lunedì, maggio 24, 2010

Stufato giallissimo!



A parte annegare negli impegni, annego anche nella smemoratezza (avviso...la macrobiotica non migliora le funzioni neuronali se già son lese da anni come le mie ;D) ed è una settimana che dimentico ovunque la scheda della macchina fotografica e quindi niente post!

E ho pure cucinato .... non so quanto questo momento di "quasi" grazia durerà visto che già le temperature son sopra la mia normale tolleranza del caldo.

Lo stufato di seitan in effetti andrebbe meglio in autunno, ma quando l'ho fatto sembrava di starci ancora dentro e quindi meglio proporvelo adesso: per qualche giorno sarete ancora in grado di cuocere qualcosa per più di due ore, poi di certo non vi passerà più per la testa.
Non c'è curry o curcuma dentro ma un giallissimo e spettacolare zafferano di Sardegna in stimmi, ricordo delle scorse vacanze e la cui riserva conto di rimpolpare a breve.

300 gr di seitan tagliato a cubetti
150 gr di ceci già cotti
3 cipollotti
2 cucchiai di anacardi
250 ml di latte di cocco
2 cucchiai di olio di sesamo
10 stimmi di zafferano

Mettete lo zafferano a bagno nel latte di cocco mentre preparate il resto.
Tostate a secco gli anacardi in una pentola di ghisa o comunque dal fondo pesante. Unite l'olio e i cipollotti affettati. Fateli soffriggere fino a quando non diventeranno trasparenti. Unite il seitan, i ceci e fate saltare per qualche minuto. Coprite il tutto con il latte di cocco e lasciate cuocere a fuoco bassissimo (meglio usare un rompi fiamma in ghisa) per almeno un paio d'ore girando ogni tanto.
Servite caldo o tiepido con del riso al vapore.

giovedì, maggio 06, 2010

Un panino alla fine del tunnel


Incomincio a intravedere una fioca lucina alla fine del tunnel di impegni di queste settimane ;) e quindi festeggio con uno anzi due panini!
Non so di quelle/i che dicono no al panino, a me piacciono assai, con ovvia moderazione, scegliendo io gli ingredienti e se possibile facendomi pure il pane ... il che vuol dire farseli e portarseli in ufficio o al picnic o sul divano insieme a un bel bicchiere di succo di mela o a del tè.
L'abbinamento birra o vino (un po' meno) con panino/pizza non è il massimo: eccesso di lieviti e quindi pancia gonfia, bocca amara e fegato che chiede pietà a lungo andare.

Questi son due panini con ingredienti abbastanza yin quindi se in questi giorni ci son 10° lasciate perdere e riservateli a quando il tempo permetterà di mangiare al parco senza l'ombrello e di lasciare a casa il maglioncino di lana.

fette di pane buono buono
1 cucchiaio di senape dolce
2 cucchiai di tahina
3 cucchiai di acqua
tofu (normale, primavera, alle olive etc)
germogli di soia (o quel che volete)

Mescolate tahina, acqua e senape fino a ottenere una salsa non troppo densa.
Voi metteteci quel che vi pare, io avevo del tofu alle olive e dei germogli di soia comprati al bio perché il mio germogliatore ha avuto un incidente - leggasi caduto dal terzo pensile e spiaccicatosi a terra - e sto aspettando di comprarmi quello in coccio (lo so che si può usare anche altro ma son pigra)
Se volete dare al tofu una nota più yang e calda sbollentatelo per 5 minuti, ma con quello alle olive tale operazione non è molto consigliata.
Ho prodotto due panini uno con salsa e tofu e uno con salsa e germogli ma nulla vieta di mischiare il tutto.

martedì, aprile 27, 2010

Udon con salsina e semini



Periodo di pranzi veloci, cene fatte da altri e fughe in ristoranti.
A vantaggio di chi ha poco tempo, non ha voglia e crede che la macrobiotica sia solo per chi sta a casa, non lavora e trascorre le serate a metter a bagno gli azuki. Al di là del fatto che è solo questione di organizzazione, di saper gestire dispensa e freezer ... un po' di macrobiotica sprint ;))

I noodles non mancano mai in dispensa, che siano udon, soba o spaghetti di riso son la salvezza quando giro per la cucina, meglio mi rigiro viste le microbiche dimensioni, non sapendo che fare o che voglio mangiare (stessa scena davanti all'armadio...) e non ho voglia né di pasta né di riso, insomma son in fase rognosa.

Di solito prediligo la soba, ma gli udon si addicono meglio alle salsine cremose e questo li rende anche più facili da mangiare con le bacchette.
Gli udon vengono spesso venduti in pacchetti in cui sono divisi a mazzetti (dose per uno che ha fame normale) o freschi/precotti in pacchetti da dose singola, per le dosi dipende da cosa trovate.

