lunedì, aprile 14, 2008

Ne faccio un quiz???



... ne son tentata!!!
Cos'è?
Cosa ha combinato questa volta la Petulante in una domenica mattina pigra e lentissima in cui la casa profumava soprattutto di pane, focaccia e strudel (ho fatto scorta come le marmotte ;-))??
Ha coltivato fragole sul davanzale? No...per ora si limita a basilico, menta ed erbe varie ;-DD

Visto però che la pigrizia ancora mi avvolge e mi costringe a formulare pensieri lenti vi risparmio il delirio.
E' una vellutata di barbabietole con sour cream!

Devono piacere le barbabietole e il loro particolare sapore. E' una specie di bortsch (minestra russa di barbabietole e cavoli) estivo con tanta cipolla e la sourcream che ha il compito di mitigare il dolce e di dare una nota leggermente acidula.
Nota della casalinga petulante: non usate nulla di bianco mentre pulite, affettate e cuocete le barbabietole ... il rosso non se ne va più!!!!!! Le mie unghie hanno ancora una nota fucsia ;-DD

4 cipollotti
3 barbabietole medie
brodo vegetale qb
100 gr di soft tofu
4 cucchiaino di succo di limone o lime
1/2 cucchiaino scarso di agaragar
5 cucchiai d'olio extra vergine d'oliva
sale
erba cipollina fresca

Affettate i cipollotti e stufateli in un cucchiaio d'olio, poi aggiungete le barbabietole a pezzetti e coprite di brodo vegetale. Cuocete per 30 minuti, frullate bene e aggiustate di sale.
A parte sciogliete l'agar nel succo di limone. Frullate il tofu morbido con i 4 cucchiai d'olio rimasti e la miscela di agar e limone fino a quando non comincia a montare come una maionese.
Servite la minestra di barbabietole tiepida o fredda con la sourcream, unita fuori dal fuoco (se la fate cuocere impazzirà e riempirà il piatto di pezzettini bianchi orrendi).

giovedì, aprile 10, 2008

pane all'uva



Ok ... di nuovo pane!!!! ma o questo o di nuovo porri ;-DDD
E' un periodo frenetico.
Lo so che avevo detto di diminuire il pane per disintossicarsi un pochino e alleggerire il fegato in primavera (che oggi è andata oltremanica, mentre io giro senza calze e con maglioni leggeri perché è presa dall'entusiasmo ho già fatto quasi tutto il cambio armadi..;-D).
A giustificazione il fatto che è un regalino simbolico per un'amica speciale e molto meno simbolico per un nipote mangione e pirata.
Ottimo a colazione...

250 gr di farina integrale
250 gr di farina manitoba
320 gr di acqua tiepida
5 gr di lievito di birra secco (o 10 di fresco)
1 tazza di uvetta ammollata in acqua tiepida
sale

Miscelate le farine e il lievito, unite l'acqua a cucchiaiate e impastate con forza e a lungo fino a ottenere un impasto liscio e molto elastico. L'acqua può sembrarvi troppa, non è così, non abbiate fretta, impastate e lasciate che la farina assorba l'acqua ... datele tempo ;-)
Fate una palla e mettetela a lievitare in luogo tiepido e coperta da un panno umido.
Quando sarà raddoppiata, rompete la lievitazione e unite l'uvetta. Sarà un lavoraccio perché tenderà a scappar fuori da tutte le parti...anche qui è questione di pazienza, impastate e cacciate dentro l'uvetta fuggitiva. Date la forma e mettete di nuovo a lievitare. Con questa dose io ho fatto due pani tondi.
Cuocete in forno caldo a 200/220° per 30/40 minuti o fino a quando il fondo non suonerà vuoto...occhio a non far bruciacchiare le uvette in superficie! Tenetelo d'occhio ;-D

martedì, aprile 08, 2008

Tofu pressato e porri



Per i prossimi giorni i porri vi usciranno dagli occhi...quindi se non vi piacciono o li sostituite con scalogno o cipolla (non è la stessa cosa ma tant'è...) o lasciate perdere la Petulante per qualche giorno ;-D

Mi piacciono e me ne hanno rifilati una quantità industriale, per cui li ho trasformati in salse, minestre e quel che la mia fantasia mi ispirava ;-)

Il tofu pressato è uno dei tanti modi orientali di trattare il tofu: rimane più sodo e se leggermente salato acquista un gusto e un'energia particolare. Se riuscite cercate del tofu di prima qualità e il più fresco possibile oppure fatelo voi, il sapore è molto diverso e vi conquisterà.

1 panetto di firm tofu
2 porri
1/2 tazza di aceto di riso
2 cucchiai di olio di sesamo
2 cucchiaini rasi di sale fino
1 cucchiaio di miso sciolto in due dita d'acqua

Sciacquate il tofu, salatelo leggermente su tutti i lati e ponetelo su un piano leggermente inclinato e metteteci sopra un bel peso (io uso una pentola con dentro un pacco di riso) per almeno una giornata. Il metterlo su un piano inclinato servirà a far scorrere via il liquido che il tofu perderà pian piano.
Sciacquatelo dal sale e tagliatelo a cubotti, affettate i porri, compresa la parte verde e scaldate il wok.
Versate l'olio nella pentola e in successione i porri e il tofu. Fate saltare per una decina di minuti, in modo che i porri siano cotti ma croccanti. Unite l'aceto di riso e il miso, cuocete per ancora due minuti e poi servite.

venerdì, aprile 04, 2008

Pane con farro e avena



Ieri stavo pensando seriamente di mettermi i sassi in tasca per non volar via visto il vento spettacolare che ha invaso Milano ... energia da brivido!

E quindi ora un bel pane per il fine settimana ... ;-))
Da vera maniaca la farina di farro me la son fatta da sola partendo dai chicchi che mi guardavano sconsolati dalla mensola ... avete in mente quando furbamente lasciate nel barattolo giusto un pugnetto di roba che da sola non serve a nulla? ;-D
Avere un robot da cucina bello solido aiuta non poco, ma va benissimo usare la farina di farro che si trova nei negozi bio.

250 gr di manitoba
150 gr di farro
100 gr di fiocchi d'avena
5 gr di lievito secco
1 cucchiaio di malto d'orzo
300/350 gr di acqua tiepida
1 cucchiaino di sale fino

Se partite dai chicchi, sfarinate farro e avena e poi miscelate le farine. Sciogliete il lievito secco e il malto in due dita d'acqua e poi cominciate a impastare unendo anche il resto dell'acqua a cucchiaiate. Dopo aver ottenuto un impasto liscio ed elastico, fate una palla e mettetela a lievitare in una ciotola coperta con un panno umido.
Una volta raddoppiato il volume, rompete la lievitazione, reimpastate velocemente, date la forma e mettetela di nuovo a lievitare coperta da un panno.
Cuocete in forno caldo a 200° per 30/40 minuti o fino a quando il fondo non suonerà vuoto.

mercoledì, aprile 02, 2008

Vellutata di porri, ceci e mandorle



Il mio amore per i porri - e i cavoli e tutto quel che non è propriamente anonimo e asettico ;-) - è ben risaputo anche dai vicini di casa i quali mi fan la guerra a suon di fettine panate e brasati messi a cuocere la domenica alle 8 del mattino ;-DD
Prima o poi il vicino, che già si lamenta di un'antenna satellitare (nascosta da un paio di piante e da un giardino privato) che vede dal balcone solo se si sporge, verrà a chiedermi di smetterla di ammorbar l'entrata con l'odor di cucina.

