martedì, aprile 29, 2008

Insalata vegarussa



Periodo di vacanze o quasi e di prime ronfate al sole con tanto di costume da bagno, ipod, piletta di libri e null'altro da fare ;-) ... se non farmi vergognosamente coccolare dai genitori che mi vedono così poco da pensare di voler affiggere una mia immagine in casa tanto per ricordarsi non solo della mia voce.

E cosa c'è di meglio che provare a convincere anche loro che la maionese vegan è ottima e non sfigura per nulla nell'insalata russa? Non so se per amore o per effettiva goduria ... l'insalata russa è stata spazzolata!!

E poi tutti, macrobiotici compresi, han diritto alla loro dose di grassi e schifezze! ;-D

Dosi a occhio

un pugno di piselli cotti (surgelati o freschi)
2 patate cotte a cubetti
2 carote cotte a cubetti
150 gr di silk tofu
80/100 ml di olio di mais
1 cucchiaino di succo di limone
2 cucchiaini di aceto di mele o di riso
sale
1 cucchiaino di senape dolce

In un blender frullate bene il silk tofu e poi lentamente aggiungete l'olio a filo continuando a frullare fino a quando non comincia ad addensarsi. Unite il succo di limone, la senape e aggiustate di sale.
In una ciotola mettete tutte le verdure e la veganmayo, mescolate bene tutti gli ingredienti e mettete in frigo per un paio d'ore.

mercoledì, aprile 23, 2008

Panini al papavero



Quando non cucino come in tutti gli "aprili mesi crudeli" ;-)) faccio pane ... un assurdo, forse!
Nel mio frigo in questi giorni c'è una sorta di strana eco, ma nel freezer c'è pane per un esercito: tutto ben porzionato, perfetto per esser riscaldato in pochi minuti.
Se c'è una cosa che mi inquieta in casa è la mancanza del pane. Può mancare persino l'olio (cosa difficile vista la dama da 5 litri che campeggia nello studio), ma la mia vera coperta di Linus grazie alla quale mi sento - gastronomicamente ovvio - al sicuro è una scorta di pane buono.

Son bravissima a giustificare la mia assoluta inadempienza culinaria ;-DDDD e così ora vi tocca l'ennesima ricetta panosa.

500 gr di farina integrale
320 ml di acqua tiepida
5 gr di lievito di birra secco/10 gr di lievito di birra fresco
4 cucchiai colmi di semi di papavero
sale

Miscelate farina, acqua, lievito e semi. Cominciate a impastare facendo in modo che la farina assorba bene tutta l'acqua fino a ottenere un impasto elastico e non appiccicoso. Lavoratelo a lungo (non meno di 15 minuti), poi fate una palla e mettetelo a lievitare in luogo caldo e coperto da un panno umido. Una volta raddoppiato, rompete la lievitazione e formate 12 palline che potete mettere su una placca da forno o in una teglia da muffin. Fate lievitare ancora per un'ora e poi cuocete in forno caldo a 200°/220° per 15 minuti.
Potete anche usare la pasta madre: 150 gr su 500 gr di farina e 280 ml di acqua.

giovedì, aprile 17, 2008

Spaghetti di zucchine alla soia e mirin



Aprile è il più crudele dei mesi ... ;-D
C'è chi arranca a novembre o a febbraio, io ad aprile e non certo per la pioggia (che peraltro mi piace parecchio). Non so com'è ma son almeno 8 anni che ad aprile la vita mi si incasina peggio che natale e mi trovo in un vortice di impegni tipo porta girevole dai quali emergo solo i primi di maggio.

Questo per giustificare la mia cucina di quasi sopravvivenza ;-D e la totale doryte!
Il mio ormai mitico verduriere l'ultima volta che son riuscita a passare da lui mi ha messo nel sacchetto le sue zucchine, lunghe piccoline e sottili e ha ridacchiato di fronte alla mia faccia interrogativa visto che mi parevano esser un po' in anticipo sulla stagione: mi son beccata una lezione di meteorologia e teoria dei climi sull'inverno mite e marzo troppo caldo. Così imparo a non star zitta nemmeno con la faccia ;-DD

Una parte me le son mangiate crude, l'altra le ho cotte infilando un po' di elementi yang in un ortaggio decisamente yin.

