucchine medie
3 cipollotti solo parte verde
1 aglio
6 cm di zenzero
1 cucchiaio di olio di sesamo
sale

Tagliate tutte le verdure a fettine sottili. Scaldate nel wok l'olio di sesamo e poi saltateci tutte le verdure per 5/10 minuti in modo da cuocerle ma lasciarle croccanti.
Se vi avanzano potete metterle in un guscio di sfoglia (vegan), passarle in forno per 15 minuti e avere così anche il pasto o la schiscetta del giorno dopo.

giovedì, giugno 23, 2011

Zuppa time!


Capitano periodi in cui il tempo mi par scorrere al doppio della velocità, mi ritrovo a far cinque cose insieme lasciandone sempre quattro indietro, mi perdo i giorni della settimana (è da martedì che son convinta che sia venerdì), mi ritrovo con un gatta dal veterinario meditando sul fatto che non so dove sia finita l'altra e via di seguito ... e allora

STOP!
ZUPPA TIME!

e possono anche esserci 40° tanto quando cuoce me ne sto in balcone a zappettare e poi me la mangio appena tiepida con tanti bei crostini.

Questa è la zuppa della nanna, calma gli animi più frenetici: la lattuga è un sedativo naturale, rinfrescante e depurativa da cruda, si può mangiare anche cotta ed è ideale soprattutto a cena e quando avanza della lattuga o comincia a intristirsi nel frigo.
Per accentuare il carattere sedativo della zuppa e dar una nota leggermente limonosa ho aggiunto della melissa fresca (il green mood dà ottimi prodotti) che però potete sostituire con il prezzemolo e una spruzzata di limone fresco.

1 cipolla
3 patate dolci
1 lattuga
2 cucchiai di olio extra vergine d'oliva
1 cucchiaio di miso bianco
una manciata di melissa fresca (opzionale)
acqua qb
succo di limone qb

Affettate la cipolla la cipolla e fatela stufare nell'olio, unitele patate pelate e tagliate a cubetti e coprite il tutto con acqua a cui avrete aggiunto metà del miso. Fate cuocere per un'ora poi unite la lattuga tagliata grossolanamente e la melissa. Proseguite la cottura per una decina di minuti, poi frullate il tutto fino a ottenere un composto bello liscio. Unite il resto del miso, una spruzzata di succo di limone e servite calda o appena tiepida con tanti crostini di pane integrale.

mercoledì, aprile 13, 2011

Green mood




Con i colori vado a periodi, arancione, rosso, bianco, nero, mai il blu e il giallo che detesto e che mi stanno malissimo! In questo periodo tutto per me è verde, azzurro intenso o ciclamino.
Per il cibo l'azzurro o il ciclamino non sono molto riproducibili, mentre il verde è perfetto ... e poi è tempo di asparagi.

Ecco forse comprarne 4 mazzi è stata un'esagerazione! Ma è una delle verdure che amo alla follia, li ho scoperti tardi nella vita condizionata dal fatto che la verdura lessa mi fa senso e che a casa si mangiavano soprattutto così e coperti di maionese o uova. La prima volta che li ho assaggiati appena scottati con olio e pepe, me ne sono innamorata.
Così sto cucinando asparagi un giorno sì e l'altro pure e con gli avanzi polpette o risotto.

E voi vi beccate le sempiterne polpette.
Prima o poi farò un pdf solo di varianti sulle polpette.

una tazza di riso integrale già cotto
dieci asparagi cotti (anche solo i gambi e le punte le tenete per una pasta)
10 mandorle
1 cucchiaio di lievito in scaglie
1 cipollotto fresco
sale
pepe
1 cucchiaino di timo fresco

salsa di accompagnamento:
2 cucchiai di tahina
1 cucchiaio di acidulato di umeboshi
acqua qb

Frullate insieme tutti gli ingredienti per le polpette fino a ottenere un impasto morbido e che sta insieme, se fosse troppo liquido aggiungete dei fiocchi d'avena o del pane grattugiato e se invece fosse troppo duro del latte di soia. Cuocetele in padella con un filo d'olio.
Unite in una ciotola tahina, acidulato e acqua e mescolate con energia (la tahina all'inizio non assorbe volentieri i liquidi e va convinta) fino a ottenere una crema fluida.


venerdì, febbraio 18, 2011

Le cipolle confortanti


Il cibo coccola è di rado opera mia, dato che nella mia testa se cerco conforto o coccole devono essere coccole al 100% quindi non devo sfacchinare io.

