lunedì, luglio 16, 2007

Orecchiette, colatura di alici ... e riflessioni



Ho già la testa oltralpe e il periodo "petuladory" prosegue ;-D.
La colatura di alici mi provoca strane riflessioni sulla macrobiotica e i miei gusti da "carrettiere".
Son una macrobiotica strana, che a parte i periodi di cura stretta e "religiosa", poco rigida e che gioca con le energie assecondando la propria tendenza a gusti culinari non proprio femminili (se per femminile si intende il mangiar a spizzichi e cibi più delicati, molti amici maschi son più femminili di me ;-D) e a una curiosità costante.
La colatura di alici fa poi parte di un periodo speciale della mia vita, quando il nonno di un'amica salernitana spediva bottigliette preziose di colatura fatta in casa.

I gusti "forti" mi divertono e, pure non abusandone, fan parte del mio modo di cucinare.
Le salse di pesce son interessanti perché van contro la mia abitudine di non mangiar nulla di cui non mi piace l'odore.
La salsa di pesce thai, quella di ostriche e la stessa colatura di alici hanno un odore mortale, ma poche gocce cambiano faccia a una pasta o a delle verdure saltate o al tofu.
Son salse salatissime e quindi se ne devono usare dosi omeopatiche e questo fa sì che valga sul serio la pena di spendere per comprare la migliore qualità. Dureranno anni e non faranno mai la muffa ;-D.
Per le dosi iniziate con un cucchiaino scarso a testa. Potrete aumentare fino a un cucchiaio scarso a testa a seconda dei vostri gusti.
Le salse di pesce come la bottarga va aggiunta sempre fuori dal fuoco perché con l'eccessivo calore tendono a diventar amare.

Ne ho fatto però una pasta macrobiotica mettendo il condimento di ume e shiso al posto del pepe o dei semi di papavero. E' una polvere leggermente piccante fatta di shiso (una sorta di basilico giapponese) e umeboshi secche che trovate nei negozi bio come NaturaSì.

300 gr di orecchiette fresche
4 cucchiai di olio extravergine di oliva
2 manciate di mollica di pane
1 cucchiaio di colatura di alici Esperya
1 spicchio di aglio fresco
1/2 peperoncino
1 cucchiaino di condimento ume e shiso

Cuocete le orecchiette in acqua bollente non salata. Nel frattempo scaldate l'olio con l'aglio, il peperoncino e il condimento di ume e shiso. Unite la mollica di pane e fate colorire. Togliete la pentola dal fuoco, unite la colatura e infine la pasta. Mescolate bene e servite subito.

venerdì, luglio 13, 2007

Un bel libro per il fine settimana



...o qualunque altro momento ;-) Il libro del Do-in è uno dei miei libri favoriti, quello che spesso mi porto dietro in vacanza, che rileggo a pezzi più volte all'anno. Forse uno dei compendi più completi e vari sulla macrobiotica. Non ci sono ricette ma la visione di un modo di vivere e concepire la vita e quello che ci circonda. Un punto di partenza grazie al quale può essere più facile fare determinate scelte sulla base di una conoscenza cosciente (scusante il gioco di parole) oppure semplicemente capire meglio cos'è la macrobiotica. Un modo anche per comprendere meglio il Tao e per cercare una volta di più di armonizzare il mondo esterno con quello interno ;-).

Un'introduzione di Michio Kushi, grazie alla quale può essere più facile comprendere come il cibo sia solo uno degli aspetti di una filosofia più ampia, certo il più eclatante e sentito, ma che se preso di per sé senza il resto rischia di diventare solo una banalissima dieta.


Un modo per comprendere che quello che spesso chiamo il gioco delle energie è uno studio quotidiano, un allenamento costante, non difficile (a volte impegnativo perché è più facile e riposante non pensarci ;-)), di certo coinvolgente.

