lunedì, maggio 29, 2006

Mash di patate e cipolle caramellate



Questo può essere un ottima alternativa alla polenta per le polpette di venerdì.
Corretto abbinamento delle patate con una verdura dolce come le cipolle e una proteina animale ovvero equilibrio fra sodio (merluzzo) e potassio (patate...oltre alla loro ben nota acidità) e coccola per lo stomaco con le cipolle caramellate.
Il discorso su patate, pomodori e melanzane ovvero solanace&C ve l'ho fatto talmente tante volte che avreste dovuto impararlo ;-DDD Vi dico solo una cosa la macrobiotica è la ricerca di equilibrio in tutto.

3 patate
3 cipolle rosse
2 cucchiai di malto
2 cucchiai di olio
1 cucchiaio di acidulato di riso o aceto di mele
sale
pepe rosa

Affettate sottili le cipolle e mettetele in una pentola con l'olio, un pizzico di sale e due cucchiai di acqua. Dopo dieci minuti aggiungete l'acidulato e il malto e fate cuocere a fuoco dolce fino a quando le cipolle non avranno assunto la consistenza di una crema e si saranno scurite.
A parte bollite le patate, pelate e schiacciatele con una forchetta o lo schiaccia patate (no blender o passaverdure). In una padella mettete un filo di olio e versatevi le patate e poi le cipolle. Mescolate bene, correggete di sale, macinate qualche bacca di pepe rosa e servite tiepide.

venerdì, maggio 26, 2006

Polpette di pesce e polenta: una follia pre-estiva






















E' la mia polpetta pacman!!! E la mia versione dei terribili bastoncini di merluzzo che sono stati uno dei miei pochi contatti con il pesce fino ai 12 anni.
E un insieme abbastanza yang e riscaldante, ma sono entrambe ottime per lo stomaco e per i bambini, morbide e tiepide. Le polpette potete sia friggerle sia cuocerle in forno e accompagnarle con del basmati integrale o con una purea di fave. In più sono veloci da fare e si può usare il merluzzo surgelato.
Io ho fatto la polenta che con un clima non invernale pare un assurdo ma io ci vado matta e sono capace di mangiarla anche a ferragosto (magari abbrustolita sulla griglia).

Di norma ne faccio una quantità industriale in modo da poterla riutilizzare i giorni seguenti tagliandola a fette e scaldandola in una padella.

400 gr di merluzzo fresco
1/2 spicchio di aglio
3 cucchiai di prezzemolo tritato
1 cucchiaio di senape dolce
2 acciughe
4 cucchiai di latte di cocco
1 cucchiaio di salsa di soia
2 cucchiai di pistacchi di bronte
2 fette di pane vecchio
1 cucchiaio di fiocchi di avena

400 gr di farina di mais integrale
1.5 litri di acqua
1 cucchaio di olio extra vergine
1 cucchiaio di sale grosso

Avviate la polenta nell'apposito paiolo elettrico, nel bimby o in una normale e capace pentola: fate bollire l'acqua con olio e sale, poi versate a pioggia la farina e cuocete per 40 minuti continuando a mescolare.
In un mixer triturate grossolanamente pistacchi, pane e fiocchi d'avena e mettete da parte. Nello stesso mixer metter tutti gli altri ingredienti e frullare fino a ottenere un composto morbido, ma compatto. Con il composto di pesce fate tante polpettine e passatele nel mix di pane, pistacchi e avena in modo da fare una bella copertura. Friggetele in olio di sesamo (o in forno a 180° rigirandole un paio di volte) e servitele subito con la polenta.

giovedì, maggio 25, 2006

Tofu strapazzato



E' un classico della cucina "veloce" vegana e macrobiotica.
L'aspetto inganna sul serio e si può scambiare per uova strapazzate ;-) il gusto e gli effetti non sono però quelli delle uova. A me piacciono pure la mattina e a temperatura ambiante. Ottime per il mitico "brunch da milanese" o quando avete bisogno di svuotare il frigo. Al contrario delle uova, il tofu si conserva per un paio di giorni..si può fare anche senza verdure.

Questi splendidi (mi piacciono esteticamente ;-)) gallino-prodotti sono una delle cose più yang e contraente che sia in giro. Andrebbero mangiate con molto moderazione e non solo per un discorso di colesterolo, ma perché tendono a irrigidire il corpo e a intasare il fegato. Vi ritrovare con problemi di muscolatura contratta, dolori cervicali o simili: ditemi quante uova mangiate in una settimana e ricordate di leggere le etichette (valgono anche le uova in polvere...) ;-DD

1/2 panetto di firm tofu
4 zucchine
1 scalogno
1 cucchiaino di curcuma
2 cucchiai di olio extra vergine
sale
pepe

Affettate sottile lo scalogno e stufatelo in padella con l'olio. Unite le zucchine tagliate a julienne e saltatele per qualche minuto. A parte sbriciolate il tofu con le mani e poi aggiungetelo alle zucchine. Fate cuocere per 5 minuti e infine unite la curcuma. Mescolate delicatamente in modo che tutto assuma un bel colore giallo, aggiustate di sale e pepe macinato al momento.

mercoledì, maggio 24, 2006

Caponata di carciofi



Questa la si fa la sera e la si mangia il giorno dopo, pena il perdersi il vero sapore di questa caponata. Perfetta in questi giorni in cui le temperature paiono impazzite e a Milano mancano i monsoni per avere un perfetto ambiente Viet Nam...ma entro mattinata sarò accontentata.

Quando ho visto i carciofini freschi mi è venuta in mente questa ricetta, merito di un'altra coqui di ferro la sicililiana Cindy, che conto di conoscere entro pochi giorni ,-)).
Macrobioticamente modificata (ho tolto pomodori e zucchero) è un ottimo contorno oppure un pranzo da ufficio. Si conserva tre giorni in frigo migliorando sempre di più.

15 carciofini freschi
2 cipolle rosse medie
1 sedano
1 cucchiaio di malto di riso
3 cucchiai di olio extra vergine d'oliva
2 cucchiai di acidulato di riso o aceto di mele
una manciata di capperi sotto sale
una manciata di olive nere denocciolate
qualche foglia di basilico
acqua qb
sale

Pulite e tagliate a spicchi i carciofi, immergendoli in una soluzione di acqua e limone per evitare che anneriscano. Stufateli in 1 cucchiaio di olio con un pizzico di sale aggiungendo acqua se si asciugassero troppo. Toglieteli dalla pentola e metteteli in una zuppiera. Affettate le cipolle e il sedano e stufateli nell'olio rimasto, con un pizzico di sale e qualche cucchiaio di acqua. A cottura quasi ultimata unite l'acidulato, il malto, i capperi e le olive. Fate cuocere per altri dieci minuti e poi metteteli nella medesima zuppiera dei carciofi. Mescolate, aggiungete il basilico spezzettato con le mani e mettete in frigo o al fresco per almeno 24 ore. Servite a temperatura ambiente.

martedì, maggio 23, 2006

Pane d'avena



In questi giorni sono alla ricerca di ricette di pane sfiziose e non troppo elaborate perché ho poco tempo o meglio troppo da cucinare.
Mi serviva un pane che lievitasse mentre stavo facendo altro e fosse pronto per la cena e mi sono venuti in aiuto i soliti americani: rivista e corretta questa è la ricetta di Nic di Bakingsheet.
Questo pane ha un profumo e un sapore delizioso ed è perfetto a colazione.
Ho usato i fiocchi d'avena precotti ma potete sostituirli con quelli piccoli... per chi non lo sapesse i fiocchi d'avena vengono venduti in diverse "pezzature", grandi, medi e piccoli.
Evidente che la pasta madre viene solo rinfrescata e ripiazzata in frigo in attesa di fine settimana pigri e senza sole (spero molto rari) ... in caso contrario farà vacanza ;-D

2 tazze e 1/2 di farina integrale
1/2 tazza di fiocchi d'avena precotti
3 gr di lievito di birra secco
1 tazza di acqua tiepida
1 cucchiaino di sale
3 cucchiai di malto d'orzo