Nata in un momento di confusione da frigorifero paragonabile solo a quella da "quali scarpe mi metto oggi", è una vellutata decisamente dal gusto dolce che può esser smorzato da una spolverata di tekka o di paprika. Adatta ai momenti di passaggio come autunno e inverno grazie anche alla presenza dei fermenti del miso e alle serate ancora frescoline, è velocissima da preparare e può essere servita anche a temperatura ambiente. Non c'è olio perché sostituito dalla crema di mandorle.

3 porri
3 cucchiai di fiocchi di ceci (o 1/2 tazza di ceci già cotti)
1 cucchiaio colmo di crema di mandorle
acqua qb
sale
tekka o paprika
1 cucchiaino di miso bianco a testa

Lavate bene e affettate molto sottili i porri compresa la parte verde. Metteteli in una pentola con un pizzico di sale e due cucchiai d'acqua, chiudete con il coperchio e fateli stufare. Unite acqua fino a coprire e aggiungete i fiocchi di ceci. Fate cuocere per 15 minuti, unite la crema di mandorle e frullate fino a ottenere una crema molto liscia. Sciogliete il miso in un dito d'acqua tiepida e unitelo alla vellutata fuori dal fuoco. Spolverate di tekka o paprika prima di servire.

lunedì, marzo 31, 2008

Insalata dolce amara



Una serie di fine settimana (e settimane...) impegnativi e l'ora legale mi rendono più simile a un duna diesel che a un essere umano ;-DD
Alzarsi la mattina di nuovo con il buio non mi piace moltissimo, ma tant'è...non ci posso far nulla se non trovare il sistema migliore per adattarmi ovvero un po' di macrobiotica più mirata.

Umeboshi, alghe e riso integrale in dosi massicce anche al mattino (vedo le vostre facce schifate...;-))) e visto che il clima si sta riscaldando di nuovo un'insalata con un bel gioco di sapori dolce (mandorle), amaro (radicchio), piccante (cipollott) e acidulo (ume).
Al posto dell'olio ho fatto una salsa con la crema di mandorle: la trovate nei negozi bio abbastanza facilmente, ma in caso contrario potete usare anche la tahina.

tanto bel radicchietto amaro
1 cipollotto fresco
1 cucchiaio di erbe fresche (maggiorana, timo...) tritate finissime
2 cucchiai di crema di mandorle
5 cucchiai d'acqua
1 cucchiaio di acidulato di umeboshi

Pulite il radicchio e affettate a velo il cipollotto.
Miscelate gli altri ingredienti in un mixer e condite l'insalata. Non ci dovrebbe essere bisogno di sale visto che l'acidulato di umeboshi è abbastanza salato di suo.

giovedì, marzo 27, 2008

Lenticchie e cime di luppolo



Lo so ... devo smetterla di parlar del verduriere ;-DDD
Ma quell'uomo sta diventando un vero mito per me: sabato mi ha messo nella borsa della spesa, insieme a dei cipollotti rossi bellissimi, un mazzetto di cime di luppolo prima dandomi la definizione in dialetto (che non mi ricordo nella maniera più assoluta) e poi la traduzione.

Noto soprattutto perché base delle birra, il luppolo cresce in modo spontaneo e in primavera se ne raccolgono le cime per farne frittate o minestre, mentre i fiori (femmine...;-)) si raccolgono alla fine dell'estate.
Le cime han un gusto leggermente amarognolo e son ottime anche ripassate in padella.
Se non le trovate potete sostituirle con le cime delle ortiche che da aprile in poi si possono raccogliere nei prati, magari lontani dalle strade ;-))
Un ottimo mix di sapori tra il piccante del cipollotto, il dolce delle lenticchie e l'amarognolo del luppolo.

Un mazzo di cime di luppolo/ortiche
150 gr di lenticchie tipo Castelluccio
1 cipollotto
2 cucchiai d'olio extra vergine
sale
maggiorana fresca

Mettete a bagno per mezz'ora le lenticchie e scottate le foglie di luppolo in acqua bollente per qualche secondo. Tritare il cipollotto saltatelo nell'olio con le cime di luppolo per 5 minuti.
Scolate le lenticchie, mettete in una pentola, copritele di acqua fredda e cuocetele fin quando non saranno tenere.
Saltate lenticchie e luppolo insieme per qualche minuto e servite con della maggiorana fresca tritata finissima.

martedì, marzo 25, 2008

Vellutata di fave secche



Certo se la facevo con le fave fresche diventava molto più verde, ma il verduriere non le aveva (aveva invece una robina strana che vedrete nei prossimi giorni ;-)) e quindi mi son diretta dal mio spacciatore di legumi a far scorta.

Le giornate portano ancora a una voglia di qualcosa di caldo verso sera e quindi ne approfitto.
Meglio non eccedere in cibi troppo freddi o crudi soprattutto ora che il tempo non è stabile: si rischia di incamerare troppa energia fredda quando non ce n'è bisogno un effettivo bisogno e ritrovarsi a batter i denti appena spegneranno i riscaldamenti ;-D


Vero che l'entusiasmo per il cielo blu mi ha portato a iniziare il cambio degli armadi, come al solito troppo in anticipo: sabato giravo già senza le calze ;-)) ... oggi ho dovuto rimetterle sigh!

Questa vellutata di fave è perfetta anche per i dopo bagordi pasquali ... niente spezie, solo fave, tofu e del timo fresco.

200 gr di fave spezzate secche
3 cm di alga kombu
1 scalogno tritato
1 cucchiaio d'olio extra vergine
acqua qb
100 gr di tofu morbido
un cucchiaio di timo fresco tritato
un cucchiaino di miso a persona

Mettete a bagno le fave in acqua fredda con la kombu per 8 ore.
Sciacquatele bene, copritele di acqua e cuocetele in pentola a presisone per 20 minuti a partire dal fischio.
In un'altra pentola soffriggete lo scalogno nell'olio, unite le fave e saltate per qualche minuto.
Unite un paio di tazze d'acqua, salate e portate a ebollizone. Fuori dal fuoco unite il tofu morbido, il miso sciolto in un pochino di acqua tiepida e frullate con il frullatore a immersione fino a ottenere una vellutata.
Servite calda o tiepida con crostini di pane.

mercoledì, marzo 19, 2008

Pane con semini



Ed ecco il pane ai semini...
Molto simile ai pani neri tedeschi, è un pane pesante e abbastanza umido. Adatto a essere congelato a fette è perfetto per la colazione ed è pieno di oligoelementi e vitamine dovute alla presenta di semi di zucca, lino e girasole.

Si può fare sia con il lievito madre sia con il lievito normale, mettendo in conto una lievitazione lunga sia per la pesantezza delle farine sia per consentire l'inizio di una leggera fermentazione che lo rende (sembra una contraddizione ma non lo è) più leggero e digeribile.
Perfetto per la sua acidità in un periodo come quello primaverile in cui bisognerebbe limitare le farine e i grassi per alleggerire il fegato.