4/5 zucchine novelle
3 cucchiai di salsa di soia
1 cucchiaio di olio di sesamo
1 cucchiaio di mirin
1 cucchiaino di zenzero fresco tritato
4 cucchiai d'acqua
1 cucchiaio di semi di sesamo

Tagliate le zucchine con la mandolina o il pelapatate in modo da ottenere delle lunghe strisce sottili. Mettetele in una pirofila abbastanza larga da non accavallarle troppo. Miscelate gli altri ingredienti e versateli sulle zucchine.
Cuocete in forno a 180° per 20/25 minuti di cui i primi 10 coperte da carta stagnola.

lunedì, aprile 14, 2008

Ne faccio un quiz???



... ne son tentata!!!
Cos'è?
Cosa ha combinato questa volta la Petulante in una domenica mattina pigra e lentissima in cui la casa profumava soprattutto di pane, focaccia e strudel (ho fatto scorta come le marmotte ;-))??
Ha coltivato fragole sul davanzale? No...per ora si limita a basilico, menta ed erbe varie ;-DD

Visto però che la pigrizia ancora mi avvolge e mi costringe a formulare pensieri lenti vi risparmio il delirio.
E' una vellutata di barbabietole con sour cream!

Devono piacere le barbabietole e il loro particolare sapore. E' una specie di bortsch (minestra russa di barbabietole e cavoli) estivo con tanta cipolla e la sourcream che ha il compito di mitigare il dolce e di dare una nota leggermente acidula.
Nota della casalinga petulante: non usate nulla di bianco mentre pulite, affettate e cuocete le barbabietole ... il rosso non se ne va più!!!!!! Le mie unghie hanno ancora una nota fucsia ;-DD

4 cipollotti
3 barbabietole medie
brodo vegetale qb
100 gr di soft tofu
4 cucchiaino di succo di limone o lime
1/2 cucchiaino scarso di agaragar
5 cucchiai d'olio extra vergine d'oliva
sale
erba cipollina fresca

Affettate i cipollotti e stufateli in un cucchiaio d'olio, poi aggiungete le barbabietole a pezzetti e coprite di brodo vegetale. Cuocete per 30 minuti, frullate bene e aggiustate di sale.
A parte sciogliete l'agar nel succo di limone. Frullate il tofu morbido con i 4 cucchiai d'olio rimasti e la miscela di agar e limone fino a quando non comincia a montare come una maionese.
Servite la minestra di barbabietole tiepida o fredda con la sourcream, unita fuori dal fuoco (se la fate cuocere impazzirà e riempirà il piatto di pezzettini bianchi orrendi).

giovedì, aprile 10, 2008

pane all'uva



Ok ... di nuovo pane!!!! ma o questo o di nuovo porri ;-DDD
E' un periodo frenetico.
Lo so che avevo detto di diminuire il pane per disintossicarsi un pochino e alleggerire il fegato in primavera (che oggi è andata oltremanica, mentre io giro senza calze e con maglioni leggeri perché è presa dall'entusiasmo ho già fatto quasi tutto il cambio armadi..;-D).
A giustificazione il fatto che è un regalino simbolico per un'amica speciale e molto meno simbolico per un nipote mangione e pirata.
Ottimo a colazione...

250 gr di farina integrale
250 gr di farina manitoba
320 gr di acqua tiepida
5 gr di lievito di birra secco (o 10 di fresco)
1 tazza di uvetta ammollata in acqua tiepida
sale

