mercoledì, maggio 23, 2012

Salutiamoci: pesto di piselli e robine verdi



In onore della fantastica iniziativa delle quattro del Salutiamoci, una delle salse, pesto, roba spalmabile che meglio mi son venute finora ..  e due chiacchiere sul giardinaggio!


Con il discorso Salutiamoci non vi ammorbo, l'iniziativa mi piace assai e spero stiate partecipando numerose sia elaborando nuove ricette con fave e piselli per questo mese, sia rifacendo le ricette proposte dai vari blog (questa stamattina mi ha esaltato non poco).
Se ancora non lo avete fatto, scaricatevi l'elenco degli ingredienti ammessi, filate al mercato a rifornirvi di piselli o fave fresche e datevi da fare ... e magari comprate vi un libro sull'argomento, trai tanti che ho consigliato in questi anni.


Invece vi ammorberò un tantino con una delle mie fissazioni/passioni ... le piante!
Da anni sostengo il rilassamento zen dato dalla cura anche solo di una pianticella.
Molteplici son le piante che possono non solo sopravvivere, ma prosperare su un mini davanzale milanese, se poi avete addirittura un balcone potete sfogarvi.


Amo tutte le piante, di solito ho il pollice verde per quelle che si mangiano, ma quest'anno ho avuto grandissime soddisfazioni anche da tutto quel che si limita a fiorire (vi annoierò pure con quelle, non temete), però visto che questo dovrebbe essere un blog di cucina, ho deciso di inaugurare il settore "coltiviamo una piantina e mangiamocela".
Pensando al Salutiamoci questa è un'ulteriore aggiunta di salute, visto che coltivare qualche aromatica o dell'insalata non solo rilassa ma aggiunge vitamine e sali minerali alla vostra alimentazione.


Protagonisti: erba cipollina e scalogno.


Erba cipollina: pianta facile, si trova in tutti i mercati, supermercati o serre. È stupidissima da coltivare, non prende malattie e parassiti, vive bene ovunque ed essendo una bulbosa se in inverno la cimate del tutto e la mettete coperta in un angolo del balcone, la primavera successiva ricrescerà.
Ricordatevi che è sempre meglio trapiantare le piante acquistate già cresciute, perché i terreni utilizzati di solito son ipersfruttati e le piante vengono costrette a vivere in poco spazio, quindi dategli una casa migliore e più comoda.
Potete anche partire dai semi, piantandoli in superficie (son semini piccini, se li affondate non riusciranno mai a germinare) in vasetto da semina e poi trapiantandoli in un vaso più grande dopo un mese o due.
È una pianta che richiede acqua e non troppo sole, è come l'erba solo più cicciona e questa consistenza è dovuta proprio alla presenza di acqua nelle foglie. Potete concimarla una volta al mese e fare meditazione togliendo le foglie secche.
Ha un gradevole sapore cipolloso, leggermente piccante; va cimata abbastanza spesso e questo è di gran goduria per chi la coltiva perché solo qualche fogliolina tagliuzzata dà vigore al  pesce al vapore, alle insalate e ai cereali.





















Scalogno: sto andando sul difficile? No ... lo scalogno, come l'aglio è scemo da coltivare a patto di dargli un vaso profondo. 
Forse l'unica difficoltà sta nel fatto che è di certo meglio avere un balcone e che è meglio piantarli in autunno o all'inizio della primavera.
Gli scalogni funzionano come i bulbi di tulipano.
Vaso profondo, buchetto, piantate i bulbi (potete usare quelli che trovate al supermercato, ma nelle serre si trovano anche quelli appositi per l'orto) con la puntina all'insù, ricoprite, bagnate ogni tanto e poi scordateveli fino a giugno. Nel frattempo avranno fatto un gran fogliame che si può mangiare tagliuzzato come l'erba cipollina e conservare sott'olio o secco.
I bulbi vanno di solito fatti seccare prima del consumo. 
Io son già felice di godermi le foglie, ma appena coglierò i miei scalogni metterò le foto, per il momento guardate che razza di roba ho ottenuto con 9 bulbetti. 




Ricetta:
una tazza di piselli freschi
un cucchiaio abbondate di erba cipollina tagliuzzata
un cucchiaio abbondate di cime di scalogno tagliuzzate
mezza tazza scarsa di pistacchi ammollati per qualche ora (o un cucchiaio abbondante di pesto di pistacchi)
olio estra vergine qb
sale qb
pepe bianco (opzionale)
acqua tiepida qb


Cuocete i piselli freschi in acqua salata, facendo attenzione a non stracuocerli e quindi a fargli perdere vitamine e colore.
Sciacquateli con acqua ghiacciata (si manterranno verdissimi) e metteteli in un frullatore con gli altri ingredienti.
Frullate bene fino a ottenere una salsa liscia e non troppo liquida.
Io ho usato questa salsa nell'insalata di farro e per le polpette di pesce.


PS L'acqua della cottura dei piselli, non buttatela. Usatela per cuocerci il riso, i cereali o per le minestre; se proprio vi avanza, innaffiateci le piante una volta fredda.

martedì, maggio 15, 2012

Polpette arancioni




















Tempo ballerino, piante confuse, gatti rognosi, petule pigre!
Quest'anno son in ritardo con le pulizie di primavera in generale, nell'armadio stazionano ancora i maglioni di lana, il piumino ancora giace sul letto e ho decisamente troppa roba in dispensa che potrebbe diventare la casa delle mie odiate farfalline (nessuno mi suggerisca di piazzar la roba nel freezer, devo svuotar pure quello).


Quindi cominciamo con lenticchie rosse e semi vari per fare dei simil falafel da pucciare voluttuosamente in queste salsine, io ho optato per la vegan sour cream.
Una sola avvertenza, le lenticchie come tutti i legumi tendono ad assorbire acqua, quindi lasciate l'impasto morbido altrimenti dopo la cottura vi ritroverete con delle polpette da ping pong.


una tazza di lenticchie rosse
una tazza di semi misti (sesamo, girasole e anacardi)
2 tazze di acqua
1 cucchiaio di olio 
2 cucchiai di timo fresco ed erba cipollina tritati
1 zucchina piccola
mezzo cucchiaino di miso
1 cucchiaio di lievito alimentare in scaglie (opzionale)


Sciacquate bene le lenticchie e cuocetele nelle due tazze d'acqua fredda con un pezzetto di kombu.
Lavate e pelate la zucchina, se necessario. Quando saranno belle morbide mettetele in un mixer con il resto degli ingredienti e frullate fino a ottenere un impasto morbido ma lavorabile. Se son troppo solide unite un po' di brodo vegetale o acqua, se troppo liquide unite dei fiocchi d'avena o del pane vecchio.
Fate delle polpette e mettetele sulla placca da forno unta. Cuocete a 180° per 20 minuti o fino a quando saranno dorate.
Son ottime anche fredde, per i picnic di primavera e per la schiscetta del mezzogiorno.



mercoledì, maggio 02, 2012

Salutiamoci!


