PS per pesantezza delle farine o del pane non intendo una pesantezza in digeribilità o in calorie ma semplicemente in una minor lievitazione delle farine integrali rispetto alle 0 o 00. ;-))

250 gr di farina integrale
250 gr di farina di segale
300 gr di acqua tiepida
1 cucchiaio abbondante di malto d'orzo
150 gr di pasta madre o 3 gr di lievito di birra secco
100 gr abbondanti di semi vari (girasole, zucca lino, sesamo....)
1 cucchiaino scarso di sale

Sciogliete il lievito madre nell'acqua in cui avrete messo anche il malto. Aggiungete a cucchiaiate le farine le farine e impastando con forza fino a ottenere un impasto liscio ed elastico.
Mettetelo in una ciotola unta e coperta con una pellicola. Lasciatelo in frigo per tutta una notte.
La mattina fate tornare l'impasto a temperatura ambiente, lavoratelo velocemente e aggiungete i semini e il sale.
Dategli la forma che preferite (io per comodità l'ho messo in una teglia da pancarrè) e lasciatelo lievitare fino al raddoppio.
Cuocetelo in forno caldo a 200° per 30/40 minuti. Risulterà più morbido se metterete nel forno una ciotola d'acqua in modo da aumentare l'umidità.

lunedì, marzo 17, 2008

Prima la Birmania... ora il Tibet



Di nuovo i monaci protagonisti e vittime della protesta pacifica nei confronti di un potere che non guarda in faccia nessuno e che sa di poter fare quello che vuole. Perché il mondo ufficiale volta facilmente lo sguardo e i giornali si distrarranno nel giro di pochi giorni con una nuova notizia. La Birmania è scomparsa dalle pagine dei giornali in meno di 15 giorni....

Inneggiare al boicottaggio sarebbe troppo semplice e come ha detto il Dalai Lama "colpirebbe solo i più deboli". E' del buddhismo la via della pace e della moderazione. Sempre e con chiunque.
La soluzione può esser l'invito al dialogo e a continuare a ricordare.
La completa responsabilità di non farlo e di scegliere la via del genocidio culturale deve essere lasciata totalmente sulle spalle della Cina e della comunità internazionale colpevole di un imbarazzante silenzio da più di 50 anni.


Leggere, continuare a informarsi, non tacere e non dimenticare è un modo.

http://www.freetibet.org

http://www.dalailama.com
http://www.lorenzoc.net
http://yogasutra.areablog.it/

Prendo in prestito ancora una volta la foto a Lu di Vicino e Lontano: le sue immagini lasciano stupefatti.

Crema di cocco e mandorle



Avevo detto pane ai semini???
Ho cambiato idea: un dolcino veloce e di grandissima soddisfazione!

Sarà che sto sentendo sempre più la primavera e quindi cambio idea.
E' un periodo di grande energia (nonostante alcuni eventi non proprio positivi :-)): non fa troppo caldo, ci son tante cose da fare e tante da non fare e riposare, il mio mini giardino pensile è tutto in fioritura, persino le carnivore paiono voler uscire dal loro coma invernale e comincio a veder avvicinarsi i giorni di vacanza tra marzo/aprile e maggio.

Un dolce per compensare la voglia di salato e acido che mi prende sempre in primavera: il fegato è in pieno risveglio e può sbarellare facendoci sentire più stanchi o più nervosi del solito.
Una colazione tranquilla con una tazza di té, un dolce morbido e cremoso e magari una finestra socchiusa a cambiar energia e aria alla stanza, è un bel modo per coccolarsi.

200 ml di latte di soia
200 ml di latte di cocco
1 cucchiaio colmo di crema di mandorle bianca
1 cucchiaio e mezzo di sciroppo d'acero o 2 di malto di riso
1 cucchiaino scarso di agar agar in polvere

Scaldate i due latti e usando una frusta sciogliete bene la crema di mandorle, lo sciroppo d'acero e l'agar agar. Fate sobbollire per 5 minuti e poi versate negli stampini. Fate raffreddare e servite a temperatura ambiente o dopo un breve periodo in frigo.
Può sembrar che lo sciroppo d'acero/malto sia troppo poco...assaggiate, latte di cocco e crema di mandorle son molto dolci.

mercoledì, marzo 12, 2008

A volte ritornano: i lunch box




Non che se ne siano mai andati, ma finalmente è ritornata anche la luce al mattino e si possono fotografare ;-))

Almeno 3 su 5 dei pasti che faccio in ufficio (munito di cucina!) son autoprodotti e in questa settimana i finocchi hanno spopolato visto che ne avevo preparato un quintale per una cena e come al solito ho sopravvalutato le capacità mangiatorie degli invitati: capita quando si pensa che tutti mangino come te e non come degli uccellini ;-DD

Lunch box sopra
purea di fave con catalogna ripassata e finocchi al limone

Lunch box sotto
Passato di verdure con le stelline (che non si vedono ;-)) e finocchi al limone

Il tutto accompagnato dal pane ai semini che non ho fotografato e che ritroverete lunedì ;-))

Hamburger di riso, orzo e piselli



E stamattina è arrivata la primavera sul serio!
Mi spiego: per me la primavera inizia non quando cambia il tempo o il 21 di marzo, ma quando comincio ad alzarmi con la luce. Mi alzo molto presto e fino a ieri era buio o quasi, stamattina brillava il sole!
Lo so che durerà solo fino all'ora legale, ma me lo godo!

Un hamburger verdolino è quello che ci vuole con tanto riso e orzo che son i cereali perfetti per la primavera con la loro energia leggera ed equilibrata.
I piselli son tra le poche cose che compro surgelati e che mi rifiuto di comprare freschi perché odio sgranarli e soprattutto ho preso un sacco di fregature ;-D.

1/2 tazza di riso integrale
1/2 tazza di orzo perlato
1 tazza di piselli surgelati
3 tazze di brodo vegetale
2 cucchiai di tofu morbido
2 cucchiai di lievito alimentare in scaglie
1 cucchiaino di nori in polvere
1 cucchiaio di olio extra vergine

Sciacquate il riso integrale e versatelo nel brodo vegetale bollente. Dopo una ventina di minuti unite l'orzo, i piselli e fate cuocere fino a quando tutto non sarà molto morbido e il brodo non sarà assorbito.
Fate raffreddare. In una ciotola mischiate con le mani riso, orzo, piselli e tutti gli altri ingredienti fino a ottenere un impasto da polpette.
Fate degli hamburger e cuoceteli su una piastra bollente e leggermente unta.

lunedì, marzo 10, 2008

Crema di cavolfiore e ceci



Piove piove piove da giorni!
Roba da rimanere in casa a guardare il giardino e le mie piantine sul davanzale ;-)




Giornata da zuppa e da divano.
Però è lunedì e mi aspetta un pomeriggio gironzolone mi accontento di godermi la zuppa e di dare sferzatina al mio ghirosissimo umore primaverile con i fermenti del miso.

1 cavolfiore
100 gr di ceci secchi
2 scalogni
1 carota
brodo vegetale qb
2 cucchiai di olio extra vergine
1 cucchiaio scarso di miso bianco a testa
3 cm di alga kombu
gomasio qb

Mettete a bagno i ceci la notte prima in acqua fredda con la kombu.
La mattina dopo, sciacquateli e cuoceteli in pentola a pressione per 20 minuti.
A parte tagliate a cimette il cavolfiore e affettate lo scalogno e la carota. Scaldate l'olio in una pentola dai bordi alti, unite scalogno e cipolla e fate cuocere fin a quando non diventano trasparenti. Unite il cavolfiore, i ceci, coprite di brodo vegetale e lasciate cuocere fino a quando tutto non sarà molto morbido. Frullate con un frullatore a immersione e fuori da fuoco unite il miso bianco e servite con una leggera spolverata di gomasio.

giovedì, marzo 06, 2008

Tempeh, zucca e dukka



Quella che ho trovato sabato potrebbe essere una delle ultime zucche buone della stagione (sigh!) e così ne ho fatto soprattutto gnocchi e vellutata. Con una fettina però ho reso il tempeh una cosa da urlo ;-D

E visto che c'ero ho fatto anche un bel barattolo di dukka.
A volte, da vera dory, mi dimentico persino le ricette che preferisco e questa è una.
La dukka è fantastica anche solo con una fetta di pane buono e olio extra vergine, ma sulla zucca compensa ed esalta il sapore dolce.

