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giovedì, ottobre 18, 2012

Baccalà in tortino



Sono ancora in un tornado, ma visto che non so se cesserà e se ho voglia di scendere dal vortice, non accampo scuse.
Al mercato son tornati tutti i miei spacciatori di fiducia (ho il verduriere che parte per coltivare le terre a inizio luglio e ritorna a fine settembre lasciandomi triste a vagare per banchi sconosciuti), compreso lo spacciatore di baccalà dissalato e sottoli/sottaceti vari. Il mio sogno è rimanere chiusa nel suo magazzino per un fine settimana.

E soprattutto è tornato l'autunno, il freddo, la pioggia, le zucche, i cavoli, le zuppe, etc e io sono sempre più contenta.
Ovviamente è il periodo giusto per iniziare a preparare il corpo al freddo invernale, facendo il cambio della dispensa oltre a quello dell'armadio: via  gelati, bibite fredde, yogurth e affini, benvenuti cereali, zuppe, bevande calde, avena a colazione, verdure tonde etc.

Avevo voglia di qualcosa di caldo, sostanzioso e che mi permettesse di cuocere tutto prima e non dover spignattare con gli ospiti per casa.
Se si vuole si possono sostituire le patate con le rape o, meglio ancora, con delle fette di polenta.

4 patate medie
2 porri
500 gr di baccalà dissalato e ammollato
una manciata di olive nere snocciolate
un cucchiaio di erbe aromatiche fresche tritate (salvia, prezzemolo, erba limoncina per me)
2 cucchiai di pane grattugiato
un pezzetto di peperoncino fresco o secco
olio extra vergine qb

Pelate e affettate sottili, ma non troppo, le patate e sbollentatele per 5 minuti in modo da dar una precottura.
Togliete la pelle e le eventuali lische al baccalà e e sminuzzatelo con le mani.
Affettate i porri compresa la parte verde.
Mescolate insieme pane grattugiato, peperoncino e erbe aromatiche.
Ora prendete una pirofila, ungetene il fondo e cominciate a comporre il tutto.
Primo strato di patate, poi il baccalà, poi i porri, le olive, un filo d'olio e infine il pane grattugiato fino a esaurimento ingredienti, finendo con le patate e il pane grattugiato.
Mettete in forno a 180 per 20 minuti e gustate questa sorta di tortino caldo o tiepido.

martedì, gennaio 18, 2011

Torta bordeaux



Nebbia!!!!!
Lo so piace a me e a pochi altri malati di mente, però stamattina quando mi son accorta che anche con gli occhiali non vedevo il balcone della casa di fronte e che c'era l'odor di nebbiona il mio umore ha fatto un balzo di 5 metri.
La nebbia rende romantica perfino la periferia di Milano e crea situazioni di socialità particolari, un po' alla Stephen King, visto che ieri sera mi son ritrovata a far compagnia per un pezzetto a una signora a cui non piaceva per nulla l'idea di fare la strada da sola (mi ha selezionata fra quelli che uscivano dalla metro e, di certo, se fossi stata un uomo non mi avrebbe rivolto la parola ;D).

Quindi un bel colore indosso (per gli americani color orchidea per me ciclamino) e una torta bordeaux son ideali per sollevare l'umore di chi invece la nebbia la detesta proprio.
Unico difetto: vi ritroverete con le mani e le unghie violette dopo aver pelato e tagliato le verdure.

5 cipolle rosse
2 cespi di radicchio rosso tondo
1 cucchiaio di sciroppo d'acero
1 cucchiaio di aceto rosso
2 cucchiai di olio extra vergine d'oliva
15 mandorle
sale
pepe bianco
1 confezione di pasta sfoglia vegan

Pelate e affettate le cipolle, poi mettetele in una casseruola con l'olio, l'aceto, lo sciroppo d'acero e un pizzico di sale. Cuocetele a fiamma molto bassa e coperte fino a quando non avranno raggiunto la consistenza di una marmellata (unite un paio di cucchiai di acqua se vedete che si asciuga troppo)e solo a questo punto unite il radicchio affettato sottile. Cuocete per altri 5 minuti, spegnete e fate raffreddare.
Stendete la sfoglia nella teglia, bucherellatela e fatela cuocere in bianco per 10 minuti in forno a 180°.
Ponete il composto di cipolle e radicchio sulla sfoglia e cospargete di mandorle e rimettete in forno per 15 minuti.
Buonissima appena tiepida o fredda.

martedì, luglio 13, 2010

Sugo rosso 2 la vendetta



Qui gli shock termici sono all'ordine del giorno, passare dai 18° dell'ufficio ai 35° della piazza può uccidere e devo dire che a mezzogiorno ho sogni di pasta e fagioli fumanti e stufati cotti 6 ore.
L'errore più grande è mettersi una gonna e non portarsi lo scialle. Oggi ho fatto solo il primo. ;D
Credo che il delirio aria condizionata sia la causa maggiore delle cervicali e delle liti furibonde negli uffici di tutta Italia.
Vero che così mi è facilissimo praticare la regola macrobiotica di non eccedere in estate con gli alimenti freddi, va là che i colleghi quasi quasi mi stan facendo un piacere ;DDDD

Il sugo rosso della scorsa ricetta ha il vantaggio (o terribile conseguenza, a seconda di quanto ne avete stivato in frigo) che può essere mangiato così com'è con a fianco del tofu marinato e passato in padella, messo su una bruschetta, aggiunto a una torta salata o dove vi porta la fantasia.
L'altro giorno guardavo delle patate morenti e stavo quasi per piantarle in un vaso quando la mia mente malata ha pensato a un modo per ammazzarne l'eccesso ying e per farne un ottimo piatto da pic nic o da lunchbox.

