Seitan caramellato con peperoncini
Il tempo regge - nel senso che si può cominciare a guradare le vetrine con i maglioni di lana senza sudare - la voglia di cucinare si fa strada e son sempre più convinta sia venerdì mentre è giovedì.
Cibo e ricette in versione macrobiotica, forse. Perché la macrobiotica non è noiosa o cibo per pennuti...
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Petula
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Indice: Tofu tempeh e seitan
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Indice: Cereali, Verdurine varie
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11:57 AM
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Indice: Pasta e noodles vari, Salse e salsine, Verdurine varie

La mia testa è in vacanza (da un pezzo aggiungerebbero i veri amici....), il martedì son convinta che sia giovedì per cui il mattino dopo son delusissima di non poter iniziare il fine settimana e andar al supermercato è ormai un'afflizione.
Tento di farci andare altre persone (che spesso ignorano le mie richieste ;D) e di vivere solo con quello che il mercato sottocasa fornisce ... la fine della carta igienica e del cibo per pelosa mi ha spinto ad avvicinarne uno due giorni fa per scoprire che svendevano avocado e lime e mi son fatta tentare.
Una salsa fresca da abbinare a verdure crude - fantastica con le foglie di verza - e crostini può essere un antipasto molto fighello o un'intera cena se siete brasati dal caldo e ci aggiungete una bibitona energizzante.
Ci si può fare picnic, merenda al parco e metterla nella schiscetta.
1 avocado
mezza confezione di tofu morbido
il succo di 2 lime
5 cm di radice di zenzero fresca
tanta tanta erba cipollina fresca
sale
pepe
Pelate e tagliate a cubotti l'avocado. Non buttate il nocciolo, se non mangiate subito la salsa mettetecelo dentro ed eviterete che diventi marrone nel giro di quindici minuti.
Grattuggiate lo zenzero e premetene il succo.
Con una forchetta mescolate bene tofu, avocado, succo di lime e zenzero. Unite l'erba cipollina tagliuzzata fine e aggiustate di sale e pepe.
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9:35 AM
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Indice: Salse e salsine, Snack e cibo per dita

E' una mia passione da anni ... o meglio da quando vado in Sardegna e trovo quella buona sul serio (e non quella secchella e rigida che spesso ti propinano da queste parti che ha un retrogusto amaro come la fiele e tanto meno quella già grattata).
Devo ringraziare alcune meravigliose donne sarde che anni fa mi riconciliarono con un cibo che avevo eliminato per i precedenti motivi ;)
Il problema è sempre stato come conservarla e farla durare morbidina.
Premesso che a me sulla pasta piace poco e che in ogni caso ne ho sempre un pezzettino da grattare nel freezer (consiglio del venditore) e che con tutta probabilità ci saranno altri metodi ma farla a fettine sottili e metterla in vasetti coperta di olio extra vergine d'oliva buono buono si è rivelata nel tempo la soluzione migliore.
Con due vantaggi in più:
- è già tagliata e quindi basta sgocciolarla un pochino e metterla su una fetta di pane caldo
- una volta terminata olio è perfetto per la pasta o per un'insalata diversa dal solito.
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Petula
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9:36 AM
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Indice: Fatto in casa

In questi giorni quasi quasi apprezzo i 15° costanti in ufficio, anche se mi tocca girare con i calzini e aver scorte di maglioncini e scialli nella cassettiera per evitar un attacco di cervicale e cazziare ogni due ore il collega alle spalle che la spara a palla con tanto di sottofondo da uragano.
Amo la quinoa, il cus cus e il miglio soprattutto in estate quando detestare il caldo, aver una cucina piccola e la pressione dei rettili diventano non un problema ma per lo meno una cosa di cui tener conto.
Da bambina il mio piatto preferito era l'insalata di riso con tutto dentro e da più grande quella con tutti i sottaceti del mondo dentro, e in parte è ancora così, ma visto che non intendo mangiare sempre la stessa cosa per giorni i cereali (e in non cereali come la quinoa) alternativi mi vengono incontro. Inoltre stan benissimo nella schiscetta.
In più quinoa e cus cus si trovano facilmente nei negozi di equosolidale e son ottimo sistema per sentirsi anche socialmente utili. ;)
La mia quinoa continua a essere rossa (com'è che compro sempre quella????) ma se la trovate del solito colore va benissimo ...
1 tazza di quinoa
1 tazza e 1/2 di acqua calda
1/2 tazza di ceci già cotti
20 foglie di basilico
10 mandorle
3 cucchiai di olio extra vergine d'oliva
20 pomodorini secchi
Tostate la quinoa a secco fino a quando non comincia a profumare poi copritela di acqua calda, aggiungete un pizzico di sale, coprite e lasciate cuocere fino a quando l''acqua non sarà assorbita e la quinoa non sarà morbida (non pappone). Unite un cucchiaio d'olio e sgranatela con una forchetta, mettetela in una ciotola e lascaitela raffreddare.
Tritate il basilico con le mandorle e l'olio.
Fate rinvenire i pomodorini secchi in acqua calda e tagliateli a pezzetti - in questo modo risulteranno meno salati - oppure saltateli con un filo d'olio in una padella - in questo modo saranno più croccanti e saporiti.
Condite la quinoa con il pesto di mandorle e poi unite gli altri ingredienti (ceci e pomodorini). regolate di sale e servite.
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Petula
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11:37 AM
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Indice: Cereali

