giovedì, aprile 28, 2011

Green mood seconda parte (seguirà terza)


Visto che mi è stato impedito di dipingere le pareti di casa di verde (già ne ho qualcuna turchese, arancio e azzurro svedese) riempio di verde tutto il resto e vi ammorberò con i miei consigli verdi.
Son posseduta dal demone dell'orticultrice!!!

Ne ho già parlato, da sempre gran soddisfazione mi dà coltivar i germogli.
Se avete sempre ucciso ogni pianta della vostra vita, se pensate di avere il pollice nero, se non sapete distinguere un cactus da un olmo, i germogli fan per voi.
Son facili, crescono al buio, non han bisogno di cure e son buoni, ricchissimi in vitamine e sali minerali, ideali in primavera, perfetti nelle insalate o nei panini o da sgranocchiare durante la giornata.

Avete bisogno di:

barattolo di vetro imboccatura larga
quadrato di cotone o lino
elastico
germogli

Per iniziare e regolarvi con la quantità, la prima volta mettete un cucchiaio di semi nel barattolo, sciacquateli, poi sommergeteli di acqua e lasciateli a bagno per una notte.
La mattina scolate l'acqua, coprite il barattolo con la stoffa (cotone o lino) e fermate con l'elastico e mettete al buio. Già il primo giorno avrete la soddisfazione di vedere i germoglietti far capolino dai semi.
Due volte al giorno (tipo sera e mattina) dovete sciacquare i germogli usando la stoffa come filtro.
Di solito dopo quattro, max cinque, giorni son pronti. Devono essere chiari e senza parti verdi.
Prima di consumarli potete toglier la buccina del seme, ma non è necessario e per me è una noia mostruosa.

Amo soprattutto i germogli di:

soia, siam nella norma, ma meglio coltivarseli che comprarli al super
crescione, belli piccantini, nei panini son una bomba
fagiolo mungo, simile alla soia solo con un po' più di carattere
trifoglio, dolce, solo una menata all'inizio perché è minuscolo
riso integrale, così smaltisco le riserve
lenticchia, dolce e molto proteico
alfa alfa, i più ricchi in vitamine e proteine

Le buste di semi si trovano in tutti i garden center e nei negozi bio, però provate con i cereali o i legumi, che avete in dispensa e che con il caldo rischiano di far da casa alle farfalline ... importante è che siano integrali e bio.
È un sistema di coltivazione molto risparmioso (i semi costano poco, ma, come detto sopra, non è nemmeno così necessario comprarli) ed ecologico visto che si riciclano i barattoli e gli avanzi di stoffe (anche le vecchie camicie van bene). Il mio fantastico germogliatore lo scorso autunno decise di suicidarsi gettandosi da uno scaffale e non penso minimamente di sostituirlo perché non voglio l'ennesimo oggetto in giro per casa.
Se avete bambini è un gioco bellissimo e il modo più facile per insegnar loro come crescono le piante.
L'orticultrice fashion può anche comprarsi in rete il germogliatore in coccio (quelli di plastica son quasi tutti bruttini), bellissimo da vedere, ideale perché mantiene l'umidità e riciclabile in porta oggetti nei momenti di pausa coltivazioni.

venerdì, aprile 22, 2011

... and more!!



Sopportatemi! Durante l'anno passo il periodo zucca, cavoletti, erbette e quello degli asparagi.
Di norma preferisco l'asparagina o gli asparagi selvatici, che son più piccoli, meno legnosi e saporiti degli asparagi tradizionali, ma non ho limiti.
Ora il mio frigo contiene limoni e 3 mazzi di asparagina e cicorietto che per il picnic di pasqua è ideale. Per ora vi beccate l'ennesima ricetta con asparagi.

Senza esagerare come me, gli asparagi son perfetti in primavera perché depurativi, ricchi di sali minerali e vitamine e poco calorici, a patto di non ucciderli con la maionese o con il burro. Se volete farli al vapore (non bolliteli, perdono quasi tutti i sali minerali!) potete fare una salsina con tofu morbido e senape per accompagnarli.

Questa volta invece li ho un pochino macrobioticizzati dando a tutti gli ingredienti tempi diversi di cottura così da avere nello stesso piatto energie diverse.

10 asparagi
200 gr di tofu
1 cipollotto
2 cucchiai di olio di sesamo scuro
1/2 cucchiaio di miso bianco
1/2 cucchiaino di shichimi togarashi (misto spezie giapponesi opzionale)

Pulite gli asparagi e affettatene i gambi a tocchetti molto piccoli, tenendo da parte le punte. Affettate tutto il cipollotto compresa la parte verde e tagliate a cubettini il tofu. Miscelate olio di sesamo, miso e un pochino di acqua tiepida. Scaldate il wok, unite la miscela di olio e miso e saltatevi per alcuni minuti i gambi degli asparagi, la parte bianca del cipollotto e il tofu. Quando i gambi cominciano a intenerirsi unite le punte degli asparagi e continuate a cuocere. Per ultimo unite la parte verde del cipollotto e il misto spezie giapponese.
Si può servire come contorno oppure potete unire del riso integrale già cotto e farne un piatto unico.

mercoledì, aprile 13, 2011

Green mood




Con i colori vado a periodi, arancione, rosso, bianco, nero, mai il blu e il giallo che detesto e che mi stanno malissimo! In questo periodo tutto per me è verde, azzurro intenso o ciclamino.
Per il cibo l'azzurro o il ciclamino non sono molto riproducibili, mentre il verde è perfetto ... e poi è tempo di asparagi.