Metà del libro è poi dedicata alla pratica del
Do-In, un'antica di tecniche ed esercizi che aiutano a migliorare la salute e a meditare. Inoltre sono utilissimi per imparare cosa sono i meridiani nella medicina cinese e da dove passano tanto più che molti esercizi sono dei piacevoli massaggi proprio sui meridiani. Sono tanti piccoli esercizi che possono far parte della vita di tutti giorni, nulla di impegnativo o faticoso, ma solo un modo per aumentar il nostro benessere.

mercoledì, luglio 11, 2007

Panini alle erbe



Il periodo PetulaDory (per chi non sapesse di chi parlo...leggete il post precedente) continua ;-D ... con la ricetta vado a memoria perché se aspetto di controllare le dosi esatte al grammo forse a Natale metto il post.

Anche questa volta una lievitazione lenta. Un pane ricco in acqua e quindi più difficile da lavorare. L'ideale è avere un'impastatrice, ma a mano vengono comunque bene. Non spaventatevi se l'impasto risulta appiccicoso e non aggiungete farina direttamente ma infarinatevi solo le mani e date il tempo alla farina di assorbire l'acqua. Tutto questo vuol dire che dovete impastare a lungo (ovvero più di 15/20 minuti di seguito) e con forza.
Un modo per rinforzare i bicipiti senza frequentare la palestra ;-))

250 gr di farina 0 o manitoba
100 gr di farina integrale
100 di farina di segale (o farro)
50 gr di germe di grano
300 gr di acqua tiepida
3 gr di lievito di birra secco o 8 di lievito fresco (anche meno con il caldo che fa)
1 cucchiaino di sale
2 cucchiai di erbe di Provenza secche o un misto di erbe aromatiche a vostra scelta
1 cucchiaino di sesamo

Dal totale togliete 300 gr di farina (meglio tutta la manitoba e 50 gr di integrale) e miscelatela ai 300 gr di acqua tiepida in cui avrete sciolto il lievito. L'impasto dovrà essere liscio e senza grumi.
Se lo fate la sera prima mettete l'impasto in frigo e lasciatevelo per tutta la notte, altrimenti mettetelo in un posto non troppo caldo e lasciatelo lievitare per 5/6 ore.
L'impasto sarà pieno di bolle.
A questo punto unite il sale e il resto della farina a manciate e cominciate a impastare (se l'impasto è stato messo in frigo fatelo tornare a temperatura ambiente) con forza e dentro la ciotola.
Man man che avrà raggiunto una certa consistenza potrete lavorarlo su una spianatoia.
L'impasto sarà comunque molto morbido.
Mettetelo in una ciotola leggermente unta, copritelo con un telo umido e lasciatelo lievitare fino al raddoppio.
Rompete la lievitazione, reimpastate velocemente unendo le erbe aromatiche, il sesamo e fate i panini.
Metteteli su una placca distanziati tra loro e fateli lievitare coperti.
Cuoceteli in forno caldo a 200° per 15 minuti o fino a quando saranno dorati.

martedì, luglio 10, 2007

Fagioli bianchi alla Jamie



Due premesse:
volevo mettere una ricetta di pane ma il totale delirio di questi giorni fa sì che la memoria sia simile a quella di Dory (il pesce smemorino di Alla ricerca di Nemo);
non amo Jamie Oliver, troppo di tutto per i miei gusti ma l'altra sera ero in stato confusionale davanti a Gambero Rosso Channel e stavo decidendo cosa fare per cena e mi ha dato un'idea interessante.

A questo si è aggiunto il desiderio impellente di provare i fagioli bianchi di Pigna e l'aceto di Chianti di Esperya. Un po' perché avere cose nuove in dispensa mi incuriosisce più di un gatto e un po' perché avevo bisogno di energia yang in un momento in cui lo yin è la norma (dalle bevande fredde ai gelati o al troppo tofu per i macrobiotici ;-D)

Nel caso delle insalate di legumi preferite i legumi secchi a quelli in scatola. Vero che il procedimento è più lungo ma non contengono conservanti o zucchero come invece capita nella grande distribuzione e il gusto è sempre migliore. Oltre al fatto che rendono di più e costano molto ma molto di meno anche se scegliete quelli più cari.
Lo stesso discorso in questo periodo vale per l'aglio. Nei mercati si trova ancora quello fresco, ha un profumo spaziale e la digeribilità è più elevata. Compratene in quantità, usatelo, mettetelo sott'olio o sott'aceto oppure fatelo poi seccare lentamente.

