mercoledì, luglio 11, 2007

Panini alle erbe



Il periodo PetulaDory (per chi non sapesse di chi parlo...leggete il post precedente) continua ;-D ... con la ricetta vado a memoria perché se aspetto di controllare le dosi esatte al grammo forse a Natale metto il post.

Anche questa volta una lievitazione lenta. Un pane ricco in acqua e quindi più difficile da lavorare. L'ideale è avere un'impastatrice, ma a mano vengono comunque bene. Non spaventatevi se l'impasto risulta appiccicoso e non aggiungete farina direttamente ma infarinatevi solo le mani e date il tempo alla farina di assorbire l'acqua. Tutto questo vuol dire che dovete impastare a lungo (ovvero più di 15/20 minuti di seguito) e con forza.
Un modo per rinforzare i bicipiti senza frequentare la palestra ;-))

250 gr di farina 0 o manitoba
100 gr di farina integrale
100 di farina di segale (o farro)
50 gr di germe di grano
300 gr di acqua tiepida
3 gr di lievito di birra secco o 8 di lievito fresco (anche meno con il caldo che fa)
1 cucchiaino di sale
2 cucchiai di erbe di Provenza secche o un misto di erbe aromatiche a vostra scelta
1 cucchiaino di sesamo

Dal totale togliete 300 gr di farina (meglio tutta la manitoba e 50 gr di integrale) e miscelatela ai 300 gr di acqua tiepida in cui avrete sciolto il lievito. L'impasto dovrà essere liscio e senza grumi.
Se lo fate la sera prima mettete l'impasto in frigo e lasciatevelo per tutta la notte, altrimenti mettetelo in un posto non troppo caldo e lasciatelo lievitare per 5/6 ore.
L'impasto sarà pieno di bolle.
A questo punto unite il sale e il resto della farina a manciate e cominciate a impastare (se l'impasto è stato messo in frigo fatelo tornare a temperatura ambiente) con forza e dentro la ciotola.
Man man che avrà raggiunto una certa consistenza potrete lavorarlo su una spianatoia.
L'impasto sarà comunque molto morbido.
Mettetelo in una ciotola leggermente unta, copritelo con un telo umido e lasciatelo lievitare fino al raddoppio.
Rompete la lievitazione, reimpastate velocemente unendo le erbe aromatiche, il sesamo e fate i panini.
Metteteli su una placca distanziati tra loro e fateli lievitare coperti.
Cuoceteli in forno caldo a 200° per 15 minuti o fino a quando saranno dorati.

martedì, luglio 10, 2007

Fagioli bianchi alla Jamie



Due premesse:
volevo mettere una ricetta di pane ma il totale delirio di questi giorni fa sì che la memoria sia simile a quella di Dory (il pesce smemorino di Alla ricerca di Nemo);
non amo Jamie Oliver, troppo di tutto per i miei gusti ma l'altra sera ero in stato confusionale davanti a Gambero Rosso Channel e stavo decidendo cosa fare per cena e mi ha dato un'idea interessante.

A questo si è aggiunto il desiderio impellente di provare i fagioli bianchi di Pigna e l'aceto di Chianti di Esperya. Un po' perché avere cose nuove in dispensa mi incuriosisce più di un gatto e un po' perché avevo bisogno di energia yang in un momento in cui lo yin è la norma (dalle bevande fredde ai gelati o al troppo tofu per i macrobiotici ;-D)

Nel caso delle insalate di legumi preferite i legumi secchi a quelli in scatola. Vero che il procedimento è più lungo ma non contengono conservanti o zucchero come invece capita nella grande distribuzione e il gusto è sempre migliore. Oltre al fatto che rendono di più e costano molto ma molto di meno anche se scegliete quelli più cari.
Lo stesso discorso in questo periodo vale per l'aglio. Nei mercati si trova ancora quello fresco, ha un profumo spaziale e la digeribilità è più elevata. Compratene in quantità, usatelo, mettetelo sott'olio o sott'aceto oppure fatelo poi seccare lentamente.

200 gr di fagioli bianchi di Pigna
3 pomodori ciliegini
1 patata novella piccola
2 rametti di rosmarino
2 spicchi di aglio fresco
4 cucchiai di olio extravergine d'oliva
2 cucchiai (anche 3 per me...) di aceto di Chianti

Nelle istruzioni c'era scritto di ammollare i fagioli per 12 ore, ma visto che non mi fido mai delle ore di ammollo (o son troppe o troppo poche perché dipendono da quanto tempo il fagiolo è in commercio) e dato che sono fagioli con la buccia sottilissima, li ho messi in acqua fredda per sole tre ore con il solito pezzetto di kombu e son state più che sufficienti.
Buttata l'acqua di ammollo, li ho messi in una pentola dal fondo spesso con la patata, l'aglio vestito, i pomodori, il rosmarino e ho coperto di acqua fredda e fatto cuocere a fuoco basso per 1 ora e mezza aggiungendo acqua (calda per non uccidere l'ebollizione) quando vedevo che si stavano asciugando troppo.
A metà cottura dei fagioli ho tolto la patata, l'aglio e i pomodori e li ho ridotti in purè con una forchetta.
Una volta cotti i fagioli e tolto il rosmarino, li ho lasciati intiepidire, aggiunto il purè e condito con olio, aceto, sale e una macinata di pepe.
Sono migliori il giorno dopo.

venerdì, luglio 06, 2007

Mami-bento



Avere una mamma che si è rassegnata ad avere una figlia rompiscatole e macrobiotica e in più cucina in modo spettacolare è un vantaggio innegabile. Tanto più che non tenta di convertirmi né nasconde formaggio nei cibi convinta che non lo senta (come mi è capitato di sentire da alcune amiche vegane)

Non usa alghe o roba strana che non sa a che serve e dove trovarla (parole sue....;-)) io le porterei pure il tofu ma temo che mi rinneghi definitivamente) ma fa in modo di farmi trovare sempre qualcosa di speciale e che non contenga carne o latticini. E spesso lo fa in dosi doppie così ho il pranzo pronto....

E così ecco il mio lunch box di oggi: riso con le verdurine (con tante tante baby zucchine) e fiori i zucchina ripieni

giovedì, luglio 05, 2007

Variazione sulla bottarga



Che la bottarga mi piaccia è risaputo, che sia capace di mangiarmela a tocchetti senza nulla (né pane né olio etc) pure, in effetti sono riuscita a mangiarmela pure a colazione ed è uno dei motivi per cui "devo" assolutamente andare in Sardegna ogni anno a farne scorta ;-))

Se mai ci fossero sardi all'ascolto scambio bottarga buona con prodotti macrobiotici :-)


L'abbinamento con la
pasta al germe di grano di Esperya si è rivelato gustoso anche se forse dovrò riassaggiare (un gran sacrificio...;-)) la pasta senza sapori così forti per valutarne bene le caratteristiche.