Ecco forse comprarne 4 mazzi è stata un'esagerazione! Ma è una delle verdure che amo alla follia, li ho scoperti tardi nella vita condizionata dal fatto che la verdura lessa mi fa senso e che a casa si mangiavano soprattutto così e coperti di maionese o uova. La prima volta che li ho assaggiati appena scottati con olio e pepe, me ne sono innamorata.
Così sto cucinando asparagi un giorno sì e l'altro pure e con gli avanzi polpette o risotto.

E voi vi beccate le sempiterne polpette.
Prima o poi farò un pdf solo di varianti sulle polpette.

una tazza di riso integrale già cotto
dieci asparagi cotti (anche solo i gambi e le punte le tenete per una pasta)
10 mandorle
1 cucchiaio di lievito in scaglie
1 cipollotto fresco
sale
pepe
1 cucchiaino di timo fresco

salsa di accompagnamento:
2 cucchiai di tahina
1 cucchiaio di acidulato di umeboshi
acqua qb

Frullate insieme tutti gli ingredienti per le polpette fino a ottenere un impasto morbido e che sta insieme, se fosse troppo liquido aggiungete dei fiocchi d'avena o del pane grattugiato e se invece fosse troppo duro del latte di soia. Cuocetele in padella con un filo d'olio.
Unite in una ciotola tahina, acidulato e acqua e mescolate con energia (la tahina all'inizio non assorbe volentieri i liquidi e va convinta) fino a ottenere una crema fluida.


giovedì, aprile 07, 2011

Scusate l'assenza ...




... ero in vacanza ;)


Dopo un anno splendido, pieno di nuove cose, case, persone, passioni e cambiamenti, ma senza pause, ho voluto staccare per un mese.
Avevo bisogno di aria nuova, di sgranchire le ossa, di ricaricare le batterie e ho pensato che niente era di meglio di andar in vacanza in primavera.


Periodo di rinnovamento per eccellenza e quindi perfetto per cambiare aria e vedere cieli diversi.
Ho gironzolato senza meta tra Francia, Devon, Cornovaglia e Sud del Galles, godendomi un tempo incredibilmente caldo (caldo per gli inglesi, che girano in canotta e fanno il bagno in mare quando noi mettiamo la sciarpina) e senza pioggia.

Ho visto luoghi da lasciar senza fiato, le vallate della Terra di Mezzo, spiagge solitarie e lunghissime, le case bianche di Elisabeth e Darcy, sale da tè minuscole con omini in livrea, ho camminato costeggiando il mare, contendendomi il sentiero con pecore e mucche, non ho visto umani per chilometri, ho dormito in romantici B&B e mi son goduta fish&chips e ettolitri di sidro arrampicata sui banconi dei pub (le mie dimensioni gli inglesi non le prevedono ;D).


Ora son tornata, mi siete mancate/i.

venerdì, febbraio 18, 2011

Le cipolle confortanti


Il cibo coccola è di rado opera mia, dato che nella mia testa se cerco conforto o coccole devono essere coccole al 100% quindi non devo sfacchinare io.

Ho così educato famiglia e amici a far cibo coccola adatto a me e queste cipolle son una cosa per cui Due consigli: usate le cipolle di Tropea o le rosse, diventano dolcissime durante la lunga cottura, e mangiatele il giorno dopo oppure fatele la mattina per la sera, così i sapori si amalgameranno perfettamente.

10 cipolle rosse o di Tropea piccole oppure 5 grandi
2 acciughe sott'olio
1 spicchio di aglio
3/4 cucchiai di olio extra vergine di oliva
3 cucchiaini di timo o prezzemolo fresco
5 cucchiai di pane grattugiato
pepe/peperoncino (opzionale)

Pelate le cipolle e se son piccine mettetele in una pirofila leggermente unta con la punta all'insù e con le dita o un coltello forzate un pochino tra gli strati in modo da aprirle per farci entrare il ripieno; se son grandi invece tagliatele a metà e disponetele nella pirofila con la metà tagliata all'insù.
A parte frullate prima il pane grattugiato con le erbe e l'aglio e poi l'olio con le acciughe.
Prendete l'impasto di pane e mettetelo tra gli strati delle cipolle e poi sopra versate l'olio acciugoso usando un cucchiaino.
Se state pensando "ma perché far prima la Petula non mischia l'impasto di pane con l'olio?" perché alla Petula la roba untissima non piace molto e il pane tende a essere un assorbi olio incredibile.
Non aggiungete sale, le acciughe lo sostituiranno.
Mettete in forno a 160°/180° per un'ora o almeno fino a quando le cipolle non saranno morbide. Per evitare che il ripieno si bruci potete coprire per i primi 30 minuti la pirofila con la carta stagnola.
Son buone anche fredde.

giovedì, febbraio 17, 2011

AUGURI!