Miscelate le farine e il lievito, unite l'acqua a cucchiaiate e impastate con forza e a lungo fino a ottenere un impasto liscio e molto elastico. L'acqua può sembrarvi troppa, non è così, non abbiate fretta, impastate e lasciate che la farina assorba l'acqua ... datele tempo ;-)
Fate una palla e mettetela a lievitare in luogo tiepido e coperta da un panno umido.
Quando sarà raddoppiata, rompete la lievitazione e unite l'uvetta. Sarà un lavoraccio perché tenderà a scappar fuori da tutte le parti...anche qui è questione di pazienza, impastate e cacciate dentro l'uvetta fuggitiva. Date la forma e mettete di nuovo a lievitare. Con questa dose io ho fatto due pani tondi.
Cuocete in forno caldo a 200/220° per 30/40 minuti o fino a quando il fondo non suonerà vuoto...occhio a non far bruciacchiare le uvette in superficie! Tenetelo d'occhio ;-D

martedì, aprile 08, 2008

Tofu pressato e porri



Per i prossimi giorni i porri vi usciranno dagli occhi...quindi se non vi piacciono o li sostituite con scalogno o cipolla (non è la stessa cosa ma tant'è...) o lasciate perdere la Petulante per qualche giorno ;-D

Mi piacciono e me ne hanno rifilati una quantità industriale, per cui li ho trasformati in salse, minestre e quel che la mia fantasia mi ispirava ;-)

Il tofu pressato è uno dei tanti modi orientali di trattare il tofu: rimane più sodo e se leggermente salato acquista un gusto e un'energia particolare. Se riuscite cercate del tofu di prima qualità e il più fresco possibile oppure fatelo voi, il sapore è molto diverso e vi conquisterà.

1 panetto di firm tofu
2 porri
1/2 tazza di aceto di riso
2 cucchiai di olio di sesamo
2 cucchiaini rasi di sale fino
1 cucchiaio di miso sciolto in due dita d'acqua

Sciacquate il tofu, salatelo leggermente su tutti i lati e ponetelo su un piano leggermente inclinato e metteteci sopra un bel peso (io uso una pentola con dentro un pacco di riso) per almeno una giornata. Il metterlo su un piano inclinato servirà a far scorrere via il liquido che il tofu perderà pian piano.
Sciacquatelo dal sale e tagliatelo a cubotti, affettate i porri, compresa la parte verde e scaldate il wok.
Versate l'olio nella pentola e in successione i porri e il tofu. Fate saltare per una decina di minuti, in modo che i porri siano cotti ma croccanti. Unite l'aceto di riso e il miso, cuocete per ancora due minuti e poi servite.

venerdì, aprile 04, 2008

Pane con farro e avena



Ieri stavo pensando seriamente di mettermi i sassi in tasca per non volar via visto il vento spettacolare che ha invaso Milano ... energia da brivido!

E quindi ora un bel pane per il fine settimana ... ;-))
Da vera maniaca la farina di farro me la son fatta da sola partendo dai chicchi che mi guardavano sconsolati dalla mensola ... avete in mente quando furbamente lasciate nel barattolo giusto un pugnetto di roba che da sola non serve a nulla? ;-D
Avere un robot da cucina bello solido aiuta non poco, ma va benissimo usare la farina di farro che si trova nei negozi bio.

250 gr di manitoba
150 gr di farro
100 gr di fiocchi d'avena
5 gr di lievito secco
1 cucchiaio di malto d'orzo
300/350 gr di acqua tiepida
1 cucchiaino di sale fino

Se partite dai chicchi, sfarinate farro e avena e poi miscelate le farine. Sciogliete il lievito secco e il malto in due dita d'acqua e poi cominciate a impastare unendo anche il resto dell'acqua a cucchiaiate. Dopo aver ottenuto un impasto liscio ed elastico, fate una palla e mettetela a lievitare in una ciotola coperta con un panno umido.
Una volta raddoppiato il volume, rompete la lievitazione, reimpastate velocemente, date la forma e mettetela di nuovo a lievitare coperta da un panno.
Cuocete in forno caldo a 200° per 30/40 minuti o fino a quando il fondo non suonerà vuoto.

mercoledì, aprile 02, 2008

Vellutata di porri, ceci e mandorle



Il mio amore per i porri - e i cavoli e tutto quel che non è propriamente anonimo e asettico ;-) - è ben risaputo anche dai vicini di casa i quali mi fan la guerra a suon di fettine panate e brasati messi a cuocere la domenica alle 8 del mattino ;-DD
Prima o poi il vicino, che già si lamenta di un'antenna satellitare (nascosta da un paio di piante e da un giardino privato) che vede dal balcone solo se si sporge, verrà a chiedermi di smetterla di ammorbar l'entrata con l'odor di cucina.