1 confezione di tempeh
200 gr di zucca pulita
1 scalogno
1 cucchiaino di dukka
2 cucchiai di olio extra vergine
1 cucchiaio d'acqua
1 cucchiaino di aceto balsamico tradizionale

Tagliate a pezzettini piccoli sia il tempeh sia la zucca. Affettate sottile lo scalogno. Miscelate olio, acqua, aceto e dukka.
In una teglia mettete tempeh, scalogno e zucca e mescolateli bene al condimento. Cuocete in forno a 180 per 30 minuti facendo attenzione a non bruciacchiare troppo zucca e tempeh. Potete anche cuocere il tutto in padella. Ottimo tiepido o freddo o saltato con il riso integrale.

martedì, marzo 04, 2008

Orecchiette e catalogna



Adoro i mercati ... soprattutto perché il sabato mattina prestissimo mi consentono di scorrazzare tra verdure, pasta fresca e sacchi di legumi prima che inizino i miei impegni da marzo furioso ;-D ed evitarmi i supermercati.

Le orecchiette sono una fissazione da anni, una collega mi ha viziato per anni portandole fresche almeno una volta a settimana: sua mamma per evitar la noia faceva orecchiette a chili!
La catalogna poi fa parte di quelle verdure amarognole che son perfette per la primavera e per il fegato.

300 gr di orecchiette fresche
1 cespo di catalogna piccolo
1 spicchio d'aglio
1 peperoncino
1 cucchiaio di pane grattuggiato
1 cucchiaio di lievito alimentare in scaglie
1 cucchiaino di dukka (opzionale)
3 cucchiai di olio extra vergine
sale

Lavate e tagliate a pezzetti la catalogna. Mettetela in una pentola con un pizzico di sale, acccendete il fuoco e coprite con un coperchio. La verdure tirerà fuori la propria acqua e si cuocerà. In una padella mettete l'olio, l'aglio e il peperoncino e fate scaldare, unite il pan grattato, il lievito e la dukka e infine la catalogna cotta. fate saltare per qualche minuto e condite le orecchiette che avrete bollito a parte.

giovedì, febbraio 28, 2008

Seitan in carpione



A volte capisco quando mi dicono che son matta ;-)
E in effetti l'odorino di aceto che pervade casa da un paio di giorni me ne dà conferma.

Antefatto: ho vissuto parte della mia vita con un padre che stravede per il pesce e le verdure in carpione (e con una madre che lo detesta a dir poco ;)) e che la domenica d'estate lo andava a comprare apposta in una rosticceria vicino a dove trascorrevamo le vacanze. Ho detestato il carpione fino ai vent'anni per poi scoprire che invece è ottimo.
L'altro giorno stavo spiluccando un libro molto divertente e ho avuto una fulminazione....faccio il carpione con il seitan ;-D

Nel carpione il seitan (o il pesce o le verdure) devono essere fritte ... non chiedetemi se si può fare in altro modo: la risposta è assolutamente no.
La frittura crea una protezione all'alimento principale e vien resa più leggera proprio dalla lunga marinatura in aceto o vino che essendo acidi rendono i grassi più digeribili. In più l'equilibrio di energie è perfetto. Se non si frigge...non è carpione, è qualcos'altro.
Sulla storia del carpione potete trovare interi libri e numerose pagine in rete.
E' perfetto in estate mangiato freddo o in inverno a temperatura ambiente.

Ora sulla mia cucina giganteggia un pirex (con coperchio!) con tanto bel seitan in carpione. Slurp!

250 gr di seitan
pangrattato qb
4 cucchiai di farina integrale
1/2 tazza di latte di soia
1 cipolla rossa
1/2 costola di sedano
2 cucchiai d'olio extra vergine
3 cucchiai di uvetta
1 cucchiaio di malto di riso
1/2 bicchiere di aceto rosso di Chianti (o quel che volete a patto che sia di qualità)
1/2 bicchiere d'acqua
olio di sesamo per friggere

Tagliate a tocchetti il seitan, infarinatelo, passatelo nel latte e poi nel pangrattato e infine friggetelo come una normale cotoletta.
Scolatelo su carta da cucina e mettetelo in una teglia di pirex.
Nell'olio stufate la cipolla affettata sottile e il sedano (a me non piace quindi ne ho messo pochissimo, ma potete aumentarne la quantità), aggiungete l'uvetta, l'aceto, l'acqua e il malto e fate sobbollire per 10/15 minuti o fin quando non si sarà ridotto della metà.
Versate la marinata calda sul seitan, coprite con un coperchio e lasciate a riposare per almeno 1 giorno. Dopo due giorni è ancora più buono e si conserva per almeno una settimana.
Se volte un carpione meno aggressivo potete usare dell'aceto bianco o del vino bianco.

martedì, febbraio 26, 2008

Gli hamburgerini di Alessandra



con variazioni "petulanti"

Il bello del M'illumino di meno è che mi son state regalate un bel po' di ricette e che ora ho una lista "da provare" lunga come una sciarpa....
In una domenica pigra prima del marzo furioso che mi aspetta ho riempito dispensa e freezer di tutto il cibo possibile in modo da rendermi la vita più facile e meno ingarbugliata del solito.

Gli hamburgerini mi son stati regalati da Alessandra, ovvero Chocolat di Cooking Rome - che ha appena pubblicato la sua versione!!!! ;-))

La ricetta è perfetta ma non ho resistito a un paio di variazioni:
- ho aggiunto un porro perché non concepisco le polpette senza le verdure ;-D
- ho eliminato il cumino dell'originale perché non ne vado pazza e quindi variato le spezie

1 tazza di fiocchi di ceci
1 porro grande
1 spolverata di pepe nero o peperoncino
1 cucchiaino di prezzemolo
1 cucchiaio di lievito alimentare in scaglie
1/2 cucchiaino di sale o gomasio
1 cucchiaino di olio extra vergine di oliva
pangrattato qb

Cuocete i fiocchi di ceci (li trovate in tutti i negozi bio...potete usare anche i fiocchi di piselli) in 1 1/2 tazza di acqua per 5 minuti e lasciate raffreddare.
Affettate sottile il porro e saltatelo in padella per qualche minuto con l'olio.
Mescolate i fiocchi di ceci, il porro, il prezzemolo, le erbe e il lievito alimentare in modo da ottenere un impasto morbido che stia insieme. Se risultasse troppo umido unite del pangrattato.
Fate un salamotto di 10/15 cm, avvolgetelo in carta stagnola leggermente oliata e mettete in frigo a solidificare per un paio di ore.
Tagliate le fette dello spessore di un centimetro e cuocetele in padella con un filo d'olio fino a quando non sono dorati da entrambi i lati.
Per tagliare meglio le fette potete anche metterlo in freezer per 10 minuti.
Il mio salamotto ora è in freezer per veder se regge la congelazione ;-DD

giovedì, febbraio 21, 2008

M'illumino di meno: il PDF di Comida e Petula



o meglio il pdf delle vostre ricette (e altro) nato in occasione dell'iniziativa di Caterpillar "Millumino di meno"!