300 gr di udon freschi
2 cucchiai di tahina (o crema di arachidi bio senza zucchero)
2 cucchiai di mirin
mezzo cucchiaino di salsa di soia
2 cucchiai di semi misti (zucca, sesamo...)

Cuocete gli udon e sciacquateli velocemente sotto acqua corrente fredda in modo da eliminare l'amido in eccesso (se non la fate vi ritroverete un ammasso colloso).
Sciogliete la tahina nel mirin, unite la soia e qualche cucchiaino di acqua calda fino a ottenere una crema non troppo densa.
In una padella fate tostare a secco i semini e poi unite gli udon e la salsa facendo saltare per qualche minuto. Se il tutto fosse troppo denso unite poca acqua calda.

lunedì, aprile 19, 2010

ecchecavoli!!!!




Questo è un periodo in cui lo pronuncio spesso.
La primavera porta sempre cambiamenti, ma tutti insieme dopo un inverno di totale letargia è a dir poco destabilizzante, anche se in modo positivo ;))
Ora punto a due risultati, fare la spesa più di una volta ogni dieci/quindici giorni e ricordarmi cosa ho in casa: questo mi eviterebbe di arrivare a casa con ingredienti che ho già dimenticandomi di quel che non c'è più da settimane.
Non serve a nulla dirmi di scrivermi le cose ... ho ignorato per un mese una bolletta appesa sulla porta di casa (uno dei motivi per cui adoro le domiciliazioni, ma il mio verduraio non è così evoluto ;D)

Dopo questo delirio una bella ricetta della sopravvivenza ma piena di vitamine e minerali.
Questo ingrediente fa la differenza, ma la ricetta è buona così e potete rimediare con della buccia di limone (mi raccomando bio).
Bazzico il sito di Remedia da tempo e grazie alla solita veneta, adoro i loro preparati alle erbe ma i sali mi hanno stupita in modo molto piacevole. Il salsole è fantastico, arancione con un profumo limonoso spettacolare, ottimo sulle insalate e sulle verdure al vapore e pure sul riso integrale.
Proprio perché così aromatico se ne usa pochissimo con un gran guadagno per la salute soprattutto con l'avvicinarsi dell'estate.

Cavolo cappuccio (crauto) qf*
2 cucchiai di tahina
1 e 1/2 cucchiaio di acqua
1 cucchiaio di succo di limone
1/2 cucchiaino di salaroma del sole

Tagliate a listarelle sottili il cavolo e mettetelo in un'insalatiera.
A parte miscelate la tahina, l'acqua e il succo di limone (all'inizio la tahina si addenserà parecchio ma non spaventatevi) fino a ottenere un condimento non troppo liquido.
Condite il cavolo con la tahina e infine con il salsole o con il sale e la buccia del limone.

*qf = quanta fame

venerdì, aprile 09, 2010

Pizza ai cipollotti (ancora loro...)


Lo so! Son maniacale, non adduco nemmeno la scusa del verduraio che mi mette le cose nella borsa prima che lo chieda (ecco perchè mi son ritrovata con una zucca, molto buona per sua fortuna, a fine marzo), ma i cipollotti mi fan primavera, oltre che profumo, in cucina.
Quest'anno sento la primavera più del solito e nel senso buono: ho voglia di colore, di sapori differenti e i cavoli mi cominciano ad annoiare (a parte i crauti ;DDD)

E sotto pasqua non poteva mancare una pizza per il picnic ... fatto in salotto visto che fuori tirava una borella micidiale e mi son accontentata di veder le piante in fiore del giardino e le montagne dalla finestra e rifatta ieri più o meno nelle stesse condizioni ;D.
I miei tulipani stentano a fiorire quest'anno ... secondo me non si fidano.

Per la pizza vale sempre lo stesso consiglio: non abusare di farinacei cotti in forno in primavera per alleggerire il fegato. Una fetta ogni tanto, va bene, tutti i giorni più volte al giorno, non vi lamentate se avete la pelle in stato pietoso, sonno e poca energia.

350 gr di farina integrale
150 gr di manitoba
350 gr di acqua tiepida
3 gr di lievito secco (6 di fresco)
1 cucchiaio di malto d'orzo
1 cucchiaino di sale fino
4 cipollotti
1 cucchiaio d'olio
2 cucchiai di olive taggiasche snocciolate
2 acciughe sotto sale

Impastate farine, lievito, acqua e malto (il sale aggiungetelo dopo aver cominciato a lavorare gli ingredienti) fino a ottenere una pasta elastica e morbida. Lasciatela lievitare fino al raddoppio in luogo tiepido.
Nel frattempo affettate i cipollotti (tutto compreso il verde) e fateli cuocere nel cucchiaio d'olio in cui avrete fatto sciogliere le acciughe dissalate. A metà cottura spegnete e lasciate raffreddare (finiranno di cuocere nel forno).
Rompete la lievitazione della pasta e stendetela in una teglia. Lasciatela riposare una mezz'ora e poi conditela con i cipollotti e le olive.
Cuocete in forno preriscaldato a 200° per 20 minuti.