Miscelate in una ciotola farina e fiocchi d'avena e unite il lievito secco. Sciogliete il malto nell'acqua e unite il tutto alla farina. Impastate unendo alla fine il sale. L'impasto risulterà molto appiccicoso. Ungete uno stampo da pancarré o pluncake, versateci l'impasto e livellatelo con un cucchiaio bagnato. Coprite con una pellicola e lasciate lievitare in luogo tiepido fino a quando non avrà raggiunto il bordo dello stampo. Distribuite un cucchiaio di fiocchi avena sulla superficie e infornate a 200° per 30 minuti, poi togliete dallo stampo e rimettete in forno per altri dieci minuti così da cuocere bene anche il fondo.

lunedì, maggio 22, 2006

Focaccine di compleanno



Tutte per Sandrina... per il compleanno mancato causa tempo orrendo e grigissimo!!!! Sigh! Mi farò perdonare ;-DD
Lo so che sei a dieta ma l'unica cosa che era rimasta in dispensa era la farina...
Solita ricetta..stavolta con il rosmarino. Ho ricavato delle focaccine dal primo impasto e messe a lievitare dopo averle cosparse con la mistura di acqua e olio.

venerdì, maggio 19, 2006

Un anticipo d'estate: il cus cus



Qui fa un caldo da luglio...come al solito siam passati dai 15° ai 28° senza soluzione di continuità. Mi è così venuta voglia di un piatto che non mi costringesse ai fornelli per più di 30 minuti e fosse buono anche nei prossimi giorni. Ne ho fatto un quintale ;-D).
Son poi riuscita a trovare un cus cus integrale buonissimo alla Bottega equo-solidale (cosa che mi è valsa anche un incontro e pranzo con Piperita) e zucchine italiane ... il cus cus è poi ottimo per lo stomaco soprattutto se non viene piazzato in frigo e non ci si mettono i pomodori ;-D . Ideale per pic nic e pranzi da ufficio.

1 tazza di cus cus integrale
1 tazza di acqua bollente
2 cucchiai di olio di sesamo
4 zucchine piccole
100 gr di ceci cotti
1 cucchiaio di tahina (pasta di sesamo)
2 cipollotti rossi
1 cucchiaio di semi di sesamo tostati
sale
2 foglie di basilico
1 cucchiaino di timo e maggiorana freschi

Mettete il cus cus in una ciotola, aggiungete acqua bollente, un pizzico di sale, 1 cucchiaio di olio e coprite con uno strofinaccio. Dopo una decina di minuti sgranate per bene la semola con una forchetta o con le mani.
A parte fate stufare le zucchine e i cipollotti affettati sottili con 1 cucchiaio di olio e 1/2 bicchiere di acqua. A cottura ultimata unite la pasta di sesamo, salate e mescolate delicatamente. Unite le zucchine e i ceci al cus cus e in finale il sesamo e le erbe aromatiche.

giovedì, maggio 18, 2006

Pasta con i cavolfiori




















Pasta di ispirazione siciliana (lì li chiamano broccoli ma dalle mie parti son cavolfiori) che ben si adatta ai discorsi sulla cura per lo stomaco fatti ieri.
Il cavolfiore è una verdura dal gusto dolce, ricca di vitamine, sali minerali e considerata da molti un cibo-salvacancro. Una cottura lenta e stufata insieme alla cipolla lo rende adattissimo a stomaci sofferenti, in più la pasta ricca di amido aiuta a ridurre i problemi di acidità. Pochissimo olio e qualche stimmo di zafferano, niente pepe o spezie piccanti.
Dalla foto si notano i due tipi di pasta...artigianale e integrale: non ne avevo abbastanza di ognuna ;-DDD

200 gr di pasta corta
1/2 cavolfiore medio
2 cucchiai di olio
1 cipolla grossa
3 stimmi di zafferano
1 cucchiaio di pinoli
1 cucchiaio di uvetta
1 manciata di pane grattato o fiocchi d'avena
sale

Pulite il cavolfiore, tagliatelo a cimette e cuocetelo in acqua bollente (e conservate l'acqua). Affettate la cipolla e stufatela in una padella con l'olio, un pizzico di sale e un paio di cucchaiai di acqua. Una volta cotta aggiungete il cavolfiore, frantumatelo con una forchetta, copritelo con acqua calda (usate l'acqua di cottura) a filo e fate cuocere coperto. Dopo una decina di minuti unite l'uvetta, i pinoli e gli stimmi di zafferano e fate cuocere per altri dieci minuti aggiungendo acqua se necessario. Nel frattempo cuocete la pasta nell'acqua di cottura dei cavolfiori.
Scolatela, gettatela nella pentola del sugo, saltatela per un attimo e aggiungete il pane grattato. Ripassata il giorno dopo in forno è una libidine....

mercoledì, maggio 17, 2006

Macro crème...




















Non sapevo che nome dare a questo esperimento ma l'aspetto è quello di una crème brulé solo che è un crema di riso ...

Negli ultimi tempi mi capita di incontrare o sentire sempre più persone che hanno problemi all'apparato digerente, dalla banale cattiva digestione alla gastrite a patologie più gravi. Ho quindi avuto voglia di fare un dolce da colazione per coccolare lo stomaco e di scrivere due righe (circa...) su proprio su stomaco&co.
Per amor di precisione l'apparto digerente inizia con la bocca e finisce con l'intestino, ma mi limiterò a esofago e stomaco e sarò breve.
Sono organi legati all'elemento Terra, sono i magazzinieri del corpo, quelli che smistano i nostri rifornimenti e dalla loro condizione si può dedurre il rapporto che abbiamo con il mondo fisico. Digeriamo gli alimenti ma anche il mondo che ci circonda. Lo stomaco di per sè è un organo molto forte che si ammala solo dopo anni di trascuratezza, ma quando lo fa si fa sentire in modo doloroso e ci vuole pazienza e tempo per curarlo. Certo è più rapida una pastiglia di antiacido...

Lo stomaco predilige i cibi morbidi e caldi e odia il freddo in tutte le sue forme (bibite ghiacciate e troppa verdura e frutta cruda) e ama il gusto dolce, che non vuol dire zucchero. Quest'ultimo infatti andrebbe eliminato e non fa nessuna differenza se si parla di zucchero di canna o miele. Perfetti sono i cereali come il riso e il miglio, le verdure come le cipolle, i porri o le carote. Meglio se cotti a lungo o stufati, le insalate o i cibi piccanti riservateli all'estate e non esagerate. Le minestre e le zuppe con tanti legumi, anche tiepide, sono perfette soprattutto per aprire i pasti. Ovviamente no ai latticini e agli insaccati ;-)

... e ora la ricetta. La consistenza è più cremosa e appiccicosa di quella di una crema tradizionale e più simile al mochi. Perfetta a colazione appena tiepida. E' molto nutriente (nel senso che riempie per bene non che fa ingrassare), evita i cali di zucchero a metà mattina e può essere fatta sia con il riso dolce glutinoso sia con il riso integrale.

1 tazza di riso glutinoso
2 tazze di latte di soia o riso senza zucchero
1 tazza di acqua

4 cucchiai di malto di riso
1 pugno di uvette
1/2 cucchiaino di zafferano in polvere
un pizzico di sale

Sciacquate e mettete in ammollo il riso in acqua fredda per un paio di ore... io l'ho abbandonato la mattina e cucinato la sera. Scolatelo e mettetelo in una casseruola con il fondo spesso insieme al latte di soia all'acqua e a un pizzico di sale. Fate cuocere, mescolando di tanto in tanto (occhio: brucia facilmente) per un'ora o fino a quando il riso non sarà completamente disfatto. La consistenza dovrà essere quella di una crema molto densa quindi se si asciugasse troppo in cottura aggiungete del liquido. Potete anche frullarlo per avere una crema più liscia. Aggiungete il malto, le uvette e lo zafferano. Mescolate bene e assaggiate per valutare il gusto dolce.
Versatelo in una tortiera unta e passatelo in forno sotto il grill per qualche minuto.
Quest'ultimo passaggio non è necessario e potete limitarvi a gustare la vostra crema di riso così com'è. Resiste per tre giorni e si conserva in frigo.

martedì, maggio 16, 2006

Marmellata di limoni



Prima o poi finirò su una foto segnaletica come ladra di limoni e salvia ;-DD ....(oddio mia madre provvede sempre ad avvisare i depredati!).
Con tanti limoni biologici sul serio e molto profumati non potevo non provare a fare al marmellata di limoni. La dose è per due barattoli piccoli, l'agar l'ho messo per sicurezza visto che non mi fidavo molto del grado di addensamento di questa marmellata: potete anche non metterlo e sostituirlo con qualche fetta di mela.