Non fatevi prendere un colpo ... non chiudo il blog!

Al contrario per la prima volta dopo anni partecipo a un'iniziativa bloggica; non amo i contest perché non ho abbastanza memoria per ricordarmeli, ma questa è una cosa diversa. E soprattutto si confà a me, al mio stile di vita quotidiano e quindi al blog.

Salutiamoci è una bella iniziativa nata da alcune blogger (più una che mi è particolarmente cara e che ha disegnato il logo) in collaborazione con l’Istituto dei tumori di Milano che con il professor Berrino si occupa da anni di prevenzione dei tumori tramite l’alimentazione.

La sfida è quella di cucinare qualcosa di buono, bello e soprattutto sano, scoprire nuovi ingredienti nel rispetto della loro stagionalità, approfondire quello di cui scrivo da anni ovvero il rapporto tra cibo e salute. 

Come si partecipa:

- ogni mese ci sarà un blog ospite
- ogni mese ci sarà un ingrediente "protagonista"
- dovrete seguire una precisa tabella di ingredienti permessi e non
- se avete un blog, dovrete inserire il bannerino e il riferimento del blog ospite nella ricetta e inserire  il link nei commenti del blog ospite
- se non avete un blog, dovrete mandare la ricetta stessa al blog ospite
- ogni mese ci sarà una raccolta di ricette

Per il mese di maggio il blog ospite è Stella di sale

Leggete per benino le istruzioni e partecipate!


In palio ogni mese: migliorare la vostra salute!


mercoledì, aprile 18, 2012

Paté di anacardi


















Ho messo in pratica i miei consigli riposandomi, spegnendo il pc una volta uscita dall'ufficio (ecco lì non prenderebbero molto bene queste mie iniziative) e andandomene per un po' alle terme a vaporizzare corpo e cervello. A un certo punto ho pensato mi si scollassero i tatuaggi!

Ho anche cucinato parecchio causa pulizie di primavera in dispensa e in frigorifero e ho "giardineggiato" per interi fine settimana, quindi vi beccherete la solita serie di ricette "svuota tutto" e consigli per l'area verde di casa.

Per abitudine e gusto tendo a far solo colazioni salate e sovente pesciose, cosa che rende molto felici le gatte, un po' meno l'altro membro a due zampe della famiglia; cerco spesso di elaborare nuove ricette perché non riesco a mangiare la stessa cosa per più di due giorni consecutivi.
I paté da spalmare sulle cracotte di riso, i polistirolini per intenderci, o sul pane buono buono sono una buona soluzione e se non piacciono a colazione possono essere sempre utili come antipasti o per gli aperitivi.

Spesso aggiungo ai paté mandorle o noci, ma gli anacardi li ho sempre trascurati perché non fan parte della nostra tradizione e spesso si trovano solo tostati e salati.
Le scorse settimane nella mia furia di pulizia e giardineggiamento invece mi son capitate due cose:
- trovare in dispensa un barattolo di anacardi al naturale
- dover potare per bene il timo che era un po' troppo esuberante
e quindi Paté!!

100 gr di anacardi al naturale
mezza tazza di foglie di timo fresco 
il succo di mezzo limone
un cucchiaio di lievito in scaglie (opzionale)
sale
acqua qb

Per evitare il fastidioso difetto della frutta secca di rimanere granulosa (cosa utile per il pesto, ma non per le salse) e di tirar fuori l'olio mentre la si frulla, è bene metterla a bagno per una notte in acqua fredda così si ridurrà a crema in un batter d'occhio, o di lama.
Mettete poi nel frullatore tutti gli ingredienti e frullate fino a ottenere una crema aggiungendo acqua fino a ottenere una consistenza "spalmabile".

giovedì, marzo 22, 2012

Buoni propositi: il corpo (2)


Il cibo è come le persone, può essere leggero, pesante, svaporato, inutile, mattonazzo. Il cibo ideale è quello ben equilibrato, che ci fa sentire bene, pieni di energia e che non ci annoia.
In inverno seguiamo, anche senza rendercene conto, la nostra natura e andiamo in letargo, mangiamo più grassi e cibi più caldi (e pesanti se siam poco attenti) per affrontare meglio il freddo ... poi arriva la primavera e ci sentiamo addosso un cappotto pesante, vogliamo liberacene, ma non troppo velocemente perché temiamo le gelate improvvise.


Tutto giusto, ma come metterci la giacchetta giusta e non prender freddo?
Sceglier il cibo più adatto è il primo passo.


Il fegato e la cistifella son i nostri organi legati alla primavera, han bisogno di più attenzione e di essere alleggeriti dalla pesantezza invernale, senza però dimenticare di continuare a coccolare i nostri reni (gli organi acquatici del freddo) perché non siamo ancora in estate e al caldo.


Fatevi un programmino, non siate troppo restrittive, concedetevi del tempo per imparare e amare le nuove abitudini:
- mangiate sempre seduti e masticare bene: un trucco è quello di metter in bocca il cibo, poggiare la forchetta e riprenderla solo dopo aver inghiottito
- non prendete integratori, non hanno lo stesso effetto della frutta e della verdura, costano un sacco e se avete una buona alimentazione son pressoché inutili
- fate colazione
- se vi riesce almeno due volte a settimana portatevi la schiscetta oppure preparatevi il panino a casa e magari mangiatelo all'aperto (lo so! mica ci son parchi ovunque ... però se ne avete uno non troppo lontano potete unire due cose, un po' di movimento e mangiare con tranquillità all'aperto)
- limitate il più possibile le proteine animali: pesce sì, ma a carne bianca, quindi lasciate il tonno in pace (che è pure in estinzione....) e preferite i pesci azzurri, il dentice, il merluzzo, controllando da dove provengono
- riprendete/scoprite i cereali integrali, l'orzo in particolare è il cereale della primavera, leggero, ideale anche per la cottura a risotto, va bene anche per le insalate tiepide con le verdure
- legumi, legumi, legumi, ce ne sono tantissimi e nei mercati cominciano a spuntare quelli freschi; le proteine vegetali non appesantiscono il nostro corpo e funzionano meglio di quelle animali e soprattutto costano tanto tanto meno
- un po' di verdura cruda o frutta, senza esagerare per non raffreddarsi troppo, ma un'insalata di spinaci freschi o radicchietto con barbabietole bollite e qualche noce è piena di oligoelementi, calcio, magnesio, potassio, vitamine e fibre in grande quantità 
- introducete un po' di cibo fermentato e di cibo acido: miso (anche tutti i giorni la zuppetta fa benissimo), umeboshi (usate la pasta nelle salse o mettete una prugna nel tè), limone (acqua tiepida con qualche goccia di limone appena svegli), crauti e insalatini
- verdura sempre, meglio appena saltata magari con il riso o con del tofu
- limitate tutti gli zuccheri semplici: niente brioche tutti i giorni!
- limitate i cibi raffinati, preferite il pane integrale
- provate il dolce naturale della frutta cotta, dei kanten e del malto di riso
- provate le alghe: potete usare la nori sbriciolata sul riso, farvi il paté, metter la wakame nelle zuppe e la kombu nei legumi per cuocerli, son ricchissime di sali minerali e un pacchettino vi durerà molto tempo (e compratele con fiducia, molte son di produzione europea e il Giappone è molto serio nelle esportazioni).