... ovviamente non fast food nel senso americano (e terrificante ... ho un mc sotto l'ufficio) del termine, ma di cibo da preparar veloce quando si torna tardi, non si ha tempo, voglia, animo e quando fa troppo caldo per pensare di star nei pressi di una cucina per un tempo superiore alla preparazione di un'insalata.
Questo è cibo veloce. Quantità ad occhio, tempo massimo impiegato 12 minuti compresa cottura della pasta. Ovvio che avere gli ingredienti in casa o sul davanzale aiuta ;D ma questo è un must della cucina in generale e della macrobiotica in particolare.
A me piace preparare diversi vasetti con già pronte le miscele di pane grattuggiato e aromi oppure germe di grano, lievito ed erbe secche differenti a seconda delle stagioni.
La ricetta va bene per qualsiasi tipo di pasta, ma è perfetta con la pasta ripiena vegan ... questa la trovate nei naturasì e affini o potete farla voi.
Il germe di grano è un ottimo integratore di vitamina b, e e di aminoacidi essenziali, utile nel caso in cui l'alimentazione sia troppo raffinata (meglio ancora sarebbe mangiar solo alimenti ingrali ... ma non sempre si può essere dei santi della macrobiotica ;D). Si può utilizzare come il pan grattato e/o aggiungerlo alle insalate o ai primi.
Per due persone:
Pasta ripiena vegan
2 cucchiai di germe di grano
1 cucchiaio scarso di lievito alimentare
3 cucchiai di olio extra vergine
erba cipollina
3/4 foglie di salvia
1 spicchio d'aglio
sale
Cuocete la pasta in abbondante acqua salata. nel frattempo tritate fine con un coltello salvia ed erba cipollina. In una padella mettete a scaldare l'olio con l'aglio e un minuto prima di scolare la pasta aggiungete il germe di grano e il lievito alimentare. unite la pasta, saltatela per un paio di minuti e prima di servire unite le erbe aromatiche tritate.
Se avete salvia, erba cipollina, basilico etc fresche molto emglio, ma potete usare anche quelle secche.
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Petula
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9:36 AM
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Indice: Pasta e noodles vari

Tornata nera come un carboncino dopo una settimana in Sardegna e piena di energia da accendere le lampadine con la bocca grazie al secondo esame internazionale di tai chi andato più che bene e Milano mi ha accolta con un nubifragio che ha allagato mezza azienda ;D
In compenso tutte le mie piantine han deciso di trasformarsi nella foresta amazzonica e ora ho basilico per chili di pesto, timo in eccesso, erba cipollina e crescione in esagerazione.
L'altra sera il crescione è diventato zuppetta fredda (in parte congelata per le scorte da caldo ovvero quando torni a casa bollita e la sola idea di avvicinarti a un fornello ti dà i conati).
Il crescione è sostituibile con qualsiasi altra erbetta verde che vi piace ma il suo gusto piccante è da provare: i semi si trovano in tutte le serre e cresce con enorme facilità ovunque e con chiunque ;), è sufficiente avere un vaso e due pugnetti di terra. Io lo semino anche in inverno...
due mazzetti di crescione (un paio di etti più o meno)
1 zucchina
1 cipollotto
3 cucchiai di fiocchi di ceci
1 cucchiaio di olio di oliva leggero o di olio di sesamo
2 tazze di latte di soia non zuccherato
2 tazze di brodo vegetale
sale
Affettate il cipollotto (compresa la parte verde) e la zucchina e stufateli nel cucchiaio d'olio, unite il crescione spezzettato con le mani e coprite con il latte di soia e il brodo. Quando comincia a scaldarsi aggiungete i fiocchi di ceci e frullate il tutto a crema. Rimettete sul fuoco,portate a un leggero bollore e controllate che non sia troppo liquido (unite ancora un cucchiaio di fiocchi di ceci) o troppo denso. Fate raffreddare e servite con qualche filino di erba cipollina tagliuzzato fine.
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Petula
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10:20 AM
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Indice: Verdurine varie, Zuppe e robine calde
La testa è altrove causa esame, ma quando riesco a riportarla sulla terra rimbalza e se ne va in Giappone ;D il che vuol dire che i miei neuroni sono poco accessibili 24 ore al giorno!
Foto per ricordare
In giro per Nezu e Yanaka: vicoletti stretti, villette e cimiteri con tempi shinto e/o buddisti che si alternano (la commistione religiosa è esemplare ed evidente), quantità di piante e fiori incredibili, mancanza di rumori. Non immaginatevi Tokyo solo a grattacieli, molti quartieri son fatti di villette mono e bifamiliari o palazzetti di al massimo 3/4 piani, in cui gli abitanti manifestano il loro amore mostruoso per le piante mettendole ovunque. In Giappone c'è una concentrazione di venditori di fiori e piante che non ho visto nemmeno in Inghilterra ;D