martedì, marzo 30, 2010

Semplice semplice



... ma gustoso gustoso!
Un paio di settimane fa, mi son fatta un giro qui, nella campagna pavese a visitar una vera cascina biodinamica in una visita dedicata ai food-blogger.
Visita deliziosa - a parte il tempo decisamente infame- sia per quel che si è visto, comprese le mucche che mangiano vero fieno e hanno una stalla senza le catene, sia per quel si è discusso sia per quel che si è mangiato ;)
Unico neo: ho finito per comprare 6 chili di riso.
Da sempre mi piace il riso integrale delle Cascine Orsine (piccolo spazio pubblicità - tiè), ho potuto vedere da vicino dove lo coltivano e quindi ne ho comprato un po' ;DD ma qualcuno ha fatto ben di peggio.

Ho sempre sostenuto di avere nel dna un chicco di riso e uno gnocco in omaggio alle mie due derivazioni regionali, quindi non credo che i 6 pacchetti che ora stazionano in entrata dureranno molto a lungo, ma ieri mi son soffermata a pensare che son due i modi in cui il riso (escludendo il risotto per cui rimango tenacemente attaccata al mio amato carnaroli) mi piace di più: uno è qui sotto, l'altro lo riservo per il dopo Pasqua ;D.
Modi semplici quasi banali di cucinare un alimento che, se di buona e bio qualità, ha un sapore fantastico senza aggiungere nulla.
Un extra come gusto l'ho dato con un ottimo olio al pistacchio comprato prima di natale a Mestre in compagnia di un'altra veneta, ma si può usare qualsiasi olio a piacimento.

1 tazza di riso semi integrale
2 tazze di acqua
1 cucchiaio abbondante di olio al pistacchio
1 cucchiaio e mezzo di semi misti
1 cucchiaino di lievito
3 cucchiai abbondanti di prezzemolo fresco tritato

Mettete acqua e riso in una pentola dal fondo pesante, accendete al minimo il fornello e se possibile metteteci sopra un diffusore in ghisa. Fate sobbollire (devono vedersi appena le bollicine in superficie) coperto fino a quando l'acqua non sarà consumata. Il riso sarà al dente.
Nel frattempo tostate a secco i semi.
Unite l'olio, il lievito, il prezzemolo e i semini. Fate riposare sempre coperto per 5/10 minuti prima di servire.

lunedì, marzo 15, 2010

Variazione cipollotti




Mi si stan slogando le mandibole dagli sbadigli e se pur fan bene perché liberano energia, approfondiscono il respiro, aprono il cuore etc etc etc (i miei allievi di tai chi provano a sbadigliare già in corridoio per far contenta la maestra ;DDDD), la mia vicina di banco comincia ad odiarmi perché le faccio venir sonno ... effetti dell'avvicinarsi della primavera e dei cambi di temperatura.

Tanto tè verde nel pomeriggio aiuta un pochino, non tanto per la teina (non ce n'è molta e l'effetto non è quello del caffè) ma perché le "robine" calde o tiepide aiutano a digerire - e quindi a diminuire la classica sonnolenza post prandiale - e perché ricco di sali minerali utili ancora di più nel periodi di cambiamento e uscita dalle grotte.

E per il cibo???? cipollotti cipollotti cipollotti ;D Son monotematica lo si sa ... o meglio mi faccio prendere dall'entusiasmo e compro sempre in quantità eccessive e poi mi tocca elucubrar ricette per non proporre sempre la stessa cosa per due cene di seguito.
I cipollotti di Tropea son riuscita a metterli un po' ovunque: cotti, saltati, stufati, in zuppa e anche crudi sulle frise (metodo istantaneo per tener lontano le gatte e stare in pace sul divano ;D) ma quelli al forno mi son piaciuti così tanto che mi toccherà comprarli ancora.
In forno sì ma velocissimi, riciclabili nelle schiscette e perfetti per chi preferisce entrare in casa, metter sù la cena e rilassarsi un pochino mentre cuoce (se ci si accosta una zuppa il relax è garantito).
Qui c'è un pochino di croccante .. così i maniaci dei craker saran contenti (meglio questo di cracker, crostini e affini, soprattutto se industriali, per quanto bio e light).
La dose del preparato croccante riempie un barattolo da marmellata e va usato in dosi "oculate" ;)

un bel mazzo di cipollotti
2 cucchiai d'olio extra vergine

preparato croccante:

5 fette di pane raffermo (di ogni tipo)
1 cucchiaio di semi di sesamo
1 cucchiaio di semi di girasole
1/2 cucchiaio di semi di zucca
10 mandorle
1 pizzico di sale di Maldon
1 pizzico di aglio in polvere
peperoncino (opzionale)