E' stata un'esperienza fantastica ... ci avete regalato ricette, racconti, consigli su come risparmiare energia e soprattutto si è creata un'energia diversa sulla quale non è possibile pensare di risparmiare! Grazie!

Un ringraziamento speciale a
Comida, la donna vulcano che mi chiama salama ;-DD: è stato un bel lavoro a 4 mani che ha superato un oceano e i fusi orari!

Il pdf delle ricette

Un consiglio: scaricatevi e ascoltate la puntata di Caterpillar del 15 febbraio...ne vale la pena!

martedì, febbraio 19, 2008

M'illumino in ritardo ... il sugo barbabietoloso



In ritardissimo ... ;-D ma posso portare la giustificazione....

Nel pomeriggio (tempo che i fusi orari coincidano...) Comida e io metteremo online il pdf delle vostre ricette!!!!!

La mia fortuna è vivere a due passi da un enorme mercato ortofrutticolo e avere da anni il verduriere di fiducia che produce quasi tutto dai suoi campi compreso il preparato per minestrone e le barbarbietole cotte ;-)
Kilometri percorsi: 500 m
Nello stesso mercato trovo pasta artigianale, pane cotto nel forno a legna e una miriade di sott'aceti e sott'oli.

Un sugo lentissimo con fuoco al minimo ... ideale è procurarsi le piastre spandifiamma in ghisa (le vendono in quasi tutti i supermercati e negozi di casalinghi), in questo modo si risparmia sul gas e si ha una cottura più delicata.

Il sugo barbabietoloso è leggermente dolciastro e ideale è smorzarne l'effetto con una manciata di capperi o di olive o dell'insalata rossa amara (io ho messo entrambi ;-D). Perfetto con la pasta, si adatta (se tenuto più denso) a far da purea per tofu o seitan alla piastra.

1 barbabietola cotta
3 carote
1 cipolla rossa grande
1 tazza di acqua
1 cucchiaio d'olio extra vergine
sale
pepe macinato al momento
1 manciata di capperi dissalati o di olive nere triturate
2 foglie di salvia
qualche foglia di insalata rossa

Affettate le carote e la cipolla e fatele stufare nell'olio con un pizzico di sale fino a quando non diventano morbidissime. Unite la barbabietola a pezzetti, l'insalata spezzettata, coprire con acqua e far cuocere fino a quando tutto non si sarà disfatto. Frullare velocemente o passare al passaverdure, unire le olive o i capperi e far cuocere ancora per 5 minuti.

venerdì, febbraio 15, 2008

M'illumino di meno ... le ricette petulanti e a lume di candela

Ed eccoci al M'illumino di meno Day, giornata del risparmio energetico organizzata da Caterpillar.

Ringrazio tantissimo chi ha partecipato, chi ha scoperto nuove botteghe, chi si è lambiccato il cervello chi sì è soltato fatto venire una curiosità in più e chi mi sta dando nuove idee su come risparmiare energia...son stata tremenda nel dar vincoli così stretti e siete stati bravissimi tanto da rimpolpare parecchio la mia lista dei desideri culinari.
Se ho dimenticato qualcuno o voleste aggiungervi all'ultimo momento: non siate timidi e fatelo.
Se vi domandate dove è la mia ricetta...beh dovrete aspettare fino a lunedì: il sugo barbietoloso è lì in attesa da un paio di settimane ma oggi ho pensato che preferisco dare risalto alle vostre illuminanti ricette!

Tra qualche giorno con Comida (le ricette a lume di candela hanno scatenato animi romantici ed ecologisti) metteremo online un pdf con tutte le ricette di coloro che hanno partecipato a quest'iniziativa che ha superato i blog, gli oceani e i continenti.

Bando alle ciance...ecco le ricette "petulanti"

I PETULANTI CON RETE

Kja de "Il pranzo di Babette" con un fantastico raviolo aperto e "a lume di candela"
"Alla luce di queste limitazioni, scusate il gioco di parole, pensare una ricetta per l’evento non è stato immediato, almeno per me. La difficoltà che ho evidenziato non riguardava tanto l’omissione di carne, uova o latticini, anzi trovo che la mia creatività sia stimolata se devo cucinare vegan, ma piuttosto la rinuncia a spezie e ingredienti esotici. "

Raidne di "Vegan Kitchen" con i suoi choricini al buio o meglio "a lume di candela"

Il pane a risparmio energetico?!?! Si può, si può!!! Già ho visto che Qualcuno ha preparato una pizza!!!! Non esistono limitazioni e tantomeno scuse, risparmiare si può, basta volerlo ;) Quindi con questo post partecipo all'iniziativa pubblicizzata da Comida ma con le varianti proposte dalla Cuoca Petulante. Questa volta ci ha messo alla prova con un sacco di "divieti" e limitazioni sulla scelta degli ingredienti... speriamo che l'origine delle ricette invece sia libera!!!

Sunny di Sunnypam con una ricetta crudissima e colorata

Un richiamo ai colori, ai profumi ed ai sapori che sanno di leggerezza e di fresco. Per questo l'altra sera mi sono preparata con cura una bella insalata fresca e colorata.

Elisabetta di Friarielli e tigelle che
un godurioso Misto di cavoli in agrodolce si è addirittura illuminata due volte ;-)
...la sfida di Petula mi ha spinto a vincere un po' la pigrizia e ad andare finalmente a quella botteguccia biologica/biodinamica vicino casa, cosa che mi riproponevo di fare da tempo.

Ery di Piccole Magie Vegan con la sua Polenta verde e funghi
è rimasta indecisa fino all'ultimo, non è facile trovare una ricetta a risparmio energetico che non sia banale!
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Stefano di VeganItalia con i suoi Satay di seitan sta a metà fra i petulanti con rete e senza rete ;-)) ... il sito di VeganItalia è comunque un luogo dove si risparmia energia in continuazione

Il satay è un piatto di origine indonesiana/malese ora molto diffuso anche nella Thailandia del sud. In questo versione, totalmente a base vegetale, si usa del seitan naturale.

1 kg di seitan
due cipolle oppure 5 porri
2 spicchi d'aglio
un peperoncino piccante
50 gr zucchero
2 cucchiai di aceto di mele
2 cucchiai di salsa di soia
1 cucchiaio di olio di sesamo
2 cucchiai di polvere per curry
un pizzico di cumino macinato
un pizzico di chiodi di garofano macinati
100 gr di arachidi tostate

Per la salsa:
100 gr di arachidi tostate
2 cucchiai di olio di girasole
un cucchiaino di zucchero
un cucchiaio di succo di limone
un pizzico di peperoncino

Preparare la marinata macinando o frullando le arachidi tostate insieme a tutti gli altri ingredienti, escluso lo spezzatino. Immergere il seitan nella marinata e lasciarcelo per tutta la notte (eventualmente tenendoli in frigorifero in un contenitore ermetico).

Al momento di preparare il piatto, fare la salsa macinando o frullando insieme gli ingredienti.
Fare cuocere lo spezzatino in una padella antiaderente insieme alla marinata (aggiungendola man mano che si asciuga), oppure infilare lo spezzatino sugli spiedini e farli cuocere alla griglia bagnandoli ogni tanto con la marinata. Servire caldi accompagnando con la salsa e del riso lessato.
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I PETULANTI SENZA RETE (o quasi)

Cristina che con i suoi Carciofi e farro ha battuto tutti sul tempo ... e mi ha regalato anche un'altra ricetta golosissima e una bella chiacchierata sulla Sardegna.