Non c'entrano nulla o quasi con la macrobiotica, ma mi fan ridere almeno dieci volte al giorno!
Le mie padrone:

Gatta senza nome, mio grande amore felino da quasi 17 anni, sorda come una campanella, vera sopravvissuta, appiccicosa come la colla, urlatrice folle, dispensatrice di coccole a ciclo continuo, amante del seitan e del cibo altrui.



Guendalina, 14 anni, carogna nell'animo, cubica con sederotto da collina emiliana (da dove viene e da dove viene chi l'ha così definita), arrampicatrice con discesa laterale, reincarnazione di una nonna, ladra di cibo.


AUGURI nel giorno del gatto!!!

Per tutti quelli a due zampe:
- non comprate animali, in adozione si trovan persino i criceti
- se state per buttare coperte o simili portatele ai canili e gattili,
- fate un pensierino sul non prender un cucciolo, ma un gatto adulto che magari ha perso i suoi padroni e rischia di viver il resto della vita in gabbietta
- se siete di Milano fatevi un giro da Mondo Gatto
- se proprio non potete portarvi a casa nessuno, fate una piccola donazione.

mercoledì, febbraio 09, 2011

La scoperta dell'acqua calda



Non amo bere acqua fredda, o acqua cruda come la definiscono nella medicina cinese, da sempree credo che siano più dieci anni che la riservo (con le bolle) solo alle cene fuori o alle estati caldissime.
Le motivazioni son due: la roba fredda non mi mai molto piaciuta e molto banalmente l'apparato digerente per lavorare e star bene deve stare al caldo, se ci infilate roba gelate i processi hanno un rallentamento e il corpo deve impegnarsi a portare tutto di nuovo alla giusta temperatura (mentre potrebbe passare il tempo a far cose più utili ;))

In ufficio son dotata di sala ristoro, fornelli e di una bella collezione di tazze termiche, che mi consentono di non continuare a far su e giù per l'open space alla ricerca della mia dose di roba calda.
La mia passione invernale (ed estiva visto che qui aria condizionata e/o mancanza di riscaldamento ti fan vivere in un'unica stagione), oltre al tè, è il mio thermos a fiorellini da mezzo litro.
Vien con me un po' ovunque dall'ufficio, alla pratica, ai treni e vien ogni mattina riempito con:

acqua calda + 2 cm di zenzero fresco, pelato e tagliato in due (ottimo per i polmoni, per il raffreddore o il mal di gola, buon antibiotico naturale a basso costo)
acqua calda + 1 cucchiaino di succo di limone (ottimo per il fegato)
acqua calda + zenzero fresco + limone
acqua calda + prugna umeboshi (ottimo integratore di sali minerali, dissetante e depurativo/regolatore dell'intestino)
metà acqua calda e metà succo di mela + un cucchiaio di succo di limone (ottimo per vincere il freddo e la voglia di dolce)

Il tutto rimane in infusione per almeno due ore e bevuto con calma durante la giornata.
Le tisane le riservo alla sera prima di andare a dormire, così mi garantisco una buona digestione (e anche una levatina notturna insieme alle gatte)

Unico difetto: la mia borsa è ormai quella di Mary Poppins e ha il peso specifico del piombo (ho visto uomini tentare di sollevarla e abbandonare l'impresa).

mercoledì, gennaio 26, 2011

El pastiss



Son in periodo di riciclo e pulizia dispensa.
Visto che ora possiedo una vera dispensa stile Nigella (okkei dentro c'è pure la lavatrice, ma per il resto è cibo!), posso finalmente vedere senza uso della scaletta quello che ho e ho troppo.
Quindi niente spesa, se non il freschissimo - leggasi se hai le zucche in balcone da novembre prima si fa fuori la scorta poi si compra altro - per almeno 15 giorni.
Tra le cose che compro ogni volta che vado al mercato son, a parte il riso (4 kg a vista), le lenticchie, non so perché ma vivo nell'ansia di rimanere senza e l'altro giorno ne ho contati 6 pacchettini diversi e 4 qualità diverse. Quindi lenticchie a gogò prima che ci pensino le camole.

A questo aggiungo il fatto che son in periodo morbido, ovvero prediligo i cibi morbidi e coccolosi causa freddo barbino e pessima abitudine a girare non abbigliata all'uopo.
Questo piatto è coccolosissimo e fa felici i bambini, visto che mio nipote se ne è sbafato un bel piatto.
L'ho fatto sia con le patate normali (che uso poco in quanto solanacea molto yin quindi poco adatta al freddo) sia con le patate dolci ed è perfetto per il riciclo di puré o patate bollite avanzati.

100 gr di lenticchie di Castelluccio
3 patate (normali o dolci) cotte
1 tazza di latte vegetale
1 spicchio d'aglio
1 rametto di rosmarino
1 cucchiaio di olio extra vergine d'oliva
2 cucchiai di lievito in scaglie
1 cucchiaio di pan grattato
sale
pepe

Sciacquate bene e cuocete le lenticchie come d'abitudine, ma state attenti a non renderle brodose. A parte scaldate l'olio con lo spicchio d'aglio e il rametto di rosmarino e unitelo alle lenticchie una volta cotte.
Schiacciate le patate con una forchetta o con lo schiaccia patate, unite il lievito, il latte vegetale fino a ottenere un composto non troppo fluido e aggiustate di sale e pepe.
In una teglia leggermente unta fate un primo strato di patate, un secondo di lenticchie e così via fino a esaurimento ingredienti chiudendo però con le patate.
Cospargete il tutto con il pangrattato (a cui si può unire ancora del lievito se piace) e mettete in forno sotto il grill fino a quando non diventa dorato.
Occhio perché ha l'effetto "pomodorino fantozziano" fuori tiepido dentro 1000°.