200 gr di fagioli bianchi di Pigna
3 pomodori ciliegini
1 patata novella piccola
2 rametti di rosmarino
2 spicchi di aglio fresco
4 cucchiai di olio extravergine d'oliva
2 cucchiai (anche 3 per me...) di aceto di Chianti

Nelle istruzioni c'era scritto di ammollare i fagioli per 12 ore, ma visto che non mi fido mai delle ore di ammollo (o son troppe o troppo poche perché dipendono da quanto tempo il fagiolo è in commercio) e dato che sono fagioli con la buccia sottilissima, li ho messi in acqua fredda per sole tre ore con il solito pezzetto di kombu e son state più che sufficienti.
Buttata l'acqua di ammollo, li ho messi in una pentola dal fondo spesso con la patata, l'aglio vestito, i pomodori, il rosmarino e ho coperto di acqua fredda e fatto cuocere a fuoco basso per 1 ora e mezza aggiungendo acqua (calda per non uccidere l'ebollizione) quando vedevo che si stavano asciugando troppo.
A metà cottura dei fagioli ho tolto la patata, l'aglio e i pomodori e li ho ridotti in purè con una forchetta.
Una volta cotti i fagioli e tolto il rosmarino, li ho lasciati intiepidire, aggiunto il purè e condito con olio, aceto, sale e una macinata di pepe.
Sono migliori il giorno dopo.

venerdì, luglio 06, 2007

Mami-bento



Avere una mamma che si è rassegnata ad avere una figlia rompiscatole e macrobiotica e in più cucina in modo spettacolare è un vantaggio innegabile. Tanto più che non tenta di convertirmi né nasconde formaggio nei cibi convinta che non lo senta (come mi è capitato di sentire da alcune amiche vegane)

Non usa alghe o roba strana che non sa a che serve e dove trovarla (parole sue....;-)) io le porterei pure il tofu ma temo che mi rinneghi definitivamente) ma fa in modo di farmi trovare sempre qualcosa di speciale e che non contenga carne o latticini. E spesso lo fa in dosi doppie così ho il pranzo pronto....

E così ecco il mio lunch box di oggi: riso con le verdurine (con tante tante baby zucchine) e fiori i zucchina ripieni

giovedì, luglio 05, 2007

Variazione sulla bottarga



Che la bottarga mi piaccia è risaputo, che sia capace di mangiarmela a tocchetti senza nulla (né pane né olio etc) pure, in effetti sono riuscita a mangiarmela pure a colazione ed è uno dei motivi per cui "devo" assolutamente andare in Sardegna ogni anno a farne scorta ;-))

Se mai ci fossero sardi all'ascolto scambio bottarga buona con prodotti macrobiotici :-)


L'abbinamento con la
pasta al germe di grano di Esperya si è rivelato gustoso anche se forse dovrò riassaggiare (un gran sacrificio...;-)) la pasta senza sapori così forti per valutarne bene le caratteristiche.

I sardi e i puristi non me ne vogliano ma un po' di pane secco sbriciolato lo metto sempre in modo che si incolli per bene alla pasta e non mi tocchi andar alla ricerca del sugo sul fondo del piatto.
Olio rigorosamente sardo e fruttato ;-)
Mi raccomando se non avete la bottarga a pezzo intero non usate quella già grattuggiata: di solito è amara e non di grandissima qualità.