Per trovare ricette vi basta usare la ricerca nel menu di destra, ce ne sono più di 400 e potete sul serio sbizzarrirvi.


GRAZIE a tutte le meravigliose persone che son venute ieri in biblioteca ad ascoltare le mie confuse ed emozionatissime elucubrazioni sulla macrobiotica. Mi avete dato una botta di energia spettacolare!

mercoledì, marzo 14, 2012

Sorpresina: Petula in biblioteca





















Un paio di mesi fa una donna tanto simpatica quanto folle, mi ha contattata chiedendomi se mi sarebbe piaciuto far due chiacchiere in biblioteca sull'argomento cibo e macrobiotica, alla parola "biblioteca" ho risposto subito di sì. 
Ho scoperto un luogo dei libri delizioso, una direttrice creativa e stimolante, tanto che insieme abbiam partorito questa proposta per il primo giorno di primavera.


Se vi piace l'idea di chiacchierare un po' con me sull'argomento macrobiotica e affini, se volete parlare di primavera, energia e trucchetti vari per affrontarla in gran forma e se volete vedere una delle biblioteche più originali di Milano sia per l'architettura (Munari) sia per la vista (Parco Sempione), venite Mercoledì 21 marzo alle 18 alla Biblioteca di Parco Sempione.


Parlerò/parleremo di energia del cibo, cos'è, cosa ci si può fare e come diventare macrobiotici un solo giorno alla settimana (per poi magari esserlo per una vita).


Magari vi porterò umeboshi e alghe!

lunedì, marzo 12, 2012

Buoni propositi: corpo (1)



UUUUUUU che post lungo potrebbe essere questo, quasi quasi lo divido in due!


Se non credo nei "talebanismi" per la mente tanto meno li credo utili per il corpo, la ricerca dell'equilibrio è come star in piedi su una barca, se ci si irrigidisce si cade.
Partirò però dal corpo come involucro e per poi arrivare a quel che ci si dovrebbe metter dentro.
Il riposo invernale è d'obbligo, ma ora come le piante dobbiamo rinascere per la primavera.


L'inverno è la stagione dell'irrigidimento, per il clima, per la mancanza di luce, per la pigrizia che può prendere anche il più illuminato degli umani.
Spesso il fatto di raggomitolarsi per il riposo invernale può portarci muoverci poco, preferire l'auto o la metropolitana ai piedi e alla bicicletta e in ogni caso ad assorbire un numero eccessivo di tossine dovuto all'inquinamento in casa (si aprono poco persino le finestre) e fuori.


Niente di più facile che ritrovarsi a marzo un po' rigidini, con problemi alla muscolatura, alla schiena, alle ginocchia e alle anche che hanno più difficoltà a piegarsi.
La pelle, soprattutto per chi vive in città, è più secca, grigina, inspessita, ma più fragile, magari con qualche brufoletto o eczema fastidioso.
Ci si sente gonfi, non a posto e si hanno difficoltà a svegliarsi la mattina.


Bene, oddio non troppo, ma se vi sentite così invece di porvi rimedio  tra più di un mese quando comincerà il panico da vestiti leggeri e spiaggia, meglio darsi tempo e farlo ora.


Tutto questo può essere risolto facilmente curando il corpo sia dall'esterno sia dall'interno, far solo una di queste due cose ovviamente dimezza i risultati ed è piuttosto inutile lamentarsi.


Esterno ovvero spolveriamoci per bene


Soluzioni quasi a zero costo
- aerate la casa sia la mattina sia la sera 
- far 15 minuti di movimenti dolci ogni giorno, chiunque di noi ha fatto nella sua vita un corso di ginnastica, stretching, yoga, tai chi ... beh rispolverate la memoria;
- eliminate i saponi con petrolati, slf e passate ai saponi meno tossici per la pelle, che ricordo è un organo, non solo un rivestimento. 
- comprate una spazzola dura di crine naturale e, senza aggiungere sapone, passatela sul corpo con movimenti circolari tutti i giorni sotto la doccia calda; con un solo gesto tre risultati: pelle più ossigenata, eliminazione delle tossine e della pelle vecchia e attivazione delle energie sottili (leggasi quelle collegati ai meridiani)
- se ci riuscite, fate una doccia anche con sola acqua tutte le sere prima andare a dormire, dormirete meglio e laverete via il peso della giornata, compresi capi antipatici, colleghi rompini e nervosisimi vari da traffico del ritorno;
- comprate dell'olio essenziale di lavanda e mettetene una goccia sul cuscino, è una garanzia per i bei sogni
- evitate l'attività fisica la sera perché scatena l'adrenalina e rimanda il sonno di almeno un paio d'ore 
- usate i piedi più che potete e abbiatene cura
- dormite il giusto, quindi non 4 ore per notte, perciò andate a letto prima (anche solo mezz'ora), quando cominciano i primi sbadigli e vi ciondola il capino. Sento già il coro di quelli che dicono: ma io vivo, leggo, faccio cose fighe solo dopo le 10 di sera, non ce la faccio ad andare a dormire prima delle 2, perché il mio cervello funziona solo a quell'ora, diciamocelo però se poi dovete alzarvi alle 7 lamentarsi perché vi sentite stanchi ha poco pochissimo senso.