3 patate
250 gr di tofu seta
sale

Bollite le patate, schiacciatele con il tofu fino a ottenere un bell'impasto sodo e liscio. E' lo stesso procedimento degli gnocchi, quindi non aggiungete il tofu tutto e subito ma piano piano in modo da evitare di rendere troppo molle l'impasto. Salate e mettete in una pirofila ben oliata (o con carta forno così evitate l'aggiunta di grassi). Coprite con il sugo rosso e mettete in forno per 30 minuti.
Si può mangiare tiepido o freddo a fette.

lunedì, febbraio 22, 2010

Torta alle due insalate


Settimane frenetiche, di conseguenza fantasia meno di zero e continui stratagemmi per non esser io a entrare in cucina per prima ;D
Capitano i periodi in cui si ha voglia di far di tutto tranne quello che è quotidiano ... a me capita quando comincio ad annusare il cambio stagione (lo so che oggi è grigio da tristezza, ma nel we c'era il cielo blu, l'aria frizzantina e si vedevano le montagne ;))
Comincio a metter il naso fuori dalla tana e a riempirla di progetti, libri, cose da finire e altre da iniziare.
Il problema, nel mio caso, è che mi capita ad ogni cambio stagione ;D inverno e primavera per me uguali sono!

Di conseguenza una torta verdurosa facile facile da usare anche come pranzo del lunedì, era perfetta tanto più che nel mio giro dall'ortolano avevo portato a casa scarola e radicchio e avevo voglia di qualcosa di più sostanzioso di solo verdure in pentola o sotto il grill.

1 tazza e 1/2 di farina integrale
2 gr di lievito secco
3/4 di tazza di acqua tiepida (scarsa)
3 cucchiai di olio extra vergine
1 cucchiaio di tahina
2 cucchiai di uvetta sultanina
1 scarola
2 radicchi piccoli
1 spicchio d'aglio
1 peperoncino
sale qb

Impastate farina, acqua, 1 cucchiaio d'olio e un pizzico di sale fino a ottenere un impasto liscio ed elastico. Mettetelo in luogo caldo a lievitare.
Lavate e tagliate a striscioline le insalate. In una padella mettete l'olio, l'uvetta, l'aglio e il peperoncino e fate scaldare, unite le insalate e fate appassire. Unite per ultima la tahina, amalgamate bene e regolate di sale. Spegnete il fuoco e fate raffreddare.
Quando la pasta si è raddoppiata, rompete la lievitazione e stendetela in una tortiera facendola salire anche sui bordi. Versatevi sopra le verdure (se han fatto troppa acqua scolatene un pochino), fate scendere i bordi (potete anche dividere la pasta a metà e coprire per intero le verdure) e infornate per 20 minuti a 180°.
Servite tiepida o fredda.

lunedì, novembre 30, 2009

Torta biete e shitake


Il cielo è così grigio che le foto vengono uno schifo ... e poi questa torta è sparita con la velocità del fulmine ;D
Cominciano le sperimentazione natalizie!
Visto che mi toccano i giorni da schiava isaura dal 24 al 26 compresi, mi devo far venire qualche idea nuova anche se i maschi di famiglia han già fatto pervenire le richieste fisse (panini, salmone marinato, pasta alle vongole).
I regali mangiferi son già in dispensa da settimane, manca ancora qualcosina, ma quest'anno mi sento molto più organizzata del solito e quindi so per certo di essermi dimenticata qualcosa (qualcosa che mi verrà in mente il 24 come minimo ;DDD)

Ho mischiato shitake e un paio di funghi secchi misti per dare una nota autunnale più accentuata. Gli shitake son ricchi di sali minerali e aminoacidi essenziali, in più son ottimi per chi soffre di colesterolo alto e aumentano le difese naturali dell'organismo. In Giappone fanno parte dell'alimentazione quotidiana quasi come le alghe (leggasi 1 fughetto e poche alghe, non di più perché non è necessario come come ha poco senso mangiare tante alghe e shitake in una volta sola ... più o meno è sciocco come fare jogging una volta al mese ;D).