200 gr di tacconi al germe di grano Esperya

2 cucchiai di bottarga grattuggiata al momento

3 cucchiai di olio extra vergine d'oliva

1 cucchiaio e 1/2 di briciole di pane

1 spicchio d'aglio

1 peperoncino

sale (pochissimo)

semi di sesamo


Cuocete i tacconi (l'acqua grazie al germe di grano diventerà verde, non ci credevo ma è vero ;-))). Nel frattempo scaldate l'olio e fate insaporire con lo spicchio d'aglio e il peperoncino. Unite il pane, i semi di sesamo e fate colorire.
Scolate la pasta, saltatela nel condimento e unite la bottarga dopo aver spento il fuoco altrimenti avrà un retrogusto amarognolo. Dà assuefazione ;-))

martedì, luglio 03, 2007

Spumino di melanzane



Rieccomi!
Una settimana in vacanza e mi sembra strano persino sentir suonare il cellulare (è stato costantemente spento ;-)), figuriamoci tornare in metropolitana e in ufficio....
Per fortuna è vicino il mio fine settimana lungo a Parigi ;-DD

Uno spumino di melanzane consolatorio, e un pochino svuotafrigo e pure dietetiche, era quasi d'obbligo.
Valgono sempre le stesse raccomandazioni relative alle solanacee: meglio in estate, meglio abbinate a una proteina animale, meglio non mangiarle tutti i giorni, meglio giocare con le energie della cottura per riequilibrare lo yin di melanzane, peperoni e pomodori.

2 melanzane tonde piccole
1 fetta grande di pane vecchio
10/15 olive nere denocciolate e tritate
3 pomodori secchi a pezzettini
1 cucchiaio di erbe aromatiche tritate (timo, maggiorana, basilico)
un paio di cucchiai di brodo vegetale
due cucchiai di olio extra vergine
1 spicchio d'aglio
sale

Togliete la buccia alle melanzane, tagliatele a tocchetti e fatele saltare velocemnte in una padella in cui avrete messo l'olio e l'aglio. Coprite con il brodo vegetale e fate cuocere fino a quando le melanzane non saranno sfatte e abbastanza asciutte. Ammollate in acqua o latte di soia il pane vecchio. Unite il pane e il resto degli ingredienti alle melanzane e mescolate bene con una forchetta fino a ottenere un composto liscio (potete usare un frullatore).
Mettete il composto negli stampini dei muffin, livellate e cuocete in forno a 180° per 20/30 minuti.
Servite tiepidi o freddi con riso integrale o pesce al forno.

giovedì, giugno 21, 2007

Petulante in vacanza!



Fino a lunedì 3 luglio Petula sarà in vacanza!
Stessa isola dell'anno scorso (insane passioni reiterate da sempre ;-)), posto diverso, compagnia unica!
Mi godrò tanto sole, coccole, cibo buono, chiacchiere e risate a sfinimento.
Forse cucinerò pure ... forse.
Godetevi quest'assenza, mangiate un sacco di schifezze e incasinatevi le energie ;-)
Tornerò con tante ideuzze nuove e più voglia di cucinare ... forse ;-D

mercoledì, giugno 20, 2007

Zucchine ripiene di zucchine




Zucchine zucchine zucchine!!!!!
e visto che il mio frigo è al minimo della sopravvivenza (- 2 alla prima vacanza estiva ;-))) faccio fuori tutto quello che non vorrei mi risalutasse al ritorno, compreso il pesto di spinaci che sta nel freezer.

Le dosi sono indicative e varieranno a seconda della quantità di acqua contenuta nelle zucchine.