I sardi e i puristi non me ne vogliano ma un po' di pane secco sbriciolato lo metto sempre in modo che si incolli per bene alla pasta e non mi tocchi andar alla ricerca del sugo sul fondo del piatto.
Olio rigorosamente sardo e fruttato ;-)
Mi raccomando se non avete la bottarga a pezzo intero non usate quella già grattuggiata: di solito è amara e non di grandissima qualità.


200 gr di tacconi al germe di grano Esperya

2 cucchiai di bottarga grattuggiata al momento

3 cucchiai di olio extra vergine d'oliva

1 cucchiaio e 1/2 di briciole di pane

1 spicchio d'aglio

1 peperoncino

sale (pochissimo)

semi di sesamo


Cuocete i tacconi (l'acqua grazie al germe di grano diventerà verde, non ci credevo ma è vero ;-))). Nel frattempo scaldate l'olio e fate insaporire con lo spicchio d'aglio e il peperoncino. Unite il pane, i semi di sesamo e fate colorire.
Scolate la pasta, saltatela nel condimento e unite la bottarga dopo aver spento il fuoco altrimenti avrà un retrogusto amarognolo. Dà assuefazione ;-))

martedì, luglio 03, 2007

Spumino di melanzane



Rieccomi!
Una settimana in vacanza e mi sembra strano persino sentir suonare il cellulare (è stato costantemente spento ;-)), figuriamoci tornare in metropolitana e in ufficio....
Per fortuna è vicino il mio fine settimana lungo a Parigi ;-DD

Uno spumino di melanzane consolatorio, e un pochino svuotafrigo e pure dietetiche, era quasi d'obbligo.
Valgono sempre le stesse raccomandazioni relative alle solanacee: meglio in estate, meglio abbinate a una proteina animale, meglio non mangiarle tutti i giorni, meglio giocare con le energie della cottura per riequilibrare lo yin di melanzane, peperoni e pomodori.

2 melanzane tonde piccole
1 fetta grande di pane vecchio
10/15 olive nere denocciolate e tritate
3 pomodori secchi a pezzettini
1 cucchiaio di erbe aromatiche tritate (timo, maggiorana, basilico)
un paio di cucchiai di brodo vegetale
due cucchiai di olio extra vergine
1 spicchio d'aglio
sale

Togliete la buccia alle melanzane, tagliatele a tocchetti e fatele saltare velocemnte in una padella in cui avrete messo l'olio e l'aglio. Coprite con il brodo vegetale e fate cuocere fino a quando le melanzane non saranno sfatte e abbastanza asciutte. Ammollate in acqua o latte di soia il pane vecchio. Unite il pane e il resto degli ingredienti alle melanzane e mescolate bene con una forchetta fino a ottenere un composto liscio (potete usare un frullatore).
Mettete il composto negli stampini dei muffin, livellate e cuocete in forno a 180° per 20/30 minuti.
Servite tiepidi o freddi con riso integrale o pesce al forno.

giovedì, giugno 21, 2007

Petulante in vacanza!



Fino a lunedì 3 luglio Petula sarà in vacanza!
Stessa isola dell'anno scorso (insane passioni reiterate da sempre ;-)), posto diverso, compagnia unica!
Mi godrò tanto sole, coccole, cibo buono, chiacchiere e risate a sfinimento.
Forse cucinerò pure ... forse.
Godetevi quest'assenza, mangiate un sacco di schifezze e incasinatevi le energie ;-)
Tornerò con tante ideuzze nuove e più voglia di cucinare ... forse ;-D

mercoledì, giugno 20, 2007

Zucchine ripiene di zucchine




Zucchine zucchine zucchine!!!!!
e visto che il mio frigo è al minimo della sopravvivenza (- 2 alla prima vacanza estiva ;-))) faccio fuori tutto quello che non vorrei mi risalutasse al ritorno, compreso il pesto di spinaci che sta nel freezer.

Le dosi sono indicative e varieranno a seconda della quantità di acqua contenuta nelle zucchine.

6 zucchine
2 cucchiaio di pane grattugiato (o fiocchi d'avena piccoli)
1 cucchiaio di lievito alimentare in scaglie
2 cucchiai di pesto di spinaci (o di basilico)
sale
pepe bianco

Sbollentate le zucchine per qualche minuto in acqua calda. Tagliatele a metà, scavatene la polpa e mescolatela a pan grattato, lievito alimentare e al pesto. Il ripieno dovrà risultare abbastanza sodo. Mescolate bene, aggiustate di sale e di pepe, riempite con il composto le zucchine e cuocete in forno per 15 minuti a 180°.

lunedì, giugno 18, 2007

Il pane della notte



Era tanto tempo che non piazzavo un bel pane di lunedì ;-)
Vero che non ho passato la domenica attaccata al forno (e nemmeno il sabato) ma spaparanzata su una sdraio a rotolarmi nella pigrizia più assoluta e che questo pane è stato fatto nei giorni precedenti, ma era delizioso con i pomodorini al forno ;-)

La ricetta ha un procedimento lungo in termini di ore ma il lavoro è minimo (soprattutto se siete muniti di impastatrice) e la lunga lievitazione rende questo pane molto digeribile.

Primo impasto:
3 tazze di farina manitoba (o farina 0)
2 tazze e 1/2 di acqua tiepida
3 gr di lievito di birra secco o 7 gr di fresco
1 cucchiaio di malto d'orzo

Sciogliere il lievito e il malto nell'acqua tiepida e aggiungere il tutto alla farina. Mescolare bene fino a ottenere un composto molto liquido e liscissimo. Coprite la ciotola con una pellicola e metterla nel frigo per tutta la notte.

Secondo impasto

2 tazze e 1/2 di farina integrale
1/2 tazza di germe di grano (se no aumentate le tazze di farina a 3)
1 cucchiaino raso di sale

Togliete la ciotola dal frigo. L'impasto sarà pieno di bolle. Lasciatelo riposare un'ora o due (il tempo di farlo tornare a temperatura ambiente) e poi impastatelo con la restante farina, sale e germe di grano. Dovrete ottenere un impasto elastico e non appiccicoso.
Mettetelo a lievitare in luogo tiepido fino al raddoppio.
Rompete la lievitazione, date la forma e rimettete al calduccio a raddoppiare.
Cuocete in forno a 200° per 40 minuti.

venerdì, giugno 15, 2007

Strati golosi




Non è un dolce!
;-D è venerdì e un bel panino come chiusura di una settimana strampalata come questa ci sta benissimo!
E' ovviamente un panino macrobiotico ma per nulla dietetico... non vi dò le dosi!