Soluzioni facili ma con un piccolo costo, non solo economico
- scegliete un posto non inquinato, parco, area verde etc, e camminate a passo veloce almeno due volte la settimana per un'ora, meglio se con amica, cane, compagno/a di vita; il ritmo è quello dato dal posso parlare mentre cammino veloce, è un modo facile per farsi il cosiddetto "fiato", per aumentare i consumi e ; 
- se siete iscritti a una palestra/piscina ... andateci
- se non lo siete, cercate un corso in cui l'impatto fisico sia dolce e iscrivetevi: porto acqua al mio piccolo mulino e vi consiglio spassionatamente il tai chi. Lo pratico e insegno da parecchi anni e gli effetti positivi sulla mia vita e sul mio corpo son evidenti.


Soluzioni più impegnative
- andate alle terme per un fine settimana, vapore, tranquillità e relax vi regaleranno elasticità e pelle depurata; possibilmente terme vere, in Italia e appena oltre confine ce ne sono tantissime e i costi non sono pazzeschi
- regalatevi dei massaggi, un professionista che sciolga le tensioni vale il sacrificio economico

giovedì, marzo 01, 2012

Buoni propositi: mente

Due premesse.
Non credo nei buoni propositi dell'inizio d'anno, i miei durano al massimo fino alla Befana, nei duri regimi imposti perché "così inizio a star bene" e, non essendo cattolica, non credo nemmeno nella reiterazione di riti che non mi appartengano, come la quaresima. 
Credo invece nel risveglio della mente, del corpo e dello spirito con l'avvento delle nuove stagioni e nel preparare se stessi al cambiamento con lentezza, dinamicità (non sono in opposizione, credetemi) e leggerezza.


E poi è arrivato marzo, è finito il mese per me più antipatico dell'anno e sta iniziando la mia stagione preferita!


Nella medicina cinese a ogni stagione corrisponde una cura olistica (corpo, mente, spirito o cuore) differente.
La primavera è di certo la stagione più impegnativa e quest'anno in modo maggiore visto che abbiamo avuto un inverno strano, poco freddo, con sbalzi di temperatura assurdi e un aumento dell'inquinamento generalizzato causa scarsissima pioggia. È facile quindi ritrovarsi un pochino confusi, stanchi e sonnolenti proprio in questi giorni. Siamo come pieni di polvere e le pulizie di primavera più che in casa è meglio farle su di noi.


E quindi la Petula ha pensato a una serie di post e a una piccolissima sorpresa per i milanesi e limitrofi per il primo giorno di primavera (e non vi dico nulla di più per ora).


Iniziamo con la mente!


Con l'arrivo della primavera la testa si fa pesante, l'energia che ci vuole per affrontare un risveglio è tale che la testa vorrebbe rintanarsi ancora di più nella grotta invernale e starsene lì a non far nulla ancora per un po'.
Cosa fare: impigrirsi, abbozzolarsi sul divano e nelle cattive abitudine prese con il freddo? meglio di no, l'ideale è risvegliarsi pian piano e darsi una sorta di percorso. 


Una serie di piccole cose che si possono fare. E tenete conto che potete iniziare oggi con poco e proseguire fino a dopo il 21 marzo. Alcune diventeranno abitudini altre solo regali da farsi ogni tanto. 

Tutte le mattine:

- svegliarsi 15 minuti prima del solito
- spalancare una finestra per cambiare l'aria della notte piena di elementi di scarto della respirazione
- massaggiarsi (basta anche grattarsi bene su tutto il corpo), fare qualche esercizio fisico, meditare per 5 minuti
- regalarsi una colazione fatta bene (se si è furbi il necessario ce lo si prepara la sera prima)
- sedersi, guardare il soffitto, ascoltare musica, stare in silenzio o leggere per 10 minuti
e poi iniziare la giornata.


E non voglio sentire scuse stile "ma come si fa, ho una vita impegnata, la mattina son uno zombie etc", perché 15 minuti al giorno si possono trovare, se non lo si fa è solo perché non lo si vuole.


Durante la giornata:
- meno notiziari (uno al giorno è più che sufficiente) e tanta musica, se poi riuscite anche a cantare senza farsi uccidere dai vicini, meglio!
- liberarvi di una cosa fastidiosa (dall'appuntamento con il dentista all'orrido soprammobile)


Per almeno due mesi:
- farsi consigliare fiori di Bach o floriterapie con gemmoderivati o rimedi omeopatici adatti allo snebbiamento mentale e prenderli per almeno due mesi.


Per un fine settimana:
- fuggire dalla città e andare in un parco/terme/altra città 


Per domani:
- rispolverare un vecchio hobby o trovarsene uno nuovo, quello che volete dal giardinaggio alla pittura su legno.


Per oggi:
- è il primo marzo ed è il World Book Day.
Il giorno ideale per andarsi a vedere quali libri di macrobiotica e affini ho consigliato per qualche anno e regalarsene almeno uno!

martedì, febbraio 21, 2012

Salsetta!




















Che ami i cavoli e tutti i loro parenti è cosa ben nota, forse pure un po' troppo visto che persino lo spacciatore siculo di verdura ormai dà per scontato di riempirmi la borsa di cime di rapa, broccoli e cavolfiore quasi ogni sabato. 


Questo sabato però ha superato se stesso con tanti bei broccoletti muniti di un numero infinito di foglie tutte sane e carnose, che han messo in moto i miei due neuroni spenti dai continui cambi di temperatura. A rianimarli ha contribuito anche una pulizia del frigo grazie alla quale ho scoperto,abbandonato in un angolo da almeno 3 mesi, un barattolone di noci dell'albero dei miei suoceri.
Le dosi sono abbondanti e la salsetta può essere un pesto per la pasta oppure, eliminando l'aglio (o lasciandolo, dipende dalla vostra vita sociale), e lasciandola più solida, un paté da spalmare sul pane, anche per colazione se come me detestate i dolci di prima mattina.


20 foglie di broccolo
15 gherigli di noci
1 spicchio di aglio
1 cucchiaio di lievito alimentare (opzionale)
olio extra vergine qb
acqua qb
sale qb


Sbollentate le foglie di broccolo e poi frullate il resto in un mixer.



martedì, gennaio 24, 2012

Una nuova ossessione ... il cedro



Una ossessione al giorno leva chi vi pare di torno!
E negli ultimi tempi ho conosciuto l'ossessione del cedro (me l'hanno portato a casa tipo trovatello del supermercato). Non conoscevo molto questo splendido agrume se non per la cedrata, di cui ero innamorata da piccola, e per gli orridi canditi. Mi ha conquistata e quindi mi son data alla sperimentazione.