Pulite i cipollotti, tagliateli a metà e disponeteli in una pirofila leggermente unta.
Sbriciolate il pane raffermo e tostatelo a secco in una padella.
Nella stessa padella tostate anche i semi, le mandorle, il sale e dategli due giri di frullatore.
Mettete il pane, l'aglio in polvere e i semi tostati in un barattolo e shekerateli per bene.
Sui cipollotti cospargete 2 o 3 cucchiai di questo preparato e un filo d'olio.
Coprite la pirofila con la stagnola, mettete in forno per 15 minuti a 190°, togliete la stagnola e fate cuocere ancora per 10 minuti.

venerdì, marzo 12, 2010

99 colombe



Un "dolcissimo tam tam " in aiuto di un'azienda aquilana, Le Sorelle Nurzia famosa per i torroni natalizi.
Com'è prevedibile l'azienda non sta passando un bel periodo anche se la volontà di continuare e di "fare" è tanta.
Un aiuto può arrivare proprio dalla rete e proprio in queste settimane che vedono avvicinarsi la Pasqua, periodo in cui pochi (compresi i macrobiotici ....;)) rinunciano a uova di cioccolato e colombe.
Per tutte le informazioni sull'azienda e sull'iniziativa potete andare sul blog 99 colombe.
Consiglio a tutti di aderire all'iniziativa e ancora di più a chi ha un blog.

lunedì, marzo 08, 2010

Ultimi e nuovi



... zucca radicchio e cipollotti di Tropea ... e tutti caramellati!
L'ultimo colpo di coda dell'inverno e il cielo blu blu dello scorso fine settimana mischiano voglia di calore e di colore.
Ora la casa ha un vago odore cipolloso e le unghie son arancioni e porpora, ma va bene così ;D

Anche se fa freddo e la primavera sembra lontana si possono cominciare a fare piccolissime cose per affrontarla al meglio e non ridursi a delle amebe piene di sonno e piccoli acciacchi verso aprile:

- limitare i dessert soprattutto quelli che contengono zucchero bianco o di canna o peggio i dolcificanti industriali. Gli zuccheri veloci affaticano il fegato (organo principe della primavera) e appesantiscono tutto il resto ;)
- limitare il pane unto ... leggasi focaccine, pizzette, schiacciatine ... come sopra le farine con olio cotte in forno sono molto yang e pesanti per il fegato. Meglio fare la pausa pranzo con altro.
- controllare quanto sale si usa e sostituirlo, quando si può, con il gomasio. Purtroppo c'è troppo sale in tutto ciò che si mangia fuori casa e la sindrome da pizzeria (sete mostruosa e occhiaie il giorno dopo) è solo un piccolo esempio.
- scoprire o riscoprire le alghe

Dopo questa minima serie suggerimenti, ecco una ricetta perfetta per la miscela di sapori: dolce per la zucca e la cipolla (che è piccante da cruda ma dolce da cotta), amaro per il radicchio, acido per il balsamico, salato per il gomasio e l'acciughina (che però è opzionale) e infine piccante con una macinata di pepe = 5 sapori un solo piatto ;D
Lunga cottura per una energia riscaldante. Si può usare anche per condire la pasta.

2 tazze di zucca tagliata a cubetti
1 cespo di radicchio
5 cipollotti di Tropea
2 cucchiai di olio extra vergine
1 acciughina sott'olio (opzionale)
1 cucchiaio di aceto balsamico
gomasio
pepe nero

Affettate i cipollotti e stufateli per 40 minuti nell'olio, in cui avrete sciolto l'acciuga, e balsamico con un pizzico di sale e un goccio d'acqua, se necessaria. Se desiderate accentuare la caramellizzazione potete unire un cucchiaino di malto di riso.
Unite la zucca, portate a cottura (senza sfaldarla) e infine unite il radicchio tagliato a listarelle.
Assaggiate e, se vi piace unite, ancora un goccio di aceto balsamico. Gomasio e pepe prima di servire.

martedì, marzo 02, 2010

Pasta zucca e pistacchi


Amo la zucca lo si sa, è una vera mania, ho pure un bel po' di libri "zuccosi" come alcune personcine ben sanno ;), libri che mi ispirano per poi fare cose diverse o variate.
Son le ultime zucche che vedrò sul banco dello spacciatore (anzi spacciatrice) verdurosa e ciò mi rattrista, ma ammetto di cominciare ad aver voglia di altro, di colori che non siano solo l'arancione o il verde di tutte le variazioni dei cavoli e dei porri.
L'altro sabato ho quasi saltellato alla vista dei primi cipollotti freschi di Tropea e non vedo l'ora di veder i pisellini freschi, insalate screziate di verde e rosso, asparagi, agretti etc ;)
Per inciso i cipollotti oggi andranno in forno e le loro parti verdi son state affettate sottili, lavate, asciugate e piazzate in freezer per i miso o i risotti.