300 gr di farina integrale
2 cucchiai di olio extra vergine d'oliva leggero
birra fredda qb
un pizzico di sale
350 gr di biete (peso da cotte)
1 spicchio d'aglio
1 cucchiaio abbondante di olio
1 peperoncino (opzionale)
150gr di tazza di panna di soia
5 funghi shitake
3 funghi secchi
10 noci
1 cucchiaio di lievito alimentare

Lavorate farina, olio e birra fino a ottenere un impasto elastico e liscio, fate una palla e lsciate riposare coperto per un'ora.
Ammollate gli shitake e i funghi in acqua calda per un'ora, togliete agli shitake i gambi e affettateli.
Cuocere al vapore le biete, saltatele in olio, aglio e peperoncino, salate e fate raffreddare. Eliminate aglio e peperoncino, tritatele grossolanamente a coltello e mettetele in una ciotola.
Alle biete aggiungete la panna, le noci tritate, i funghi, mescolate e versate sulla pasta che nel frattempo avrete steso su una tortiera e bucherellato con una forchetta.
Cuocete in forno caldo a 180° per 15/20 minuti.

martedì, marzo 10, 2009

Verdurine in torta




















4 giorni oltre manica a camminare attraverso quartieri delicati e inquietanti come nei migliori Agatha Christie, mangiar pie al salmone in sale da tè di ottocentesca memoria, perdersi tra libri e commessi di negozi vittoriani, godersi il fiume, la birra e il fish&chips, guardar la gioia di chi senti vicino anche con 1000 km di distanza e chiacchierar così tanto da aver un abbassamento di voce (e il cuore pieno).














Al ritorno una Milano così luminosa che mi bruciano gli occhi e la scusa della primavera che mi rende più smemorina del solito e ancora meno dotata di fantasia per i nomi delle ricette ;-D

Le torte di verdure svuotano i frigoriferi, rendono più "stilosi" (come direbbe mia zia) gli avanzi, ma soprattutto son veloci da fare e risolvono qualsiasi antipasto o colazione anche all'ultimo momento.
La pasta potete farla voi oppure comprare nei negozi bio la sfoglia vegana o vegetariana.

Una confezione di pasta sfoglia vegetariana
2 carote
1 zucchina
150 gr di zucca
una manciata di funghi secchi (anche freschi...)
1 porro grande
200 gr di tofu seta
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
1 cucchiaino di curcuma
sale
pepe

Tagliate a tocchetti tutte le verdure e mettete i funghi secchi in acqua tiepida per un paio di ore. Scaldate l'olio, unite il porro e fate stufare con un pizzico di sale, aggiungete i funghi, le carote, la zucca e le zucchine e fate cuocere fino a quando tutto non sarà molto morbido e poi fate raffreddare. Miscelate bene il tofu con la curcuma e unite le verdure, aggiustate di sale e versate in una tortiera che avrete ricoperto con la pasta sfoglia.
Con la pasta sfoglia potete fare un cerchio più grande per il fondo della tortiera e uno più piccolo per coprire il tutto o lasciare parte delle verude scoperte e limitarvi a fare il bordo come nella foto: va a gusti ;).
Cuocete in forno caldo a 170° per 15/20 minuti.
Buona calda, tiepida o fredda, tagliata a pezzetti per i primi picnic o per la schiscetta.

mercoledì, gennaio 07, 2009

Tatin di radicchio e cipolle rosse




















Nevicata mostruosa, strade impraticabili (nota polemica: qualcuno può dire alla Moratti di far andar gli spazzaneve anche fuori dalla sua via????), un'ora passata a sradicar l'auto dal parcheggio (mi son parecchio divertita però...), idea di andarmene tra due ore prima i 30 cm diventino 50 ... però: oggi non ho dimenticato la scheda della digitale!!

Il mio stomaco deve ritornare alle sue misure standard dopo aver trascorso 15 giorni ad allargarlo a furia di cene/pranzi/colazioni di natale, avanzi di natale, capodanno, avanzi di capodanno. Mi aspettano quindi parecchie giornate in cui alle 11 mi verrà una fame spaventosa e alle 18 comincerò a pensare ad anticipare la cena ... la zuppa di miso è un ottimo ingannastomaco, così come il succo di mela caldo, ma se non si vuol entrare nel nuovo anno già frustrati le torte di verdure son un piccolo aperitivo (una fettina non una intera ;-DD) che soddisfa occhio, animo e pancia. Hanno il vantaggio di conservarsi per almeno tre giorni e di poter essere congelate.

L'idea di questa la devo a una cara amica ;-) una delle sante che costringo a esercizi di creatività incredibili durante le cene per normomangianti.

200 gr di farina integrale
2 cucchiai di olio di sesamo o di mais
2 cucchiai di panna di soia
acqua,vino o birra qb
1/2 cucchiaino di sale fino

1 radicchio trevigiano grande
1 cipolla rossa grande
2 cucchiai d'olio extra vergine d'oliva
1 cucchiaio di acidulato di riso o aceto di mele
qualche goccia di aceto balsamico tradizionale (quello vero...)
2 cucchiai abbondanti di malto di riso
sale/pepe

Miscelate gli ingredienti per la pasta unendo acqua/vino/birra fino a ottenere un impasto morbido ed elastico. Fate una palla e lasciate riposare per un'ora avvolta nella pellicola.