martedì, gennaio 18, 2011

Torta bordeaux



Nebbia!!!!!
Lo so piace a me e a pochi altri malati di mente, però stamattina quando mi son accorta che anche con gli occhiali non vedevo il balcone della casa di fronte e che c'era l'odor di nebbiona il mio umore ha fatto un balzo di 5 metri.
La nebbia rende romantica perfino la periferia di Milano e crea situazioni di socialità particolari, un po' alla Stephen King, visto che ieri sera mi son ritrovata a far compagnia per un pezzetto a una signora a cui non piaceva per nulla l'idea di fare la strada da sola (mi ha selezionata fra quelli che uscivano dalla metro e, di certo, se fossi stata un uomo non mi avrebbe rivolto la parola ;D).

Quindi un bel colore indosso (per gli americani color orchidea per me ciclamino) e una torta bordeaux son ideali per sollevare l'umore di chi invece la nebbia la detesta proprio.
Unico difetto: vi ritroverete con le mani e le unghie violette dopo aver pelato e tagliato le verdure.

5 cipolle rosse
2 cespi di radicchio rosso tondo
1 cucchiaio di sciroppo d'acero
1 cucchiaio di aceto rosso
2 cucchiai di olio extra vergine d'oliva
15 mandorle
sale
pepe bianco
1 confezione di pasta sfoglia vegan

Pelate e affettate le cipolle, poi mettetele in una casseruola con l'olio, l'aceto, lo sciroppo d'acero e un pizzico di sale. Cuocetele a fiamma molto bassa e coperte fino a quando non avranno raggiunto la consistenza di una marmellata (unite un paio di cucchiai di acqua se vedete che si asciuga troppo)e solo a questo punto unite il radicchio affettato sottile. Cuocete per altri 5 minuti, spegnete e fate raffreddare.
Stendete la sfoglia nella teglia, bucherellatela e fatela cuocere in bianco per 10 minuti in forno a 180°.
Ponete il composto di cipolle e radicchio sulla sfoglia e cospargete di mandorle e rimettete in forno per 15 minuti.
Buonissima appena tiepida o fredda.

lunedì, gennaio 10, 2011

Cozy 2011



BUON ANNO!!!!!

In ritardo ma va sempre bene ;)
Mi son goduta un inizio molto lento e tranquillo - se escludiamo le levatacce alle 6.30 perché le gatte non cambiano orario e rompono in duetto - tanto da aver rimandato tutto di una settimana dal parrucchiere ai saldi fino al pagamento del bollo auto e da aver dato al mio sedere la forma del divano.
Uno dei miei due buoni propositi è proprio quello di prendermela con calma e godermi la pigrizia, coccolarmi con amici, cibo, pratica e lana.
L'altro è quello di colorare la mia vita ogni giorno, con un cappello, un maglione, un cibo, uno smalto (ecco quello solo sui piedi però), una collana ed evitare in una città grigia di sembrare dello stesso colore dei palazzi.
Questo vuol dire anche fregarmene di diete detox, nuovi corsi, nuove passioni etc, tanto mi bastano quelle che ho e tanto so già che qualcosa in corso d'anno mi colpirà, ma mi rifiuto di andarmelo a cercare ;D

L'inizio è stato promettente, vediamo se riesco a essere costante.

La zuppa di oggi è quindi colorata e decisamente coccolosa.

Passato di lenticchie rosse, carote e avena

1 tazza di lenticchie rosse
2 carote
1 scalogno
1/2 tazza di fiocchi d'avena
1 cucchiaio d'olio
lievito in scaglie (opzionale)
brodo vegetale
pepe bianco

Affettate lo scalogno e fatelo stufare con l'olio e un pizzico di sale in una pentola dal fondo pesante. Unite le lenticchie ben sciacquate e le carote a pezzetti. Coprite tutto con il brodo vegetale e aggiungete i fiocchi d'avena. Fate cuocere per almeno un'ora unendo altro brodo nel caso si asciugasse troppo. Frullate il tutto fino a ottenere minestra dalla consistenza molto morbida e abbastanza densa. Servite con una spolverata di pepe bianco e di lievito in scaglie, a vostro gusto.


E voi buoni propositi o saggiamente nessuno?

mercoledì, dicembre 22, 2010

Sani a Natale???? Augurissimi!!!!!



Alla domanda rispondo: "No, mai e poi mai".
A Natale cucino per 2 giorni, per 2 e 1/2 su 4 tra pranzi e cene e mangio e bevo a tutti e anche di più visto che son giorni che partecipo ad aperitivi, aperisotti (aperitivi durante i quali il padrone di casa ti chiede se vuoi anche due cucchiai di risotto al radicchio e scappa in cucina a farlo), feste e affini.