300 gr di limoni
100 gr di succo di mela
150 gr di malto di riso
la punta di un cucchiaino di agar agar
un pugno di mandorle
qualche foglia di rosmarino

Lavate bene i limoni, tagliateli a spicchietti ed eliminate i semini.
Metteteli in una pentola con il fondo spesso, unite il succo di mela, il malto e il rosmarino. Fate cuocere per 40 minuti, mescolando di tanto in tanto fino a quando i limoni non saranno morbidi. Con un frullatore a immersione frullate il composto in modo da disfare ulteriorimente le bucce dei limoni, aggiungete le mandorle tritate a coltello e l'agar. Cuocete ancora per una decina di minuti. Controllate il grado di addensamento (se è troppo densa, aggiungete succo di mela e fate bollire per qualche minuto) e poi invasate bollente in vasetti di vetro che avrete prima lavato e sterilizzato. Chiudete con capsule nuove e girate a testa in giù in modo che si formi il sottovuoto.

lunedì, maggio 15, 2006

Furto fritto: la salvia



Se non siete a Milano dove cresce la vostra piantina, la vostra vicina di casa ha una salvia enorme con foglie giganti, la vostra vicina non c'è e non ci sarà per un mese, cosa fate????
beh io raccolgo le foglie...e mi faccio la salvia fritta.
A questo si aggiunge il fatto che sabato sera pioveva a dirotto e la temperatura era scesa sotto i 15° (ho acceso il camino...) e quindi tutto sembrava dirmi che dovevo friggere la salvia: la macrobiotica consiglia il fritto soprattutto quando fa freddo con lo scopo di riscaldare il corpo ;-DDD

30 foglie di salvia grandi
6 cucchiai di farina integrale
acqua frizzante fredda qb
olio di sesamo o di arachidi bio

Lavate e asciugate per bene la salvia. Preparate una pastella densa con farina e acqua frizzante e mettete a riposare in frigo per una mezzora. Scaldate in una pentola fonda abbondante olio. Intingete le foglie di salvia nella pastella e poi mettele nell'olio. Giratele con una forchetta in modo che friggano uniformemente. Toglietele dalla pentola e fatele asciugare su alcuni strati di carta da cucina. Sarvitele caldissime.
Per un buon fritto:
olio abbondante...mai lesinare pena un fritto cattivo e pesante
olio buono...prediligo l'olio di sesamo o quello di arachide ma assicuratevi che sia biologico, altrimenti optate per un buon olio d'oliva
sale solo alla fine...altrimenti si ammoscia, il sale tira fuori l'acqua dai cibi e pure dai fritti ;-)

giovedì, maggio 11, 2006

Focaccia integralissima e veloce



...quasi veloce ;-)) sull'onda del pane della signora Grant...la focaccia!
Capita anche ai macrobiotici più ferrei di aver voglia di focaccia così come ai proprietari di frigoriferi più pieni (e di pasta madre arzilla) di non aver una briciola di pane in tutta casa e ospiti in arrivo.
Questa se la pensate alle 16 (anche le 17) alle 20 la sfornate calda calda.

Tutta farina integrale e pochissimo lievito....olio e olive però non la rendono leggera ;-D basta non mangiarsi anche la dose dell'ospite. Ottima il giorno dopo, credo visto che a me non è mai avanzata.
Se la fate con la farina 0 si alzerà ancora di più....

500 gr di farina integrale
8/10 gr di lievito di birra fresco (4 gr di quello secco)
30 gr di olio extravergine d'oliva
270 gr di acqua

Miscela per la superficie:
2 cucchiai di olio extra vergine d'oliva
2 cucchiai di acqua
una manciata di olive nere denocciolate

sale grosso

Sciogliete il lievito in mezza tazza di acqua e due cucchiai scarsi di farina (tolti dal totale) in modo da ottenere una pappetta liquida. Lasciate in luogo tiepido per una ventina di minuti o fino a quando non farà la schiuma (così valutate anche l'efficienza del vstro lievito).

Unite il composto al resto dell'acqua, intiepidita, all'olio e alla farina. Lavorate il tutto per una decina di minuti fino a ottenere un impasto morbido ed elastico e mettetelo in una ciotola unta, coprite e fate lievitare in luogo caldo fino al raddoppio.
Prendete l'impasto e stendetelo in una teglia unta d'olio e con le dita praticate tanti buchini. Distribuite le olive e con un pennello da cucina cospargete la superficie della focaccia con la miscela composta da acqua e olio. Coprite con uno straccio umido e fate lievitare per 30 minuti.
Cospargete di sale grosso e fate cuocere 20/30 minuti in forno già caldo a 200°.

mercoledì, maggio 10, 2006

Il MEME del frigo



Avevo scritto a Cannella che avrei aderito al meme del frigo solo dopo aver fatto la spesa perché in quel momento somigliava più a una grotta con eco (e qualche avanzo preistorico) che a un frigo. E quindi ecco il mostro in tutto il suo splendore.

Dati anagrafici: Whirpool firmato Ikea. Comprato dall'uomo "obbligato a esser macrobiotico almeno a cena" alla metà della metà del prezzo di listino. Una decina di anni ben portati e una sola revisione. Ha frigo e tre bei cassettoni congelatore, pulsante avviso guai e pulsante mega congelazione. Altissimo..per pulirlo bene uso la scaletta ;-)) L'esterno è un'ode al delirio di bigliettini, magneti e foto del nipotino.



Grado di riempimento: dipende dai giorni, dal sabato al mercoledì è la succursale del supermercato, dal giovedì comincia a esserci l'eco.

Cinque cose che non mancano mai:
a parte verdura (soprattutto cavoli) e limoni/lime?
tofu
olive/sottaceti in generale
senape di almeno due tipi differenti
umeboshi
birra

Quante volte all'anno lo sbrino:
il frigo mai perché no frost, il congelatore almeno ogni due mesi o quando i blocchi di ghiaccio diventano invadenti (devo cambiare la guarnizione ma sono molto pigra)

martedì, maggio 09, 2006

Il mochi



Il mochi è un grande classico della cucina tradizionale giapponese e della macrobiotica.
Si tratta di un rice cake fatto con particolare riso dolce o glutinoso cotto a lungo e poi ridotto in pasta.

Detto così pare semplice ma intorno al mochi c'è una tradizione antica testimoniata da molti artisti. Il mochi infatti viene preparato per il capodanno e tutta la famiglia partecipa alla mochitsuki (cerimonia di preparazione del mochi). Certo oggi le cose si sono velocizzate e ci sono macchine apposta ma la tradizione prevede la cottura del riso a vapore su telai in legno, poi la sua battitura in grandi mortai di pietra e con lunghi bastoni di legno inumiditi ripetutamente in quanto il riso tende a diventare molto appiccicoso. Una volta che il riso si è trasformato in una pasta morbida questa viene modellata in varie forme e servita con purea di azuki dolci.
Il mochi viene poi seccato in modo da essere conservato tutto l'anno.

Fa parte dei dolcetti di riso non molto amati dagli occidentali (tranne la petulante ovviamente) perchè non sono molto dolci (non contengono zucchero ;-)) e sono mollicci e appiccicosi.
Sono però una vera bomba di energia: ideali nei periodi di stanchezza, perfetti per le mamme che allattano e per chi è troppo magro. Si trovano in molti supermercati biologici e di prodotti etnici.
Si può provare anche a farli in casa utilizzando sia il riso glutinoso sia il riso integrale...tutto sta nel trovare un mortaio di pietra, un lungo bastone, tanto tempo e tanta pazienza....