L'aria di primavera si fa sempre più sentire ... oggi do il bianco ovunque ;D

250 gr di pasta (anche di più, le dosi di sugo son abbondanti)
300 gr di zucca pulita e a pezzettini
2 cipollotti freschi affettati sottili
1/2 tazza di pistacchi di bronte
1 spicchio d'aglio
1/2 peperoncino (opzionale)
3 cucchiai di olio extra vergine
1 cucchiaino di lievito alimentare
sale qb

Mentre l'acqua bolle, in una larga padella fate soffriggere l'olio, l'aglio e il cipollotto, unite la zucca a pezzetti, un pizzico di sale e portate a cottura (a me piace un po' sfaldata, che fa la cremina sul fondo ma va a gusti), aggiungendo un po' di acqua calda se necessario e peperoncino alla fine. Aggiustate di sale.
Buttate la pasta e portatela a cottura.
A parte frullate i pistacchi con il lievito e un cucchiaio d'olio. Unite ai pistacchi un paio di cucchiai di acqua calda della pasta per renderlo più fluido e amagamabile.
Scolate la pasta, versatela nella padella con la zucca, unite i pistacchi frullati e servite calda.
Ottima il giorno dopo passata in forno con un paio di cucchiai di pane secco e del timo.

lunedì, febbraio 22, 2010

Torta alle due insalate


Settimane frenetiche, di conseguenza fantasia meno di zero e continui stratagemmi per non esser io a entrare in cucina per prima ;D
Capitano i periodi in cui si ha voglia di far di tutto tranne quello che è quotidiano ... a me capita quando comincio ad annusare il cambio stagione (lo so che oggi è grigio da tristezza, ma nel we c'era il cielo blu, l'aria frizzantina e si vedevano le montagne ;))
Comincio a metter il naso fuori dalla tana e a riempirla di progetti, libri, cose da finire e altre da iniziare.
Il problema, nel mio caso, è che mi capita ad ogni cambio stagione ;D inverno e primavera per me uguali sono!

Di conseguenza una torta verdurosa facile facile da usare anche come pranzo del lunedì, era perfetta tanto più che nel mio giro dall'ortolano avevo portato a casa scarola e radicchio e avevo voglia di qualcosa di più sostanzioso di solo verdure in pentola o sotto il grill.

1 tazza e 1/2 di farina integrale
2 gr di lievito secco
3/4 di tazza di acqua tiepida (scarsa)
3 cucchiai di olio extra vergine
1 cucchiaio di tahina
2 cucchiai di uvetta sultanina
1 scarola
2 radicchi piccoli
1 spicchio d'aglio
1 peperoncino
sale qb

Impastate farina, acqua, 1 cucchiaio d'olio e un pizzico di sale fino a ottenere un impasto liscio ed elastico. Mettetelo in luogo caldo a lievitare.
Lavate e tagliate a striscioline le insalate. In una padella mettete l'olio, l'uvetta, l'aglio e il peperoncino e fate scaldare, unite le insalate e fate appassire. Unite per ultima la tahina, amalgamate bene e regolate di sale. Spegnete il fuoco e fate raffreddare.
Quando la pasta si è raddoppiata, rompete la lievitazione e stendetela in una tortiera facendola salire anche sui bordi. Versatevi sopra le verdure (se han fatto troppa acqua scolatene un pochino), fate scendere i bordi (potete anche dividere la pasta a metà e coprire per intero le verdure) e infornate per 20 minuti a 180°.
Servite tiepida o fredda.

lunedì, febbraio 08, 2010

Cibococcola: riso e castagne


E' un grande classico della cucina macrobiotica, della cucina giapponese (nel riso per la colazione son fantastiche) e anche della cucina padana visto che lo facevano, con qualche padana variazione, mia nonna e mia zia.
E' per me il cibo coccola insieme agli gnocchi, al purè e al riso al limone. Tutti cibi che mi faccio o faccio fare quando non sto bene o ho semplicemente le paturnie o si è rotto il riscaldamento in ufficio e son più congelata di un pinguino sul pack.
Al supermercato si trovano le castagne già pronte e queste velocizzano moltissimo la preparazione, ma usare quelle secche consente di cuocere a lungo e insieme gli ingredienti e quindi di dar loro un'energia e un sapore più accentuati.
Riso integrale e castagne son un insieme di energia dolce riscaldate perfetta quando fuori fa freddo e c'è la nebbia: han l'effetto boule d'acqua calda per tutta la serata e la notte ;)

1 tazza e mezza di riso integrale
100 gr di castagne secche
3 tazze di acqua o di brodo vegetale)
un pezzetto di kombu
gomasio