Come tutti gli anni mi incasino le energie con somma gioia e allegria - le basi no carne no latticini rimangono, ma dopo 10 anni anche i parenti più gnucchi vanno in automatico - tanto poi ho tutto il tempo di riequilibrare.
Continuo a trovare assurdo che tutto si concentri in tre giorni, ma invece di perdere tempo a contestare questa cosa, me la godo con la mia famiglia vera e le tante acquisite negli anni.
Natale ormai mi piace proprio per la sua totale mancanza di moderazione e soprattutto amo gli avanzi di Natale.
Amo far colazione con il salmone marinato della vigilia e i panini dolci, spero di pranzare per due giorni con le lasagne alle verdure di mia mamma o gli gnocchi e nasconderò in fondo al balcone le acciughe al verde del mio papà, la stocco mousse e i cioccolatini della cugina.

Se però mi mancheranno gli avanzi e quei velociraptus di mio fratellopiùfiglio e cugina saran arrivati prima di me, la mia colazione di Natale sarà fatta di salmone marinato e di questo burro di carote e cipolle.
Se vi scappa la mano con l'agar, al posto di spalmarlo lo taglierete a fettine sottili.

5 carote grandi
2 cipolle
1 cucchiaio di tahina
1 cucchiaino di curcuma
1 cucchiaino scarso di agar agar in polvere
sale
brodo vegetale qb

Pulite le carote e le cipolle, tagliatele a pezzetti, mettetele in una casseruola e copritele di brodo vegetale a cui avrete aggiunto la curcuma. Fate cuocere fino a quando non saranno morbidissime, il brodo vegetale si dovrà essere quasi del tutto consumato. Togliete dal fuoco, frullate fino a ottenere un composto liscissimo, unite la tahina e poi l'agar. Rimettete sul fuoco e fate cuocere ancora per cinque minuti mescolando sempre. Aggiustate di sale, trasferite il tutto in una formina leggermente unta e lasciate raffreddare bene.


PS Auguri a tutti!! Che il Natale sia come più piace a voi :)

giovedì, dicembre 02, 2010

Risotto di fine novembre



Oh ma che periodino!

Detesto il mese di novembre, pare non finire più, avere più settimane degli altri e soprattutto ogni anno sempre più incasinate così arrivo a dicembre che invoco le vacanze più dell'acqua nel deserto.
E ogni anno arrivo a dicembre accorgendomi che amo Milano anche perché ha il patrono più intelligente d'italia visto che si festeggia il giorno prima di un'altra festa e posso approfittarne per rifugiarmi in terme transalpine per 4 giorni di acqua calda, massaggi lunghissimi e vapore in mezzo alla neve e agli amici.

Novembre appiattisce anche le mie facoltà mentali e cucino, ma nulla di nuovo e il poco di originale spesso lo realizzo in orari e in giorni caratterizzati o da luce grigia e piovosa (sì, secondo me esiste anche la luce piovosa!) o dalla sola luce elettrica.

L'altro giorno però, complice l'unico giro al mercato del mese, ho conquistato oltre alle zucche anche un meraviglioso crauto rosso. Sarà il grigio delle giornate e della città, ma son in fase colorata non solo nel cibo.
Complice invece un giro in Appennino nel frigo c'era una bella cofana di funghi di bosco profumatissimi e colti e puliti da una zia novantenne.
A questo ho aggiunto solo del fantastico Carnaroli bio del dotto. Rapio reperito dal mio papà.

300 gr di riso Carnaroli
150 gr di cavolo/crauto rosso
150 gr di funghi
1 cipolla
brodo vegetale q.b
2 cucchiai di olio extra vergine
10 nocciole

Affettate cipolla, cavolo e funghi. Soffriggete la cipolla nell'olio fino a quando diventa molto morbida, unite il cavolo a fettine e fatelo stufare per 5/10 minuti.
Unite il riso, tostatelo e poi aggiungete a mestoli il brodo vegetale caldo.
Dopo 10 minuti aggiungete i funghi e portate il tutto a cottura.
Mantecate fuori fuoco con un cucchiaio di olio extra vergine e le nocciole tritate grossolanamente.

lunedì, novembre 15, 2010

A volte capita...


che ti si chiedano delle cose e che ci si ricordi pure di rispondere (oddio se inseguita con pazienza ;)) e che addirittura si approfondisca . Grazie Claudia.


mercoledì, novembre 10, 2010

Metti un finocchio (cremoso) a cena ... Buon appetito, Mister B.
















E dissentiamo! perché forse a furia di ignorare le sue battute meschine e becere gli si dà l'impressione di essere d'accordo.
E non è così.
Vorrei evitare di vivere in un paese dove essere diversi diventi un problema, dove mi si chieda di uniformarmi a un'idea di donna usabile, di uomo fruitore finale e di sessualità da viagra che non condivido e vorrei pure evitare di continuare a pensa che andarmene da qui sia la soluzione migliore.
E vorrei anche evitare che prima o poi anche non mangiare come gli altri diventi un problema :)
La mia è una piccola voce molto petulante, ma per tutta la vita ho sempre pensato di poter e dover fare le cose senza necessariamente aspettare che gli altri la facciano anche loro e non sono sola a pensarla così visto le ricette pubblicate ;). Andate a vederle cliccando sul finocchio qui sotto ... e chi non ha un blog può mettere le sue ricette nei commenti.