Come cuocere e mangiare il mochi:

Il mochi viene venduto sotto forma di mini mattoncini bianchi o ambrati a seconda del riso usato e non consiglio a nessuno di provare a masticarli..pena lunghe sedute dentistiche.
Può esser cotto in padella o in forno fino a quando non si gonfia e diventa morbido oppure bollito in acqua per qualche minuto.
Si può servire dolce con malto o sciroppo d'acero oppure fatto a quadratini e messo nella zuppa di miso o in una minestra o fritto e condito con salsa di soia.

lunedì, maggio 08, 2006

Asparagi macro



La stagione degli asparagi per i miei gusti è troppo corta...così come quella dei cavoletti e delle zucche.
L'asparago è però una verdura molto yin e quindi è consigliabile non divorarne quantità industriali quotidianamente soprattutto se si hanno problemi di pressione molto bassa o di acidità allo stomaco. Per altro sono ricchisimi in sali minerali e acido folico.
Ideale è equilibrare l'energia espansiva con cottura e condimento yang come forno e salsa di soia. Questa ricetta, tra l'altro, non prevede sale in aggiunta.

200 gr di asparagi
3 cucchai di olio di sesamo
3 cucchiai di acqua
1 cucchiaio di acidulato di riso
1 cucchiaino e 1/2 di salsa di soia
1 cucchaino di semi di sesamo
qualche bacca di pepe rosa

Pulite per bene gli asparagi e disponeteli in una pirofila in un solo strato.
In una ciotola miscelate olio, acqua, acidulato di riso e salsa di soia. Distribuite il condimento sugli asparagi e poi aggiungete il sesamo e il pepe rosa leggermente pestato.
Cuocete in forno a 180° per 20 minuti coprendo la pirofila se dovessero cominciare a seccarsi. Servite tiepidi.

venerdì, maggio 05, 2006

Club del Wok: basmati saltato con verdure, tempeh e lime



Questa ricetta è adattissima al Club del wok inagurato, un po' di tempo fa, da Cannella ed evidenzia anche la mia mania degli ultimi giorni: limoni, lime e affini. Vi beccherete pure la marmellata....
Il wok è di ghisa, usatissimo e coccolatissimo visto che esige essere oliato nei momenti di non uso e di essere asciugato alla perfezione ;-)
La primavera e il mio elemento legno si fan sentire e quindi accentuo la presenza del sapore acido in almeno uno dei piatti quotidiani.
E' comunque un piatto ideale da fare con il riso avanzato (anche non basmati).

200 gr di basmati integrale
150 gr di tempeh
1 zucchina media
1 porro piccolo
1/2 cucchiaino di pasta di curry gialla
2 cucchiai di olio di sesamo
1/2 cucchiaino di curcuma
1 lime
sale

Il tempeh è meglio sia precotto per una ventina di minuti in una soluzione di acqua e salsa di soia (1/2 e 1/2) con un paio di cucchiai di zucco di zenzero.
Sciacquate bene, cuocete il riso e lasciatelo raffreddare. Nel wok fate scaldare l'olio di sesamo, aggiungete la pasta di curry, le zucchine e il porro tagliati a julienne, i tempeh tagliato a dadolini e cuocete per pochi minuti. Le verdure devono rimanere croccanti. Unite il riso, la curcuma e il sale. Saltate il tutto per 5 minuti, unite il succo del lime e servite immediatamente.

Macroconsiglio
Il riso integrale è alla base della dieta macrobiotica e questo perché solo il riso integrale conserva a pieno tutte le proteine, vitamine e sali minerali di cui è composto all'origine e quindi tutta la sua enrgia vitale. Il riso integrale bollito o ripassato in padella può essere mangiato più volte a settimana, non dà problemi intestinali (stipisi) come quello bianco perché contiene fibre, aiuta a purificare il sangue e, grazie al suo gusto dolce, a rilassare lo stomaco e la milza.
Consiglio di sciacquarlo sempre prima di cucinarlo perché può contenere qualche sassolino. Certo non ci si possono fare i risotti e il sushi ha un sapore di verso (per altro per nulla sgradevole) ma provate a mangiarlo per paio di settimae e vi sentirete di sicuro meglio e pieni di energia.
Altro consiglio: variate sempre i cereali e cibi, la monotonia è la peggior malattia.

giovedì, maggio 04, 2006

Vellutata di legumi e lime



Qui la primavera è ancora agli inizi e quindi posso proseguire con le ricette "acide" per il fegato in risveglio...forse il più lungo degli ultimi cinque anni.
Questa vellutata può essere mangiata anche durante l'estate: la presenza del lime la rende molto rinfrescante ed è sufficiente servila appena tiepida. E' inoltre adatta a tutti quelli che mal sopportano i legumi, infatti l'ho passata allo chinois (quanto amo quest'oggetto!!!!) ed eliminato le buccine dei ceci che spesso provocano gonfiori intestinali o fastidi a chi ha i diverticoli infiammati.

200 gr tra ceci e cannellini secchi
2 carote grandi
2 scalogni
1 cucchiaino di dado fatto in casa
acqua qb
1 lime
2 foglie di kaffir lime
1 pezzo di alga kombu di 5 cm
2 cucchiai di panna di soia
3 stimmi di zafferano
sale

Mettete a bagno in acqua fredda i ceci e i cannellini per una notte insieme al pezzetto di kombu.
La mattina o dopo 8 ore sciacquate i leguni, togliete la kombu e cuocete in pentola a pressione con acqua fredda a coprire per una ventina di minuti da fischio.
Affettate le carote e gli scalogni e fateli appassire in una pentola pesante, unite i legumi, lo zafferano, le foglie di kaffir, il dado, coprite d'acqua e fate cuocere per venti minuti.
Frullate il tutto con il frullatore a immersione o con un blender e poi passate allo chinois (o al passaverdure). Otterrete un composto liscissimo e morbido. Regolate di sale, aggiungete acqua qualora fosse troppo asciutto e rimettete sul fuoco. Senza far bollire, unite il succo del lime e la panna di soia. Servite con fette di lime fresco.

mercoledì, maggio 03, 2006

Moby, Teany, tè e libri....



Oggi voglio condividere uno dei miei amori librari ....farvi fare un giretto nelle mie librerie 4,30 m per 6 m (2 più 10 pile di differenti altezze in più case) sarebbe arduo e quindi mi limito a quelli di argomento vegetariano/vegano/macrobiotico.

Questo è un
libro che coniuga in modo delizioso musica, fumetti, curiosità di vita newyokese, consigli per sopravvivere alle sbronze e all'influenza e ricette. Storie di vegetariani e vegani....;-D

Un anno fa sono andata in pelligrinaggio da Teany, il locale di Moby e Kelly Tinsdale a Manhattan (Huston Street). Un buchetto con 6 tavoli all'aperto, dipinto di colori solari e con persone tutte sorridenti che scolavano grandi tazze di tè e tisane e divoravano panini al tofu. E' però un punto di riferimento e di tendenza per tutti quelli che in città amano Moby (sperano anche di vederlo...a me non è capitato sigh!), i locali tranquilli e il cibo buono e semplice. Sono rimasta affascinata e non solo perchè erano le 14 di un normale giovedì e nessuno pareva lavorare o aver fretta di tornare in ufficio....
Moby, piccolo genio della musica elettronica, e non solo, imparentato con Melville, è vegano da anni e in una mattinata difficile decise di aprire un locale con la sua allora fidanzata (ora migliore amica) Kelly per rifugiarsi e per insegnare come riaversi da una sbronza simile a quella che aveva in quel momento.