A questo si aggiunge una noticina macrobiotica. In un inverno così confuso non si sa bene a quale organo dare più retta, in teoria in inverno bisognerebbe coccolare i reni, scaldarli con cibo, adeguato abbigliamento e attività fisica o massaggi... ma perdiana ha fatto sul serio freddo per solo una settimana e in effetti il fegato (tipico organo primaverile e di rinascita) continua a lavorare e a esigere attenzione quindi niente di meglio che qualche nota acida per non farlo sentire trascurato.
Il nostro corpo è un po' come le mie piante in balcone che tentano di fiorire in continuazione (una disperazione!) e che invece bisogna convincere a non sprecare troppe energie perché il cammino verso il caldo è ancora lungo.

A rendere questa ricetta speciale è l'uso del rigalimoni, oggetto quanto mai mitico e sostanzialmente, inutile comprato in un delirio di shopping anni fa e utilizzato pochissimo!

500 gr di merluzzo fresco
1 cedro
3 cucchiai di olio extravergine di oliva leggero (o di girasole bio)
6 cucchiai di acqua
2 cucchiaino di salsa di soia
la buccia e il succo di mezzo cedro bio

salsa:
1 cucchiaio di olio di extravergine di oliva leggero (o di girasole bio)
1 cucchiaino di salsa di soia
il succo di mezzo cedro
shichimi o peperoncino qb


Miscelate olio, acqua, soia, succo di cedro e buccia di cedro tagliata sottile (o con il riga limoni ndp*) e mettete a marinare il pesce per un'ora.
Ricoprite con la carta forno il cestello per il vapore, poggiateci il pesce scolato, ma non troppo, dalla marinata e sopra il pesce mettete le bucce del cedro.
Cuocete per una decina di minuti a seconda della pezzatura e servite con la salsa.

*ndp: nota della petula

lunedì, gennaio 09, 2012

Un ottimo inizio


Del Capodanno non mi piace nulla o meglio mi annoia quasi tutto, a parte il cibo a nastro ... per il resto per me è una festa inutile almeno quanto San Valentino, non mando sms d'auguri, evito i festeggiamenti, se non fosse per i botti e per il recupero gatta terrorizzata da dietro la lavatrice alle 23 di norma starei già dormendo sul divano.
Al contrario mi piace tanto colazione del primo dell'anno che da tempo immemore faccio rigorosamente molto presto e da sola (gli altri più o meno dormono) con questi e con questo.

L'eccesso di cibo dei giorni scorsi però mi ha fatto venire una gran voglia di sapori non nostrani e di ricacciar la testa nei miei testi di cucina giappa e in quelli di macrobiotica (non sono necessariamente collegati).

E cosa c'è di meglio che proporvi una ricetta con uno dei miei cibi preferiti: la zucca?!

La ricetta viene da un ottimo libro di cucina giapponese La cucina giapponese di casa di Kurihara Harumi. Lei è un mito della televisione giapponese e propone piatti semplici alla portata di tutti e con ingredienti che si possono trovare con relativa facilità in qualsiasi supermercato etnico o in rete. Se avete il satellite, potete vedere il suo programma di cucina su NHK World.

Nelle sue ricette, cosi come in tutta la cucina giapponese, Harumi usa spesso lo zucchero semolato per il gusto agrodolce, da buona macrobiotica l'ho sostituito con il malto di riso o con l'agave (evitate lo sciroppo d'acero che invece modifica del tutto il sapore). Il sapore dolce va bene, anzi in inverno va benissimo, molto meno bene lo zucchero normale.
Per il sesamo, procuratevene di buona qualità nei negozi bio, lavatelo, tostatelo e con una parte potete farci il gomasio con il resto conservarlo in un barattolo ben chiuso e aggiungerlo all'impasto del pane o sul riso e sulle verdure al vapore. Dura circa un mese.
È una ricetta facilissima, ma rende onore alla zucca tirandone fuori tutta la dolcezza naturale e si può gustare sia tiepida sia fredda.

500 gr di zucca a cubotti
1 cucchiaio di malto di riso
300 ml di acqua fredda
1 cucchiaio abbondante di salsa di soia
1 cucchiaio di semi di sesamo tostati

In una pentola dai bordi alti mettete l'acqua, il malto e la salsa di soia, tenendo la fiamma bassa unite la zucca e mescolate. Non abbandonate la zucca a se stessa. Questa salsa tende a rapprendere e quindi la zucca va tenuta d'occhio e rigirata in modo che si possa caramellare su tutti i lati. Quando la salsa si sarà più che dimezzata e ben rappresa e la zucca si sarà ammorbidita, spegnete il fuoco e cospargete sopra la zucca i semi di sesamo tostati che avrete leggermente pestato in modo da farne fuoriuscire tutto l'aroma.

giovedì, dicembre 22, 2011

Cracker di Natale!



E' arrivato il periodo dell'anno che preferisco ... ammetto mi piace il Natale, le lucine, i pranzi in famiglia, le feste con gli amici, i regali e il freddo!
Mi aspettano almeno due giorni di cucina intensiva e di mangiate altrettanto impegnative e non vedo l'ora!

Ho quasi tutto pronto (qualche regalo è ancora in mano alle poste, ma per fortuna le persone a cui sono diretti amano i regali differiti) dato che a settembre ho messo un bel po' di cosine sotto vaso pensando al Natale e nei viaggi ho recuperato molti regali.
Qualcosa però confeziono all'ultimo momento e i cracker son un'idea perfetta sia per il cestino del pane della cena della Vigilia, che, se non erro, dovrebbe essere meno ricca, sia come regalo per gli amici maniaci del bio visto che son fatti con farina integrale, di segale, sesamo, semi di lino ed erbe fresche. Son buonissimi con il salmone e perfetti anche per la colazione.
Si conservano a lungo e possono essere confezionati in sacchettini trasparenti o in scatole di latta. Fanno un grande effetto.

Buon Natale a tutti e, come dico tutti gli anni, godetevela! Per riequilibrare le energie avrete tutto l'anno!

250 gr di farina di segale
250 gr di farina integrale
1 cucchiaino di sale
4 gr di lievito di birra secco (8 di fresco)
1 cucchiaino di semi di sesamo tostati
1 cucchiaino di semi di lino
1 cucchiaio scarso di olio extra vergine
200 gr di acqua tiepida
erbe fresche o secche a scelta (rosmarino, timo, cardamomo, peperoncino)

Impastate tutti gli ingredienti,come per il pane, anche se la consistenza dovrà essere un po' meno morbida, fate una palla e lasciate lievitare fino al raddoppio. Le erbe potete decidere se mischiarle agli ingredienti o metterle solo sulla superficie.
Scaldate il forno a 200 °
Stendete la pasta in fogli sottili aiutandovi con un mattarello o con la tradizionale macchina per la sfoglia messa allo spessore più alto.
Ponetela sulla teglia (più teglie) coperta con la carta forno, spennellate leggermente la superficie con l'olio e distribuitevi sopra le erbe (se non le avete messe nell'impasto) e qualche pezzettino di sale grosso frantumato con un pestello.Potete o pretagliare i cracker con un cutter per la pizza oppure spezzare tutto una volta secco, in questo modo però farete molte più briciole.
Mettete in forno e fate cuocere fino a quando la superficie non comincerà a scurire (15/20 minuti) stando attenti perché passa dal poco cotto al completamente carbonizzato in pochissimo tempo, quindi non andate a far la doccia mentre cuociono i cracker!
Fateli raffreddare nella teglia, spezzateli e poi riponeteli in scatole di latta.