Ammetto però che i finocchi non sono la mia verdura preferita e che per non essere razzista con le verdure e con coloro a cui piacciono parecchio, li cucino così.
E' una vecchio ricetta, ma veloce e perfetta quando si ha poca voglia di trafficare in cucina.

2 finocchi
4/5 cucchiai d'acqua
1 cucchiaio d'olio di sesamo
1 cucchiaio di pinoli
1 cucchiaio abbondante di tahina
sale
Tagliate i finocchi a listarelle e stufateli in una pentola con 1 cucchiaio di olio, un pizzico di sale e un cucchiaio d'acqua. Tostate a secco i pinoli in una padella di ferro o nel forno. Una volta cotti i finocchi, unite i pinoli, la tahina e 3 cucchiai d'acqua in modo da diluire la salsa che in un primo momento sembrerà densissima. Regolate di sale e servite caldi o tiepidi.

Per me invece li cuocio in forno tagliati a listarelle sottilissime e ne uccido il sapore anicioso con una quantità di limone tale da farmi irrigidire i denti per un paio di ore e coprendoli con il pangrattato mischiato a bucce di limone. ;D

martedì, novembre 09, 2010

Metti un finocchio a cena ... Buon appetito, Mister B!

Non partecipo mai ai contest di cucina, ma a questo sì.




L'omofobia così come qualunque forma di razzismo è una delle forme di stupidità e ignoranza (voluta) più profonde che conosca.

Purtroppo un giorno sì e l'altro pure mi capita di vergognarmi di chi ci governa, delle frasi che pronuncia e delle iniziative che prende, del sessismo, del machismo patetico, della mancanza di dignità, del non saper confrontarsi se non a suoni di volgarità, del saper parlare di questioni sociali ma solo di quelle private.
Mi vergogno anche di chi sta sempre zitto o peggio sostiene che tanto si è tutti uguali anche nelle cose peggiori.

Beh dissento ... io son molto molto diversa e son diverse anche tutte le persone che aderiscono a questa iniziativa e che dissentono ogni giorno.
Persone per cui la diversità è un merito, non qualcosa da nascondere o di cui vergognarsi.

E per dissentire meglio domani mercoledì 10 novembre mettete sul vostro blog questo banner, una ricetta con i finocchi e spiegate perché aderite a questa iniziativa.

Possono aderire tutti: se avete un blog riciclando ricette (come farò io ;D) e presentandone di nuove, se non l'avete commentando o mettendo il link sulle vostre pagine facebook.
Andate a prendervi il banner qui o qui e aderite!

Vi aspetto domani ;)

giovedì, ottobre 21, 2010

Vellutata di zucca, funghi e cipolle al forno


Dieci giorni di vacanza gironzolando per Londra e Parigi, tanta Londra poca Parigi che per i miei gusti è perfetto. Lì tempo godibilissimo da girare in giacchetta godendosi i pub all'aperto sul Tamigi, cibo fantastico, shopping compulsivo e soprattutto tanto tanto relax, qui pioggia e come al solito niente riscaldamento in ufficio grazie al fatto che si son dimenticati di riparare un buco nel muro.

Per fortuna ora c'è il sole, posso uscire a scaldarmi come le lucertole ed è tornato l'autunno con i miei prodotti preferiti e son in parte nella ricetta ;). Le mie manie ormai le conoscete.
La cipolla al forno è una bella botta di energia calda yang, perfetta se si è mangiata tanta roba fredda in estate ed aggiunge una nota speciale a questa vellutata. In forno ho messo anche l'aglio, la crema che se ne ricava è una bomba di sapore e può essere messa in un vasetto in frigo e usata per insaporire le salse (oddio, la si può anche mettere su una fetta di buon pane caldo con un filo d'olio, dipende dalla vostra vita sociale).
Per i funghi ho fatto un mix tra shitake e porcini secchi per avere più profumo.

1 zucca piccola tipo okkaido
2 cipolle biondi grandi
1 tazza di funghi secchi (metà porcini metà shitake)
1 cucchiaino di crema di aglio cotto
brodo vegetale qb
2 cucchiai di olio extra vergine
sale

La zucca la potete cuocere come meglio preferite, ho scelto il forno dato che era già acceso per le cipolle.
Tagliate a pezzi la zucca, eliminate i semi e mettetela in forno a 180° per 30 minuti (lasciate la buccia) o finché non sarà morbida.
Mettete le cipolle e l'aglio in forno con tutta la buccia e cuocete in forno sempre a 180° finché non sentirete che l'interno si è ridotto a una crema.
Mettete a bagno i funghi in acqua calda per 20 minuti. Per gli shitake ricordate di levare i gambi che tendono a rimanere molto duri.
Dopo che tutte le verdure saranno cotte, mettete sul fuoco una pentola, versateci l'olio e fate scaldare con un cucchiaino di pasta d'aglio.
Unite la zucca, a cui avrete tolto la buccia, l'interno delle cipolle e funghi con la loro acqua. Fate cuocere per 20 minuti con del brodo vegetale in modo da amalgamare i sapori poi frullate.
Servite calda con una spolverata di funghi secchi ridotti in polvere o con della noce moscata.

venerdì, ottobre 01, 2010

Un Nastro Rosa intorno al blog



E' stato assurdamente proprio il cancro a farmi conoscere la macrobiotica e il taichi e una parte di me può solo dire grazie.
Conosco però molto bene la paura di perdere chi ami al di là di tutto, l'ansia e il nervosismo delle cure, la gioia nel vedere i risultati positivi e il sorriso di chi, messo il cancro (chiamiamolo con il suo nome, evitiamo l'ipocrisia delle perifrasi, non è un nome a dover fare paura) all'angolo, ancora mi sta accanto con braccia aperte e sorrisi. E ogni giorno pronuncio un grazie gigantesco e quando penso a questo, tutti gli stupidi drammi giornalieri scompaiono in un attimo.
Conosco purtroppo molto bene anche il dramma e il dolore della fine della speranza e della morte.