Teany è scritto a due mani, è allegro, con fumettini qua e là e atmosfera da Grande Mela in un bel giorno di giugno (tipo film ma è assurdamente reale) e mi ritrovo spesso a rileggerlo con gusto. Niente foto strabilianti, niente cibo nobile o nobilitato ma interessanti pozioni contro influenza, nausea e brufoletti, storie di tè e tisane preferite e (da rifare assolutamente) i burritos e il chili di Moby. Il panbagnà è da scoprire, mentre non rifarei la pizza (meglio la mia..;-)).
Il locale per altro ha avuto un successo mostruoso tanto che Moby e Kelly hanno prodotto non solo questo libro, ma tutta una serie di oggetti e bibite con il marchio Teany...jella che non li vendano in Europa altrimenti possiederei già la teiera della foto (non ci stava nella valigia....)

martedì, maggio 02, 2006

Vegan Mayo



Anche i macrobiotici e i vegani hanno diritto alla loro dose di grassi e schifezze....ed ecco quindi la maionese senza uova.
Non impazzisco per le salse di questo genere, ma una volta ogni tanto con gli asparagi o con un panino al tonno non disdegno. Questa somiglia non tanto alle maionesi fatte in casa quanto a quelle dei barattoli o a quelle che, molto allegramente, vengono definite light.
Farla dà gli stessi problemi di una maionese normale, ovvero può impazzire o non montarsi, non è un cibo magro visto che c'è olio in quantità ed è ovvio che più olio mettete più diventerà densa.

100 ml di latte di soia non zuccherato
100/150 ml di olio di mais
1 cucchiaino di succo di limone
2 cucchiaini di aceto di mele o di riso
sale

In un blender mettete il latte di soia e cominciate a far girare. Aggiungete l'olio a filo controllando la densità della salsa. In ultimo aggiungete l'aceto, il limone e un pizzico di sale. Potete aromatizzare la maionese con erbe fresche tritate o senape o 1/2 prugna umeboshi tritata.

venerdì, aprile 28, 2006

Il pane della signora Grant



Questo è un pane facile facile senza il lievito madre...per la gioia di chi è terorizzato da esso ;-DD
Si può fare la mattina della domenica e mangiare a pranzo ancora tiepido o farci i panini per il picnic del 1 maggio. E' morbido e profumato, non ha bisogno di essere impastato molto visto che il composto è molto morbido....a prova di prima volta!
Da fare soprattutto con farine integrali magari mescolando avena, farro e integrale normale così da avere pani molto profumati e di cerali differenti.
La ricetta vien sempre dal libro di Linda Collistar alla quale come al solito ho apportato un paio di modifiche tra cui quella più importante di diminuire il lievito. Usare un intero panetto di lievito di birra fresco (25 gr) o un'intera bustina di secco per una proporzione di farina di 500 gr è decisamente troppo, il pane tende così ad essere indigesto e a lievitare nello stomaco: è sufficiente meno della metà per avere un pane ben lievitato, leggero e senza retrogusto di lievito.
Il lievito fresco che avanza può essere tranquillamente surgelato, resiste anche un paio di mesi: è sufficiente tirarlo fuori dal frigo un'oretta prima dell'utilizzo o cacciarlo in 2 cucchiai di acqua tiepida e scioglierlo piano piano.

250 gr di farina integrale
100 gr di manitoba
7 gr di lievito di birra fresco
300 ml di acqua tiepida
1/2 cucchiaino di sale fino
3 cucchiai di semi di sesamo

Sciogliete il lievito di birra in 4 cucchiai d'acqua (togliendoli da totale) e lasciate riposare fino a quando non farà una bella schiuma. Lavorate in una ciotola ampia o in un'impastatrice le farina, il lievito e l'acqua intiepidita, infine unite il sale. L'impasto sarà molto morbido e quindi non sarà necessario lavorarlo sulla spianatoia. Mettetelo in una teglia da pancarrè o plumcake e fate lievitare coperto e in luogo caldo fino a quando non sarà a un cm dal bordo. Cospargete di semi di sesamo e cuocete in forno caldo a 200° per 30 minuti.

giovedì, aprile 27, 2006

Polpettine verdi



Polpette, polpettoni e affini sono un cibo di "recupero" che mi trasportano all'infanzia nel giro di pochi secondi. Da sempre in casa petulante non va buttato nulla, dalle verdure avanzate ai legumi, tofu, tempeh fino a pezzetti di carne e formaggio (questo a casa della mamma della petulante) si piazza tutto in frigo o nel freezer e poi quando se ne ha una dose ragguardevole spazio alla fantasia.
Questo fa sì che sia impossibile avere lo stesso risultato ogni volta ;-D
Queste polpette verdi potete però farle anche con i ceci o i fagioli in barattolo e poi aggiungerci quello di verde che avete nel frigo: insalata triste (sbollentandola), un pugno di erbette, patate....da servire rigorosamente accompagnate da salsina densa: ho già ammesso una dipendenza da tahina (una delle mie poche fonti di grasso ;-DDD), ma potete sbizzarrirvi.

1 scatola di ceci o 200 gr di ceci già cotti
100 gr di spinaci lessi
1 cipollina
1/2 spicchio d'aglio
1 pugno di alghe wakame cotte (opzionale)
2 cucchiai di farina integrale o di pan grattato
1 cucchiaio di semi di sesamo
2 cucchiai di germe di grano
sale
2 cucchiai di olio di sesamo

3 cucchiai di tahina
3 cucchiai di acqua
1 cucchiaio di succo di limone
1/2 spicchio di aglio
sale

In un blender frullate i ceci, la cipollina, l'aglio, le alghe e gli spinaci tanto da ottenere una purea non troppo liscia. Salate, pepate e aggiungete la farina il pane grattato valuntando la densità del composto. Fatene delle palline con le mani umide, sciacciatele un pochino e poi passatele in una mistura di sesamo e germe di grano. Cuocetele in una padella dove avrete messo a scaldare l'olio di sesamo. Potete anche farne un polpettone e cuocerlo in forno per una ventina di minuti.
Nel frattempo frullate tahina, acqua, limone, aglio e un pizzico di sale.
Perfette come finger food a una festa o un aperitivo.

mercoledì, aprile 26, 2006

Merluzzo in latte di cocco al curry



Questa ricetta viene direttamente dall'Australia e da uno dei loro migliori chef, Neil Perry.
Continente che suscita le mie fantasie da anni (soprattutto da quando il mio amico Max ha mollato tutto e ci si è trasferito...) più del Giappone, l'Australia vede coniugarsi cucine differenti come quella thailandese, giapponese, indiana e inglese e Neil Perry ne è un ottimo fautore. Ha inoltre un affascinante programma TV che è causa dei miei incontrollati acquisti da Kathai.
All'ultimo giro nella caverna di Ali Babà del cibo etnico hanno partecipato anche Jul e Pip...non so come mai ma il mio carrello era più pieno del solito e questa ricetta mi ha dato l'occasione di utilizzare una piccola parte di un enorme barattolo di pasta di curry che ora staziona nel mio cassetto delle spezie ;-D, il bottiglione di salsa di pesce e le foglie di kaffir lime.

La ricetta originale è stata modificata (e quando mai...) soprattutto nell'ingrediente principale ovvero un pesce molto australiano di nome Barramundi che nonho osato chiedere in pescheria per non essere insultata ;-) ed è stato sostituito da un più normale merluzzo. La pasta di curry può essere sostituita da un cucchiaio raso di Garam Masala che si trova già pronto nelle drogherie ben fornite o potrete far voi...le ricette sono svariate ei si trovano in rete con gran facilità.