Nata in un momento di confusione da frigorifero paragonabile solo a quella da "quali scarpe mi metto oggi", è una vellutata decisamente dal gusto dolce che può esser smorzato da una spolverata di tekka o di paprika. Adatta ai momenti di passaggio come autunno e inverno grazie anche alla presenza dei fermenti del miso e alle serate ancora frescoline, è velocissima da preparare e può essere servita anche a temperatura ambiente. Non c'è olio perché sostituito dalla crema di mandorle.

3 porri
3 cucchiai di fiocchi di ceci (o 1/2 tazza di ceci già cotti)
1 cucchiaio colmo di crema di mandorle
acqua qb
sale
tekka o paprika
1 cucchiaino di miso bianco a testa

Lavate bene e affettate molto sottili i porri compresa la parte verde. Metteteli in una pentola con un pizzico di sale e due cucchiai d'acqua, chiudete con il coperchio e fateli stufare. Unite acqua fino a coprire e aggiungete i fiocchi di ceci. Fate cuocere per 15 minuti, unite la crema di mandorle e frullate fino a ottenere una crema molto liscia. Sciogliete il miso in un dito d'acqua tiepida e unitelo alla vellutata fuori dal fuoco. Spolverate di tekka o paprika prima di servire.

lunedì, marzo 31, 2008

Insalata dolce amara



Una serie di fine settimana (e settimane...) impegnativi e l'ora legale mi rendono più simile a un duna diesel che a un essere umano ;-DD
Alzarsi la mattina di nuovo con il buio non mi piace moltissimo, ma tant'è...non ci posso far nulla se non trovare il sistema migliore per adattarmi ovvero un po' di macrobiotica più mirata.

Umeboshi, alghe e riso integrale in dosi massicce anche al mattino (vedo le vostre facce schifate...;-))) e visto che il clima si sta riscaldando di nuovo un'insalata con un bel gioco di sapori dolce (mandorle), amaro (radicchio), piccante (cipollott) e acidulo (ume).
Al posto dell'olio ho fatto una salsa con la crema di mandorle: la trovate nei negozi bio abbastanza facilmente, ma in caso contrario potete usare anche la tahina.

tanto bel radicchietto amaro
1 cipollotto fresco
1 cucchiaio di erbe fresche (maggiorana, timo...) tritate finissime
2 cucchiai di crema di mandorle
5 cucchiai d'acqua
1 cucchiaio di acidulato di umeboshi

Pulite il radicchio e affettate a velo il cipollotto.
Miscelate gli altri ingredienti in un mixer e condite l'insalata. Non ci dovrebbe essere bisogno di sale visto che l'acidulato di umeboshi è abbastanza salato di suo.

giovedì, marzo 27, 2008

Lenticchie e cime di luppolo



Lo so ... devo smetterla di parlar del verduriere ;-DDD
Ma quell'uomo sta diventando un vero mito per me: sabato mi ha messo nella borsa della spesa, insieme a dei cipollotti rossi bellissimi, un mazzetto di cime di luppolo prima dandomi la definizione in dialetto (che non mi ricordo nella maniera più assoluta) e poi la traduzione.

Noto soprattutto perché base delle birra, il luppolo cresce in modo spontaneo e in primavera se ne raccolgono le cime per farne frittate o minestre, mentre i fiori (femmine...;-)) si raccolgono alla fine dell'estate.
Le cime han un gusto leggermente amarognolo e son ottime anche ripassate in padella.
Se non le trovate potete sostituirle con le cime delle ortiche che da aprile in poi si possono raccogliere nei prati, magari lontani dalle strade ;-))
Un ottimo mix di sapori tra il piccante del cipollotto, il dolce delle lenticchie e l'amarognolo del luppolo.