E' composto da piadina vegan, per intenderci quella senza strutto che potrete trovare nei negozi bio e anche in un paio di piadinerie doc di Riccione (provata lo scorso anno....da sturbo!!! anche se i puristi grideranno all'orrore ;-DDD) tagliata a fette e messa a strati.
Per l'imbottitura: sfoglie di tofu, avanzate dalle lasagne e messe a marinare una notte in pari dosi di salsa di soia e acqua e succo di zenzero (potete sostituirle con l'affettato di seitan o con il tofu tagliato sottilissimo), patè di olive e patè di pomodori secchi fatto in casa. Se volte potete anche metterci della maionese vegan.
Passato in forno un paio di minuti e divorato!

giovedì, giugno 14, 2007

Riso e zucchine



Ci sono in giro le zucchine piccole con il fiorellino!!!!
Lo so è da matti totali ma a me mettono un'allegria mostruosa ed è uno dei momenti in cui mangerei zucchine tutti i giorni. Fuori stagione le trovo invece paragonabili alle rape, una cosa senza sapore (e chi ama le rape non mi aggredisca....) che uso quando devo addensare qualcosa o aggiungere un po' di verde a una zuppa ;-)))
Le zucchine piccole poi possono essere mangiate crude come le carote e sono perfette per piatti di velocissima preparazione.

15 zucchine piccole con il fiore
1 tazza e 1/2 di riso semi integrale
2 scalogni
2 cucchiai di olio extra vergine
1/2 cucchiaio di timo fresco e erba cipollina
sale

Sciacquate e bollite il riso. Lavate e tagliate a fettine le zucchine e i fiori. Affettate gli scalogni.
Nel wok scaldate l'olio e saltate velocemente zucchine e scalogni in modo che rimangano croccanti. Unite il riso bel scolato e le erbe aromatiche. Saltate per un paio di minuti, aggiustate di sale e servite.

martedì, giugno 12, 2007

Lasagne tutto tofu!!!!



Ti pareva che se facevo le lasagne non le facevo strane??? ;-DD
La pasta al forno mi è sempre piaciuta parecchio ma stavolta avevo delle sfoglie di tofu di un piccolo produttore (nei negozi bio oppure tagliando a fette sottilissime il firm tofu messo sotto un peso a scolare e a perdere l'acqua in eccesso) che mi incuriosivano ;-)
Uso spesso il miso e il gomasio al posto del sale.
Il miso cotto perde un po' le sue proprietà rigeneranti ma è più gustoso del normale sale e per fare il pieno di fermenti niente di meglio che una zuppa di miso tradizionale ;-))

1 confezione di sfoglie di tofu
10 champignon
2 porri
1 bicchiere di latte di soia
1 cucchiaino colmo di farina
olio di mais bio qb
1 cucchiaio di olio extra vergine
1 cucchiaino di miso
1 cucchiaio di gomasio

Pulite e tagliate a fettine sottili porri e funghi poi saltateli in una padella con l'olio extra vergine, unite il miso e fate cuocere per 15 minuti. Preparate la besciamella mescolando a parte la farina e olio quanto basta per ottenere una pappetta densa e unendola al latte di soia messo a scaldare. Cuocete mescolando con una frusta per qualche minuto. Se volete, potete unire un cucchiaio di lievito alimentare in scaglie per insaporire.
Mettete qualche cucchiaio di besciamella sul fondo di una teglia, poi fate strati di sfoglie di tofu, verdure e besciamella fino ad esaurimento degli ingredienti. Spolverate di gomasio e mettete in forno a 180°/200° per 10 minuti.

venerdì, giugno 08, 2007

Lunch box





Tempo di lunch box freschi ...lo so negli ultimi giorni ha piovuto come a ottobre (bellissimo!!!!! ;-))) e vivo nell'aria condizionata a 17° (schifosissima!!!!) ormai da un mese, ma avevo voglia di cambiare.
Presenza costante del riso o comunque di un cereale in modo da dare senso di sazietà e arrivare a ora di cena senza depredare macchinetta o il frigorifero appena messo piede in casa.

Sopra: riso bicolor della mamma, pomodori, coregone marinato e funghetti sottolio (una vera passione!!! ;-)))
Sotto: riso integrale bollito con limone e gomasio, tofu feta e fragole in sciroppo.

giovedì, giugno 07, 2007

Fragole in sciroppo




Non sono un'amante della frutta e dei dolci in generale, si salvano fragole, ciliege, pesche e cioccolato ;-)
Per mangiare la frutta devo sempre trovare un modo alternativo al solo lavarla/sbucciarla.
Questo è un mix fra i classici e macrobioticissimi kanten e la frutta sciroppata.
Al posto del succo di mela o del té, ho usato una tisana alla frutta. Potete scegliere quella che preferite. Mettetela in infusione a freddo la sera (o comunque 8/10 ore prima) in questo modo il sapore ne guadagnerà e sarà più profumata.

1/2 litro di acqua
1 cucchiaio abbondante di tisana ai frutti rossi
300 gr di fragole
3 cucchiai di sciroppo d'acero
il succo di mezzo limone
1 cucchiaino scarso di agar agar in polvere.

Fate l'infusione con la tisana. Pulite le fragole, tagliatele a metà e mettetele in una pentola con lo sciroppo d'acero, il succo di limone e fate cuocere per una decina di minuti al massimo. Portate a ebollizione la tisana e unite l'agar. Mescolate bene con una frusta e fate sobbollire per 5 minuti, sempre mescolando.
Mettete le fragole in una ciotola o in tante ciotoline individuali e versate sopra la tisana senza però coprirle completamente.
Raffreddandosi il liquido si rapprenderà e creerà uno sciroppo semi solido intorno alle fragole.
Buono freddo o a temperatura ambiente. Può essere fatto diversificando frutta e gusti di tisane o té aromatizzati.

lunedì, giugno 04, 2007

Insalata di patate



Un classico estivo e dei picnic e, per i miei gusti, buon contorno per i rotolini al salmone.
Le patate come i pomodori e le melanzane son solanacee che grazie al loro elevato contenuto in potassio andrebbero sempre abbinati (o quasi sempre ;-))) al sodio contenuto in pesce carne o formaggi così da creare un buon equilibrio all'interno di un pasto.
La macrobiotica è proprio questo: la ricerca di un equilibrio ;-)
La presenza del daikon e della tahina e dell'aceto di umeboshi rendono quest'insalata decisamente diversa, fresca e piacevole.
Non è un piatto dietetico....

7 patate novelle medie
2 carote
mezzo daikon
2 cucchiai di tahina
2 cucchiai di acqua
1/ cucchiaio di acidulato di umeboshi

Cuocete al vapore le patate, fatele raffreddare e poi tagliatele a tocchetti.
Pelate il daikon e le carote e tagliatele a julienne.
Mescolate tahina, acqua e acidulato fino a ottenere una salsa abbastanza liquida e liscia (a piacere unite acqua o acidulato se troppo densa).
Mescolate verdure e salsa in una zuppiera con delicatezza. Ottima fredda.