2 filetti di merluzzo
1 lattina da 450 ml di latte di cocco
1 cucchiaio di salsa di pesce
1 cucchiaio di malto di riso
3 foglie di kaffir lime
un pezzetto di zenzero lungo 5 cm
2 cucchiai di panna di soia
1 cucchiaio di pasta di curry giallo
1 cipolla media
1 spicchio d'aglio
1 cucchiaino di curcuma in polvere
3 cucchiai di olio di sesamo
sale

In una pentola pesante e larga fate scaldare l'olio e aggiungete le cipolle affettate sottili, lo zenzero pelato e tagliato a julienne. Salate, unite la curcuma e cuocete a lungo fino a quando le cipolle non si saranno caramellate aggiungendo qualche cucchiaio di acqua se si dovessero asciugare troppo. Togliete dalla pentola e mettete da parte. Sciogliete bene la pasta di curry nel latte di cocco e poi versate il tutto nella stessa pentola delle cipolle. Aggiungete la panna di soia, il malto, la salsa di pesce, il kaffir. Portate a ebollizione e unite la cipolla. Fate addensare per 5 minuti e poi unite il pesce spinato e asciugato. Cuocete per cinque minuti e servite accompagnato dalla salsa e da riso basmati.
La salsa avanzerà e, opportunamente filtrata, può esser conservata in frigo per qualche giorno e utilizzata per riso bianco o tofu fritto.

Macroconsiglio
Ricetta adatta a domeniche pigre con tempi lunghi e calde. Il sapore piccante che caratterizza questo piatto è infatti adatto all'estate o comunque a climi caldi. Infatti il piccante non apporta calore, se non per brevi attimi nelle principali vie di digestione (bocca e esofago), ma aiuta a eliminare il calore eccessivo e disinfetta legermente l'intestino. Non è un caso che le cucine più piccanti siano tipiche dei paesi tropicalie e non della Svezia
.

venerdì, aprile 21, 2006

Il chutney di limoni



Comincia la stagione delle conserve e delle marmellate!!!!
I limoni rubati alla vicina sono profumati e assolutamente senza anticrittogamici e quindi perfetti per marmellate, composte e chutney.
Il chutney è una salsa di accompagnamento alle carni o ai pani o alle verdure stufate di origine indiana (Chatni in hindi) e deriva il nome dal fatto che tutti gli ingredienti e soprattutto le spezie vanno schiacciati insieme. In India la medicina ayurvedica (come gran parte, se non tutte, le medicine orientali compresa la macrobiotica) vede la cucina come fonte di cura e l'accuratezza con cui si compongono i sapori ha origine proprio nell'idea che questi possano avere un effetto sul corpo. Differente la pietanza differente può essere il chutney di accompagnamento.
Il gusto di un chutney al limone si abbina bene ai cibi pesanti non solo in quanto ricchi di grassi ma con cottura pesante dal punto di vista energetico come la cottura al forno: cotolette di seitan, tempeh fritto oppure le focaccie possono essere ottime se accompagnate da questo chtney.
La ricetta originale è di Daniela...macro modificata ;-D

10 limoni piccoli
1 spicchio d'aglio
1 cipolla rossa o 6 cipolline fresche
1 pezzetto di zenzero lungo 5/6 cm
1/2 cucchaino di coriandolo
1/2 cucchiaino di cumino o anice
1 cucchiaio di semi di senape
1/2 cucchiaino di paprika o 1 peperoncino
qualche foglia di kefir/lime
50 gr di uvetta
1 cucchiaio di olio di sesamo
4 cucchiai di malto di riso
3 cucchiai di acidulato di riso
1 dl di acqua
sale fino

Lavate e tagliate i limoni in 4 nel senso della lunghezza. Cospargeteli di sale fino e lasciateli macerare per una notte. Il giorno dopo togliete il sale e asciugateli. Sbucciate e affettate a listerelle lo zenzero e la cipolla
In una pentola pesante mettete l'olio, il malto, il cumino, il coriandolo, la paprika, il kefir e la senape e fate cuocere mescolando bene per 3 minuti. Aggiungete l'acqua, la cipolla, l'acidulato, lo zenzero, l'uvetta e i limoni. Fate cuocere mescolando per un'oretta o comunque fino a quando i limoni non siano quasi disfatti. Mettete il chutney tiepido in un vaso da conserva sterilizzato e caldo, chiudete con il tappo ermetico e fate raffreddare capovolto in modo che si formi il sottovuoto.

Macroconsigli
Un gusto acido che ben si addice alla stagione primaverile allorquando il risveglio del fegato richiede maggior cura per quest'organo potente e forte ma che quando si ammala tende a cedere tutto in un colpo. Tutti i gusti (dolce, acido, amaro, piccante e salato) dovrebbero ssere presenti all'interno di un medesimo pasto, ma a seconda della stagione o della patologia possiamo far prevalere un sapore.
Limone, aceto, umeboshi, cibi in salamoia sono ottimi in caso di pasti eccessivi, con troppi grassi o alcol o quando si vuol fare un periodo di disintossicazione..e la primavera è un momento magnifico.

giovedì, aprile 20, 2006

Piccatina di seitan e salsa ai capperi



Questa è la versione vegan della "piccatina di vitello" tipico piatto "italiano" per la cinematografia americana insieme alla pizza, gli spaghetti con le polpette e le tovaglie a quadri rossi e bianchi.
Ho sempre detestato il vitello (non sono sempre stata macrobiotica...) ed è uno dei quei casi in cui credo nella trasmissione di energia: avete mai sentito i pianti dei vitelli che vengono staccati dalla madre per essere messi all'ingrasso e poi macellati????
Finito questo momento di terrore torniamo al seitan: ottima fonte di proteine (non per i celiaci), è perfetto da ridurre in polpettoni, bistecche e spezzatino. Non ha bisogno di una lunga cottura in quanto, contrariamente a tofu e tempeh, subisce già una cottura in fase di realizzazione.
Un accorgimento: compratelo in pezzi di media dimensione e tagliatelo a seconda della ricetta, le fettine tendono a diventare stoppacciose.

250 gr di seitan in un unico pezzo
2 cucchiai di succo di limone
1/2 cucchiaio di succo di lime
1 manciata di capperi sotto sale
1 cipolla rossa di medie dimensioni
1 cucchiaio di farina integrale + qb per l'impanatura
1/2 bicchiere di vino bianco secco o di acqua (per gli astemi)
sale o dado fatto in casa
3 cucchiai di olio extravergine d'oliva

Affettate sottile la cipolla e dissalate i capperi. Asciugate il seitan con la carta da cucina, tagliatelo a fette alte un dito e battetele leggermente con il pesta carne. Infarinatele leggermente e cuocetele in una padella dove avrete messo un paio di cucchiai di olio fino a quando non avranno fatto una bella crosticina. Toglietele dalla padella e tenetele da parte. Nella medesima padella mettete 1 cucchiaio di olio e la cipolla a fettine, soffriggete per qualche minuto poi aggiungete il vino bianco e il cucchiaio di farina, fate ridurer di un quarto e aggiungete i capperi e il succo di limone e lime. Fate ancora ridurre (mescolando di tanto in tanto) e infine aggiungete il seitan. Cuocete per 5 minuti così da farlo insaporire. Servite caldo.

mercoledì, aprile 19, 2006

Pescatrice alle erbe e carciofi in padella



La stagione dei carciofi è agli sgoccioli e per questo si trovano fantastiche mammole a prezzi irrisori...qualcuno poi mi deve spiegare perché dovrei voler pagare due euro a carciofo agli inizi di marzo (o a febbraio) quando dopo meno di un mese il prezzo scende della metà e più. La follia del fuori stagione o il non sapere quando è stagione?
Preferisco i carciofi romaneschi o mammole perché detesto pulirli e detesto oltremodo le spine; la pescatrice ha il medesimo vantaggio..la vendono a tranci e non ha spine.
I carciofi sono poi perfetti per un periodo di depurazione visto che contengono sostanze proteggi fegato e soprattutto aiutano a diminuire il colesterolo. Ideali sono le cotture a vapore o in pochi grassi.