Un mazzo di cime di luppolo/ortiche
150 gr di lenticchie tipo Castelluccio
1 cipollotto
2 cucchiai d'olio extra vergine
sale
maggiorana fresca

Mettete a bagno per mezz'ora le lenticchie e scottate le foglie di luppolo in acqua bollente per qualche secondo. Tritare il cipollotto saltatelo nell'olio con le cime di luppolo per 5 minuti.
Scolate le lenticchie, mettete in una pentola, copritele di acqua fredda e cuocetele fin quando non saranno tenere.
Saltate lenticchie e luppolo insieme per qualche minuto e servite con della maggiorana fresca tritata finissima.

martedì, marzo 25, 2008

Vellutata di fave secche



Certo se la facevo con le fave fresche diventava molto più verde, ma il verduriere non le aveva (aveva invece una robina strana che vedrete nei prossimi giorni ;-)) e quindi mi son diretta dal mio spacciatore di legumi a far scorta.

Le giornate portano ancora a una voglia di qualcosa di caldo verso sera e quindi ne approfitto.
Meglio non eccedere in cibi troppo freddi o crudi soprattutto ora che il tempo non è stabile: si rischia di incamerare troppa energia fredda quando non ce n'è bisogno un effettivo bisogno e ritrovarsi a batter i denti appena spegneranno i riscaldamenti ;-D


Vero che l'entusiasmo per il cielo blu mi ha portato a iniziare il cambio degli armadi, come al solito troppo in anticipo: sabato giravo già senza le calze ;-)) ... oggi ho dovuto rimetterle sigh!

Questa vellutata di fave è perfetta anche per i dopo bagordi pasquali ... niente spezie, solo fave, tofu e del timo fresco.

200 gr di fave spezzate secche
3 cm di alga kombu
1 scalogno tritato
1 cucchiaio d'olio extra vergine
acqua qb
100 gr di tofu morbido
un cucchiaio di timo fresco tritato
un cucchiaino di miso a persona

Mettete a bagno le fave in acqua fredda con la kombu per 8 ore.
Sciacquatele bene, copritele di acqua e cuocetele in pentola a presisone per 20 minuti a partire dal fischio.
In un'altra pentola soffriggete lo scalogno nell'olio, unite le fave e saltate per qualche minuto.
Unite un paio di tazze d'acqua, salate e portate a ebollizone. Fuori dal fuoco unite il tofu morbido, il miso sciolto in un pochino di acqua tiepida e frullate con il frullatore a immersione fino a ottenere una vellutata.
Servite calda o tiepida con crostini di pane.

mercoledì, marzo 19, 2008

Pane con semini



Ed ecco il pane ai semini...
Molto simile ai pani neri tedeschi, è un pane pesante e abbastanza umido. Adatto a essere congelato a fette è perfetto per la colazione ed è pieno di oligoelementi e vitamine dovute alla presenta di semi di zucca, lino e girasole.

Si può fare sia con il lievito madre sia con il lievito normale, mettendo in conto una lievitazione lunga sia per la pesantezza delle farine sia per consentire l'inizio di una leggera fermentazione che lo rende (sembra una contraddizione ma non lo è) più leggero e digeribile.
Perfetto per la sua acidità in un periodo come quello primaverile in cui bisognerebbe limitare le farine e i grassi per alleggerire il fegato.

PS per pesantezza delle farine o del pane non intendo una pesantezza in digeribilità o in calorie ma semplicemente in una minor lievitazione delle farine integrali rispetto alle 0 o 00. ;-))

250 gr di farina integrale
250 gr di farina di segale
300 gr di acqua tiepida
1 cucchiaio abbondante di malto d'orzo
150 gr di pasta madre o 3 gr di lievito di birra secco
100 gr abbondanti di semi vari (girasole, zucca lino, sesamo....)
1 cucchiaino scarso di sale

Sciogliete il lievito madre nell'acqua in cui avrete messo anche il malto. Aggiungete a cucchiaiate le farine le farine e impastando con forza fino a ottenere un impasto liscio ed elastico.
Mettetelo in una ciotola unta e coperta con una pellicola. Lasciatelo in frigo per tutta una notte.
La mattina fate tornare l'impasto a temperatura ambiente, lavoratelo velocemente e aggiungete i semini e il sale.
Dategli la forma che preferite (io per comodità l'ho messo in una teglia da pancarrè) e lasciatelo lievitare fino al raddoppio.
Cuocetelo in forno caldo a 200° per 30/40 minuti. Risulterà più morbido se metterete nel forno una ciotola d'acqua in modo da aumentare l'umidità.