PS I racconti sul Giappone non sono mica finiti....

lunedì, novembre 28, 2011

Impressioni e impermanenza



Il Giappone è per me un grande amore con gli occhi aperti.

Come tutti gli amori della mia vita.
Sarà l'innato cinismo e l'immarcescibile ironia, non ho mai amato qualcuno o qualcosa ad occhi chiusi.
I colpi di fulmine non sono per me, i miei amori son lenti e meditativi e per questo amo per e malgrado i difetti a partire da mia mamma per arrivare alle gatte, al tai chi e alla macrobiotica.

Per il Giappone (e per l'Inghilterra) è la stessa cosa e così quando mi sveglio sul tatami, cammino per un giardino perfetto nell'imperfezione, sento le scale mobili parlarmi oppure sorrido alle spettacolari minigonne delle ragazzine mi si apre il cuore.
È un paese grazioso e severo, con miliardi di sfumature da cogliere con occhio attento viaggio dopo viaggio.
Un paese che non si piange addosso, che si rimbocca le maniche e da ogni tragedia esce con efficienza, orgoglio (difetto e pregio allo stesso tempo) e grazia.

Il viaggio questa volta è stato al sud, da Osaka in giù alla ricerca di un autunno che invece si è rivelato una tarda estate, tranne che in montagna.
Unica tappa obbligata imposta da me son stati tre giorni a Tokyo, la grande città che amo di più dopo Londra e nella quale riesco a non perdermi!

Un viaggio un po' fuori dalle rotte classiche da turisti, grazie a qualcuno che con il giapponese se la cava parecchio bene (... parlare bene inglese in Giappone è del tutto inutile) che ci ha regalato: parecchi aceri verdi
qualche acero con miliardi di sfumature rosse,
la ripidezza assurda delle scale di legno del castello di Hikone
una notte in un monastero a Koyasan, luogo tradizionale del buddismo giapponese
l'assurda pulizia di ogni luogo
l'atletismo dei pensionati
il silenzio di una mattina al cimitero buddista e la meraviglia del Toro-do
la rarità di facce occidentali
la gioia del sincretismo religioso
il casino di Halloween a Osaka
il pop giappo nei posti più incredibili


far colazione e cena nelle stazioni
due notti in un meraviglioso ryokan a Miyajima
lo stupore di vedere spazzare un bosco
la gentilezza complusiva
la bollitura nelle vasche in legno
gli alberi di Natale nelle stazioni
la bellezza dei boschi di Ise
un ristorante di daifu spettacolare e la gentilezza di un amico a Kyoto
tante polpette di polpo (takoyaki)
l'efficienza dei lost&found delle ferrovie
i ragazzetti danzanti di Kobe


la pazienza delle spose in posa
l'esaltazione del silenzio
gli onigiri a colazione
l'altezza dei crisantemi
la demenzialità dei cani nei passeggini e dei negozi per bestiole
le onde infuriate e le ranocchie del tempio di Futami
ritrovare il mio ristorante coreano preferito a Ueno (Tokyo)
l'amore per i viaggi in treno
aver migliorato il risucchio obbligatorio mangiando udon e soba
la giappopazzia del primo (e ultimo credo) ristorante italiano a Tokyo
tante ghiande sia nei boschi sia in valigia


e molto altro ... ma se vi racconto tutto ora come reggerete il fatto che non metto nemmeno una ricetta?
Purtroppo al ritorno dal viaggio son entrata in un tornado di attività che spero si cheterà la prossima settimana e mi darà il tempo di recuperare tutte le foto in raw, di cucinare per bene, fotografare e di fare la lotta con il divano per qualche giorno.

In ogni caso su Stray in Japan trovate altre descrizioni del viaggio!

martedì, novembre 22, 2011

Eccomi!




Son tornata, son tornata!
Scusate l'assenza prolungata, so che mi si dava per scomparsa, ma molto più semplicemente ho pensato bene di staccare per un po', sposarmi e andarmene a gironzolare per il Giappone per la terza volta.
Al ritorno son stata aggredita dal lavoro, dalla pratica, dagli allievi, dalla famiglia, dagli amici, dalle gatte e infine dalla tecnologia che ha deciso di ribellarsi in massa (cellulare, pc e satellite mi han mandata a stendere ...).



In Giappone fuori dai normali percorsi mi son goduta la bolgia delle città, le architetture strabilianti, i silenzi dei monasteri, i colori dell'autunno, un caldo micidiale fuori stagione, cibo godurioso e soprattutto l'effetto gaijin (straniero) in un paese che fa della gentilezza la normalità.

Sto facendo ordine in testa, nel pc e tra le foto e quindi a brevissimo ci saran ricette nuove e qualche racconto.
Per qualche anticipazione andate su Stray in Japan.

lunedì, settembre 19, 2011

Il pesto che non c'era




Quiz: se stai per tante ore a 15° con indosso solo una magliettina (perché mica ti han avvisato) ed esci che ce ne son 40° dopo quanto tempo ti abbatterai sulla tastiera tossendo e sputacchiando germi?

Per tutta l'estate ho più o meno resistito al superlavoro e agli sbalzi di temperatura, poi ho ceduto!
Peccato che fossi in una situazione da 38° dentro e 38° fuori, erano credo trent'anni che non mi prendevo la febbre in estate e ho scoperto che è un'esperienza da non ripetere.

Finite le lamentele, posso dire che è iniziato il mio periodo "canning" ovvero "cerco di metter sottovetro qualunque cosa" e questo ha giustificato un giro delirante e divertentissimo all'ortomercato di Milano da quale son uscita con chili di verdura di ogni genere, trasformati in queste cose qui e in altro ancora. E ha anche giustificato un giretto al mercato del pesce, che sta di fronte, e l'acquisto di un chilo abbondante di salicornia.

Se vi state domandando cos'è, pensate a quella specie di alga cicciona che i pescivendoli usano sovente per decorare i banchi ... quella cosa lì è chiamata anche asparago di mare, non è una vera e propria alga ed è buonissimo, oltre a una fonte fresca di sali minerali e vitamine. Ha un sapore abbastanza delicato e può essere mangiata in molti modi.
A me ne piacciono soprattutto due.