4 tranci di pescatrice
3 carciofi di medie dimensioni
4 cucchiai di olio
3 cucchai di vino bianco secco (o di acqua)
2 cucchiai di erbe tritate miste (timo, maggiorana, rosmarino, erba cipollina)
sale

Pulite i carciofi, tagliateli a julienne e meteteli in una ciotola con acqua e molto limone per evitare che anneriscano.
Tritate a coltello i capperi.
Asciugate al pescatrice e mettetela in una pirofila a marinare in una soluzione composta da 2 cucchiai di olio, vino e erbe aromatiche per un'ora.
In una padella pesante fate scaldare il resto dell'olio e versate i carciofi (tolti dall'acqua e asciugati per bene). Cuoceteli fino a quando non saranno bruniti e molto croccanti.
Nel frattempo cuocete per 10 minuti la pescatrice in forno già caldo a 180°.
Servite la pescatrice con il fondo di cottura, il trito di capperi e i carciofi ben caldi e salati.

martedì, aprile 18, 2006

Mousse di fragole



Dopo tanto cioccolato, torta pasqualina, capretti innocenti e non voglio immaginare altro, un dolcetto godurioso ma decisamente leggero e disintossicante.
L'eccesso tipico dei pranzi pasquali (compreso il mio...) porta il corpo a comportarsi quasi come un drogato soprattutto nei confronti dei cibi dolci e dei carboidrati: più se ne mangia più se ne vorrebbe mangiare e così è più facile essere colpiti da piccoli attacchi di ipoglicemia (abbassamento degli zuccheri) che vi spingeranno verso avanzi di colombe e uova di cioccolata. Quel vuoto allo stomaco che prende verso le 11 del mattino o le 5 del pomeriggio??? Per evitare il mal di testa e rieducare il corpo meglio zuccheri/carboidrati complessi e a lento rilascio. Pane, succo di mela e meglio ancora dolcino. Dovreste soddisfare sia la gola sia quell'imbroglione del vostro corpo ;-DD
Quindi fragole, che cominciano a essere italiane e abbastanza saporite, e tofu, privo di qualsiasi grasso e ricco in sostanze antiossidanti e anticancro.
Io ho decorato con le codette di cioccolato che mi sono arrivate con lo scorso BBM...non è necessario ;-)

200 gr di soft tofu
2 cucchiai di sciroppo d'acero o malto di riso
2 gocce di olio essenziale di vaniglia
15 fragole

Pulite e frullate le fragole, aggiungete lo sciroppo d'acero, la vaniglia e il tofu. Frullate fino a quando il composto non diventerà spumoso. Mettetelo in coppette e lasciatelo solidificare in frigo per un'ora.

venerdì, aprile 14, 2006

Panini gialli e Buona Pasqua



Dopo la pasta rosa, i panini gialli.....
Sarà che finalmente a Milano c'è il cielo blu e il sole, sarà che mi si prospettano tre giorni di pigrizia totale, ma l'idea di panini gialli per colazione è paradisiaca. Son perfetti da portarsi dietro per il picnic di pasquetta...
Per ingiallirli potete usare la curcuma o lo zafferano...io ho preferito quest'ultimo perché acquisiscono un profumo molto particolare. Potete farli sia salati sia dolci magari mettendo delle uvette (ammollate per 30 minuti in acuqa calda) nell'impasto dopo la prima lievitazione.
Son fatti con la pasta madre che negli ultimi tempi mi sta dando soddisfazioni mostruose...fa le bolle mentre la lavoro dopo la seconda lievitazione ;-)))
A tutti una Buona Pasqua, andatevene per prati, lasciate stare gli agnellini, non intasate le autostrade (soprattutto quelle lacustri dove sarò pure io...) e rilassatevi, mangiate e guai a voi se diventate macrobiotici proprio in questi giorni....da martedì dieta sana ;-DDD



100 gr di pasta madre (anche meno se è bella attiva)
100 gr di farina integrale
200 gr di farina di grano duro
220 gr di acqua tiepida
1/2 cucchiaino di sale fino
1 cucchiaino di curcuma o una bustina di zafferano

Sciogliete lo zafferano o la curcuma nell'acqua tiepida. Miscelate le due farine. Sciogliete la pasta madre nell'acqua tiepida e poi aggiungete a cucchiate le farine fino ad avere un impasto morbido e non appiccicoso. Lavoratelo per almeno 15 minuti e poi battetelo (ovvero prendete la pasta e laciatela sul tavolo o sulla spianatoia) per una decina di volte in modo da rilassare il glutine e favorire la lievitazione.
Oliate una ciotola e mettete l'impasto a lievitare, coperto da uno straccio umido, fino al raddoppio.
Togliete l'impasto dalla ciotola, lavoratelo velocemente e date la forma preferita (potete anche far un unico pane da affettare) e mettetelo di nuovo a lievitare fino al raddioppio.
Cuocete in forno a 200° per 40 minuti se si tratta di un unico pane, per 20 minuti se sono panini.

mercoledì, aprile 12, 2006

Tagliatelle di castagne e barbabietole


Le castagne e le barbabietole con il loro gusto dolce e il legame con organi come lo stomaco sono perfette per un clima freddo e per acquietare la necessità di zuccheri ma
1 qui ancora la primavera non è arrivata
2 ho riscoperto la barbabietola che ho odiato a morte da bambina
3 dovevo divertirmi con il nuovo motore per la macchina per la pasta.

Tagliatelle e tagliolini sono rigorosamente senza uova..l'unione con la barbabietola rende il piatto un po' alieno, ma molto simpatico ;-). Questo è però un piatto decisamente dolce, se non amate la barbabietola o volete variare i sapori potete fare un pesto di rucola.
L'idea del sugo mi viene da una coquinaria di ferro...Maffo!

150 gr di farina di castagne
100 gr di farina di grano duro
acqua tiepida qb

Miscelate bene le farine e impastate con acqua fino a ottenere un pasta soda. Lasciate riposare per un'ora e poi stendetela sottile o con la macchina per la pasta o con il mattarello. Ricavatene delle tagliatelle e lasciatele asciugare sull'apposito vassoio a rete o su uno strofinaccio.



1 barbabietola cotta
1 scalogno
1 spicchio d'aglio
1 cucchiaio di olio extra vergine
2 cucchiai di tofu morbido o di panna di soia
sale
pepe rosa
1/2 cucchaino di semi di cumino

Affettate lo scalogno e fatelo stufare con l'olio, lo spicchio d'aglio e un pochino di sale; unite la barbabietola tagliata a cubetti e fate cuocere per una decina di minuti unendo qualche cucchiaio di acqua se si asciugasse troppo. Frullate il tutto unendo il tofu o la panna di soia e i semi di cumino. Cuocete le tagliatelle e saltatele velocemente nel sugo. Servitele con una macinata di pepe rosa.

martedì, aprile 11, 2006

I blogger si incontrano e...mangiano (1)



Il mondo dei blog e la rete in generale mi regalano da anni (e son tanti tra lavoro e piacere) incontri e amicizie straordinari.
A volte si collocano addirittura oltreoceano a volte mi è sufficiente prendere un treno o un tram.
Erano da gennaio che volevamo farlo, che ci cogitavamo su e grazie al sempre disponibile Nicola Batavia ci siamo riusciti....una degustazione di birre e cibi che non fossero i tradizionali sapori affumicati o grassi del Nord (esser per metà trentini vuol dire pensare in automatico birra, crauti, wurstel, carne salada e canederli...;-DDD)

A questo si univa la voglia matta di rivedere Vittorio, Lilli (con annesso e sorprendentissimo marito Michele), Sandra e Torino....

Giornata perfetta!

Perfetti i convitati: esco da questi incontri con la testa in ebollizione e piena di appunti di cose da andare a vedere, provare e leggere...
Perfetta la scelta delle birre (per la descrizione e valutazione rimando a Vittorio), per la mia gioia quasi tutte trappiste, a parte le due Baladin servite a inizio e fine pasto e la Krieg che mi ha portato indietro di una quindicina di anni.

Perfetti gli abbinamenti
Gli antipasti
Quenelle di gambero crudo
Salmone avvolto in foglia di porro con zenzero candito e nocciole
Cilindro di patata con uovo di quaglia e pomodoro essiccato

Trippa di baccala con fave
Microcalamaro cotto con i fumi della birra e pomodoro alla vaniglia
Capasanta con sale affumicato e chips di patate

Coda di rospo con riduzione al balsamico e mandorle
Tazzina con crema al parmigiano (io nisba...)