Fate a striscioline il radicchio e a fettine non troppo sottili la cipolla. In una pentola che può andare in forno, stufate le verdure nell'olio con un pizzico di sale, unite a fine cottura gli aceti e il malto di riso. Aggiustate di sale e pepe.
Fate raffreddare leggermente, tirate la pasta abbastanza sottile e ricoprite con questa le verdure facendo un cordoncino intorno in modo che le verdure non fuoriescano.

Cuocete a 180° per 15 minuti (occhio, questa pasta tende a indurire molto se troppo cotta e inganna parecchio ;-D), fate raffreddare per una mezzoretta e poi capovolgete su un piatto come una tradizionale tarte tatin.
Ottima mangiata tiepida.



UPS ... dimenticavo: BUON 2009!!!!!! ;-)))) e grazie del meraviglioso 2008

lunedì, febbraio 11, 2008

Farinata con variazione



Un fine settimana all'insegna della primavera anticipata.
Ho gironzolato per mercati, serre e catturato spettacolari ciclamini rosa che ora rallegrano la mia finestra preferita - insieme a dei giacinti in fioritura perenne da un mese e a dei timidi tulipani - e preso il té sotto un portico ascoltando i progetti per il giardino che verrà.

Cucinato pochissimo (pizza in diverse varianti) e traviato il nipote con funghetti sott'olio e succo di mela (la zia è strana e le merendine non le tiene ;-DDD).

Questa è una sottospecie di torta salata semi veloce ... a patto di ricordarsi che la farina di ceci va lasciata in ammollo per almeno tre ore ;-))
Perfetto per i lunch box, si può congelare.
Si nota che radicchio e porri invadono il mio frigo??? ;-D

1 tazza di farina di ceci
2 tazze di acqua
5/6 foglie di radicchio
1 porro
3 cucchiai d'olio extra vergine
sale
pepe

Miscelate farina e acqua fredda e lasciate riposare per almeno 3 ore. Unite le verdure affettate sottili, salate, pepate e versate in una teglia - in cui avrete messo l'olio e dovrete avere uno spessore di un centimetro - e cuocete in forno a 200° per 20 minuti. Controllate durante la cottura che non le verdure non si brucino: mettetela nel piano più basso del forno.

venerdì, dicembre 14, 2007

Tortini di broccoli, ceci e pistacchi




Delirio natalizio ... sto meditando da giorni i menu per i pranzi natalizi (in famiglia abbiamo il gusto per l'iperbole e quindi ne facciamo almeno 3) così il divano è coperto non solo dai soliti libri ma anche da una decina di ricettari di vario genere per la gioia di chiunque voglia avvicinarcisi ;-D

Con questi pudding forse ho finito le ricette legate all'invasione verdurifera "materna" di dieci giorni fa....
Adoro far questi tortini, si possono variare le verdure, usare avanzi di cereali e son sempre buoni. Hanno poi gli innegabili vantaggi di far figura, di essere congelabili e di essere fantastici per i lunchbox.
Come elemento addensante ho usato dei fantastici fiocchi di ceci (li trovate nei negozi di cibi bio) ma potete sostituirli con pane o fiocchi d'avena piccoli.

1 broccolo (o 2 gambi)
3 cucchiai di fiocchi di ceci o d'avena
200 gr
firm tofu
2 cucchiai di pistacchi
sale
1/2 cucchiaino di pasta di curry o 1 di polvere

Tagliate a pezzetti i gambi dei broccoli (o i broccoli....per i tortini preferisco usare le parti meno nobili delle verdure tanto si mischiano) e cuoceteli in acqua bollente salata.
Mettete tutti gli ingredienti in un frullatore e miscelateli fino a ottenere un impasto morbido ma non troppo.
Versate l'impasto in pirottini da forno e cuocete per 20/30 minuti a 180° a seconda delle dimensioni.

martedì, marzo 20, 2007

Torta salata tofu&tofu, belga e scalogno



Torta salata!!!!!
Tipica dei miei momenti svuota frigo ... ovvero quando scopro di aver fatto la spesa pensando di stare a cena a casa tutta la settimana e invece non son mai arrivata prima delle 22!
Non avevo voglia di minestra: oggi fa finalmente freschetto ma i giorni scorsi ho addirittura pensato a un cambio di armadio ;-))
Pasta al vino, due tipi di tofu, belga stufata e tanto tanto scalogno.