Ammollate le castagne in acqua fredda e kombu per 6 ore. Scolatele bene, mettetele pentola a pressione e fatele tostare fin quando non emaneranno un buon profumo di bosco. Unite il riso integrale ben sciacquato e coprite con l'acqua o il brodo.
Chiudete la pentola e fate cuocere per 30 minuti dall fischio della pentola.
Fate sfiatare, controllate la cottura (le castagne devono essere un pochino spappolate ... termine molto professionale) e servite con un filo di olio, gomasio e se volete anche un cucchiaino di "variazione sul lievito".
A me piace il riso e castagne denso tipo "cucchiaio in piedi" ma si può lasciare più morbido con l'aggiunta di più acqua o brodo.

lunedì, febbraio 01, 2010

Cibococcola: il budino!!!!


Il budino è pura coccola. Ogni volta che lo faccio ritorno ai pomeriggi dopo i compiti in cui mia mamma mi faceva il budino e mi consentiva (previa lotta a sangue con il fratello) di leccar la pentola, mentre si aspettava che freddasse sul davanzale ... per poi mangiarlo tiepido ;).
Non sono una golosa, ma il budino è il budino e un po' come il cioccolato esula per me dalla definizione di "dolci" e rientra in quello "cibo che fa star bene l'animo".
Son così brava a raccontarmela che quasi quasi lo trasformo in lavoro (uuppps ... già fatto! ;DDDDD)

Quindi in un delirio di gola con palline da golf (leggasi tonsillite) e di desiderio solo di cose calde e morbide mi sono ritrovata a farmi il budino.
Tranquillizzo tutti dicendo che ha il bollino "assaggiato dalla mamma e nipote": so di non essere una fonte affidabile per i dolci visto che tendo a star stretta di malto e sciroppo d'acero (per me infatti è quasi troppo dolce...)
Potete scegliere se mettere l'agar o la polvere di carruba (altro addensante), secondo me il budino non deve essere troppo solido, quindi ho preferito la carruba, ma se dovete uscire per comprarla, lasciate perdere e usate l'agar in dosi ridotte ;)

1/2 litro di latte di riso
4 cucchiai di cacao amaro in polvere
5 cucchiai di sciroppo d'acero o malto di riso
1 cucchiaino scarso di agar agar (o 1 cucchiaio di polvere di carruba)
mezza tazza di nocciole tostate e tritate grossolanamente

Sciogliete il cacao nel latte (meno due cucchiai che vi serviranno per l'agar)e fate scaldare. Unite lo sciroppo d'acero e assaggiate, se non è abbastanza dolce unite ancora un cucchiaio di malto o sciroppo, senza esagerare. A parte sciogliete l'agar o la carruba nel latte tenuto da parte e unitelo fuori fuoco al latte caldo. Rimestate bene in modo che non si formino grumi e portate a bollore. Cuocete mescolando per 5 minuti . Unite le nocciole e mettete negli stampini bagnati. Fate raffreddare e servite con le nocciole tritate come copertura.

giovedì, gennaio 21, 2010

Ennesimo stufato di seitan



Freddino freddino freddino ... e nemmeno mi dispiace se non fosse che son alla terza pianta di ciclamini stecchita dal gelo e con la gatta che non si schioda dai termosifoni nemmeno sotto minaccia o croccantini.

Il freddo è però una condizione naturale esterna, sarebbe meglio non portarlo anche dentro e allora come fare? Beh aumentando tutti i cibi che scaldano e limitando e eliminando fino alla bella stagione tutto ciò che è freddo o crudo. Mantenere un'alimentazione uguale per tutto l'anno, mangiano, per esempio, insalata a vagonate, pomodori o peperoni a dicembre aiuta ad avere mani e piedi gelati, raffreddori o tosse o a non resistere a una passeggiata di 10 minuti all'aperto.
Una cosa a cui nessuno o pochi pensano è l'acqua. Ne beviamo a litri tutti i giorni ma sempre cruda, da bottiglietta, rubinetto o altro e spesso pure fredda in qualunque stagione. In inverno sarebbe invece consigliabile limitare l'acqua cruda , come la chiamano gli orientali, e preferire té, tisane o se berla leggermente scaldata (a temperatura ambiante va bene se siete in una casa o ufficio caldi) magari con una goccia di limone per aiutare il fegato.
Thermos o tazze termiche ora son molto di moda e quindi perché non adeguarsi? ;DDD

E visto che mi han appena chiesto come rimediare al freddo, ecco una bella ricettina a lunga cottura e riscaldante dedicata a Eloisa. A me poi il seitan a stufato pace moltissimo e ne faccio variazioni ogni inverno ;), mi rifiuto di controllare quante volte ne avrò già parlato.