Le portate principale (per me variante pescivora...)
Tortelli di patate e salsa di cime di rapa

Filetto di tonno con chiodini e geloni


I dolci
Frutti di bosco serviti in flute con Krieg
Gelatina di erbe
Molleau di cioccolato con olio extravergine
e i cioccolatini di Odillat


Perfetto il somellier....Carmelo è il somellier da esportare, preparato, delicato, rassicurante e non invadente con la sua presenza: è stata la sua giornata senza nulla togliere allo chef ;-D (che poi Carmelo conosca la mia birreria preferita a Novara tanto da nominarla in sicurezza ha quasi del miracoloso e a stento mi sono trattenuta dal saltare dalla gioia...)

venerdì, aprile 07, 2006

Panfocaccia alle olive



Un chilo di lievito madre nel frigo fa far cose strane però dà grandi soddisfazioni e lo sanno tutte quelle a cui l'ho regalato, spedito, rifilato o seguendo la ricetta data qualche tempo fa lo hanno addirittura "creato" tutto da sole. Visto che non avevo voglia di buttarlo via o di seccarlo (un gatto che impazzisce per le cose acide crea qualche limitazione...) ho fatto pane a tutto spiano e ora ho il congelatore intasato. Per fortuna ho in programma qualche pranzo e cena con amici altrimenti starei a regalarlo in ufficio ;-DD

100 gr di pasta madre
300 gr di farina (metà 0 metà integrale)
200 gr di acqua
4 cucchiai di olio extra vergine di oliva
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaino di malto d'orzo
1/2 tazza di olive nere tagliate a pezzetti
1 cucchiaio di timo fresco tritato

Togliete la pasta madre dal frigo almeno un'ora prima di iniziare a impastare e poi scioglietelo con 3/4 dell'acqua intiepidita, 2 cucchiai di olio e il malto. Aggiungete le farine (precedentemente miscelate) a cucchiaiate fino a ottenere un impasto morbido e sodo unendo l'acqua avanzata se necessario. Lavorate con energia per una decina di minuti e sbattere la pasta con forza sul tavolo così da ottenere il rilassamento del glutine cosa che facilita la lievitazione. Ungete una ciotola e poneteci all'interno limpasto. Copritelo con un telo umido e mettetelo in un luogo tiepido a lievitare fino al raddoppio. I tempi cambiano a seconda della forza della pasta madre.
Riprendete la pasta, lavoratela velocemente e unite le olive a pezzetti e il timo. Date la forma che preferite, mettetela sul una teglia, copritela con il telo umido e lasciatela lievitare per almeno un paio d'ore. Spennelate la superficie con una soluzione di acqua e olio e poi cuocete il pane per 10 minuti a 220° e poi 30 minuti a 200°.



mercoledì, aprile 05, 2006

Le manie petulanti: i BBM

E' una passione che non diminuisce...ne ho parlato così tanto che forse annoio, ma suggerisco sul serio a chi non ne ha mai fatto uno di partecipare.
Mandare un pochino di se stessi o almeno di proprio tempo e passione in giro per il mondo è un bel modo di aprire una giornata: fare dei biscotti, impacchettare una confettura legata a un ricordo o pezzettini della tua città o nazione e scrivere un biglietto a chi, forse, non si vedrà mai.
Altrettanta gioia dà ovviamente il ricevere unito a una buona dose di curiosità!

Ieri sulla mia scrivania è arrivato il pacco di Eva e la cosa è molto buffa perché Eva è stato il mio BBM di Natale...le avevo inviato panettone di pasticceria, cioccolato, te oltre e un sacco di golosità natalizie. A questo si unisce il fatto che Eva è svedese e vive in Belgio e Svezia e Belgio sono le nazione da cui da sempre provengono persone a me molto care ...svedese è stato pure il primo pacco BBM che ho ricevuto e uno dei miei blog preferiti... boh?? In ogni caso farò più telefonate per avere maggiori informazioni sui doni di Eva.



Eccoli:
Zucchero di canna all'anice stellato da mettere nel caffè (una ditta belga che fa zuccheri con spezie di ogni tipo)
Scagliette di cioccolato che qui usiamo solo per le torte e che pare in Belgio mangino a colazione sul pane...a Pasqua provo ;-D
Sirop de Liegi: una gelatina di frutta senza zucchero che è la base dei panini belgi (spero non con l'aringa...).
Il cioccolato di Marcolini: uno dei migliori cioccolatieri belgi...nome italiano però ;-)
Dentelles: deliziosi e fragilissimi biscotti simili a ricami (dentelle è infatti una trina)
Falu rågrut: le fette biscottate svedesi...ottime con salmone e aringa
Guteblandning: te svedese dell'isola di Gotland, contiene arancio, liquerizia, petali di girasole e qualcosa che ancora non ho identificato..

martedì, aprile 04, 2006

Gnocchi di riso, verdure e zenzero



Gnocchi e ancora gnocchi...ma questa volta leggeri come nuvolette e decisamente poco italiani.
Sono una vittima dei negozi di alimentari in genere e di quelli etnici in particolare, almeno a Milano.
Kathai è uno dei supermercati etnici più grandi e meglio forniti della città, ci si possono passare ore tanto più che hanno un reparto ben fornito di ceramiche (si servono qui molti ristoranti del Nord Italia). Alcuni cibi suscitano la mia più totale curiosità, altri invece mi terrorizzano soprattutto dopo averne letto gli ingredienti.
I gnocchi di riso mi hanno solleticato da subito da l momento che non riesco più a entrare in un ristorante cinese senza trovarmi un bell'attacco allergico causa glutammato mosodico.
Si trovano in due diverse forme:
"quasi" freschi con scadenza di un paio di mesi (per questo il quasi), in barrette bianche da affettare e con possibilità di surgelazione
secchi da ammollare in acqua almeno 12 ore prima di cucinarli

2 barrette di gnocchi di riso freschi
1 carota
1 porro
150 gr di germogli di soia
1 pezzetto di zenzero lungo 5 cm
3 cucchiai di salsa di soia
3 cucchiai di acqua
1 cucchiaio di olio di sesamo

Tagliare a julienne la carota, il porro (compreso il verde) e metà dello zenzero. Grattuggiatene l'altra metà e spremetene il succo in una ciotolina. Affettate sottili le barrete/gnocchi di riso. In un wok o in una padella larga scaldate l'olio e aggiungete le verdure, fate saltare per 1 minuto e poi versate la soia diluita con l'acqua. Cuocete per un paio di minuti e poi aggiungete gli gnocchi. Fate cuocere per 5 minuti o fino a quando non saranno morbidi aggiungendo qualche cucchiaio di acqua se si addensasse troppo. Prima di servire unite il succo di zenzero.

lunedì, aprile 03, 2006

Sole, fiori, primavera e un omaggio....

Il fine settimana è stato parecchio strano (meteorologicamente parlando)...sabato grigio, umidiccio e freddino, domenica un'esplosione di primavera!
Sono fuggita sabato da Milano per ritrovarmi sul lago Maggiore con l'idea di mattermi ad arrostire le castagne nel camino e tanta voglia di vin brulé...domenica mattina mi ha svegliato un sole meravigliosamente caldo e un cielo blu senza una nuvola.
Mi sono goduta il sole (in costume da bagno, giuro), gli uccellini, il silenzio, ho rubato i limoni alla vicina...e non ho cucinato.



Una specie di pic-nic a base di olive, lampascioni e acciughe comprate al mercato di Papiniano con Jul e Pip, pane nero di segale con trota marinata (stessa ricetta del salmone fatto per Natale ma con la trota....grande soddisfazione a un prezzo minore) e olio extravergine d'oliva Pianogrillo utilizzato anche per le due salse: olio, qualche goccia e zesta di limone appena rubato, olio e un cucchiaio di senape all'ancienne.
Mi sono portata dietro apposta la lattina..un piccolo omaggio a chi mi ha fatto conoscere un prodotto splendido e mi ha allietato con foto, poesia e musica per tanti mesi. Grazie Lorenzo.