lunedì, marzo 17, 2008

Prima la Birmania... ora il Tibet



Di nuovo i monaci protagonisti e vittime della protesta pacifica nei confronti di un potere che non guarda in faccia nessuno e che sa di poter fare quello che vuole. Perché il mondo ufficiale volta facilmente lo sguardo e i giornali si distrarranno nel giro di pochi giorni con una nuova notizia. La Birmania è scomparsa dalle pagine dei giornali in meno di 15 giorni....

Inneggiare al boicottaggio sarebbe troppo semplice e come ha detto il Dalai Lama "colpirebbe solo i più deboli". E' del buddhismo la via della pace e della moderazione. Sempre e con chiunque.
La soluzione può esser l'invito al dialogo e a continuare a ricordare.
La completa responsabilità di non farlo e di scegliere la via del genocidio culturale deve essere lasciata totalmente sulle spalle della Cina e della comunità internazionale colpevole di un imbarazzante silenzio da più di 50 anni.


Leggere, continuare a informarsi, non tacere e non dimenticare è un modo.

http://www.freetibet.org

http://www.dalailama.com
http://www.lorenzoc.net
http://yogasutra.areablog.it/

Prendo in prestito ancora una volta la foto a Lu di Vicino e Lontano: le sue immagini lasciano stupefatti.

Crema di cocco e mandorle



Avevo detto pane ai semini???
Ho cambiato idea: un dolcino veloce e di grandissima soddisfazione!

Sarà che sto sentendo sempre più la primavera e quindi cambio idea.
E' un periodo di grande energia (nonostante alcuni eventi non proprio positivi :-)): non fa troppo caldo, ci son tante cose da fare e tante da non fare e riposare, il mio mini giardino pensile è tutto in fioritura, persino le carnivore paiono voler uscire dal loro coma invernale e comincio a veder avvicinarsi i giorni di vacanza tra marzo/aprile e maggio.

Un dolce per compensare la voglia di salato e acido che mi prende sempre in primavera: il fegato è in pieno risveglio e può sbarellare facendoci sentire più stanchi o più nervosi del solito.
Una colazione tranquilla con una tazza di té, un dolce morbido e cremoso e magari una finestra socchiusa a cambiar energia e aria alla stanza, è un bel modo per coccolarsi.

200 ml di latte di soia
200 ml di latte di cocco
1 cucchiaio colmo di crema di mandorle bianca
1 cucchiaio e mezzo di sciroppo d'acero o 2 di malto di riso
1 cucchiaino scarso di agar agar in polvere

Scaldate i due latti e usando una frusta sciogliete bene la crema di mandorle, lo sciroppo d'acero e l'agar agar. Fate sobbollire per 5 minuti e poi versate negli stampini. Fate raffreddare e servite a temperatura ambiente o dopo un breve periodo in frigo.
Può sembrar che lo sciroppo d'acero/malto sia troppo poco...assaggiate, latte di cocco e crema di mandorle son molto dolci.

mercoledì, marzo 12, 2008

A volte ritornano: i lunch box




Non che se ne siano mai andati, ma finalmente è ritornata anche la luce al mattino e si possono fotografare ;-))

Almeno 3 su 5 dei pasti che faccio in ufficio (munito di cucina!) son autoprodotti e in questa settimana i finocchi hanno spopolato visto che ne avevo preparato un quintale per una cena e come al solito ho sopravvalutato le capacità mangiatorie degli invitati: capita quando si pensa che tutti mangino come te e non come degli uccellini ;-DD

Lunch box sopra
purea di fave con catalogna ripassata e finocchi al limone

Lunch box sotto
Passato di verdure con le stelline (che non si vedono ;-)) e finocchi al limone

Il tutto accompagnato dal pane ai semini che non ho fotografato e che ritroverete lunedì ;-))

Hamburger di riso, orzo e piselli



E stamattina è arrivata la primavera sul serio!
Mi spiego: per me la primavera inizia non quando cambia il tempo o il 21 di marzo, ma quando comincio ad alzarmi con la luce. Mi alzo molto presto e fino a ieri era buio o quasi, stamattina brillava il sole!
Lo so che durerà solo fino all'ora legale, ma me lo godo!