Sic simpliciter
Lavata, pulita dalle parti più legnose (, sbollentate per 5 minuti in acqua, niente sale mi raccomando, e servita con un filo d'olio e del succo di limone.


Pesto/salsa da spalmare sul pane
Bollite la salicornia e frullatela con olio, mandorle, aglio, peperoncino e un pugno di mollica di pane (le quantità a gusto). Potete unirla a degli spaghetti oppure usarla come salsa per un pesce bianco o, facendola un po' più densa, spalmarla sul pane.

Se come me ne avete acquistata in abbondanza, potete lavarla per bene, togliere le parti legnose, farla asciugare per un paio di ore, metterla nei sacchettini di plastica e surgelarla.




lunedì, agosto 29, 2011

Zucchine zenzerose




Ricetta veloce del ritorno.
Con oggi finisce la mia pacchia agostana ovvero lo stare in città mentre tutti se ne vanno, parcheggiare ovunque, girare per le vie del centro scoprendo angoli e cortili meravigliosi, lavorare in un quasi totale silenzio, godersi il terrazzo con gli amici che vanno e vengono in continuazione, fare colazione tra le piante, coccolarle e raccoglierne i frutti.
Unico difetto di tutto ciò era ed è (visto che ancora non è tornato) la vacanza prolungata del mio spacciatore di verdura, compensata da qualche regalo di orti amici.
L'orto amico ha regalato zucchine e cipollotti appena colti, di questi però ho utilizzato solo il verde visto che era freschissimo e molto aromatico. E poi ho solo dovuto salvar dal suicidio un rizoma di zenzero.
La ricetta è piccantina e aromatica, perfetta per questo clima meraviglioso, non più caldo e piacevolmente fresco. È così veloce da realizzare che non fa nemmeno sentire il peso del ritorno alle normali abitudini (tipo quella di cucinare tutte le sere!)

5 zucchine medie
3 cipollotti solo parte verde
1 aglio
6 cm di zenzero
1 cucchiaio di olio di sesamo
sale

Tagliate tutte le verdure a fettine sottili. Scaldate nel wok l'olio di sesamo e poi saltateci tutte le verdure per 5/10 minuti in modo da cuocerle ma lasciarle croccanti.
Se vi avanzano potete metterle in un guscio di sfoglia (vegan), passarle in forno per 15 minuti e avere così anche il pasto o la schiscetta del giorno dopo.

lunedì, luglio 18, 2011

Tofu cremoso



Una settimana di vacanza lontana da tutto e mi son dimenticata di tutto comprese le password per entrare nei server aziendali.
Do la colpa al caldo, al lavoro, ma di fatto nonostante la macrobiotica e decenni di tai chi il mio essere Dory non cambia, negli ultimi anni ho cominciato a sostenere di allenarmi per la vecchiaia così gli amici e parenti già abituati al mio normale stato confusionario mi lasceranno tranquilla.

Si sa non amo per nulla l'estate, in questi mesi mi trasferirei volentieri in zone ove la temperatura non sale mai sopra i 24°, si dorme con la copertina e i maglioni di cotone pesante non prendono la muffa nell'armadio e soprattutto non si passa il tempo a litigare coi colleghi per l'eccesso di aria condizionata e a salvare le piante dalle muffe per l'eccesso di umido! ma tant'è ... mi consolo coi piatti dalla cottura minima ma utili per abbassare il livello di calore nel corpo: tofu e peperoncino che con il loro yin/yang son molto utili in giornate come queste.
Fateci caso il peperoncino come lo zenzero vengono usati in paesi dove le temperature sono torride, in parte perché disinfettanti delle vie digestive (se non si esagera altrimenti fan malissimo al tratto intestinale) in parte perché aumentando la sudorazione portano il calore fuori dal corpo.

1 cucchiaio di olio di sesamo
1 cucchiaio e 1/2 di shoyu
1 cucchiaio e 1/2 di acidulato di riso
1 cucchiaio e 1/2 di mirin
acqua calda qb
3 cucchiai di semi misti
1 cucchiaio di pinoli
250 gr di firm tofu
una spolverata di ichimi tōgarashi o peperoncino nostrano

Frullate i semi misti,i pinoli e unite piano piano lo shoyu, il mirin e l'acidulato di riso fino a ottenere una pappetta non troppo liquida. Aggiustate di sale se necessario. Mettete sotto un peso il tofu in modo che perda l'acqua di vegetazione e poi tagliatelo a cubetti. Saltatelo nel wok con l'olio di semi e poi unite a cucchiai metà della salsa, fate cuocere per 5/10 minuti aggiungendo acqua caldo quando si addensa troppo. Spolverate con l'ichimi o il peperoncino e servite con il resto della salsa a parte. Con la stessa ricetta potete cucinare il tempeh.

giovedì, giugno 23, 2011

Zuppa time!


Capitano periodi in cui il tempo mi par scorrere al doppio della velocità, mi ritrovo a far cinque cose insieme lasciandone sempre quattro indietro, mi perdo i giorni della settimana (è da martedì che son convinta che sia venerdì), mi ritrovo con un gatta dal veterinario meditando sul fatto che non so dove sia finita l'altra e via di seguito ... e allora

STOP!
ZUPPA TIME!

e possono anche esserci 40° tanto quando cuoce me ne sto in balcone a zappettare e poi me la mangio appena tiepida con tanti bei crostini.

Questa è la zuppa della nanna, calma gli animi più frenetici: la lattuga è un sedativo naturale, rinfrescante e depurativa da cruda, si può mangiare anche cotta ed è ideale soprattutto a cena e quando avanza della lattuga o comincia a intristirsi nel frigo.
Per accentuare il carattere sedativo della zuppa e dar una nota leggermente limonosa ho aggiunto della melissa fresca (il green mood dà ottimi prodotti) che però potete sostituire con il prezzemolo e una spruzzata di limone fresco.

1 cipolla
3 patate dolci
1 lattuga
2 cucchiai di olio extra vergine d'oliva
1 cucchiaio di miso bianco
una manciata di melissa fresca (opzionale)
acqua qb
succo di limone qb

Affettate la cipolla la cipolla e fatela stufare nell'olio, unitele patate pelate e tagliate a cubetti e coprite il tutto con acqua a cui avrete aggiunto metà del miso. Fate cuocere per un'ora poi unite la lattuga tagliata grossolanamente e la melissa. Proseguite la cottura per una decina di minuti, poi frullate il tutto fino a ottenere un composto bello liscio. Unite il resto del miso, una spruzzata di succo di limone e servite calda o appena tiepida con tanti crostini di pane integrale.

giovedì, giugno 09, 2011

Di alghe, Giappone e Referendum




In questi giorni passo 10 minuti ogni sera e mattina a svuotare i sottovasi! Ecco a me piace la pioggia ma è ora di piantarla, voglio piazzarmi sul terrazzo o su un prato a prendere il sole e non togliere il fango dalle scarpe!!!
Per fortuna grazie all'ortolano di fiducia ogni sabato riempio casa di cipolle di Tropea piene di sole, di cespi di insalata enormi e di zucchine minuscole e molto saporite.