Rotolini di salmone e tofu



Mangio pesce soprattutto fuori casa. E' un modo per rendere la vita più facile agli amici e alla mia famiglia e in più mi piace anche se in dosi moderate.
Uno dei pesci da "non cucina" che amo è il salmone (con tutte le indicazioni del casa ... poco, possibilmente non di allevamento e se affumicato, attenzione agli additivi e ai conservanti).
Questi rotolini possono essere una cena veloce se accompagnati da una verdura o un cereale integrale oppure un antipasto.
Potete usare sia il salmone affumicato sia il salmone marinato. Nel secondo caso il lavoro è maggiore a meno di non trovarlo in busta (all'IKEA per esempio...;-))
Anche qui il gioco di energie è interessante: uno yang non eccessivo con il salmone mitigato dallo yin del tofu.

200 gr di salmone marinato
150 gr di tofu cotonato
1 cucchiaino di aneto
1 cucchiaio di capperi dissalati
sale
olio extra vergine

Frullate bene il tofu i capperi, un cucchiaio di olio e un pizzico di sale fino a renderlo cremoso. Aggiustate di sale e unite mezzo cucchiaino di aneto.
Fate a strisce il salmone, spalmatevi il composto di tofu e arrotolate. Proseguite fino a esaurimento degli ingredienti. Sistemate i rotolini su di un piatto e condite con un pochino di olio e una spolverata di aneto.

giovedì, maggio 31, 2007

Spinaci giap



Con il caldo amo le cotture veloci non tanto per non essere bollita insieme ai cibi ma perché mi piace giocare con le energie. Così non mangio solo cibi crudi ma mi piace dar loro quel tanto di calore che mi difenderà da un eccesso di energia fredda ma lascerà loro quel tanto di fresco che mi aiuterà a sentirmi meno accaldata.
Per la macrobiotica questo è un fondamento che si impara solo sperimentando, studiando e guardando che effetti fa questo gioco di energie (che peraltro coinvolge tutto il nostro essere non solo il cibo) sul nostro corpo.
Tutto per dire che mi son divertita a far gli spinaci alla giapponese? Oh sì ;-))

300 gr di spinaci freschi
1 cucchiaio di salsa di soia
2 cucchiai di aceto di riso
1 cucchiaio di olio di sesamo
1 cucchiaio di gomasio

Pulite e sbollentate per pochi secondi (pochi secondi nel senso della parola: li buttate in acqua e li ritirate subito) gli spinaci. Strizzateli bene.
Nel wok scaldate l'olio e la soia. Saltate velocemente gli spinaci, aggiungete l'aceto di riso e spolverate con il gomasio.
Si possono mangiare tiepidi o freddi anche il giorno dopo (saranno ancora più saporiti)

martedì, maggio 29, 2007

Grissoni morbidi alle erbe e sale di Maldon



Dopo una vacanzina di quattro giorni (messaggio privato per tutte/i coloro che quello che sanno dov'ero...GRAZIE!!!!!!) ho il frigo che definirlo ululante non rende l'idea.
Mancava persino il pane!!!!!!
I grissoni morbidi non sono proprio una soluzione proprio veloce ma di sicuro di gran soddisfazione ;-D


La ricetta è presa da un libro sul pane "Dough" che consiglio a chi ha una insana passione per i lievitati e vuole studiare a fondo i sistemi di impasto.
Richard Bertinet è infatti un sostenitore degli impasti morbidi e soprattutto dell'assoluta necessità di impastare a lungo e far assorbire bene l'acqua alla farina prima di aggiungerne. Traduzione? non fatevi prendere dal panico quando vi pare di aver a che fare con un impasto troppo morbido e continuate a impastare e a impastare e a impastare. Se poi dovete aggiungere farina (ogni farina assorbe in modo differente) fatelo spolverandovi le mani e non direttamente nell'impasto.

250 gr di manitoba

250 gr di farina integrale

350 gr di acqua tiepida

3 gr di lievito secco o 8 di fresco

1 cucchiaino di sale

2 cucchiai di erbe tritate (origano, rosmarino, basilico)

1 cucchiaio scarso di sale di Maldon


Cominciate a impastare acqua, lievito e farina e continuate fino a quando l'impasto non sarà morbido ed elastico e soprattutto non appiccicoso.
Mettetelo in una ciotola unta e in luogo tiepido a lievitare. Quando sarà raddoppiato, rilavorate l'impasto unendo le erbe. Fate dei rotoli e allungateli, arrotolandoli leggermente su se stessi, su una teglia coperta da carta forno. Lasciateli lievitare di nuovo fino al raddoppio e poi cospargeteli di sale. Cuoceteli in forno caldo a 200° per 15 minuti. Se li volete molto croccanti fateli cuocere più a lungo ma occhio a non farli bruciare. :-)

mercoledì, maggio 23, 2007

Stufato di seitan



Non è proprio un piatto adatto al caldo africano di questi giorni, ma può essere mangiato appena tiepido insieme a una bella insalata così da compensare le energie o piazzato nel frigo in attesa della prima serata di pioggia.
Tendo a cucinare piatti lunghi quando ho tanto tempo a disposizione, a farne in quantità superiori al consumo quotidiano a a piazzarlo nel surgelatore per quelle sere in cui non ho voglia di far nulla se non piazzarmi sul divano con un buon libro o un dvd.
Lo stufato è per me ideale perché non implica nemmeno di rimaner in cucina a controllarlo: è sufficiente usare una pentola di coccio e lasciarlo cuocere a fuoco bassissimo per almeno un paio di ore.

300 gr di seitan
1 tazza di piselli
3 carote
1/2 cavolo cappuccio
2 cipolle
1 cucchiaino di dado casalingo (o sale)
3 cucchiai di olio extra vergine
acqua qb
2 cucchiai di farina integrale

Tagliate a pezzetti il seitan e infarinateli. Tritate carote, cipolle e cavolo e fateli saltare nell'olio caldo per 5 minuti mescolando. Unite il seitan e fate saltare per qualche minuto. Aggiungete i piselli e infine 1 tazza di acqua e il dado. Coprite e fate cuocere a fuoco bassissimo per un paio di ore controllando che ci sia liquido a sufficienza (unite acqua se necessario).
Se volte rendere il tutto bello denso togliete un po' di liquido dallo stufato (mezza tazza), mescolatelo bene a un cucchiaio di farina e rimettete il tutto nella pentola.

lunedì, maggio 21, 2007

Zuppa tiepida di carote



e un po' di altre cosine :-)

Doveva essere una zuppa fredda ma devo dire che appena tiepida è migliore.
Sarà che poi il freddo spegne molto i profumi, sarà che a me le zuppe fredde (compreso il gazpacho) non piacciono più di tanto perché mi par sempre di bere un frullatino salato. Conclusione: ognuno ha le sue paturnie! ;-)

5 carote
2 zucchine
1 cipollotto
1 cucchiaio di erba cipollina tritata
una puntina di pasta di curry
1 cucchiaio di salsa di soia
il succo di mezzo limone
2 cucchiai di olio extra vergine leggero od olio di sesamo
acqua qb