6 zucchine
2 cucchiaio di pane grattugiato (o fiocchi d'avena piccoli)
1 cucchiaio di lievito alimentare in scaglie
2 cucchiai di pesto di spinaci (o di basilico)
sale
pepe bianco

Sbollentate le zucchine per qualche minuto in acqua calda. Tagliatele a metà, scavatene la polpa e mescolatela a pan grattato, lievito alimentare e al pesto. Il ripieno dovrà risultare abbastanza sodo. Mescolate bene, aggiustate di sale e di pepe, riempite con il composto le zucchine e cuocete in forno per 15 minuti a 180°.

lunedì, giugno 18, 2007

Il pane della notte



Era tanto tempo che non piazzavo un bel pane di lunedì ;-)
Vero che non ho passato la domenica attaccata al forno (e nemmeno il sabato) ma spaparanzata su una sdraio a rotolarmi nella pigrizia più assoluta e che questo pane è stato fatto nei giorni precedenti, ma era delizioso con i pomodorini al forno ;-)

La ricetta ha un procedimento lungo in termini di ore ma il lavoro è minimo (soprattutto se siete muniti di impastatrice) e la lunga lievitazione rende questo pane molto digeribile.

Primo impasto:
3 tazze di farina manitoba (o farina 0)
2 tazze e 1/2 di acqua tiepida
3 gr di lievito di birra secco o 7 gr di fresco
1 cucchiaio di malto d'orzo

Sciogliere il lievito e il malto nell'acqua tiepida e aggiungere il tutto alla farina. Mescolare bene fino a ottenere un composto molto liquido e liscissimo. Coprite la ciotola con una pellicola e metterla nel frigo per tutta la notte.

Secondo impasto

2 tazze e 1/2 di farina integrale
1/2 tazza di germe di grano (se no aumentate le tazze di farina a 3)
1 cucchiaino raso di sale

Togliete la ciotola dal frigo. L'impasto sarà pieno di bolle. Lasciatelo riposare un'ora o due (il tempo di farlo tornare a temperatura ambiente) e poi impastatelo con la restante farina, sale e germe di grano. Dovrete ottenere un impasto elastico e non appiccicoso.
Mettetelo a lievitare in luogo tiepido fino al raddoppio.
Rompete la lievitazione, date la forma e rimettete al calduccio a raddoppiare.
Cuocete in forno a 200° per 40 minuti.

venerdì, giugno 15, 2007

Strati golosi




Non è un dolce!
;-D è venerdì e un bel panino come chiusura di una settimana strampalata come questa ci sta benissimo!
E' ovviamente un panino macrobiotico ma per nulla dietetico... non vi dò le dosi!

E' composto da piadina vegan, per intenderci quella senza strutto che potrete trovare nei negozi bio e anche in un paio di piadinerie doc di Riccione (provata lo scorso anno....da sturbo!!! anche se i puristi grideranno all'orrore ;-DDD) tagliata a fette e messa a strati.
Per l'imbottitura: sfoglie di tofu, avanzate dalle lasagne e messe a marinare una notte in pari dosi di salsa di soia e acqua e succo di zenzero (potete sostituirle con l'affettato di seitan o con il tofu tagliato sottilissimo), patè di olive e patè di pomodori secchi fatto in casa. Se volte potete anche metterci della maionese vegan.
Passato in forno un paio di minuti e divorato!

giovedì, giugno 14, 2007

Riso e zucchine



Ci sono in giro le zucchine piccole con il fiorellino!!!!
Lo so è da matti totali ma a me mettono un'allegria mostruosa ed è uno dei momenti in cui mangerei zucchine tutti i giorni. Fuori stagione le trovo invece paragonabili alle rape, una cosa senza sapore (e chi ama le rape non mi aggredisca....) che uso quando devo addensare qualcosa o aggiungere un po' di verde a una zuppa ;-)))
Le zucchine piccole poi possono essere mangiate crude come le carote e sono perfette per piatti di velocissima preparazione.

15 zucchine piccole con il fiore
1 tazza e 1/2 di riso semi integrale
2 scalogni
2 cucchiai di olio extra vergine
1/2 cucchiaio di timo fresco e erba cipollina
sale

Sciacquate e bollite il riso. Lavate e tagliate a fettine le zucchine e i fiori. Affettate gli scalogni.
Nel wok scaldate l'olio e saltate velocemente zucchine e scalogni in modo che rimangano croccanti. Unite il riso bel scolato e le erbe aromatiche. Saltate per un paio di minuti, aggiustate di sale e servite.

martedì, giugno 12, 2007

Lasagne tutto tofu!!!!



