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Il curry è uno dei miei cibi coccola: caldo, colorato, morbido e pieno di profumi.
Viste le previsione dei prossimi giorni (è la prima volta che a marzo il mio terrazzo è ancora in assetto invernale) potrebbe diventare la portata principale del pranzo di pasqua.
Mi rimette al mondo durante le giornate di pioggia o quando sono molto stanca. Il profumo del curry e del basmati sono gli unici odori di cibo che riesco a tollerare fino a sera.
Ne faccio sempre in quantità industriali in modo da averne un po' nel congelatore come forma di pronto soccorso quando torno a casa troppo tardi o non ho voglia di pensare a cosa ho nel frigo.
Mi basta solo aggiungere del basmati integrale o semi integrale come accompagnamento e ho la cena perfetta.
Inoltre è un ottimo svuota frigorifero e si può fare più o meno con tutto.
Per le spezie potete usare la pasta di curry thai (ne vado pazza, è un mix geniale), i mix per curry già pronti o sbizzarrirvi con curcuma, cardamomo, assa fetida, cannella, peperoncino, zenzero etc.
Di solito lo preparo la sera per il giorno dopo in modo che tutti i sapori si assestino e si mescolino per bene.
Il latte di cocco può essere sostituito dal brodo vegetale (non usate mai il latte normale o peggio la panna); la cremosità è data dalla lunga cottura.
Se volete 5 minuti prima di servire potete unire dei gamberi sgusciati.
2 cipolle gialle
2 spicchi d'aglio
1 cavolfiore diviso a cimette
1 patata dolce grande
1 lattina di latte di cocco da cucina
1 cucchiaino colmo di pasta di curry thai giallo
1 pezzo di zenzero fresco di 3 cm
il succo di un limone o di un lime
2 cucchiai di olio di sesamo o di arachidi bio
prezzemolo o coriandolo fresco
brodo vegetale qb
Affettate molto sottili le cipolle e lo zenzero e tagliate a tocchetti la patata dolce (di solito sono enormi).
In un pentola di ghisa o adatta alle cotture lunghe, scaldate l'olio con la pasta di curry e metà dello zenzero. Quando le spezie cominciano a profumare, unite le cipolle con un pizzico di sale, mescolate bene e stufate fino a quando non diventeranno trasparenti.
Unite il cavolfiore e la patata, mescolate bene e coprite con brodo vegetale.
Quando il brodo si sarà assorbito unite il latte di cocco e fate cuocere per almeno altri 30/40 minuti.
il tutto dovrà essere quasi disfatto e morbidissimo.
Aggiustate di sale e di piccantezza unendo altro curry (fatto scaldare in un pentolino a parte con pochissimo olio) o del peperoncino.
15 minuti prima di servire unite del prezzemolo o coriandolo fresco tritato, lo zenzero e il succo del limone.
Servite con del basmati o del riso a chicco lungo cotto a vapore.
Se c'è una cosa che non sopporto è buttare via il cibo; non sono una maniaca dell'utilizzo dello scarto (ci fanno intere trasmissioni e alcune cose mi lasciano piuttosto scettica), ma i gambi di alcune verdure sono buonissimi soprattutto se cucinati freschi.
Massimo, il mio spacciatore verdurifero, ha quasi sempre broccoli e cime di rapa spettacolari e se mi ricordo di cuocerle nel giro di 24/36 ore posso utilizzarle quasi al completo. Diversa è invece utilizzare quelle robine mollicce e depresse che a volte si possono scovare nel frigo quando per troppi giorni si è fuori casa o ci si dimentica di fare pulizia prima delle ferie. In questo caso ci si può fare la "zuppa del senso di colpa" o del buon dado vegetale (se non sono cavoli).
L'altro giorno mi sono ritrovata con gambi di broccolo, cime di rapa e parte verde dei porri e ne ho fatto una vellutata deliziosa, perfetta per questi giorni di pioggerella uggiosa che fa entrare il freddo nelle ossa.
Tutti i parenti dei cavoli hanno oltre a notevoli proprietà antiossidanti, anche il pregio di scaldare nel profondo i reni e di farci sentire caldi con uno sforzo minimo.
Un cucchiaio di miso fuori fuoco renderà questa zuppa un vero trattamento di bellezza per il vostro corpo.