Tritate il cipollotto e fatelo soffriggere nell'olio. Aggiungete le carote, le zucchine precedentemente pulite e tagliate a tocchetti, e e la pasta di curry. Fate saltare per qualche minuto poi coprite di acqua e portate a cottura.
Frullate il tutto con il frullatore a immersione, unite il succo di limone, la salsa di soia e l'erba cipollina. Servite appena tiepida (o fredda) con qualche crostino.

venerdì, maggio 18, 2007

Totoro lunch



Totoro regna sovrano negli ultimi tempi.
Ha la capienza giusta, tanti divisori e poi vado a passioni.
La prima foto è a dir poco orrida, ma la mattina presto con la pioggia era impossibile fare di meglio (anche perché vorrei evitare strane domande dalla vicina di casa ;-)))
Dato il ritorno del caldo degli ultimi giorni ho incominciato a mangiare pomodori, verdure crude o zuppe fredde, in modo da armonizzarmi con il clima senza esagerare. Ho una casa fredda dove ancora vige il piumino e un ufficio con l'aria condizionata a palla tutto il giorno -)

A sinistra: stufato di seitan e zuppetta fredda di carote (ricette che ritroverete la prossima settimana)
A destra: pasta e tekka, pomodori e affettato di seitan tagliato a stelline con le formine taglia biscotti (almeno ho loro trovato un utilizzo ... i biscotti non mi sono mai nemmeno piaciuti ;-)))

giovedì, maggio 17, 2007

Cambiare con le stagioni ... un bel libro



Un bellissimo libro ideale per chiunque voglia avvicinarsi alla cucina macrobiotica.
Aveline Kushi era l'amatissima moglie di Michio Kushi, uno dei padri fondatori e rinnovatori della filosofia macrobiotica. Amante e grande esperta della cucina, ha scritto numerosi libri di ricette diffusi in tutto il mondo. Changing Seasons è un libro splendido e utilissimo.

Se si vuol approfondire la filosofia macrobiotica è necessario rivolgersi ai libri di Michio Kushi, ma questa è invece la parte pratica, la mera applicazione.
Secondo me può essere d'aiuto anche a chi voglia semplicemente mangiare in modo diverso e in armonia con le stagioni e i cambiamenti del nostro corpo. Vengono proposte decine di ricette divise per quattro menu. Son tutte ricette molto semplici e facili da eseguire. Per me è un libro fondamentale a cui mi rivolgo nei periodi in cui tendo a cucinare in modo elaborato o magari son troppo spesso fuori a mangiare o semplicemente mi sono dimenticata la semplicità e bontà di alcuni piatti.

Purtroppo si trova solo in inglese, ma i libri di Aveline son scritti in un inglese di facile comprensione anche per chi non abbia tanta dimestichezza con questa lingua, lo trovate su Amazon e nell'Indice a fianco.

mercoledì, maggio 16, 2007

Le cipolline ai due aceti




Ci son giorni in cui mi immergerei nell'aceto. Di solito quando son nervosa o irritata e se non sto attenta posso finire sul divano a divorare cipolline sotto aceto a quintalate ;-)
Di solito è perché risento della primavera o di troppe serate fuori o pasti strani e quindi ilmio fegato mi richiama all'ordine.
Un pochino di aceto può solo far bene, un litro di sicuro non tanto più che ne risentirebbe anche lo stomaco.
La macrobiotica ama metter insieme tutti e cinque i gusti (acido, dolce, salato, piccante, amaro) nell'arco della medesima giornata e così le cipolline ai due aceti sono un bell'accompagnamento alle polpette di pesce o ai filetti di coregone marinati.

250 gr di cipolline borettane
4 cucchiai di olio extra vergine
1 cucchiaio di malto di riso
2 cucchiaiai di aceto di mele
1 cucchiaio di aceto balsamico di Modena
un pizzico di sale
pepe ero macinato fresco

Pulite le cipolline e mettetele in una pentola a fondo pesante con tutti gli ingredienti (tranne il pepe che metterete a fine cottura). Aggiungete acqua a filo. Fate cuocere coperte e a fuoco basso fino a quanto le cipolline non si saranno cotte e saranno leggermente caramellate. Durante la cottura controllate che non si asciughino troppo e mescolatele con grande delicatezza in modo da non romperle. Buone anche fredde. La stessa ricetta si può fare con le cipolle rosse tagliate a pezzettoni.

lunedì, maggio 14, 2007

Filetti marinati



Ieri è stata una giornata strana ... la domenica mi piace pigrare su una sdraio o sul divano senza far nulla (o quasi).
e invece mi è toccata una passeggiata di qualche chilometro per andar a comprare il pesce di lago.
Beh ne sono uscita rinfrancata e con dei fantastici filetti di coregone nella borsa della spesa.
Il coregone è un pesce di lago a carne bianca detto anche lavarello; delicatissimo al palato, abbastanza raro e costoso è però ottimo soprattutto marinato.
Non essendo nella mia cucina ;)) non avevo grande scelta sugli ingredienti della marinatura ...
Se non trovate il coregone, la ricetta va benissimo per tutti i pesci a carne bianca (quindi non tonno o salmone o trota) e magari preferite quelli di lago o fiume perché più delicati e meno pesanti dal punto di vista energetico.


6/8 filetti di coregone
4 cucchiai di olio extra vergine d'oliva
2 cucchiai di aceto di vino bianco (buono!!!)
1 cucchiaio di prezzemolo tritato
1 cucchiaio di capperi sotto sale

Dissalate i capperi. Miscelate olio, aceto e prezzemolo. Mettete i filetti in un piatto da portata e copriteli con la marinata e i capperi. Ponete in frigo e servite dopo al massimo un'ora (troppo tempo immersi nella marinatura e i filetti tendono a perdere di morbidezza).

venerdì, maggio 11, 2007

Salsa agli spinaci




Questa salsina me l'ha fatta venire in mente la mia mamma l'altra sera. Aveva comprato degli spinacini freschi e non sapeva come farli ... al momento il vuoto mentale (come spesso mi accade quando mi chiedono ricette a bruciapelo e quando sto già mangiando: faccio delle figuracce micidiali ;-))) ... 6 ore dopo la fulminazione ;-D

Una specie di specie di pesto che però può andar bene come salsina (un filo più liquida) di accompagnamento a tofu o seitan alla piastra. Si può persino aggiungerne un cucchiaino al condimento per l'insalata.
Se potete comprate l'aglio fresco: è più profumato e meno pesante per la digestione

150 gr di spinacini freschi
1 spicchio di aglio fresco
2 cucchiai di nocciole
Olio extra vergine d'oliva qb
1 cucchiaio di lievito alimentare in scaglie (opzionale)
2 cucchiai di acqua
sale


Frullate il tutto unendo olio a filo fino a quando non raggiungerà la consistenza desiderata.

giovedì, maggio 10, 2007

Pane alle erbe e pomodorini



Pane pane pane ... periodo di impastamenti di ogni genere e il pane mi lievita che è un piacere ;-D
L'altra sera discutevo con amici sulle parole che fan venire l'acquolina e una era "panino imbottito" e questo bel panone morbido con la crosta croccante, saporito è proprio l'ideale.