Ti pareva che se facevo le lasagne non le facevo strane??? ;-DD
La pasta al forno mi è sempre piaciuta parecchio ma stavolta avevo delle sfoglie di tofu di un piccolo produttore (nei negozi bio oppure tagliando a fette sottilissime il firm tofu messo sotto un peso a scolare e a perdere l'acqua in eccesso) che mi incuriosivano ;-)
Uso spesso il miso e il gomasio al posto del sale.
Il miso cotto perde un po' le sue proprietà rigeneranti ma è più gustoso del normale sale e per fare il pieno di fermenti niente di meglio che una zuppa di miso tradizionale ;-))

1 confezione di sfoglie di tofu
10 champignon
2 porri
1 bicchiere di latte di soia
1 cucchiaino colmo di farina
olio di mais bio qb
1 cucchiaio di olio extra vergine
1 cucchiaino di miso
1 cucchiaio di gomasio

Pulite e tagliate a fettine sottili porri e funghi poi saltateli in una padella con l'olio extra vergine, unite il miso e fate cuocere per 15 minuti. Preparate la besciamella mescolando a parte la farina e olio quanto basta per ottenere una pappetta densa e unendola al latte di soia messo a scaldare. Cuocete mescolando con una frusta per qualche minuto. Se volete, potete unire un cucchiaio di lievito alimentare in scaglie per insaporire.
Mettete qualche cucchiaio di besciamella sul fondo di una teglia, poi fate strati di sfoglie di tofu, verdure e besciamella fino ad esaurimento degli ingredienti. Spolverate di gomasio e mettete in forno a 180°/200° per 10 minuti.

venerdì, giugno 08, 2007

Lunch box





Tempo di lunch box freschi ...lo so negli ultimi giorni ha piovuto come a ottobre (bellissimo!!!!! ;-))) e vivo nell'aria condizionata a 17° (schifosissima!!!!) ormai da un mese, ma avevo voglia di cambiare.
Presenza costante del riso o comunque di un cereale in modo da dare senso di sazietà e arrivare a ora di cena senza depredare macchinetta o il frigorifero appena messo piede in casa.

Sopra: riso bicolor della mamma, pomodori, coregone marinato e funghetti sottolio (una vera passione!!! ;-)))
Sotto: riso integrale bollito con limone e gomasio, tofu feta e fragole in sciroppo.

giovedì, giugno 07, 2007

Fragole in sciroppo




Non sono un'amante della frutta e dei dolci in generale, si salvano fragole, ciliege, pesche e cioccolato ;-)
Per mangiare la frutta devo sempre trovare un modo alternativo al solo lavarla/sbucciarla.
Questo è un mix fra i classici e macrobioticissimi kanten e la frutta sciroppata.
Al posto del succo di mela o del té, ho usato una tisana alla frutta. Potete scegliere quella che preferite. Mettetela in infusione a freddo la sera (o comunque 8/10 ore prima) in questo modo il sapore ne guadagnerà e sarà più profumata.

1/2 litro di acqua
1 cucchiaio abbondante di tisana ai frutti rossi
300 gr di fragole
3 cucchiai di sciroppo d'acero
il succo di mezzo limone
1 cucchiaino scarso di agar agar in polvere.