Le dosi sono per due:
2 carciofi romaneschi
2 e 1/2 spicchi d'aglio
prezzemolo fresco
carota
cipolla rossa
olio extravergine
sale e pepe
150 grammi di farro


Dopo aver pulito due grandi carciofi metto nel mixer i lunghi gambi sfilati e tagliati a pezzetti con mezzo spicchio d'aglio, un quarto di cipolla rossa, un ciuffetto di prezzemolo, mezza carotina e un pizzico di sale; questa bella pappetta la metto in casseruola con due cucchiai d'olio extravergine d'oliva e lascio cuocere a fuoco lento.
Nel frattempo in una pentola più grande faccio cuocere i carciofi salati e impepati insieme a due spicchi d'aglio interi, un mazzolino di prezzemolo e quattro cucchiai d'olio extravergine, dopo la rosolarura iniziale aggiungo due bicchieri d'acqua. Ogni tanto bagno il composto di gambi e odori con il brodo dei carciofi.
Il tempo di cottura del composto è di circa 10 minuti.
Il farro (150 grammi) va cotto a parte in acqua leggermente salata, quando è quasi pronto tolgo l'acqua in eccesso e lo aggiungo al composto dei gambi a fuoco spento.
I carciofi cotti (interi o a spicchi) prendono posto al centro del piatto fondo e la minestra di farro tutta intorno.


LaDani che sì è prodotta nella Pasta e ceci con invito a cena ;-DD ... se non mi ricordo male l'invito a cena non mi riguardava ma la pasta e ceci sì ;-DDD

Pasta e ceci

Ricordarsi di mettere in ammollo i ceci la mattina prima di uscire pianificando di cuocerli la sera. Accettare un invito a cena imprevisto e improrogabile, arrivare a casa verso mezzanotte e passare un'ora a sonnecchiare sul divano mentre i ceci cuociono nella pentola a pressione. Lasciarli raffreddare nella pentola a pressione e trascinarsi finalmente verso il letto.
I passaggi precedenti possono essere tralasciati con un po' più di organizzazione o utilizzando i ceci in scatola (ma non so se sono ammessi!).
Fare un soffritto di carota/sedano/cipolla con un po' di olio extravergine di oliva, aggiungere i ceci scolati, un po' di acqua calda e del bimbidado (grazie petula!). Dopo pochi minuti mettere da parte la metà dei ceci e frullare gli altri, aggiungere della pasta corta (a me piace la pasta mista), i ceci interi e portare a cottura aggiungendo poca acqua, se necessario.
Servire con poco olio a crudo.


La Vecia, al secolo La Terry, è uscita un pochino dalle linee petulanti con il suo Tofu e farro ma le è consentito perché la mia frequentazione l'ha trasformata in una piccola dory ;-DD

Avevo trovato una ricetta molto simile su una rivista inglese e mi ha ispirato visto che avevo sia del tofu in frigo che il pesto fresco fatto da me. Ho apportato qualche modifica ed ecco un piatto completo, nutriente, gustoso e profumato di verdure estive e pesto.


. 160 gr di farro semiperlato

· 200 gr di tofu

· 2 melanzane lunghe piccole (260 gr circa)

· 3 zucchine piccole (200 gr circa)

· 1 cipolla di Tropea

· 3 cucchiai di pesto

· 280 ml di brodo di verdure

· sale

· olio evo


Tagliare il tofu a cubetti, dopo averlo asciugato bene, metterlo a marinare con 2 cucchiai di pesto per mezz'oretta.
Mettere a cuocere il farro in abbondante acqua salata per 30 minuti circa, una volta cotto sgocciolarlo bene.
Nel frattempo tagliare la cipolla in 4 spicchi e poi a fettine fine e le melanzane e le zucchine a fette.
Scaldare 1 cucchiaio d'olio evo in una padella e farvi saltare per 2/3 minuti il tofu tolto dalla marinatura di pesto dove poi, in seguito alla scottatura breve, andrà rimesso.
Aggiungere in padella un filo d'olio e far appassire la cipolla per 2 minuti dopodiché aggiungere le verdure, farle saltare e rosolare per qualche minuto e poi aggiungere il brodo e lasciar cuocere a fuoco medio per 10/15 minuti, finché le verdure non risultino tenere.
Giusto qualche minuto prima della fine della cottura, riunire in padella con le verdure il tofu.
Una volta cotte unire le verdure con il farro, un'altro cucchiaio di pesto, mescolare bene, impiattare e servire.

Roberta invece ha invece inventato una crema tutta cruda di semi vari che domani farà parte della mia colazione (il fato che ci sia la cipolla non mi ferma di certo)!!!

1 tazza semi di girasole
1 tazza semi di zucca
mezza cipolla rossa media
2 cucchiai di shoyu
1 cucchiaio di timo fresco
pepe nero macinato al momento q.b.

Mettere i semi di zucca e di girasole in una contenitore e coprirli con acqua fredda. Lasciarveli per mezza giornata (fino a tutta una notte). Scolare e risciacquare. Frullarli con gli altri ingredienti in un mixer finché diventano cremosi. Riporre in frigo e lasciar riposare almeno un'ora prima di servire. Ottimo spalmato su pane, pita o altro (vedi petula) e servito con qualche verdurina.


Per ultima Alessandra, ovvero Chocolat di Cooking in Rome che mi ha fatto i due regali più belli di questa settimana ... le ricette di polpette e hamburger vegetali che son stati divorati da figlie e bestiole varie (e che ritroverete qui a brevissimo) e l'avermi riportato per un po' indietro di qualche anno e ai giri in moto per le colline laziali.


Polpette di avena

1 tazza di fiocchi di avena
1 1/2 tazza di latte di soia
2 cucchiai di levito in scaglie
2 cucchiai di gomasio con spirulina
pane grattato quanto basta

Mettere a bagno i fiocchi di avena con il latte di soia per 10 minuti. Aggiungere il lievito in scaglie ed il gomasio. Aggiungere tanto pane grattato in modo da ottenere un impasto morbido per formare delle polpette e abbastanza umido per poter ripassare poi le polpette nel pangrattato.Porre le polpette su una teglia da forno e mettere un po' di olio su ogni polpetta. Cuocere in forno a 200° per 15-20 minuti o fino a doratura delle polpette.

mercoledì, febbraio 13, 2008

Stufato di tempeh piccante



Adoro il tempeh!
Più saporito del tofu e con una consistenza più solida, è un ottimo modo per dare una bella dose di fermenti, proteine e sali minerali e vitamina b12 a fegato e intestino ... organi che con questo tempo quasi primaverile han bisogno di cure e coccole.
Insieme alle mie piantine confuse che la mattina son in inverno pieno (sghiaccio ancora i vetri...yuk) e dopo tre ore son lì che fan spuntar i germogli, ci si può sentire in questo periodo confusi pure noi, magari un po' più stanchi del solito o ci si prenda influenza e raffreddori.
Un rinforzino è sempre utile ;-)) e lo zenzero è un'aggiunta ideale.