E' un pane adatto anche a chi non ha molta esperienza con le lievitazioni e dà soddisfazione.
Può esser anche fatto a piccoli panini.

150 gr di farina manitoba o farina 0
150 gr di farina integrale
200 gr di farina di grano duro
300 ml di acqua tiepida
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
1 cucchiaino di sale
3 gr di lievito di birra secco o 7 di fresco
10 pomodori secchi tagliati a pezzetti
2 cucchiai di erbe fresche (timo, basilico...) tritate

Miscelate le farine, poi unite lievito (se fresco scioglietelo in due dita di acqua prese dal totale), l'acqua, l'olio e cominciate a impastare. Lavorate a lungo, unite il sale e continuate a lavorare fino a quando non avrete un impasto morbido, non appiccicoso ed elastico (se è troppo duro unite qualche cucchiaio di acqua). Battete a lungo la pasta sulla spianatoia, fate una palla e mettetela a lievitare in una ciotola leggermente unta e coperta. Quando sarà raddoppiata, sgonfiate la lievitazione e unite i pomodori e le erbe. Impastate velocemente, date la forma che preferite e fate di nuovo lievitare fino al raddoppio, sempre coperto da un panno umido e in luogo tiepido.
Scaldate il forno a 200° e cuocete per 30/40 minuti fino a quando il fondo non suonerà vuoto.

lunedì, maggio 07, 2007

Polpette di nasello



Le polpette mi mettono allegria. Son legate ai momenti d'infanzia in cui mia madre riusciva a farmi mangiare qualunque cosa solo trasformandolo in polpette o polpettone. Mai uguali sempre saporiti e originali, son ancora oggi il suo cavallo di battaglia.

L'altro giorno mi son ritrovata a dover svuotare il freezer e mi son ritrovata nelle mani piselli e filetti di merluzzo ... ideona!!! Il pesce lo cucino poco perchè lo riservo alle uscite al ristorante ;-))
Proteine di due tipi, fibre e pochi grassi. Son deliziose se accompagnate da una senape non troppo forte e pure messe nei panini non sono male.

300 gr di filetti di merluzzo
150 gr di pisellini surgelati
100 gr di tofu seta
2 scalogni tritati
1 carota tritata
4 cucchiai di pane grattuggiato
1 cucchiaio di lievito alimentare in scaglie
1 cucchiaio di erba cipollina tritata
sale
pepe macinato fresco

Cuocete a vapore il merluzzo. In una casseruola stufate gli scalogni e la carota in due cucchiai di olio extravergine e un pizzico di sale. Unite i piselli e fate cuocere unendo qualche cucchiaio d'acqua se necessario. Salate e fate raffreddare.
In una ciotola mettete i piselli, il nasello, il tofu e cominciate a impastare (se volete potete usare un mixer per sminuzzare il pesce) e poi unite il lievito, l'erba cipollina e infine il pane grattuggiato, calcolandone la quantità a seconda dell'umidità dell'impasto. Salate e pepate.
Fatene delle polpette o degli hamburger e fateli riposare un'oretta nel frigo.
Cuoceteli in padella con un pochino di olio, girandoli un paio di volte.

venerdì, maggio 04, 2007

Il pane da toast integrale



Un bel pane per la colazione del fine settimana o per dei panini. Si conserva molto bene e si può congelare già affettato (per tagliarlo aspettate almeno un giorno o ve lo ritroverete a briciole per tutta la cucina).
Il pane mi mette di buon umore e questo non manca alla regola. Potete anche farlo di farina bianca ma l'integrale ha un profumo abbastanza unico. Io metto pochissimo lievito, o metto in un luogo caldo e aspetto pazientemente, in questo modo anche le farine integrali lievitano per bene e il pane è più digeribile.
In questo caso vi consiglio o uno stampo da pancarrè (esistono ma son abbastanza costosi) o un più banale stampo da plumcake da 26 cm.


400 g. di farina integrale o di segale
3 g. di lievito di birra secco o 8 di fresco (anche meno)
2 cucchiai abbondanti di olio extra vergine o di olio di mais bio
1 cucchiaino di sale g. di sale
200 g. di acqua scarsi
1 cucchiaio di malto d'orzo


In una ciotola mettetela farina poi il lievito secco (se usate quello fresco, scioglieteo primain due dita di acqua e aspettate 10 minuti che faccia le bolle, così verificherete che sia attivo) poi l'acqua in cui avrete sciolto il malto, l'olio e infine il sale. Impastate con forza fino ad avere una pasta morbida ma non appiccicosa. Batetelo per 5 minuti sulla spianatoia poi mettetelo a lievitare in una ciotola leggermente unta e coperta. Quando sarà raddoppiato sgonfiate la lievitazione con un pugno e fatene una trecciona delle dimensioni dello stampo. Mettete l'impasto nello stampo e fate lievitare fino a che arriverà al bordo. Cuocete a 200/220° per 40 minuti o fino a quando non suonerà vuoto. Dopo 30 minuti estraetelo dallo stampo e fatelo cuocere direttamente sulla griglia stando attenti che non scurisca troppo.

mercoledì, maggio 02, 2007

amaranto e cime




PIOVE!!!!! ed era ora ... e poi se piove il primo giorno di lavoro dopo le vacanzine del primo maggio va benissimo ;-))) per fortuna stamattina non ho preso la bici!!!!
Le temperature sono scese un po' e quindi una bella zuppa ci sta pure bene.

Continuiamo con l'amaranto ... e con le cime, le ultime della stagione. Son già scomparsi, grazie al caldo mostruoso delle scorse settimane, i cavoletti e molti parenti dei broccoli. SIGH!
Le foglie le ho saltate in padella con pomodori secchi, olio e un pochino di aglio, mentre i gambi li ho infilati in questa zuppa.


1 tazza di amaranto
150 gr di fagioli cannellini secchi
200 gr di gambi di cime di rapa
1 cipolla media
2 cucchiai d'olio
1 cucchiaio di salvia, romarino e timo tritati
acqua qb
1 cucchiaino di dado casalingo

Ammollate i cannellini in acqua fredda con 1 pezzetto di alga kombu per una notte. La mattina buttate l'acqua, sciacuateli e mettete da parte la kombu (una volta asciutta potrete riutilizzarla alemno altre due volte).
Sciacquate l'amaranto, poi tostatelo a secco per un minuto e mettetelo da parte.
Stufate la cipolla nell'olio con un pizzico di sale poi unire i gambi di cime di rapa tagliati a tocchetti, unite i fagioli e l'amaranto. Fate insaporire poi coprite di acqua e fate cuocere a fuoco lento fino a quanto il tutto non sarà ben cotto. Se volte un effetto molto cremoso, frullate due cucchiai di zuppa e poi rimettete il tutto sul fuoco. Prima di servire aggiustate di sale e cospargete con le erbe fresche tritate.

venerdì, aprile 27, 2007

Totoro lunch!