Fate l'infusione con la tisana. Pulite le fragole, tagliatele a metà e mettetele in una pentola con lo sciroppo d'acero, il succo di limone e fate cuocere per una decina di minuti al massimo. Portate a ebollizione la tisana e unite l'agar. Mescolate bene con una frusta e fate sobbollire per 5 minuti, sempre mescolando.
Mettete le fragole in una ciotola o in tante ciotoline individuali e versate sopra la tisana senza però coprirle completamente.
Raffreddandosi il liquido si rapprenderà e creerà uno sciroppo semi solido intorno alle fragole.
Buono freddo o a temperatura ambiente. Può essere fatto diversificando frutta e gusti di tisane o té aromatizzati.

lunedì, giugno 04, 2007

Insalata di patate



Un classico estivo e dei picnic e, per i miei gusti, buon contorno per i rotolini al salmone.
Le patate come i pomodori e le melanzane son solanacee che grazie al loro elevato contenuto in potassio andrebbero sempre abbinati (o quasi sempre ;-))) al sodio contenuto in pesce carne o formaggi così da creare un buon equilibrio all'interno di un pasto.
La macrobiotica è proprio questo: la ricerca di un equilibrio ;-)
La presenza del daikon e della tahina e dell'aceto di umeboshi rendono quest'insalata decisamente diversa, fresca e piacevole.
Non è un piatto dietetico....

7 patate novelle medie
2 carote
mezzo daikon
2 cucchiai di tahina
2 cucchiai di acqua
1/ cucchiaio di acidulato di umeboshi

Cuocete al vapore le patate, fatele raffreddare e poi tagliatele a tocchetti.
Pelate il daikon e le carote e tagliatele a julienne.
Mescolate tahina, acqua e acidulato fino a ottenere una salsa abbastanza liquida e liscia (a piacere unite acqua o acidulato se troppo densa).
Mescolate verdure e salsa in una zuppiera con delicatezza. Ottima fredda.

Rotolini di salmone e tofu



Mangio pesce soprattutto fuori casa. E' un modo per rendere la vita più facile agli amici e alla mia famiglia e in più mi piace anche se in dosi moderate.
Uno dei pesci da "non cucina" che amo è il salmone (con tutte le indicazioni del casa ... poco, possibilmente non di allevamento e se affumicato, attenzione agli additivi e ai conservanti).
Questi rotolini possono essere una cena veloce se accompagnati da una verdura o un cereale integrale oppure un antipasto.
Potete usare sia il salmone affumicato sia il salmone marinato. Nel secondo caso il lavoro è maggiore a meno di non trovarlo in busta (all'IKEA per esempio...;-))
Anche qui il gioco di energie è interessante: uno yang non eccessivo con il salmone mitigato dallo yin del tofu.

200 gr di salmone marinato
150 gr di tofu cotonato
1 cucchiaino di aneto
1 cucchiaio di capperi dissalati
sale
olio extra vergine

Frullate bene il tofu i capperi, un cucchiaio di olio e un pizzico di sale fino a renderlo cremoso. Aggiustate di sale e unite mezzo cucchiaino di aneto.
Fate a strisce il salmone, spalmatevi il composto di tofu e arrotolate. Proseguite fino a esaurimento degli ingredienti. Sistemate i rotolini su di un piatto e condite con un pochino di olio e una spolverata di aneto.

giovedì, maggio 31, 2007

Spinaci giap



Con il caldo amo le cotture veloci non tanto per non essere bollita insieme ai cibi ma perché mi piace giocare con le energie. Così non mangio solo cibi crudi ma mi piace dar loro quel tanto di calore che mi difenderà da un eccesso di energia fredda ma lascerà loro quel tanto di fresco che mi aiuterà a sentirmi meno accaldata.
Per la macrobiotica questo è un fondamento che si impara solo sperimentando, studiando e guardando che effetti fa questo gioco di energie (che peraltro coinvolge tutto il nostro essere non solo il cibo) sul nostro corpo.
Tutto per dire che mi son divertita a far gli spinaci alla giapponese? Oh sì ;-))

300 gr di spinaci freschi
1 cucchiaio di salsa di soia
2 cucchiai di aceto di riso
1 cucchiaio di olio di sesamo
1 cucchiaio di gomasio