200 gr di farina interale
2 cucchiai di olio di mais bio e spremuto a freddo
vino bianco qb
3 cespi di belga
4 scalogni
150 gr di silk tofu
100 gr di firm tofu
1 cucchiaino di timo ed erba cipollina freschi
sale

Impastate farina, olio, un pizzico di sale e vino fino a ottenere un impasto morbido ed elastico. Avvolgete nella pellicola e lasciate riposare almeno 30 minuti.
Affettate scalogno e belga e stufateli in un cucchiaio d'olio e un pizzico di sale. Fate raffreddare.
Mescolare a crema il silk tofu con il timo, l'erba cipollina tritati e un pizzico di sale.
Affettate il firm tofu.
Stendete la pasta in una teglia e bucherellate il fondo. Spalmate sul fondo la crema di silk tofu, poi mettetei le verdure e le fettine di tofu.
Cuocete in forno caldo a 180° per 20 minuti. Buona anche fredda.

giovedì, marzo 01, 2007

Torta di topinambur e ume



Una torta salata per tutti gli amanti dei topinambur... la stagione non durerà ancora molto, soprattutto con questo caldo primaverile perdurante ;-)
E proprio pensando alla primavera ho messo del germe di grano nella pasta, ricco in vitamine e sali minerali, e un cucchiaio di purea di umeboshi nel ripieno. Queste simil-prugnette di provenienza giapponese (dove hanno la stessa fama delle olive in Italia) hanno un gusto salato e molto particolare, sovente al primo assaggio non piacciono. Sono però ottime nel riso integrale al posto del sale oppure unite alla tahina per un condimento speciale. Quello però che le rende speciali sono le qualità salutari ed energizzanti visto il loro equilibrio yin/yang: ottime per depurare il fegato e per ristabilire gli equilibri dell'intestino stressato dai latticini o da un'alimentazione eccessiva, fanno bene anche alla pelle. Perfetto quindi in primavera.

Se poi oggi non sapete che fare...andate a votare il meme dei muffin. E non dico di votare me...ce ne sono di bellissimi e buonissimi

100 gr di farina 0 o integrale
50 gr di germe di grano
2 cucchiai di olio extra vergine d'oliva
5 cucchiai di acqua
1 cucchiaino di timo
1 pizzico di sale

Lavorate tutti gli ingredienti fino a ottenere una pasta elastica e non appiccicosa. Coprite e lasciate riposare in frigo una mezz'ora.

3 topinambur medi
1 scalogno
1 confezione di tofu seta
1 cucchiaio scarso di umeboshi in pasta
2 cucchiai di lievito alimentare
1 cucchiaio d'olio
sale

Affettate lo scalogno e fatelo stufare con i topinambur, anch'essi pelati e tagliati a cubetti, in una pentola con il cucchiaio d'olio e un pizzico di sale.
Mentre i topinambur si raffreddano stendente la pasta in una teglia per torte bucherellando il fondo.
In una ciotola mescolate tofu, lievito e umeboshi fino a ottenere un composto liscio, unite i topinambur e poi stendete il composto sulla pasta livellandolo bene. Se volete potete usare anche il tofu normale però dovrete unire qualche cucchiaio di latte di soia per ottenere un ripieno morbido.
Cuocete in forno caldo a 180° per 20 minuti.

mercoledì, settembre 13, 2006

Il tortino di patate



Una volta ogni tanto ci vogliono le patate ... soprattutto quando si fanno scorpacciate di aringhe marinate come l'altra sera. Meglio ancora se accompagnate da sour cream vegana e erba cipollina tagliuzzata sottile.
Piccolo inciso (mi ripeto un pochino) .... Solanacee amatissime, le patate vanno abbinate il più possibile alle proteine animali in modo da equilibrare l'apporto sodio/potassio di entrambi e vanno limitate nei casi di gastriti o problemi all'apparto digerente perché possono aumentare l'acidità dello stomaco (meglio il riso).
Questa è una ricetta che credo più o meno tutti abbiano in famiglia e per tutti sia diversa... questa è la mia macro-versione ;-)))

3 patate (gialle, rosse, nuove...) grandi
2 cipolle
3 cucchiai di olio extra vergine d'oliva
1 cucchiaio di pane grattuggiato (o germe di grano)
1 cucchiaio di lievito alimentare in fiocchi
sale
erba cipollina o rosmarino fresco tagliuzzati finemente

Prima, i miei (banali) trucchetti per rendere il tortino veloce da preparare:
- tagliate le verdure con la mandolina in modo da evitare la bollitura delle patate e rendere meno indigeste le cipolle; se non avete la mandolina (la trovate in tutti i negozi di casalinghi meglio ancora se con la lama in ceramica) tagliate a fette le patate e poi bollitele per qualche minuto;
- mettete le patate per una decina di minuti a bagno in acqua fredda in modo da far loro perdere l'amido e renderle più digeribili
- asciugate bene le verdure

A questo punto prendete una padella larga e pesante e mettete l'olio sul il fondo, mettetela sul fuoco e , mentre si scalda, fate un primo strato di patate, poi di cipolle. Spolverate con pane grattuggiato (appena un velo) e lievito, erba cipollina o rosmarino e un pochino di sale; continuate a fare strati fino a esaurimento delle verdure avendo l'accortezza di fare l'ultimo con le patate. Spolverate con ancora un pochino di pane e lievito e coprite con un coperchio, se volete potete mettere un pochino di olio sulla superficie. Cuocete per 10 minuti controllando che non si attacchi, scoperchiate e poi voltate come per una frittata. Coprite ancora e cuocete per altri 10 minuti. La superficie deve essere dorata e croccante.