Ho così educato famiglia e amici a far cibo coccola adatto a me e queste cipolle son una cosa per cui Due consigli: usate le cipolle di Tropea o le rosse, diventano dolcissime durante la lunga cottura, e mangiatele il giorno dopo oppure fatele la mattina per la sera, così i sapori si amalgameranno perfettamente.

10 cipolle rosse o di Tropea piccole oppure 5 grandi
2 acciughe sott'olio
1 spicchio di aglio
3/4 cucchiai di olio extra vergine di oliva
3 cucchiaini di timo o prezzemolo fresco
5 cucchiai di pane grattugiato
pepe/peperoncino (opzionale)

Pelate le cipolle e se son piccine mettetele in una pirofila leggermente unta con la punta all'insù e con le dita o un coltello forzate un pochino tra gli strati in modo da aprirle per farci entrare il ripieno; se son grandi invece tagliatele a metà e disponetele nella pirofila con la metà tagliata all'insù.
A parte frullate prima il pane grattugiato con le erbe e l'aglio e poi l'olio con le acciughe.
Prendete l'impasto di pane e mettetelo tra gli strati delle cipolle e poi sopra versate l'olio acciugoso usando un cucchiaino.
Se state pensando "ma perché far prima la Petula non mischia l'impasto di pane con l'olio?" perché alla Petula la roba untissima non piace molto e il pane tende a essere un assorbi olio incredibile.
Non aggiungete sale, le acciughe lo sostituiranno.
Mettete in forno a 160°/180° per un'ora o almeno fino a quando le cipolle non saranno morbide. Per evitare che il ripieno si bruci potete coprire per i primi 30 minuti la pirofila con la carta stagnola.
Son buone anche fredde.

mercoledì, gennaio 26, 2011

El pastiss



Son in periodo di riciclo e pulizia dispensa.
Visto che ora possiedo una vera dispensa stile Nigella (okkei dentro c'è pure la lavatrice, ma per il resto è cibo!), posso finalmente vedere senza uso della scaletta quello che ho e ho troppo.
Quindi niente spesa, se non il freschissimo - leggasi se hai le zucche in balcone da novembre prima si fa fuori la scorta poi si compra altro - per almeno 15 giorni.
Tra le cose che compro ogni volta che vado al mercato son, a parte il riso (4 kg a vista), le lenticchie, non so perché ma vivo nell'ansia di rimanere senza e l'altro giorno ne ho contati 6 pacchettini diversi e 4 qualità diverse. Quindi lenticchie a gogò prima che ci pensino le camole.

A questo aggiungo il fatto che son in periodo morbido, ovvero prediligo i cibi morbidi e coccolosi causa freddo barbino e pessima abitudine a girare non abbigliata all'uopo.
Questo piatto è coccolosissimo e fa felici i bambini, visto che mio nipote se ne è sbafato un bel piatto.
L'ho fatto sia con le patate normali (che uso poco in quanto solanacea molto yin quindi poco adatta al freddo) sia con le patate dolci ed è perfetto per il riciclo di puré o patate bollite avanzati.

100 gr di lenticchie di Castelluccio
3 patate (normali o dolci) cotte
1 tazza di latte vegetale
1 spicchio d'aglio
1 rametto di rosmarino
1 cucchiaio di olio extra vergine d'oliva
2 cucchiai di lievito in scaglie
1 cucchiaio di pan grattato
sale
pepe

Sciacquate bene e cuocete le lenticchie come d'abitudine, ma state attenti a non renderle brodose. A parte scaldate l'olio con lo spicchio d'aglio e il rametto di rosmarino e unitelo alle lenticchie una volta cotte.
Schiacciate le patate con una forchetta o con lo schiaccia patate, unite il lievito, il latte vegetale fino a ottenere un composto non troppo fluido e aggiustate di sale e pepe.
In una teglia leggermente unta fate un primo strato di patate, un secondo di lenticchie e così via fino a esaurimento ingredienti chiudendo però con le patate.
Cospargete il tutto con il pangrattato (a cui si può unire ancora del lievito se piace) e mettete in forno sotto il grill fino a quando non diventa dorato.
Occhio perché ha l'effetto "pomodorino fantozziano" fuori tiepido dentro 1000°.