Pulite e sbollentate per pochi secondi (pochi secondi nel senso della parola: li buttate in acqua e li ritirate subito) gli spinaci. Strizzateli bene.
Nel wok scaldate l'olio e la soia. Saltate velocemente gli spinaci, aggiungete l'aceto di riso e spolverate con il gomasio.
Si possono mangiare tiepidi o freddi anche il giorno dopo (saranno ancora più saporiti)

martedì, maggio 29, 2007

Grissoni morbidi alle erbe e sale di Maldon



Dopo una vacanzina di quattro giorni (messaggio privato per tutte/i coloro che quello che sanno dov'ero...GRAZIE!!!!!!) ho il frigo che definirlo ululante non rende l'idea.
Mancava persino il pane!!!!!!
I grissoni morbidi non sono proprio una soluzione proprio veloce ma di sicuro di gran soddisfazione ;-D


La ricetta è presa da un libro sul pane "Dough" che consiglio a chi ha una insana passione per i lievitati e vuole studiare a fondo i sistemi di impasto.
Richard Bertinet è infatti un sostenitore degli impasti morbidi e soprattutto dell'assoluta necessità di impastare a lungo e far assorbire bene l'acqua alla farina prima di aggiungerne. Traduzione? non fatevi prendere dal panico quando vi pare di aver a che fare con un impasto troppo morbido e continuate a impastare e a impastare e a impastare. Se poi dovete aggiungere farina (ogni farina assorbe in modo differente) fatelo spolverandovi le mani e non direttamente nell'impasto.

250 gr di manitoba

250 gr di farina integrale

350 gr di acqua tiepida

3 gr di lievito secco o 8 di fresco

1 cucchiaino di sale

2 cucchiai di erbe tritate (origano, rosmarino, basilico)

1 cucchiaio scarso di sale di Maldon


Cominciate a impastare acqua, lievito e farina e continuate fino a quando l'impasto non sarà morbido ed elastico e soprattutto non appiccicoso.
Mettetelo in una ciotola unta e in luogo tiepido a lievitare. Quando sarà raddoppiato, rilavorate l'impasto unendo le erbe. Fate dei rotoli e allungateli, arrotolandoli leggermente su se stessi, su una teglia coperta da carta forno. Lasciateli lievitare di nuovo fino al raddoppio e poi cospargeteli di sale. Cuoceteli in forno caldo a 200° per 15 minuti. Se li volete molto croccanti fateli cuocere più a lungo ma occhio a non farli bruciare. :-)

mercoledì, maggio 23, 2007

Stufato di seitan



Non è proprio un piatto adatto al caldo africano di questi giorni, ma può essere mangiato appena tiepido insieme a una bella insalata così da compensare le energie o piazzato nel frigo in attesa della prima serata di pioggia.
Tendo a cucinare piatti lunghi quando ho tanto tempo a disposizione, a farne in quantità superiori al consumo quotidiano a a piazzarlo nel surgelatore per quelle sere in cui non ho voglia di far nulla se non piazzarmi sul divano con un buon libro o un dvd.
Lo stufato è per me ideale perché non implica nemmeno di rimaner in cucina a controllarlo: è sufficiente usare una pentola di coccio e lasciarlo cuocere a fuoco bassissimo per almeno un paio di ore.

300 gr di seitan
1 tazza di piselli
3 carote
1/2 cavolo cappuccio
2 cipolle
1 cucchiaino di dado casalingo (o sale)
3 cucchiai di olio extra vergine
acqua qb
2 cucchiai di farina integrale

Tagliate a pezzetti il seitan e infarinateli. Tritate carote, cipolle e cavolo e fateli saltare nell'olio caldo per 5 minuti mescolando. Unite il seitan e fate saltare per qualche minuto. Aggiungete i piselli e infine 1 tazza di acqua e il dado. Coprite e fate cuocere a fuoco bassissimo per un paio di ore controllando che ci sia liquido a sufficienza (unite acqua se necessario).
Se volte rendere il tutto bello denso togliete un po' di liquido dallo stufato (mezza tazza), mescolatelo bene a un cucchiaio di farina e rimettete il tutto nella pentola.