mercoledì, giugno 07, 2006

Quiche di scalogni caramellati

















Le torte salate mi piacciono un sacco soprattutto perché risolvono molti problemi: antipasti, picnic, pranzi in ufficio, grigliate con amici. Sono eleganti e fanno gran scena, ma farne di buone senza l'utilizzo di panna, formaggio e uova non è semplice, si rischia di mangiare dei piccoli e stoppacciosi mattoncini di farina. Ne ho provate tante prima di trovare una giusta combinazione.
Questa quiche è ottima (con molta modestia...;-D) e la pasta è una sorta di brisé senza burro. Si può fare sia con birra sia con vino bianco e va stesa sottile.
Altra due raccomandazioni: usate il silk tofu non il tofu normale in quanto la consistenza è diversa e scegliete solo olio di mais bio e spremuto a freddo, se non è così mettetelo nel motore dell'auto e andate di extra vergine leggero (ligure o del Garda).

Per la pasta:
150 gr di farina integrale
150 gr di farina 0
100 gr di birra chiara
70 gr di olio di mais
1 pizzico di sale

Per il ripieno:

400 gr di silk tofu
500 gr di scalogno
3 cucchiai di malto di riso
1 cucchiaino di aceto balsamico
1 cucchiaino di semi di papavero
1 cucchiaio di capperini
3 cucchiai di olio extra vergine
20 mandorle


Preparate la pasta e ponetela in frigo a riposare per mezz'ora. Foderate con la pasta una tortiera, bucherellate il fondo con i rebbi di una forchetta e cuocete in forno a 180° per 10 minuti.
Mentre la pasta intiepidisce, in una pentola scaldate 2 cucchiai d'olio, versate gli scalogni (pelati e tagliati a fette sottili), il malto e l'aceto balsamico, mescolate delicatamente, coprite e fate cuocere fino a quando gli scalogni non si saranno caramellati.
Nel frattempo frullate il tofu con 1 cucchiaio d'olio e i capperi dissalati fino a ottenere una crema. Mescolate metà degli scalogni caramellati e fatti raffreddare e dei semi di papavero alla crema di tofu. Versate il tutto sulla pasta, disponete sopra il resto degli scalogni, livellate con una spatola e decorate con i semi di papavero e le mandorle.
Cuocete in forno a 180 per 20 minuti.

lunedì, marzo 20, 2006

Quiche di indivia, tofu e broccoli



Mi piacciono le torte salate, mi risolvono gli antipasti, le cene veloci e i pranzi in ufficio. Spesso le faccio con il sistema "svuotafrigo" ovvero quando hoi due carote, mezzo broccolo e un porro (anche un pochino depressi...) e non ho voglia di zuppa ;-))
Farle "macrobiotiche" non è semplicissimo: ho mangiato tante di quelle quiche naturali che sapevano di gamba del tavolo...questa è morbidissima. Al posto del broccolo (che però ci sta proprio bene...) potete usare le zucchine.

300 gr di farina integrale
120 gr di vino bianco secco
60 gr di olio di sesamo

150 gr di tofu
1 broccolo piccolo già cotto
1/2 cucchiaio di pinoli
1/2 spicchio di aglio
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
2 cespi di indivia
2 cipollotti
1 cucchiaio di malto
1 cucchiaio di aceto balsamico
sale

Impastate farina, olio e vino bianco fino a ottenere una pasta morbida, fatene una palla e mettetela in frigo per un'ora.
Lavate e tagliate per il lungo in quattro l'indivia e i cipollotti. Fateli stufare in pentola coperta con un cucchiaio di olio e un pizzico di sale. A metà cottura scoperchiate, aggiungete il malto e l'aceto e fate cuocere fino a quando le verdure non sono morbide.
In un blender frullate il tofu con il broccolo, l'aglio, i pinoli e un pizzico di sale.
Togliete la pasta da frigo e stendetela in una tortiera facendo un bordino tutto intorno. Cuocetela in bianco per una decina di minuti a 180°. Toglietela dal forno e spalmate il fondo con il paté di tofu e broccoli, poneteci sopra l'indivia e i cipollotti e rimettete in forno per altri 10/15 minuti. Servite tiepida o fredda.

giovedì, dicembre 01, 2005

Torta di erbe amare e tofu



Questa è una via di mezzo fra la depurazione e il cibo veloce da ufficio (nel mio caso riunione con panini...). Tra l'altro mi era avanzato un bel po' di cavolo nero dopo la sfida con Sigrid e non avevo il tempo di fare una ribollita con tutti i crismi.
Le farine cotte al forno con olio, quindi pane, pizza e focaccia, andrebbero limitate in un periodo di cura perchè tendono a sovraffaticare fegato e intestino...meglio pane a pasta acida magari in zuppa. Non sempre è possibile o meglio non sempre a mezzogiorno è possibile: di solito i periodi di cura non durano più di due o tre mesi ;-))