martedì, gennaio 18, 2011

Torta bordeaux



Nebbia!!!!!
Lo so piace a me e a pochi altri malati di mente, però stamattina quando mi son accorta che anche con gli occhiali non vedevo il balcone della casa di fronte e che c'era l'odor di nebbiona il mio umore ha fatto un balzo di 5 metri.
La nebbia rende romantica perfino la periferia di Milano e crea situazioni di socialità particolari, un po' alla Stephen King, visto che ieri sera mi son ritrovata a far compagnia per un pezzetto a una signora a cui non piaceva per nulla l'idea di fare la strada da sola (mi ha selezionata fra quelli che uscivano dalla metro e, di certo, se fossi stata un uomo non mi avrebbe rivolto la parola ;D).

Quindi un bel colore indosso (per gli americani color orchidea per me ciclamino) e una torta bordeaux son ideali per sollevare l'umore di chi invece la nebbia la detesta proprio.
Unico difetto: vi ritroverete con le mani e le unghie violette dopo aver pelato e tagliato le verdure.

5 cipolle rosse
2 cespi di radicchio rosso tondo
1 cucchiaio di sciroppo d'acero
1 cucchiaio di aceto rosso
2 cucchiai di olio extra vergine d'oliva
15 mandorle
sale
pepe bianco
1 confezione di pasta sfoglia vegan

Pelate e affettate le cipolle, poi mettetele in una casseruola con l'olio, l'aceto, lo sciroppo d'acero e un pizzico di sale. Cuocetele a fiamma molto bassa e coperte fino a quando non avranno raggiunto la consistenza di una marmellata (unite un paio di cucchiai di acqua se vedete che si asciuga troppo)e solo a questo punto unite il radicchio affettato sottile. Cuocete per altri 5 minuti, spegnete e fate raffreddare.
Stendete la sfoglia nella teglia, bucherellatela e fatela cuocere in bianco per 10 minuti in forno a 180°.
Ponete il composto di cipolle e radicchio sulla sfoglia e cospargete di mandorle e rimettete in forno per 15 minuti.
Buonissima appena tiepida o fredda.

mercoledì, dicembre 22, 2010

Sani a Natale???? Augurissimi!!!!!



Alla domanda rispondo: "No, mai e poi mai".
A Natale cucino per 2 giorni, per 2 e 1/2 su 4 tra pranzi e cene e mangio e bevo a tutti e anche di più visto che son giorni che partecipo ad aperitivi, aperisotti (aperitivi durante i quali il padrone di casa ti chiede se vuoi anche due cucchiai di risotto al radicchio e scappa in cucina a farlo), feste e affini.

Come tutti gli anni mi incasino le energie con somma gioia e allegria - le basi no carne no latticini rimangono, ma dopo 10 anni anche i parenti più gnucchi vanno in automatico - tanto poi ho tutto il tempo di riequilibrare.
Continuo a trovare assurdo che tutto si concentri in tre giorni, ma invece di perdere tempo a contestare questa cosa, me la godo con la mia famiglia vera e le tante acquisite negli anni.
Natale ormai mi piace proprio per la sua totale mancanza di moderazione e soprattutto amo gli avanzi di Natale.
Amo far colazione con il salmone marinato della vigilia e i panini dolci, spero di pranzare per due giorni con le lasagne alle verdure di mia mamma o gli gnocchi e nasconderò in fondo al balcone le acciughe al verde del mio papà, la stocco mousse e i cioccolatini della cugina.

Se però mi mancheranno gli avanzi e quei velociraptus di mio fratellopiùfiglio e cugina saran arrivati prima di me, la mia colazione di Natale sarà fatta di salmone marinato e di questo burro di carote e cipolle.
Se vi scappa la mano con l'agar, al posto di spalmarlo lo taglierete a fettine sottili.