So quanto faccia la prevenzione, so quanto ignorare un sintomo, nascondere la testa nella sabbia possa portare alla devastazione del rimpianto.

Campagne come quella del Nastro Rosa mirate alla prevenzione dovrebbero non servire più, dovrebbe essere normale per tutti fare controlli e check up tutti gli anni fin da giovani (non è che a vent'anni si è esentati dalle malattie!) e soprattutto imparare ad ascoltare il proprio corpo.
Purtroppo non è così, spesso si rimanda all'anno dopo, si pensa che "noi no!" e allora i Nastri Rosa servono.
Le donne però son più brave, forzatamente ogni mese il nostro corpo ci parla e volenti o nolenti siam costrette ad ascoltarlo e secondo me non è un caso che il cancro al seno sia il tumore con un numero molto alto di casi risolti positivamente in percentuale.

L'attenzione a quel che si mangia ha un ruolo determinante nella prevenzione insieme ai controlli annuali.
Credo ormai nessuno possa pensare che quel che introduciamo nel nostro corpo non abbia degli effetti venifici o benefici.
La medicina orientale, e così la macrobiotica, basano le cure proprio sul cibo e Veronesi è stato il primo medico in Italia a sottolineare il ruolo del cibo sia nel causare i tumori sia nel combatterli, il primo a introdurre i corsi di cucina naturale negli istituti oncologici e il primo a fare piani di prevenzione che comprendessero una rieducazione alimentare.

In ogni caso rinnovare il proprio modo di mangiare e di cucinare, imparare nuove cose è sempre un'iniezione di energia, è usare la propria creatività per farci del bene, per coccolarci, per volerci bene sia quando si sta bene sia durante una malattia.

Senza voler ergermi a insegnante, perché come buon proposito per il mese di ottobre non seguire qualche consiglio "petulante" e vedere come ci si trova?
Non è necessario diventare macrobiotici, questa deve essere una scelta consapevole e legata a uno studio approfondito della materia e di se stessi, ma introdurre dei piatti macrobiotici può solo far bene ;)
Il blog è nato nel 2005, ricette ce ne sono a centinaia e suggerimenti son presenti più o meno in tutte tanto che a volte mi sembra di essere molto ripetitiva.
Esploratelo, usate il menu di destra e non limitatevi alle ricette degli ultimi mesi e scegliete quelle con gli alimenti che conoscete meno e ricordate che cereali integrali, legumi (anche sotto forma di tofu determinante per le donne) e verdure di stagione devono far parte dei nostri pasti ogni giorno.
E magari regalatevi un libro sull'argomento.


martedì, settembre 28, 2010

Merluzzo e patate dolci



Una pausa dalle ricette zuccose.

Il pesce di solito lo riservo per comodità a pranzi e cene fuori casa, ma il merluzzo in tutte le sue varianti dal baccalà al fish&chips anglosassone è trai miei prediletti, stando ben attenta però a quanto, come e cosa consumo.
L'abbinamento con le patate dolci è stato un azzardo riuscito visto che avevo qualche dubbio sui sapori.
Gli anellini rossi che vedete nella foto son peperoncino giapponese che può esser sostituito da quello fresco italiano o eliminato se proprio non piace. La curcuma è invece un riscaldate profondo e dà una nota di colore importante.
Le patate tradizionali sono invece un'alternativa da limitare in quanto creatrici di eccessiva acidità, molto yin, quindi fredde, e di certo poco adatte a questo periodo di buoni propositi per l'avvento della stagione autunnale.
Perfetto se preceduto da un buon minestrone.
Si vede che non vedevo l'ora che la temperatura scendesse per entrare nel mood "zuppe e robine calde"?? ;))

500 gr di filetto di merluzzo fresco
4 patate dolci
1 bicchiere di latte di soia
1 cucchiaino di curcuma
1 cucchiaio di olio di sesamo
sale
peperoncino a fettine

Sbucciate, tagliate con la mandolina le patate dolci e disponetele in una pirofila.
Mescolate il bicchiere di latte con l'olio di sesamo, la curcuma e un pizzico di sale.
Versatene metà sulle patate e mettetele in forno caldo a 180° per 20 minuti o fino a quando non saranno morbide.
Tirate fuori dal forno, disponetevi sopra i filetti di merluzzo, il restante latte, il peperoncino e rimettete a cuocere per 10 minuti (appena il pesce cambia colore ... è cotto, niente di peggio del pesce troppo cotto, quindi controllate).
Servite caldo.

giovedì, settembre 16, 2010

Zucca!!!!!!!!