300 gr di farina integrale
180 gr di acqua tiepida
5 gr di lievito di birra secco
4 cucchiai di olio extra vergine
200 gr di cavolo nero
200 gr di cime di rapa
150/200 gr di tofu
sale
noce moscata
1 cucchiaio di uvetta
1 cucchiaio di pinoli
1 spicchio di aglio
1/2 peperoncino

Sciogliete il lievito nell'acqua tiepida, unitelo alla farina, 2 cucchiai di olio e un piccizo di sale e impastate per una decina di minuti. Quando avrete una pasta morbida ed elastica, fate una palla e mettetela coperta da un panno umido in un luogo caldo a lievitare per un paio di ore (se il tempo è poco aumentate il lievito fino a 15 gr). Riprendete la pasta, rompete la lievitazione e con i 3/4 foderate una tortiera. Nel frattempo fate saltare per qualche minuto il cavolo nero e le cime di rapa con il resto dell'olio, lo spicchio di aglio e il peperoncino. Salate e unite il tofu sbriciolato con le mani. Saltate il tutto ancora per qualche minuto e unite uvetta, pinoli e una grattatina di noce moscata. Mettete il ripieno nella tortiera e chiudete con la pasta che avevate messo da parte. Fatte un buchino al centro o bucherelate con i rebbi della forchetta il coperchio di pasta in modo che l'umidità esca e cuocete per 20 minuti a 180°. Ottima anche fredda.

giovedì, novembre 03, 2005

e poi tortino



Di risotto ne avevo fatto tanto e quindi ecco uno dei piatti dell'infanzia il tortino di riso se fatto al forno o riso al salto se fatto in padella.
L'arte del riciclo in cucina mi piace un sacco, un po' perchè non sempre ho tempo e voglia di elaborare qualcosa di nuovo e un po' perché mi hanno insegnato che non si butta via nulla al massimo si caccia nel congelatore e poi ci si pensa.

Il risotto avanzato può diventare tortino, crocchette, ripieno per le vedure...oggi tortino.
Velocissimo e senza lista ingredienti.
Ho tirato fuori dal frigo il risotto, l'ho allungato con un po' di panna di soia (occhio che sia biologica) in modo da renderlo morbido, l'ho steso in una pirofila ben unta e l'ho cotto in forno a 180° fino a quando non ha fatto una bella crosticina. Lasciato intiepidire, tagliato a quadrotti e servito con erbe amare bollite e ripassate in padella con aglio e peperoncino.

venerdì, settembre 23, 2005

La quiche



Con una certa dose di sadismo questa volta Sigrid mi ha sfidato sulle quiche...è stata una mini vendetta per l'aborrito paté ;-))
Siamo di nuovo su
Peperosso. Divertitevi, a me è costato qualche elucubrazione in più visto che le quiche non fanno parte della macrobiotica, ma mi sono divertita una sacco e il risultato è piaciuto alquanto visto che la torta in questione è stata spazzolata nel giro di una cena. adesso devo solo mettere in versione macro la ricetta di Sigrid....

lunedì, agosto 01, 2005

Torta di peperoni



Ispirata da épices et compagnie ho fatto una torta di peperoni estiva. Le torte salate sono tra le cose più difficili da rendere in versione macrobiotica visto che di solito contengono burro, panna e formaggi e sovente senza questi ingredienti risultano essere "gnucche" o insapori.
Ovvio che le torte salate non fanno parte della quotidianità ma delle feste...l'acidità dei peperoni e la cottura al forno sono da riservare alle occasioni o alle cene con non-macrobiotici per sopravvivere e convincerli che si può mangiare bene senza carne e formaggi.

2 peperoni rossi e carnosi
4 cucchiai di tapenade o di patè di olive
2 cucchiai di pesto di pomodori secchi
1 cucchiaino fra timo e pepe rosa
1 cucchiaio d'olio extravergine
1 cucchaino di aceto balsamico

300 g di farina integrale
100 g di vino bianco secco
70 g di olio di mais
sale

Grigliare i peperoni, metterli in un sacchetto di carta o plastica per 15 minuti e poi pelarli. Tagliarli a fette, metterli in una ciotola e condirli con 1 cucchiaio di olio, 1 cucchiaio di aceto balsamico, sale, timo e pepe rosa (questi ultimi pestati nel mortaio). Mescolare, coprire con una pellicola e porre nel frigo a insaporire per una notte.
Il giorno dopo impastare farina, vino, olio e un pizzico di sale fino a ottenere una pasta morbida ed elastica e porre in frigo per un'ora. Nel frattempo mescolare la tapenade con il pesto di pomodori.
Con la pasta ricoprire una tortiera da crostata, bucherellare il fondo e cuocere inf orno caldo a 180° per 10 minuti. Estrarre da forno, far intiepidire (non freddare) e spalmare sul fondo un composto di tapenade e pesto e porre sopra le fette di peperone scolate da liquido di marinatura.
Cuocere in forno per altri 15 minuti a 180°.
Servire tiepida o fredda.

giovedì, giugno 30, 2005

Tortino di peperoni



Ottima ricetta fredda...purtroppo bisogna cuocerla prima. Con le temperature di oggi, accendete il forno e uscite dalla cucina ;-)).
E' un piatto tipico della cucina di casa petula, perfetto anche come svuota frigorifero quando avanza pane e peperonata.