5 carote grandi
2 cipolle
1 cucchiaio di tahina
1 cucchiaino di curcuma
1 cucchiaino scarso di agar agar in polvere
sale
brodo vegetale qb

Pulite le carote e le cipolle, tagliatele a pezzetti, mettetele in una casseruola e copritele di brodo vegetale a cui avrete aggiunto la curcuma. Fate cuocere fino a quando non saranno morbidissime, il brodo vegetale si dovrà essere quasi del tutto consumato. Togliete dal fuoco, frullate fino a ottenere un composto liscissimo, unite la tahina e poi l'agar. Rimettete sul fuoco e fate cuocere ancora per cinque minuti mescolando sempre. Aggiustate di sale, trasferite il tutto in una formina leggermente unta e lasciate raffreddare bene.


PS Auguri a tutti!! Che il Natale sia come più piace a voi :)

mercoledì, novembre 10, 2010

Metti un finocchio (cremoso) a cena ... Buon appetito, Mister B.
















E dissentiamo! perché forse a furia di ignorare le sue battute meschine e becere gli si dà l'impressione di essere d'accordo.
E non è così.
Vorrei evitare di vivere in un paese dove essere diversi diventi un problema, dove mi si chieda di uniformarmi a un'idea di donna usabile, di uomo fruitore finale e di sessualità da viagra che non condivido e vorrei pure evitare di continuare a pensa che andarmene da qui sia la soluzione migliore.
E vorrei anche evitare che prima o poi anche non mangiare come gli altri diventi un problema :)
La mia è una piccola voce molto petulante, ma per tutta la vita ho sempre pensato di poter e dover fare le cose senza necessariamente aspettare che gli altri la facciano anche loro e non sono sola a pensarla così visto le ricette pubblicate ;). Andate a vederle cliccando sul finocchio qui sotto ... e chi non ha un blog può mettere le sue ricette nei commenti.




Ammetto però che i finocchi non sono la mia verdura preferita e che per non essere razzista con le verdure e con coloro a cui piacciono parecchio, li cucino così.
E' una vecchio ricetta, ma veloce e perfetta quando si ha poca voglia di trafficare in cucina.

2 finocchi
4/5 cucchiai d'acqua
1 cucchiaio d'olio di sesamo
1 cucchiaio di pinoli
1 cucchiaio abbondante di tahina
sale
Tagliate i finocchi a listarelle e stufateli in una pentola con 1 cucchiaio di olio, un pizzico di sale e un cucchiaio d'acqua. Tostate a secco i pinoli in una padella di ferro o nel forno. Una volta cotti i finocchi, unite i pinoli, la tahina e 3 cucchiai d'acqua in modo da diluire la salsa che in un primo momento sembrerà densissima. Regolate di sale e servite caldi o tiepidi.

Per me invece li cuocio in forno tagliati a listarelle sottilissime e ne uccido il sapore anicioso con una quantità di limone tale da farmi irrigidire i denti per un paio di ore e coprendoli con il pangrattato mischiato a bucce di limone. ;D

martedì, agosto 24, 2010

Appariziò, spariziò!


Causa inagibilità della cucina, parecchio altro da fare e di conseguenza scarsissima voglia di far qualcosa che riguardi il cibo e che non sia di una semplicità imbarazzante o che possa essere cucinato da altri, son in vacanza forzata da blog.
A volte riesco a combinare qualcosa ma o non so dov'è la macchina fotografica o ci penso dopo che è stato sbranato o mi vien sottratto mentre lo sto fotografando.
Abbiate pazienza!
I pomodorini si son salvati dal delirio generale e visto che è tornato il caldo vanno ancora bene ... del ferragosto con la polenta vogliamo parlare????? vabbè che detesto il caldo ma così è stato troppo persino per me ;DDD.

Pomodorini da svuotadispensa, ma perfetti come antipasto, fingerfood o cibo da schiscetta. Son semplici, si mangiano in un boccone, fan una gran figura e piacciono sempre. Il rischio è quello di doverne preparare un centinaio.
Ne mio caso son addirittura una ricetta materna (modificata ma molto poco, ho la mamma inconsciamente macrobiotica), presente per tutta l'estate durante i pranzi in famiglia o con amici.
A me fan casa almeno quanto gli gnocchi e il riso con le verdure ;)

30 pomodori san marzano piccoli
15 cucchiai di pane grattugiato
5 cucchiai di lievito a scaglie
15 foglie di basilico
2 rametti di rosmarino
4 cucchiai di prezzemolo tritato
2 spicchi di aglio
olio extra vergine qb
sale