Passiamo alla ricetta

400 gr di seitan
3 porri grandi
1 cipolla bionda
1 cucchiaio di olio extra vergine d'oliva
brodo vegetale qb
farina integrale qb
sale e pepe bianco

Tagliate a pezzi il seitan, infarinatelo e saltatelo in padella con un goccino d'olio. Quando tutti i pezzetti avranno fatto la crostincina, toglieteli dalla padella e metteteli da parte.
Nella stessa padella mettete il cucchiaio di olio, i porri (compresa la parte verde) e la cipolla a fette sottili, unite un pizzico di sale e fate stufare.
Unite il seitan, coprite con il brodo vegetale caldo e fate cuocere per almeno un'ora. La poca farina presente darà un sughetto denso, ma facile ad attaccarsi alla pentola quindi controllate e aggiungete brodo quando si asciuga troppo. Il seitan sarà così saporito e morbido.
Aggiustate di sale e pepe bianco macinato all'ultimo momento.
Ottimo servito caldo con la polenta.

lunedì, gennaio 11, 2010

Stocco-mousse


... un giusto distacco da tutto per un paio di settimane e al rientro posso sorridere gli scalmanati del clacson (cosa che peraltro li manda in crisi più di tanti gesti) in uno stato di totale beatitudine e rischiare pure che chiamino la neuro.

Ho cucinato tantissimo per 5 giorni e quasi per nulla il resto del tempo, passato in alternanza a dar la mia forma a divani, poltrone, sedie, tappeti, insomma a qualunque cosa consentisse di contenere anche gatti pigri e a far andare solo le mani e gli occhi. Vi dico solo che son stata sgridata dalla wii ... ho anche esclamato "mamma che ci fai lì dentro " quando ha cominciato a lamentarsi che mi facevo vedere poco (se vedessi mia mamma come la wii credo che mi avrebbe già diseredato).

L'idea della ricetta non è mia ma di mia mamma e prevede che voi abbiate qualcuno che va a fare la coda dal venditore di baccalà e stoccafisso (leggasi due ore il 24 di dicembre ;)).
E' una lieve variazione del baccalà mantecato e prova che ho una mamma straoridinaria che modifica le ricette in versione "figliascassamaroni".
Premettiamo che siam di origini trentine e lì si chiama baccalà ciò che in altre regioni è lo stoccafisso e per far prima precisiamo che sto parlando del merluzzo essiccato e non di quello salato.
Ho preso lo stocco bagnato 24 ore ... ovvero stoccafisso messo in acqua corrente per almeno 24 ore, se avete voglia potete comprare lo stocco e metterlo in ammollo voi ma lo sconsiglio per la puzza terribile che emana e che impregna la casa per giorni. Nei mercati (e a volte anche supermercati) è facile trovare venditori di baccalà, stoccafisso, acciughe, meglio rivolgersi a loro o alle pescherie.
Non prendete il merluzzo fresco ... non è la stessa cosa.

5oo gr di stoccafisso
400 gr di latte di soia non zuccherato
2 acciughe sotto sale
1/2 patata bollita
200 gr olio extra vergine d'oliva qb

Cuocete lo stocco per 20 minuti dal bollore dell'acqua, togliete pelle e lisca (a volte lo vendono anche già bagnato e pulito) e fate raffreddare.
Pulite le acciughe.
Mettete pesce, patata, acciughe e metà latte in un mixer e frullate a crema. Questo vuol dire frullare molto a lungo perché la consistenza dovrà essere liscissima quindi se avete solo un tritatutto piccolino fate i conti che potrebbe scaldarsi parecchio. Quando il tutto sarà bello liscio cominciate ad aggiungere a filo l'olio. Il composto dovrà montare come una maionese.
Unite il resto del latte di soia in modo che tutto sia molto morbido. Pepate e aggiustate di sale.
Potete anche farlo più sodo mettendoci mezza patata in più e un pochino meno latte, in questo modo quasi si taglierà a fettine.
A me piace spalmato sui crostini, ma potete metterci vicino la polenta.

Che il 2010 sia un anno bello ... quanto o un po' di più del vostro anno preferito.

mercoledì, dicembre 23, 2009

Buon Natale e tutto il resto...


... e con oggi VACANZA!!!!!!!
Dopo aver attraversato due regioni con la neve, mi rintano in casa a guardare la probabile pioggia, a cucinar con nipote e mamma, a mangiar un sacco di salmone marinato, a far bagel e pizzette, a divanizzarmi, a metter a posto tutto quel che è in disordine da mesi, a far un sacco di cosine o nulla del tutto.