Un hamburger verdolino è quello che ci vuole con tanto riso e orzo che son i cereali perfetti per la primavera con la loro energia leggera ed equilibrata.
I piselli son tra le poche cose che compro surgelati e che mi rifiuto di comprare freschi perché odio sgranarli e soprattutto ho preso un sacco di fregature ;-D.

1/2 tazza di riso integrale
1/2 tazza di orzo perlato
1 tazza di piselli surgelati
3 tazze di brodo vegetale
2 cucchiai di tofu morbido
2 cucchiai di lievito alimentare in scaglie
1 cucchiaino di nori in polvere
1 cucchiaio di olio extra vergine

Sciacquate il riso integrale e versatelo nel brodo vegetale bollente. Dopo una ventina di minuti unite l'orzo, i piselli e fate cuocere fino a quando tutto non sarà molto morbido e il brodo non sarà assorbito.
Fate raffreddare. In una ciotola mischiate con le mani riso, orzo, piselli e tutti gli altri ingredienti fino a ottenere un impasto da polpette.
Fate degli hamburger e cuoceteli su una piastra bollente e leggermente unta.

lunedì, marzo 10, 2008

Crema di cavolfiore e ceci



Piove piove piove da giorni!
Roba da rimanere in casa a guardare il giardino e le mie piantine sul davanzale ;-)




Giornata da zuppa e da divano.
Però è lunedì e mi aspetta un pomeriggio gironzolone mi accontento di godermi la zuppa e di dare sferzatina al mio ghirosissimo umore primaverile con i fermenti del miso.

1 cavolfiore
100 gr di ceci secchi
2 scalogni
1 carota
brodo vegetale qb
2 cucchiai di olio extra vergine
1 cucchiaio scarso di miso bianco a testa
3 cm di alga kombu
gomasio qb

Mettete a bagno i ceci la notte prima in acqua fredda con la kombu.
La mattina dopo, sciacquateli e cuoceteli in pentola a pressione per 20 minuti.
A parte tagliate a cimette il cavolfiore e affettate lo scalogno e la carota. Scaldate l'olio in una pentola dai bordi alti, unite scalogno e cipolla e fate cuocere fin a quando non diventano trasparenti. Unite il cavolfiore, i ceci, coprite di brodo vegetale e lasciate cuocere fino a quando tutto non sarà molto morbido. Frullate con un frullatore a immersione e fuori da fuoco unite il miso bianco e servite con una leggera spolverata di gomasio.

giovedì, marzo 06, 2008

Tempeh, zucca e dukka



Quella che ho trovato sabato potrebbe essere una delle ultime zucche buone della stagione (sigh!) e così ne ho fatto soprattutto gnocchi e vellutata. Con una fettina però ho reso il tempeh una cosa da urlo ;-D

E visto che c'ero ho fatto anche un bel barattolo di dukka.
A volte, da vera dory, mi dimentico persino le ricette che preferisco e questa è una.
La dukka è fantastica anche solo con una fetta di pane buono e olio extra vergine, ma sulla zucca compensa ed esalta il sapore dolce.

1 confezione di tempeh
200 gr di zucca pulita
1 scalogno
1 cucchiaino di dukka
2 cucchiai di olio extra vergine
1 cucchiaio d'acqua
1 cucchiaino di aceto balsamico tradizionale

Tagliate a pezzettini piccoli sia il tempeh sia la zucca. Affettate sottile lo scalogno. Miscelate olio, acqua, aceto e dukka.
In una teglia mettete tempeh, scalogno e zucca e mescolateli bene al condimento. Cuocete in forno a 180 per 30 minuti facendo attenzione a non bruciacchiare troppo zucca e tempeh. Potete anche cuocere il tutto in padella. Ottimo tiepido o freddo o saltato con il riso integrale.

martedì, marzo 04, 2008

Orecchiette e catalogna



Adoro i mercati ... soprattutto perché il sabato mattina prestissimo mi consentono di scorrazzare tra verdure, pasta fresca e sacchi di legumi prima che inizino i miei impegni da marzo furioso ;-D ed evitarmi i supermercati.