E mi consolo della pioggia con i colori delle verdure italiane e il forte sapore di un nuovo paté di alghe giapponesi, venuto fuori dalla necessità di far pulizia in dispensa e frigo, ma decisamente ottimo e per i palati più coraggiosi fantastico la mattina su una cracotte di riso per una bella iniezione di sali minerali e vitamine.

Ricordo che non tutto il Giappone è stato colpito dalla catastrofe nucleare, quindi bando alle paure inutili e compratele nei negozi ad hoc in tutta sicurezza. Ovvio che invece sarebbe meglio ricordarsi il Giappone per un'offerta alla Croce Rossa Giapponese (non quella italiana mi raccomando) visto che le persone senza casa grazie allo tsunami hanno ancora bisogno di aiuto.

E proprio per questo ANDATE A VOTARE DOMENICA E LUNEDÌ!!!!!!!!!!
Se i giapponesi hanno avuto problemi a gestire un'emergenza nucleare potete immaginare cosa accadrebbe in Italia?


20 gr di dulse
20 gr di arame
8 cetrolini piccoli
10 capperi
2 cucchiai di olio di sesamo
acqua qb
3 cucchiai di pinoli
1 cucchiaio di erba cipollina fresca
2 cucchiai di salsa di soia
2 cucchiai di acidulato di riso (o aceto di mele)

Mettete le alghe a bagno per un paio di ore, poi scolatele e mettetele in una pentola coperte di acqua con la soia e l'acidulato di riso. Cuocete fino ad assorbimento di tutto il liquido.
Nel frattempo tostate i pinoli.
In un frullatore mettete tutti gli ingredienti (esclusa l'erba cipollina) e frullate fino a ottenere una salsa densa, unendo poca acqua se necessario.
In ultimo aggiungete l'erba cipollina tagliuzzata finemente e servite con verdure o sul pane.

mercoledì, maggio 11, 2011

Green mood parte tre






"Se vuoi divertirti per un'ora ubriacati, se vuoi essere felice per una settimana trovati un uomo, se vuoi essere serena per tutta la vita datti al giardinaggio" (cit)

Non è quindi un caso che per anni sia stata l'incubo di tutte le mie piante. Ho visto cactus gettarsi letteralmente dal davanzale pur di sfuggire al mio amore a corrente alternata.

Poi ho scoperto che non era questione di pollice nero, ma di piante giuste per me, di un minimo di costanza e di un paio di consigli giusti. E il mio dna contadino andava e va d'accordo con tutto ciò che si mangia (o comunque dà frutti...), bulbi, piante grasse e rampicanti, mentre arranca con le le classiche piante d'appartamento.

Non sono necessari balconi o giardini e nemmeno spese pazze: un davanzale minuscolo può diventare una mini serra e dare grandissime soddisfazioni e si possono far miracoli anche con le piante comprate al supermercato.


Se son riuscita io a passare da un obitorio botanico a un terrazzo con tanto di rubinetto apposito per innaffiare, ad avere almeno un piccolo davanzale verde e profumato ci possono riuscire più o meno tutti.
Ormai le mie mattine son un momento zen di eliminazione di foglioline e fiori secchi e di recente son amata da una camelia, le mie notti profumano di gelsomino, metterò via lavanda per i cassetti e adotterò orchidee per l'inverno.

Senza esagerazioni ... volete mettere l'innegabile vantaggio di usare erbe aromatiche proprie o la soddisfazione di servire agli amici un'insalatina fatta da voi in tutti i sensi?
E poi si scopre un mondo fatto di serre, mercati di fiori, persone appassionate, riviste, libri e parecchio shopping online!

Piante estive per pollici neri

basilico
timo
maggiorana
insalata

Minima attrezzatura:

- terra generica
- vasetti / barattoli della marmellata o dello yogurth
- palline di argilla
- innaffiatoio
- paletta o cucchiaio
- semi per insalata da taglio
- guanti usa e getta

La vostra convinzione di avere il pollice nero nasce dal fatto di aver ucciso persino le piantine del super? Sbagliato! Le piantine del super son seminate in numero eccessivo in vasi piccoli con terra di scarsa qualità perché così si sviluppano prima, ma van sempre rinvasate.
Quindi comprate le vostre piantine, mettete un giornale sul pavimento e tenete a portata di mano tutti gli altri ingredienti (!).


Togliete dal vaso brutto e di plastica le piantine e liberate le radici dalla terra vecchia: il timo e la maggiorana son piante uniche di solito e quindi dovrete solo scuotere le radici, il basilico invece è composto da tantissime piccole piante messe a dimora tutte insieme e quindi dovrete dividere piantina da piantina con delicatezza.
Nei nuovi vasi mettete uno strato di argilla (serve a drenare meglio l'acqua) e poi terra fino a 3 dita dal bordo, fate un buco e mettete a dimora la nuova pianta, ricalzate la terra intorno e innaffiate.

Le aromatiche di norma amano il sole ma non troppo e diretto e andranno innaffiate tutti i giorni in estate: infilate un dito nella terra se è umida va bene, se è fradicia smettetela di annegarle, se è secca provvedete.

Per l'insalatina: riempite di terra un barattolo fino a due dita dal bordo, fate delle righe sulla terra con una matita e all'interno metteteci i semini (non tutta la bustina, lì ci son semi per una coltivazione estensiva), coprite con uno strato leggero di terra e innaffiate con estrema delicatezza. Anche qui sole e innaffiature ogni due giorni a seconda del caldo ed è una di quelle coltivazioni che si possono fare anche in inverno, ma ne riparleremo.
Se avete paura di far danni coi semi, vendono anche dei feltrini con i semi già inseriti, a giusta distanza e con le istruzioni.


Ultimo consiglio!

Due libri per chi prima o durante ama informarsi:

L. Maklouf Smalto rossetto e pollice verde - consigli pratici a prova di sterminatore di morte vegetale
J. Wong - Grown your own drugs - per chiunque voglia coltivare qualcosa di più delle solite aromatiche e farci pure qualcosa.