2 peperoni
1 tazza di pane grattuggiato o mollica di pane raffermo
2 cucchiai di rosmarino, prezzemolo e timo tritati
1 cucchiaio di olio
sale/pepe

Lavare i peperoni, asciugarli, bucherellarli con una forchetta e metterli o su una griglia o nel forno a 200° fino a quando la superficie non è leggermente bruciacchiata. Infilarli in un sacchetto di carta per 30 minuti, pelarli e tagliarli a listarelle.
A parte mischiare bene il pane raffermo con il trito di erbe, un pizzico di sale e pepe e l'olio.
In una tortiera grande o in stampi monoporzione fare strati di peperoni e pane (primo e ultimo strato di pane) pressando bene e cuocere in forno per 15 minuti a 180°. Servire tiepido o freddo.

Macroconsiglio
La macrobiotica è una ricerca di armonia, in noi stessi e in quello che ci circonda, compreso il cibo. Uno di questi equilibri è quello tra sodio e potassio: il nostro corpo lo cerca in modo naturale allorquando di fronte a un'alimentazione ricca di proteine animali e ricchi di sodio siamo attratti da cibi come le solanacee ricche invece di potassio. Chi fa una scelta come quella vegetariana o macrobiotica e vive prevalentemente in un clima freddo di solito deve limitare molto l'assunzione delle solanacee (peperoni, patate, pomodori, melanzane..). Meglio abbinarli alle proteine animali del pesce.
Il caldo estivo e quindi la perdita di sali minerali tra cui il potassio consente di consumare più spesso questi prodotti (io lo ammetto ne faccio a volte un abuso ;-)). Tra l'altro danno una bella sferzata ai metabolismi più lenti.

lunedì, maggio 09, 2005

Torta integrale di scarola in fuga



Torte salate così riescono di solito una sola volta...nata come torta di scarola si è trasformata in uno svuotafrigorifero. Avevo un'esuberanza di insalata al termine di un we passato a cucinare per un seminario di shiatzu sull'elemento acqua (medicina cinese), in cui dovevano essere coinvolti tutti i sensi compreso il gusto. I 30 partecipanti hanno gradito molto, ma come farò a rifarla uguale?

Per la pasta:

500 gr di farina integrale
100 gr di manitoba
3 gr di lievito di birra fresco o granulare
1 cucchiaio di olio extra vergine
acqua
1 cucchiaino di malto
1 cucchiaino raso di sale

La sera prima sciogliere il lievito e il malto un bicchiere di acqua tiepida e aggiungerlo alle farine. impastare fino ad ottenere una pasta morbida ed elastica. Mettere il tutto in una ciotola oliata, coprire con un telo e lasciar lievitare fino al raddoppio. Sgonfiare la lievitazione, ricavare dalla pasta un paio di palline e porle per tutta la notte in frigo avvolte nella pellicola per alimenti.
La mattina togliere la pasta dal frigo e lasciarla riposare per un paio d'ore, mentre preparate il ripieno, poi tirarla a sfoglia fino a ottenere due dischi di pasta (uno per foderare la teglia, l'altro da utilizzare come coperchio una volta farcita).

Ripieno

Insalata avanzata (io avevo scarola, lollo, radicchio e menta) per un totale di 300 gr
una tazza tra olive capperi e pomodori secchi
2 acciughe sott'olio
4 cipollotti rossi
uno spicchio d'aglio
2 cucchiai di olio extra vergine
2 cucchiai di acqua
sale, pepe

Per prima cosa far stufare i cipollotti con olio, aglio e acqua per una decina di minuti, poi aggiungere le insalate a pezzetti e cuocere a pentola coperta per 10 minuti. Per ultimo aggiungere olive, capperi, pomodori e acciughe, salare e pepare a gusto e cuocere a pentola scoperta per altri 5 minuti in modo da far evaporare l'acqua rilasciata dalle insalate. Lasciar raffreddare.

Porre le verdure nella teglia foderata con la pasta, livellarele per bene e chiudere con l'altro disco. Bucherellare la pasta con la forchetta o fare dei taglietti con la forbice così da fare dei canali di sfogo per il vapore. Cuocere in forno a 200° per 15/20 minuti. Servire tiepida.


Macroconsiglio
La preparazione della pasta è lunga, ma consente di utilizzare dosi minime di lievito. Questo la rende, insieme alla lunga lievitazione, più digeribile, delicata e profumata, grazie anche all'uso della farina integrale.
E' un piatto molto leggero per quel che riguarda la presenza di grassi, ma da non mangiare quotidianamente a causa della cottura in forno che, in eccesso, può disturbare fegato e intestino soprattutto se mangiamo pane agli altri pasti.