Tagliate a metà i pomodori, scavateli e mettete la polpa da parte (la userete per un sugo, non buttatela via!), salateli leggermente e lasciateli capovolti a scolate per una mezzora.
Tritate le erbe e l'aglio e uniteli al pane grattugiato e al lievito. Aggiungete l'olio a filo fino a ottenere un impasto granuloso (potete anche sostituire metà olio con un paio di cucchiai di polpa dei pomodori). Aggiustate di sale e pepe.
Mettete i pomodori su una placca da forno leggermente unta e cuoceteli per 20 minuti in forno a 180°.
Tirateli fuori e riempiteli con l'impasto e rimettete a cuocere per altri 15 minuti.
Si possono mangiare freddi o tiepidi.

Piccolo spazio pubblicità
Di rado mi lascio tentare dalla pubblicità sul blog, ma a questa è stato impossibile dire di no.
Amo il design, soprattutto per gli oggetti da cucina, tanto che posseggo miriadi di ciotole e contenitori delle più diverse fogge.
Gli oggetti di Mebel e in particolare la linea Small Entities son bellissimi, ipercolorati e pieni di contrasti ... utili e pratici, sì anche ;DD
Il vassoietto con i cucchiai da fingerfood è trai miei preferiti, ma ve ne mostrerò altri.

martedì, luglio 06, 2010

Sugo rosso rosso rosso



Dopo i giorni tra mare, cielo cobalto, vento costante e fannullismo totale, il trauma del passaggio costante dai 17° dell'ufficio ai 35° della strada allo svenimento sul divano oltre alla mancata conoscenza del deodorante da parte di molti viaggiatori della metro, mi han messo in un costante stato di coma. Per dirne una: non ho visto la scrivania allagata e coperta di sacchi della spazzatura del mio vicino di banco se non quando ho chiesto al vicino perché si era spostato 3 scrivanie più in là e lui mi ha guardato come se fossi impazzita.

E' quindi ovvio che il sugo rosso rosso rosso l'ho fatto prima di partire per le ferie, quando ancora mi domandavo com'è che eravamo passati dall'inverno all'autunno saltando due stagioni.

Ogni estate faccio modifiche al sugo di pomodoro e questa volta devo dire grazie a un nuovo mercato e a un nuovo (meglio dire alternativo, il vecchio potrebbe disconoscermi e privarmi delle sue fantastiche zucchine con fiore) spacciatore di verdura. Costui mi ha conquistata facendomi assaggiare un melone fantastico e dei datterini e delle vere cipolle di Tropea da svenimento. Comprarne più di un chilo a 3 giorni dalla partenza non è stata un'idea furbissima e quindi ecco dove sono finiti.
Lo ripeto ogni estate: la cottura molto lunga aiuta a dare una nota yang a un prodotto molto yin e acido come i pomodori e se volete mangiarli crudi (senza abusarne quindi non tutti i giorni più volte al giorno!) equilibrateli con cibi e cotture differenti.
La mia variazione ulteriore ma non facile a trovarsi è avere dei peperoni cruschi, peperoni dolci che vengono uniti con un filo e fatti seccare, tipici della Basilicata son fantastici fritti oppure a pezzettini su patate, baccalà e pure nel sugo. Ammetto di non sapere dove si possano trovare, io ho una'artistica e deliziosa spacciatrice privata.

600 gr di datterini
2 cipolle di Tropea
2 spicchi d'aglio
15 pomodori secchi
2 cucchiai d'olio extra vergine d'oliva
sale
peperoni cruschi (opzionali)

Tagliate in 4 i datterini, salateli e metteteli su una placca da forno e cuoceteli a 160° per un'oretta ovvero fino a quando l'acqua che avran buttato fuori non comincerà a caramellarsi.
Nel frattempo affettate la cipolla e l'aglio e i pomodori secchi a pezzetti e fate saltare nell'olio per qualche minuto, unite i pomodori con il loro sughetto e fate cuocere a fuoco bassissimo per almeno un'altra ora fino a quando il tutto non si sarà molto ristretto e i pomodori si saranno caramellati. Prima di servire tagliuzzate mezzo peperone crusco sopra il sugo. Non aggiungerei ulteriore sale o pepe.

Nei prossimi giorni una ricetta alternativa per questo sugo drogante ;)