E poi un classico di Natale: una lista dei miei piatti preferiti, di quelli che mi son dimenticata nel corso del tempo ma conto di rifare giusto per la cena della Vigilia e di quelli più richiesti dalla famiglia molto poco macrobiotica.
Non faccio il menu perché potete assemblare tutto come vi pare, farci colazione, pranzo, cena o brunch. Tendo per natura a mischiare gusti e sapori e ho difficoltà a pensare a colazione dolci (mangio tranquillamente aringhe e avanzi della sera prima...), pranzi o cena strutturate stile ristorante. Per me l'ideale è tutto sul tavolo e libera scelta ... non mi è ancora riuscito di convincere mia mamma a farlo, per cui è lei a stabilire l'uscita dei piatti ;D ... in compenso a lato i commenti della "famiglia".

Panini semi -dolci, detti anche i panini della zia, piacciono sempre e se non ci fossero avrei seri problemi con la persona piccola.

Pizzette, idem come sopra al posto di farla grande la faccio a porzioncine.

Il pane della signora Grant, non è facile, di più, ideale per chi non ha mai fatto il pane e vuol stupire a Natale. E poi è interpretabile (varianti con erbe, semi di papavero etc), comodo da tagliare a fette e servire con sottaceti e salmone.

Salmone marinato, un grande classico, richiesto a gran voce dal papà e dai cuggini. Lo adoro a colazione con i panini di cui sopra.

Le vongole, o in sautè o con la pasta, altra richiesta specifica (anche se non capisco perché visto che le vongole son le robe più stupide del mondo a farsi)

Fave e bottarga, piace a me!

I peperoncini, ne faccio decine di vasetti tutti gli anni, ma qualcuno per me lo tengo ;)

Cecio snack, farne tanti e tenerli per tutte le merende, aperitivi etc natalizi e post natalizi (anche per capodanno van bene ;))

Insalata russa, virata in vegan ma ad accorgersene ci han messo due pranzi

Cremina di avocado, perché una ricetta non tradizionale ;D ci vuole sempre

Hummus di zucca, un classico delle cene con amici sotto Natale

Zucca al forno, visto che il forno sarà acceso per le patate, metterci la zucca è una stupidaggine (fa scena, è facile e soprattutto è buonissima!!! le varianti non macrobiotiche son innumerevoli ;D)

Pasta, non è detto che ci riesca ma è nell'elenco delle cose che voglio fare!

Non trovate i dolci?????
a parte non essere la persona giusta e la tiritera che non amo i dolci la sapete già, è il momento della tradizione, a sistemar energie, grassi, etc pensateci dal 7 di gennaio.

Le ricette non sono equilibrate tra loro???
ma certo!!! son quelle mi chiedono e io non cucino da sola, ma con quella donna fantastica che è la mia mamma e molte cose le fa lei ;))

venerdì, dicembre 18, 2009

Storia di un barattolo di latte di cocco ... II parte


E con il latte di cocco entriamo nel Natale!
Amo il Natale, ne amo ogni aspetto tranne quello del caos per le strade (chissà come mai???) ma vivo da due settimane con le lucine sparse per la sala, stelle, alberelli appesi ovunque e un sacco di babbo natale ricamati in giro ... sembra la casa di Martha Stewart (così terrorizzo per bene un paio di amiche ;DDD).

Lo so il latte di cocco è natalizio come la torta di frutta, ma mi capita così di rado che mia madre approvi un dolce fatto da me (di solito son poco dolci secondo lei ... ha pure ragione a me i dolci non piacciono e quindi tendo a farli poco dolci ;DDD) che non resisterò a proporlo come merendina alternativa al nipote e famigliari vari.
Quindi se non amate i panettoni, se non avete un dolce di famiglia (noi l'abbiamo!!! ;)), se avrete ospiti vegani o a dieta, se volete proporre una cosina leggera il 26 al termine dell'ordalia di cibo natalizio ... il budino di cocco fa per voi!!!

E' pure facile facile e velocissimo!

500 ml di latte di cocco
1 cucchiaino pieno di agar agar in polvere
8 cucchiai di sciroppo d'acero
1 bastoncino di cannella
1 stella di anice stellato

Fate scaldare il latte di cocco con la cannella e l'anice stellato (potete metterlo in infusione a freddo la sera prima in modo che la speziatura sia più accentuata), una volta quasi a bollore, togliete le spezie, unite lo sciroppo d'acero e l'agar agar.
Mescolate molto bene con una frusta a mano così da evitar grumi e cuocete per altri 5 minuti.
Versate negli stampini in cui avrete messo un cucchiaino di sciroppo d'acero, fate raffreddare e poi mettete in frigo fino al momento di servire. Capovolgeteli su un piatto prima di portare in tavola.

Trucchetto: se il budino risultasse o troppo solido o troppo morbido, potrete ricacciar tutto sul fuoco, far sciogliere tutto e ricalibrare aggiungendo un po' di latte di soia (se aveste finito quello di cocco) o di agar agar. Questa fantastica alghetta, ora molto di moda trai cuochi nazionali, non soffre nell'esser scaldata di nuovo contrariamente a quel che accade usando le gelatine industriali.