Non ci sono dosi esatte perché quando si tratta di scarti non si possono fare previsioni.
gambi di broccolo
gambi di cime di rapa
foglie esterne e dure delle cime
parte verde dei porri
olio extra vergine d'oliva qb
brodo vegetale
sale
1 cucchiaio di miso (qualità a vostro gusto)
Mentre pulite le verdure, separate i gambi o le parti esterne dure e filacciose. Togliete la parte più esterna dei gambi dei broccoli e dei porri (sono durissime e spesso molto sporche o rovinate) e fate il tutto a pezzetti.
In una pentola dal fondo pesante mettete un cucchaio di olio e saltate prima i porri poi tutte le altre verdure per qualche minuto. Coprite di brodo vegetale o di acqua a cui avrete aggiunto un cucchiaio di dado vegetale, meglio se fatto in casa e fate cuocere fino a quando tutto non sarà morbidissimo.
Passate la minestra al minipimer, aggiustate di sale e pepe, unite fuori fuoco il miso e servite ben caldo con dei crostini.
Se volte aumentare la densità della zuppa, unite anche dei fagioli già cotti.
Periodo indaffarato e convulso per svariati impegni, alcuni molto felici, altri un po' meno, ma tant'è la vita non sempre ci regala strade spianate e piene di sole e a volte su queste strade perdi amici e compagni.
Tra le cose molto molto felici c'è di sicuro l'aver fondato insieme ad altri otto insegnanti la scuola Happy Tai Chi e aver avuto la possibilità di praticare la forma su un palco insieme a Enrico Intra e Tullio De Piscopo. Un momento a dir poco emozionante e pieno di ispirazione.
Questo fine settimana saremo all'Olis Festival, se siete a Milano e volete conoscere meglio il tai chi, potreste venirci a trovare.
Unite contro il cancro e la maglia continuano a dare tante soddisfazioni, siamo riuscite a fare una bella donazione alla LILT e febbraio è il mese della presina a favore di un'associazione benefica del mio paesino. Chi fa la maglia o l'uncinetto può partecipare e mi può trovare su Ravelry come Petula1.
Poi poi poi ci sono tanti altri progetti in corso, alcuni riguardanti anche la macrobiotica!
Tutto questo giustifica una volta di più la mia voglia di cibo coccoloso, morbido, caldo e pieno di sapore, che mi scaldi il cuore e l'anima. E che abbia il vantaggio di non essere troppo complicato o lungo da preparare, perfetto nelle serate in cui torno tardi dai corsi, il marito fa più tardi di me (che per altro detesta il seitan) e il tempo per la cucina si riduce a 15 minuti.
I crauti di accompagnamento sono perfetti in questa stagione: sono ricchissimi di vitamine e sali minerali, in più essendo un prodotto fermentato aiutano il fegato e i reni in previsione della primavera.
150 g di seitan tagliato a cubotti
2 cucchiai colmi di senape dolce
1 cucchiaio colmo di senape di digione
1 cucchiaio di olio extra vergine qb
2 cipollotti
acqua qb
1 cucchiaino scarso di maizena
sale qb
In una ciotola miscelate le due senapi, mezzo cucchiaio di olio, un pizzico di sale, la maizena e acqua abbastanza da ottenere un composto non troppo liquido.
Affettate i cipollotti e stufateli con il restante olio e un pizzico di sale, unite il seitan e fatelo dorare da tutte le parti.
Unite infine la miscela di senape e fate cuocere per una decina di minuti. Se dovesse addensare troppo unite l'acqua a cucchiai.
Servite caldo con tanti crauti, condite con un po' di olio e del cumino (io li mangio appena scaldati senza nulla, ma son strana, si sa).
BUON ANNO!!!!
Non ho ancora capito se il 2012 mi è piaciuto o no, ci son state tante cose buone, ma sul finire (e purtroppo anche sull'iniziare) ho detto addio a un po' troppe persone.
Ho iniziato l'anno dall'altra parte del mondo (sempre la stessa da qualche anno), girando a piedi una città che amo molto ed evitando l'eccesso di cibo che caratterizza da sempre il periodo delle feste.
Tornata in Italia, forse a causa del jet lag che mi fa avere fame ad orari assurdi, ho una voglia matta di cibi caldi, morbidi e molto coccolosi.
Mi sono mancati tutti i cavoli e i loro parenti, che in Giappone non usano moltissimo, e quindi ho provveduto a riempire subito la dispensa di crucifere di ogni genere.