... e anche cavolini (ma quella non è stata una gran furbata visto che siam ancora molto fuori stagione).
La zucca invece è stato un ottimo acquisto, bella grande arancionissa e dolcissima!
A dir il vero troneggia in cucina da dieci giorni, ma il tempo in questo periodo si è ristretto in modo assurdo e sovente mi ritrovo ad agognare una cena al ristorante ;)

Non c'è momento migliore però per predisporsi all'inverno e affrontare il cambio di stagione al meglio. Lo so che è come comprare i maglioni ad agosto, ma se poi ci si ritrova a ottobre con il raffreddore, non è che ci si può lamentare: al corpo va dato il tempo di adattarsi e va aiutato soprattutto se si vive o lavora in città.
Ideale è predisporre una piccola depurazione del fegato, sofferente sempre ai cambi di stagione, e coccolarlo con un piccolo aumento dei cibi dolci (non dei dolci! ;D) come zucca, cipolle, verdure tonde, legumi tondi (ceci, lenticchie...), aggiungere le alghe all'alimentazione quotidiana magari bevendo una tazza di zuppa di miso al giorno. Utile è anche strofinare bene la pelle, che ricordo è un organo non solo una cosa da abbronzare, con una pezzuola sotto la doccia per darle energia.
Se poi fate parte della schiera dei buoni propositi ideale è regalarsi un corso che vi consenta un paio di ore alla settimana di rilassamento (tai chi, yoga etc) .

Tutte cose poco impegnative che si possono fare e per le quali la scusa "non ho tempo" non funziona.

E con la zucca ci si fa un ottimo riso saltato in cui le spezie indiane non piccanti ma riscaldanti danno un tono in più.

200 gr di zucca pulita e a dadini
100 gr di ceci
2 cipolle rosse piccole
250 gr di riso a grana lunga semi integrale
1/2 cucchiaino di curry rosso dolce
1 cucchiaino di curcuma
sale
3 cucchiai di olio di sesamo

In una pentola dal fondo pesante o in ghisa (in questo caso meglio preriscaldarla) scaldate le spezie nell'olio a fuoco basso in modo da estrarne i profumi. Affettate le cipolle e saltate con la zucca e i ceci nell'olio speziato.
A parte cuocete al vapore il riso che avrete precedentemente lavato molto bene sotto l'acqua fredda in modo da eliminare l'eccesso di amido che renderebbe questo riso troppo colloso. A cottura ultimata unitelo alle verdure cotte e saltatelo per qualche minuto sulla fiamma viva.
Aggiustate di sale e servite caldo.

martedì, agosto 24, 2010

Appariziò, spariziò!


Causa inagibilità della cucina, parecchio altro da fare e di conseguenza scarsissima voglia di far qualcosa che riguardi il cibo e che non sia di una semplicità imbarazzante o che possa essere cucinato da altri, son in vacanza forzata da blog.
A volte riesco a combinare qualcosa ma o non so dov'è la macchina fotografica o ci penso dopo che è stato sbranato o mi vien sottratto mentre lo sto fotografando.
Abbiate pazienza!
I pomodorini si son salvati dal delirio generale e visto che è tornato il caldo vanno ancora bene ... del ferragosto con la polenta vogliamo parlare????? vabbè che detesto il caldo ma così è stato troppo persino per me ;DDD.

Pomodorini da svuotadispensa, ma perfetti come antipasto, fingerfood o cibo da schiscetta. Son semplici, si mangiano in un boccone, fan una gran figura e piacciono sempre. Il rischio è quello di doverne preparare un centinaio.
Ne mio caso son addirittura una ricetta materna (modificata ma molto poco, ho la mamma inconsciamente macrobiotica), presente per tutta l'estate durante i pranzi in famiglia o con amici.
A me fan casa almeno quanto gli gnocchi e il riso con le verdure ;)

30 pomodori san marzano piccoli
15 cucchiai di pane grattugiato
5 cucchiai di lievito a scaglie
15 foglie di basilico
2 rametti di rosmarino
4 cucchiai di prezzemolo tritato
2 spicchi di aglio
olio extra vergine qb
sale

Tagliate a metà i pomodori, scavateli e mettete la polpa da parte (la userete per un sugo, non buttatela via!), salateli leggermente e lasciateli capovolti a scolate per una mezzora.
Tritate le erbe e l'aglio e uniteli al pane grattugiato e al lievito. Aggiungete l'olio a filo fino a ottenere un impasto granuloso (potete anche sostituire metà olio con un paio di cucchiai di polpa dei pomodori). Aggiustate di sale e pepe.
Mettete i pomodori su una placca da forno leggermente unta e cuoceteli per 20 minuti in forno a 180°.
Tirateli fuori e riempiteli con l'impasto e rimettete a cuocere per altri 15 minuti.
Si possono mangiare freddi o tiepidi.

Piccolo spazio pubblicità
Di rado mi lascio tentare dalla pubblicità sul blog, ma a questa è stato impossibile dire di no.
Amo il design, soprattutto per gli oggetti da cucina, tanto che posseggo miriadi di ciotole e contenitori delle più diverse fogge.
Gli oggetti di Mebel e in particolare la linea Small Entities son bellissimi, ipercolorati e pieni di contrasti ... utili e pratici, sì anche ;DD
Il vassoietto con i cucchiai da fingerfood è trai miei preferiti, ma ve ne mostrerò altri.