Le orecchiette sono una fissazione da anni, una collega mi ha viziato per anni portandole fresche almeno una volta a settimana: sua mamma per evitar la noia faceva orecchiette a chili!
La catalogna poi fa parte di quelle verdure amarognole che son perfette per la primavera e per il fegato.

300 gr di orecchiette fresche
1 cespo di catalogna piccolo
1 spicchio d'aglio
1 peperoncino
1 cucchiaio di pane grattuggiato
1 cucchiaio di lievito alimentare in scaglie
1 cucchiaino di dukka (opzionale)
3 cucchiai di olio extra vergine
sale

Lavate e tagliate a pezzetti la catalogna. Mettetela in una pentola con un pizzico di sale, acccendete il fuoco e coprite con un coperchio. La verdure tirerà fuori la propria acqua e si cuocerà. In una padella mettete l'olio, l'aglio e il peperoncino e fate scaldare, unite il pan grattato, il lievito e la dukka e infine la catalogna cotta. fate saltare per qualche minuto e condite le orecchiette che avrete bollito a parte.

giovedì, febbraio 28, 2008

Seitan in carpione



A volte capisco quando mi dicono che son matta ;-)
E in effetti l'odorino di aceto che pervade casa da un paio di giorni me ne dà conferma.

Antefatto: ho vissuto parte della mia vita con un padre che stravede per il pesce e le verdure in carpione (e con una madre che lo detesta a dir poco ;)) e che la domenica d'estate lo andava a comprare apposta in una rosticceria vicino a dove trascorrevamo le vacanze. Ho detestato il carpione fino ai vent'anni per poi scoprire che invece è ottimo.
L'altro giorno stavo spiluccando un libro molto divertente e ho avuto una fulminazione....faccio il carpione con il seitan ;-D

Nel carpione il seitan (o il pesce o le verdure) devono essere fritte ... non chiedetemi se si può fare in altro modo: la risposta è assolutamente no.
La frittura crea una protezione all'alimento principale e vien resa più leggera proprio dalla lunga marinatura in aceto o vino che essendo acidi rendono i grassi più digeribili. In più l'equilibrio di energie è perfetto. Se non si frigge...non è carpione, è qualcos'altro.
Sulla storia del carpione potete trovare interi libri e numerose pagine in rete.
E' perfetto in estate mangiato freddo o in inverno a temperatura ambiente.

Ora sulla mia cucina giganteggia un pirex (con coperchio!) con tanto bel seitan in carpione. Slurp!

250 gr di seitan
pangrattato qb
4 cucchiai di farina integrale
1/2 tazza di latte di soia
1 cipolla rossa
1/2 costola di sedano
2 cucchiai d'olio extra vergine
3 cucchiai di uvetta
1 cucchiaio di malto di riso
1/2 bicchiere di aceto rosso di Chianti (o quel che volete a patto che sia di qualità)
1/2 bicchiere d'acqua
olio di sesamo per friggere

Tagliate a tocchetti il seitan, infarinatelo, passatelo nel latte e poi nel pangrattato e infine friggetelo come una normale cotoletta.
Scolatelo su carta da cucina e mettetelo in una teglia di pirex.
Nell'olio stufate la cipolla affettata sottile e il sedano (a me non piace quindi ne ho messo pochissimo, ma potete aumentarne la quantità), aggiungete l'uvetta, l'aceto, l'acqua e il malto e fate sobbollire per 10/15 minuti o fin quando non si sarà ridotto della metà.
Versate la marinata calda sul seitan, coprite con un coperchio e lasciate a riposare per almeno 1 giorno. Dopo due giorni è ancora più buono e si conserva per almeno una settimana.
Se volte un carpione meno aggressivo potete usare dell'aceto bianco o del vino bianco.