In questo caso il tempeh può non essere precotto in acqua e soia.
(nella foto risulta più asciutto di quello che in realtà era.... mi son ricordata di far la foto dopo aver cominciato a mangiare ;-DDD)

1 confezione di tempeh
1 cipollotto
1 porro
2 carote
1 costa di sedano
5 cm di radice di zenzero fresca
brodo vegetale
1 cucchiaio scarso di farina integrale
1 cucchiaio d'olio di sesamo

Fate a tocchetti il tempeh, pelate e affettate sottili tutte le verdure, compreso lo zenzero.
Fate saltare in una pentola dai bordi alti, le verdure nell'olio poi unite il tempeh passato nella farina.
Aspettate che il tempeh si brunisca da tutti i lati e poi coprite con il brodo vegetale. Abbassate la fiamma e fate cuocere per almeno un'ora controllando che non si asciughi troppo.
Ottimo con un contorno di patate dolci.
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MEMO
M'illumino di meno sta per scadere....tutti quelli che vogliono mandare ricette a me o a comida: sbrigatevi ;-DDD
Anche se avete idee su come risparmiare energia cucinando....

lunedì, febbraio 11, 2008

Farinata con variazione



Un fine settimana all'insegna della primavera anticipata.
Ho gironzolato per mercati, serre e catturato spettacolari ciclamini rosa che ora rallegrano la mia finestra preferita - insieme a dei giacinti in fioritura perenne da un mese e a dei timidi tulipani - e preso il té sotto un portico ascoltando i progetti per il giardino che verrà.

Cucinato pochissimo (pizza in diverse varianti) e traviato il nipote con funghetti sott'olio e succo di mela (la zia è strana e le merendine non le tiene ;-DDD).

Questa è una sottospecie di torta salata semi veloce ... a patto di ricordarsi che la farina di ceci va lasciata in ammollo per almeno tre ore ;-))
Perfetto per i lunch box, si può congelare.
Si nota che radicchio e porri invadono il mio frigo??? ;-D

1 tazza di farina di ceci
2 tazze di acqua
5/6 foglie di radicchio
1 porro
3 cucchiai d'olio extra vergine
sale
pepe

Miscelate farina e acqua fredda e lasciate riposare per almeno 3 ore. Unite le verdure affettate sottili, salate, pepate e versate in una teglia - in cui avrete messo l'olio e dovrete avere uno spessore di un centimetro - e cuocete in forno a 200° per 20 minuti. Controllate durante la cottura che non le verdure non si brucino: mettetela nel piano più basso del forno.

giovedì, febbraio 07, 2008

Involtini di alghe e radicchio



Che abbia sempre avuto i gusti forti di un camallo a fine turno di lavoro è noto a molti, che i sapori delicati mi piacciano solo fino a un certo punto ancora di più ... ma devo ammettere che una delle cose che più mi ha conquistata nei miei primi approcci con la macrobiotica son state proprio le alghe e soprattutto le hijiki e le nori.
Mi son detta "figooo! un po' di movimento violento ai miei risi integrali e verdure" ;-D

Il patè di alghe può essere declinato anche in versione ripieno per involtini, altra mia grande passione.
Deve essere solo reso più ricco e smorzato un pochino perché con la leggera cottura in forno il gusto salato si accentua. In questo caso ho aggiunto la nota amarognola del radicchio che rende il tutto ancora più interessante.

Le alghe son ricche di sali minerali, calcio e iodio e solo con un involtino coprite il fabbisogno di almeno tre giorni ;-)). Va tenuto presente che non vanno mangiate in grandissime quantità proprio perché essendo ricche di sali son molto yang e perché possono dare eccitazione (se volte far indigestione fatelo a mezzogiorno altrimenti vi regalerete una notte agitata ;-D)

1/2 tazza di hijiki
1 porro grande affettato
1 carota a julienne
1 cucchiaio di pinoli
1 cucchiaio di mandorle
2 cucchiaio di aceto di mele
2 cucchiai di salsa di soia
5 o 6 foglie di radicchio
1 cucchiaio di olio di sesamo

Lasciate a bagno le hijiki per un paio di ore e sciacquatele bene.
Tostate a secco pinoli e mandorle e metteteli da parte.
In una pentola mettete le hijiki con aceto di mele, salsa di soia e acqua fino a coprire e fate cuocere a fuoco vivace fino a quando tutto il liquido non sarà evaporato.
Stufate il porro e la carota nell'olio di sesamo.
In un mixer mettete le alghe, le verdure, i pinoli, le mandorle e frullate fino a ottener un impasto denso /se fosse troppo morbido unite altre mandorle o del pane grattugiato).
Scottate per 10 secondi le foglie di radicchio e fatele asciugare e raffreddare.
Riempite ogni foglia (o mezza foglia a seconda delle dimensioni) con l'impasto di alghe, chiudete a pacchetto con uno stecchino e mettete in una pirofila leggermente unta.
Cuocete per 10 minuti in forno caldo a 180°.
Ottime anche fredde, come aperitivo o per i lunch box.

lunedì, febbraio 04, 2008

Tofu affumicato con salsa dolce-amara



Proseguono i miei fine settimana all'insegna del riposo e della divanizzazione ... per lo meno nelle intenzioni perché poi almeno un giorno su due faccio la trottola. E la pila di cose che ho intenzione di fare o di iniziare rischia di travolgermi almeno tanto quanto le pile di libri sparse per casa e sempre in equilibrio discutibile.

I due giorni appena trascorsi ho giocato parecchio e giocare con energie e sapori è alla base della cucina macrobiotica.
Tra giri di divano e rotolamenti con un nipote superman-abbigliato (con tanto di muscoli finti) son riuscita a giocare con almeno tre sapori, un'energia e una cottura ;-D
Tre sapori dolce (cipolla e cranberries), affumicato (tofu) e amaro (indivia e radicchio) perfetti per far contenti cuore e stomaco, l'energia fredda del tofu con il calore della cottura prolungata.
Questo è un perfetto contorno ma anche un'ottima salsa per la pasta.

4 cipollotti
1 cespo di indivia
5 foglie di radicchio rosso
1/2 tazza di cranberries o uvetta
1 cucchiaio d'olio di sesamo
1 confezione di tofu affumicato

Affettate tutte le verdure. Scaldate l'olio e unite i cramberries (non ammollati) e fateli saltare per un paio di minuti. Unite poi i cipollotti, un pizzico di sale e fateli stufare fin quando non diventano morbidissimi e quasi trasparenti. Unite l'indivia e fate cuocere per almeno una ventina di minuti. Per ultimo unite il radicchio.
Aggiustate di sale e servite con il tofu affumicato passato in padella per qualche minuto.

venerdì, febbraio 01, 2008

M'illumino di meno: memo!



Non si sa mai che ve lo siate dimenticati...;-)

Io no, ma non solo ... Comida de mama, blogger a dir poco vulcanica per ora di stanza a Boston, sta rendendo l'iniziativa decisamente interessante e dovremmo riuscire a far qualcosa di carino per l'occasione.
Ogni giorno si può far qualcosa per risparmiare energia...

Comida per la serata del 15 propone di cenare a lume di candela (e comunque ricordatevi di spegnere le luci alle 19) e un menu il più possibile di prodotti locali per comprare i quali magari non abbiate utilizzato l'auto ma abbiate preferito il fruttivendolo sotto casa o vicino all'ufficio...