Oddio a dir il vero, ho dato la lista della spesa al marito con scritto un broccolo, un cavolfiore e mi sono ritrovata due broccoli e due cavolfiori di dimensioni ipertrofiche.
I gnocchi sono il mio cibo preferito, quello da ultimo pasto del condannato; quando la mia mamma vuole coccolarmi sul serio mi fa gli gnocchi, di pane, di patate, di farina poco importa, a me piacciono sempre.
Se li fate con le patate, chiedete quelle vecchie, le nuove o simili non vanno bene, al posto degli gnocchi vi ritroverete un bel purè. E se le patate son buone, userete poca farina (e non metteteci l'uovo che tanto stanno insieme benissimo senza).
Questa volta Gnocchi con salsa di cavolfiore e pistacchi
600 gr di patate vecchie
farina qb
un cavolfiore piccolo
2 cucchiai di pesto di pistacchi o 3 cucchiai di pistacchi macinati fini
1/2 spicchio di aglio
il succo di mezzo limone
erba cipollina
sale
pepe
olio extra vergine
Cuocete al vapore le patate con la buccia, sbucciatele calde e passatele nello schiacciapatate (non usate mai e poi mai il robot da cucina).
Mettete la massa calda sulla spianatoia e unite farina fino ad avere un impasto lavorabile e non appiccicoso.
Fate tante biscioline, tagliate gli gnocchi e passateli o sul rigagnocchi o sulla forchetta o sul retro di una grattugia.
Metteteli su dei vassoi infarinati, fateli asciugare per un paio di ore e poi cuoceteli in acqua bollente salata, appena emergono scolateli con una schiumarola e conditeli.
Fate a cimette il cavolfiore e cuocetelo sempre al vapore fino a quando non sarà molto morbido.
Frullate con il frullatore a immersione il cavolfiore, il pesto di pistacchi, il succo di limone (dà una nota acida piacevole e mantiene bianco il cavolfiore), l'aglio, sale e pepe, olio exrtavergine e un pochino di acqua calda fino a ottenere una salsa vellutata e liscissima.
Conditeci i gnocchi.
PS Se fate troppi gnocchi, congelateli distesi sui vassoi e poi metteteli in tanti sacchetti. Se invece vi avanza salsa, unite un cucchiaio di fecola per renderla un pochino più densa (se è già densa di suo, meglio) e avrete un ottimo patè per i crostini.
La soba è un tipo di noodles che adoro; calda in inverno, in brodo e fredda con il ghiaccio in estate. Ne amo la consistenza, la ruvidità e il sapore pieno e antico.
In Giappone l'ho mangiata fresca appena fatta in più occasioni ed era stratosferica (la stessa sensazione che ho quando riesco a mangiare orecchiette fatte in casa). Amo andare nelle trattorie dietro la stazione di Ueno a mangiarla in brodo ustionante insieme agli impiegati che ti guardano strano perché non solo non riesci a fare il risucchio, ma ci soffi pure sopra.
Composta di farina di grano saraceno è uno dei must della cucina giapponese e per imparare a farla ci vogliono dai due ai tre anni; ha un'energia molto calda ed è perfetta in questi giorni in cui pare finalmente essere arrivato il generale inverno, almeno da queste parti.
La trovate in tutti i supermercati etnici e a volte anche in quelli normali.
Questa ricetta è facilissima e può risolvere una cena all'ultimo momento o una voglia improvvisa di cibo coccola.
Per le dosi: la soba nei pacchetti è divisa in porzioni legate da un nastro, a un occhio occidentale pare poca, attenzione perché tende a espandersi e a riempire parecchio. Se siete in due e avete fame fatene tre dosi.
2 dosi di soba
1 porro
1 cucchiao di semi di sesamo
2 cucchiai di salsa di soia
1 cucchiai di aceto di riso o di mirin
2 cucchiai di olio di sesamo
sichimi (opzionale)
Cuocete la soba in acqua non salata, scolatela e sciacquatela molto bene.
Tostate i semi di sesamo a secco e metteteli da parte. Affettate sottilmente il porro.
In una ciotola mischiate salsa di soia, olio, mirin e un cucchiaio di acqua.
Scaldate il wok, unite il condimento e fate saltare per qualche minuto il porro, poi unite la soba, i semi di sesamo e il sichimi. Saltate per un altro paio di minuti e servite caldo.