Sembra che sia in vacanza e invece no ;-)))
Vero che ho voglia di cucinare e lavorare come nel mese di agosto.

Questa volta il momento del lunch box è solo per farvi vedere il mio nuovo acquisto (un'asta su ebay) ... adoro questo bento! Totoro è un delizioso personaggio degli anìme giapponesi, purtroppo non esportato in Italia ma molto famoso e con una gamma di gadget infinita tra cui i bento ;-)
Visto il momento di pigrizia denro ho messo riso al vapore con i fiorellini di alghe, fave fresche con aceto balsamico e radicchio sott'olio.

Buon fine settimana lungo!!!!

lunedì, aprile 23, 2007

Amarantotto alle lenticchie



Dopo il quinotto, giusto che potevo inventarmi l'amarantotto ovvero l'amaranto cotto a risotto ;-D!!!!
Non è un cereale in quanto appartiene appartenente alla famiglia delle amarantacee e quindi è perfetto per chi soffre di celiachia o deve stare attento al glutine. Originario del Centro America è stato per secoli alla base dell'alimentazione di Atzechi e Inca, poi è stato riscoperto prima come pianta ornamentale poi come alimento.
L'amaranto è ricchissimo in proteine, sali minerali, fibre e in lisina, un aminoacido essenziale (per gli occhi in particolare).
Si trova nei negozi bio.
Ho fatto un abbinamento con le lenticchie di castelluccio per aumentare ancora di più la portata proteica. Un consiglio: l'amaranto tende a essere gelatinoso, per ovviare un pochino a ciò si può tostarlo a secco per 1 minuto in una padella poi farlo raffreddare e cuocerlo. Occhio a non farlo scoppiettare perché si può magicamente trasformare in una sorta di pop corn ;-))


1 tazza di amaranto
1/2 tazza di lenticchie di Castelluccio
1 carota
2 scalogni
2 foglie di salvia
rosmarino
brodo vegetale qb
1/2 bicchiere di vino bianco
3 cucchiai di olio extra vergine
sale
pepe

Sciacquate per bene l'amaranto, poi tostatelo e mettetelo da parte. Sciacquate le lenticchie (quelle di Castelluccio non hanno bisogno di ammollo).
Tritate cipolla e scalogni e poi fateli soffriggere nell'olio, unite l'amaranto, le lenticchie e dopo qualche minuto unite il vino bianco. Poi prodecedete come in un normale risotto fino a cottura. Unite le erbe tritate, aggiustate di sale e mantecate se volete con 1 cucchiaio di olio e 1 cucchiaio di lievito alimentare in scaglie (se non con quello che vi pare o anche con nulla). Una macinata di pepe prima di servire, se piace.

giovedì, aprile 19, 2007

Riso integrale fantasioso



Se c'è una cosa che destesto è buttar via il cibo persino sotto forma di acqua, per cui opero vari modi di riciclo per l'acqua in cui lavo o cuocio le verdure: nel primo caso ci innaffio le piante nel secondo ci cuocio i cereali.
E così ho fatto per l'acqua in cui avevo scottato gli spinaci: ci ho buttato il riso integrale.
Ne è venuto fuori un riso già salato e saporito che poi ho saltato nel wok.

250 gr di riso integrale cotto
150 gr di edamame
1 carota
1/2 gambo di sedano
1 porro
1 cucchiaio abbondate di erbe miste tritate (salvia, rosmarino, timo per esempio)
2 cucchiai di olio extra vergine
8 mandorle tritate grossolamente

Cuocete il riso. Nel frattempo nel wok scaldate l'olio e poi fate saltare carota, sedano, porro tritati fini, unite gli edamame e poi il riso e le erbe. Saltate per qualche minuto e servite caldo spolverato con le mandorle.

martedì, aprile 17, 2007

Pane svizzero



... nel senso del riciclo (sarà che la Svizzera è stato il primo paese in cui ho visto riciclar al carta tanti tanti tanti anni fa....)

Era qualche settimana che non proponevo un bel pane. In effetti è stato periodo da panini muffin e pane fantasia ovvero la pigrizia più assoluta ;-D

La pasta madre questa domenica è stata a far nulla nel frigo ... Dovevo far pulizia nella dispensa e ne è nato un pane con il lievito di birra, tante farine e fiocchi di vario genere.
Ottimo con le aringhe o con il salmone.


100 gr di manitoba
200 gr di farina integrale
70 gr di farina di farro
70 gr di fiocchi d'avena
150 ml di acqua tiepida
150 ml di latte di soia
1 cucchiaino di sale
3 gr di lievito di birra secco
1 cucchiaio di malto d'orzo

Mescolate le farine con il lievito secco poi unite a cucchiaiate l'acqua mischata al latte e al malto fino a ottenere un impasto elastico e non appiccicoso. Lavoratelo molto bene e a lungo su una spianatoia e poi battetelo per qualche minuto. Fate una palla e mettetela a lievitare coperta e in luogo caldo fino al raddoppio. Rompete la lievitazione, date una forma tonda e mettetela su una teglia. Copritela con una ciotola e fatela rilievitare. Prima di mettere in pane in forno incidete con una lametta o un coltello molto affilato una griglia e cospargete di farina integrale.
Cuocete per 30 minuti (o finchè il fondo non suonerà vuoto) in forno caldo a 220°.

lunedì, aprile 16, 2007

Carciofi e tofu




Con il caldo di questo fine settimana si è tornati all'estate ... puf puf!!!!
Sarà che sto benissimo con una temperatura che non supera i 25° ;-D
Ecco comunque cosa ho fatto con i carciofi 10 giorni fa quando le temperature si erano abbassate (e i giornale minacciavano come al solito le gelate....), ieri non mi ci avrebbe costretto nemmeno mia madre! ;-DDD

Anche la stagione dei carciofi si sta avviando al termine ma ancora si trovano sulle bancarelle i romaneschi o mammole a prezzi molto molto abbordabili. Amo questo tipo di carciofi soprattutto perché non mi sfregio le mani nel pulirli...
I gambi son finiti nella zuppa.