Per quel che mi riguarda vi ricordo la mia idea:

Per il 15 febbraio proponetemi ricette (anche foto) foto che siano "risparmiose sul serio" ovvero:

- niente proteine animali (fate un giro in rete e controllate quanta energia serve a produrre una bistecca o trasportare il salmone fino alle nostre tavole o a produrre un uovo o una forma di formaggio)
- niente uso di forno elettrico o forno a microonde
- prodotti locali e che abbiano viaggiato il meno possibile, magari comprati al mercato vicino a casa o al lavoro, miso e alghe le lasceremo in dispensa (molte alghe vengono fatte in Europa e se ne usano così poche che durano mesi, idem per il miso...ma per una volta sarò rigorosa ;))

... se avete un blog inserite un commento da me o da Comida, se non lo avete mandateci ricette e foto oppure raccontateci come risparmiate energia: il 15 febbraio potrebbe esserci una sorpresa ;-)

mercoledì, gennaio 30, 2008

Un classico: riso e lenticchie



E' uno dei miei cibi coccola.
Quando son stanca, è un modo facile e veloce per farmi contenta oltre che per riempirmi di sali minerali e proteine vegetali perfette per farmi rimettermi in sesto.

I sù e giù della temperatura in questi giorni mi hanno messo di fronte alla necessità di cominciare a metter le basi per affrontare la primavera e il cambiamento che ne consegue nel modo migliore.
Tanti bei cereali integrali, un po' più di alghe, legumi e tante verdure dolci son ideali....le lenticchie poi mi fan impazzire in tutti i modi ;-D

1 carota piccola
1/2 porro
1/2 tazza di lenticchie
1/2 tazza di riso integrale
1/2 bicchiere di vino bianco
2 cucchiai di olio extra vergine d'oliva
1 cucchiaio di lievito in scaglie
1 cucchiaino di nori in polvere a testa
brodo vegetale qb

In una pentola mettere 1 cucchiaio d'olio, carota e porro tritati finemente e fate soffriggere Versate il riso integrale e le lenticchie (sciacquateli bene prima ... di solito son polverosi e possono contenere sassolini), fatelo tostare per qualche minuto e sfumate con il vino.
A questo punto otete scegliere due modi di cottura a seconda del tempo a disposizione: pentola a pressione (20/25 minuti dal fischio) o a risotto aggiungendo il brodo a mestoli man mano che si asciuga. Nel secondo caso l'energia è meno forte e a più lento rilascio.
Una volta cotto, mantecate fuori dal fuoco con un cucchiaio d'olio e il lievito. Servite cosparso di nori (se piace).

lunedì, gennaio 28, 2008

Castagnaccio con le mele e cranberries



Premesso che non mi son mai piaciuti molto i dolci (sempre stata una bimba corruttibile con la pizza e non con la torta...); premesso che proprio per questo non mi spreco molto nel farli (gli amici da sempre sanno di doverselo portare); premesso che per me i dolci macrobiotici non son nemmeno tanto entusiasmanti (escludendo le mousse e i budini) e premesso che castagne e affini mi piacciono da matti ....
il massimo che la mia mente possa elucubrare come dolcino da portarsi dietro per i momenti di fame in ufficio è il castagnaccio in una serie di variazioni. E' poi di una facilità al limite dell'imbranataggine e che si può decidere di farlo anche alle 11 di sera ;-D.

Questa arriva diretta dalla mia spacciatrice di farina di castagne e legumi: la mela rende ancora più morbido e gonfio il castagnaccio.

1 tazza di farina di castagne
acqua qb
1 mela
1/4 di tazza di cranberries o altri frutti rossi essiccati
2 cucchiai di sciroppo d'acero o malto di mais
2 cucchiai d'olio extra vergine leggero
un pizzico di sale

Miscelate la farina di castagne, sale e acqua fino a ottenere una pastella non troppo fluida. Unite la mela grattuggiata, lo sciroppo d'acero e i cranberries, che prima avrete fatto ammollare in acqua calda per 15 minuti.
Ungete abbondantemente una tortiera e cuocete in forno caldo a 180° fino a quando sulla superficie non compariranno delle crepe (una quindicina di minuti).

giovedì, gennaio 24, 2008

Vellutata di topinambur e porri



Periodo frenetico e di grandi emozioni ... :-)
Ieri mi son accorta che parlavo di date saltando completamente questa settimana ;-D e mi sto sognando il prossimo fine settimana per il quale ho "pazzeschi" progetti come guardare l'albero davanti alla finestra della sala,

Ideale è coccolare lo stomaco in modo da fermare anche la testa che va a mille...cosa è meglio di una vellutata o di una zuppa? per me nulla (e lo sapete visto che vi tormento alemno una volta a settimana).
A volte è sufficiente una zuppa di miso per farmi sentire rinvigorita, ma i topinambur e i porri son dolci, saporiti e insieme fan un ottima mistura anti-frenesia.
Il miso aiuta ad aumentar la dose di sali minerali e fermenti utili per fortificare l'intestino ... e a prepararci per la primavera.


2 porri
4 topinambur
1/2 tazza di latte di soia
brodo vegetale qb
1 cucchiaio d'olio di sesamo
1 cucchiaino di timo
1 cucchiaino a persona di miso bianco

Affettate i porri compresa tutta la parte verde e cominciate a saltarli velocemente nell'olio con un pizzico di sale.
Pelate i topinambur e affettateli sottili (cuoceranno in meno tempo) e uniteli ai porri.
Coprite a filo con il brodo vegetale e con il latte di soia e fate cuocere a fuoco basso per un'ora.
Frullate, unite il timo e, fuori dal fuoco, il miso sciolto in un dito di acqua calda.

PS
Terry questa ricetta è per te....a patto che non ci metta dentro il parmigiano ;-DDDD

lunedì, gennaio 21, 2008

Focaccia alle erbe e zafferano



Una nebbia mostruosa sta avvolgendo case e strade da ieri .. i miei geni "nebbiosi" gongolano ;-D
La luce strana e romantica che mi ha accolto ieri mattina mi ha fatto venir voglia di cucinar cose lente, in cui la pazienza e l'attesa son parte della ricetta. E di qualcosa di colorato.
E così ho avuto due fulminazioni: lo zafferano e la pasta madre!

Porella! giaceva quasi inutilizzata nel frigo da almeno un paio di mesi ... quasi perché una volta mi ero ricordata di rinfrescarla.
Si è rivelata una pasta madre con carattere: non solo ha resistito all'abbandono, ma al primo rinfresco con un bel cucchiaio di miele e manitoba, si è raddoppiata in meno di 4 ore e al secondo una metà è diventata focaccia.

Per le dosi, dovete tener presente che la mia era una pasta madre morbida e quindi l'acqua va valutata a seconda del proprio blob. Meglio tenersi parchi e poi aggiungere in seguito.

200 gr di pasta madre
250/300 gr di farina (metà integrale metà manitoba)
180 gr di acqua
50 gr di olio extra vergine d'oliva
1 bustina di zafferano (meglio se in stimmi)
1 cucchiaio di erbe di Provenza

Sciogliete la pasta madre nell'acqua tiepida a cui avrete aggiunto lo zafferano e l'olio. Aggiungete la farina a cucchiaiate, le erbe e il sale, solo alla fine. Lavorate fino ad ottenere un impasto liscio, elastico e non appiccicoso.
Fate una palla e mettete a lievitare fino al raddoppio in luogo tiepido e coperta da uno strofinaccio umido.
Stendete la palla in una teglia ungete bene la superficie con una miscela di acqua e olio in parti uguali e lasciate lievitare ancora.
Cuocete in forno caldo a 200° fino a quando non sarà dorata.