3 carciofi mammole
1 confezione di tofu
2 cucchiai di salsa di soia
4 cucchiai di acqua
olio di sesamo

Mettete il tofu nel freezer per 30 minuti poi tagliatelo a fette sottilissime e mettetele a marinare per un paio di ore con salsa di soia mescolata ad acqua.
Lavate e mondate i carciofi. Fateli a fettine sottilissime e metteteli in acqua con il succo di un limone per evitare che anneriscano.
Togliete il tofu dalla marinata e i carciofi dall'acqua e fateli scolare per bene.
Velate una padella con l'olio di sesamo e mettete i carciofi e il tofu e cuoceteli mescolando sempre fino a quando non saranno bruniti e croccanti.
Serviteli subito e lasciate che ognuno li sali solo al momento di mangiarli per evitare che diventino mollicci.

venerdì, aprile 13, 2007

Lunchbox ... solo petulanti





Questa settimana i lunch box sono solo miei ;-)) L'UMM ha mangiato le stesse cose e non mi sono premurata di fare foto diverse.
Scusate l'assenza ma è stata una serttimana particolare con pochissima cucina.

Sopra: orzo con carciofi e legumi, asparagi al vapore e sour cream, cracotte di riso (lo so son come il polistirolo ma a me piacciono ;-))
Sotto: risotto con l'indivia, insalatina, tofu feta con mostarda di pere nello scatolino

martedì, aprile 10, 2007

Risotto e indivia



Dopo una Pasqua pigrissima, lenta e assolutamente "non cucinifera", un tradizionale risotto in grandi quantità.
Da vera padana con 10 generazioni di risicoli sulle spalle, per me la scelta del riso è unica: carnaroli di ottima qualità e comprato in riseria (ammetto il vialone nano ;-)))

Non amo il risotto all'onda e lo faccio un pochino più sodo del normale ... va a gusti!
L'ortica è un caso di questi giorni così caldi, si può sostituire con degli spinaci freschi.
Per me la mantecatura (orrore ... ;-)) è con olio e lievito di birra in scaglie, per l'umm no!

300 gr di riso carnaroli
1/2 litro di brodo di verdura (anche di più...)
4 cucchiai di olio extra vergine d'oliva
2 cipollotti
1 carota
3 cespi di indivia
150 gr di ortica già mondata e sbollentata
1/2 bicchiere di vino bianco

mantecatura macrobiotica:
1 cucchiaio di lievito di birra in scaglie
1 cucchiaio d'olio extra vergine


Soffriggete carota e cipollotto tritati nell'olio, unite l'indivia affettata sottile e l'ortica e stufate per qualche minuto. Unite il riso e fate tostare per bene. Versate il vino e fate sfumare. Unite a mestoli il brodo caldo man mano che viene assorbito e portate a cottura. Mantecate con quello che vi aggrada, salate e fate riposare 5 minuti prima di servire.

giovedì, aprile 05, 2007

Zuppa d'orzo, legumi e carciofi



Non è un piatto pasquale ... ma contrariamente a quanto amo il Natale (e non per i suoi significati religiosi...ognuno ha le sue manie: mi piacciono i babbi natale e non le uova) la Pasqua non è per me niente altro che un lungo fine settimana, in cui cerco di solito di pigrare su una sdraio e di non fare assolutamente nulla, nemmeno cucinare ;-))

Una zuppa calda, lenta e morbida adattissima al clima ballerino degli ultimi giorni e confortare animo e stomaco anche dopo i bagordi pasquali.
Un gusto particolare è dato dai gambi di carciofo. Non mi piace buttar via il cibo e i gambi di carciofo puliti delle parti dure e tagliati a pezzettini sono ottimi nei sughi e nelle minestre (cosa ho fatto del resto lo vedrete domani...)

2 carote
1 gambo di sedano
1 cipolla bianca
4 gambi di carciofo
1 tazza di orzo perlato
1 tazza di fagioli secchi
1/2 tazza di lenticchie gialle decorticate
1 cucchiaino di dado casalingo
1 cucchiao di miso
1 cm di alga kombu
2 cucchiai di olio extra vergine d'oliva
acqua qb

Mettete a mollo i fagioli una notte in acqua fredda con la kombu.
Tritate cipolla, carote e sedano. In una pentola grande, pesante e con i bordi alti fate soffriggere le verdure nell'olio e poi unite i fagioli, i gambi di carciofo puliti e tagliati a tocchetti piccoli, l'orzo e lenticchie (sciacquati bene). Fate cuocere per qualche minuto mescolando poi coprite con acqua. Unite il dado e fate cuocere fin quando tutto non sarà morbido unendo acqua se necessario. Per renderla più cremosa è sufficiente frullare un paio di mestoli di zuppa. Unite il miso prima di servire. Pepe e sale se necessario e piace.

mercoledì, aprile 04, 2007

Udon in salsina



Ma quanto mi piacciono in noodles di ogni genere: udon, soba, spaghetti di riso, spaghetti normali...mi piace il formato e per quello che riguarda i noodles orientali mi piace il fatto che hanno una cottura velocissima e che si possono saltare nel wok o in padella senza che scuociano o diventino pappetta.
E poi i tipi son talmente tanti che si può alternare (ovviamente anche a riso integrale e cereali di ogni genere....;-)) ogni giorno.
Questi erano udon di grano cicciotti: solito sistema si cuociono in acqua bollente poi si sciacquano bene e si saltano nel sugo. Se invece li trovate già precotti dove solo metterli direttamente nel sugo.

300 gr di udon
2 carote
1 porro
1/2 gambo di sedano
1/2 tazza di piselli
2 cucchiai di tahina o burro di arachidi bio
2 cucchiai di acqua
1 cucchiaino di salsa di soia
1 cucchiaino di aceto di riso
1 cucchiaio di olio di sesamo
1 cucchiso abbondante di pistacchi tritati a coltello

In una ciotola mescolate tahina, acqua, soia e aceto di riso in modo da ottente una salsa fluida e liscia (nel caso aumentate un pochino l'acqua). Scaldate il wok e versateci l'olio. Versate poi le carote e il sedano tagliati a tocchetti, il porro affettato sottile e i piselli e fate saltare fino a quando saranno cotti ma croccanti. Unite gli udon già cotti e infine la salsa e i pistacchi. Mescolate con attenzione e fate cuocere ancora per qualche minuto.

lunedì, aprile 02, 2007

Pane in padella: colazione della domenica




La domenica mattina è il mio momento preferito, quello in cui sono sola mentre la casa dorme e non devo andare da nessuna parte.
Amo tutte le colazioni ma quella della domenica mi piace più di tutte ;-) Leggo, a volte penso al pranzo e soprattutto mi cucino qualcosa di speciale ... solo per me!
Il pane nella padella è una tradizione familiare, il non si butta mai via il pane che porta ad abbrustolire nella padella di ferro le fette di pane del giorno prima.
Questa volta non avevo pane avanzato ma un'ottimo pane in cassetta di grano duro comprato dall'UMM ;-)) mentre andavo per bacari (;-)) e dato che ci eravamo mangiati anche le ultime briciole dei panini muffin ;-)

Spalmatina di tahina da un lato, di malto di riso dall'altro e riempito con cramberries e uvetta fatti rinvenire nel té caldo. Abbrustolito in padella, bruciacchiato persino un po' (lo so che non si fa, ma a me piace ...) e mangiato caldo.
Slurp!