Noodles mood: se fosse stato per me avremmo mangiato noodles e onigiri (triangolini di riso avvolti nella nori ovvero i panini giapponesi per i bimbi a scuola e per gli impiegati...una sorta di spezza fame) almeno a colazione e pranzo, ma mentre l'anno scorso ci eravamo concentrati più sulla soba, questa volta gli udon hanno avuto la meglio e per gli onigiri ho fatto numerose spedizioni al fantastico supermercato della stazione di ueno.
Freddi o caldi, con pelle di tofu fresca (terrificante traduzione di yuba ovvero la pellicina che si forma nella preparazione del tofu) o verdura in tempura è un piatto completo e non è così complicato trovare ristoranti che la producono in loco (un po' come i nostri ravioli).

Altra delizia è il tofu fresco che si trova un po' ovunque e che nulla a che fare con i cubotti nazionali e il cui sapore è una vera esplosione di freschezza riproducibile in parte solo facendolo in casa. Il sapore è fantastico e persino l'ing che cosidera il tofu una sorta di punizione divina ne ha mangiato parecchio ;D Stesso discorso si può fare per gli edamame (cibo tipico da aperitivo estivo insieme a una birra gelata) ... per sushi ed affini vi rimando ai post dello scorso ottobre ;D
Miyazaki mood: la passione per Miyazaki e la sua opera continua, se già lo scorso anno la visita al Ghibli Museum era stata prenotata addirittura prima di avere i biglietti aerei, quest'anno abbiamo proseguito con Nihon Minka-en, ovvero il Museo all'aperto delle case del periodo Edo che che ha ispirato a Miyazaki "La città incantata" ... il bus dovrebbe essere riconoscibile a tutti i maniaci ;DDD
e con parecchi giretti nei negozi della Ghianda (i luoghi ufficiali per i gadget ghibli) e nei negozi di giocattoli (che consiglio soprattutto agli adulti...visto che in Italia non solo stanno sparendo ma non abbiamo mai avuto nulla di simile ;)))
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Petula
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11:25 AM
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Indice: Viaggi

Il jet lag è svaporato, ma in compenso il lavoro (com'è che se stai lontana dalla scrivania 10 giorni ti ritrovi sommersa come dopo un mese?????) e lo studio per l'esame annuale come insegnante di tai chi si stan risucchiando il tempo.
Son messa che se apro il frigo mi vien da piagere come nella pubblicità della crociera ... è stracolmo di alghe, miso e sunomono (gli insalatini giapponesi), ma il tofu trafugato in valigia finirà con il pranzo di oggi. Il resto sta in un'enorme busta sul pavimento e il non cibo ancora in uno scatolone ;) . So cosa farò nel mese di luglio.....
Tre ricordi per ora ...
Ho iniziato il viaggio con una serie di Sugoi sugoi (traduzione: bellissimo, fantastico etc) emessi da una gentile dama giapponese che mi ha visto ricamare - ognuno combatte la noia dei voli a suo modo - e che è andata in estasi scoprendo che non era punto croce e ha persino chiesto di voltare il ricamo per vedere il retro (la signora se ne intendeva...) ;DD
I negozi di sunomono, umeboshi e di alghe dove per comprare devi assaggiare e dove divertitissime signore giapponesi mi cacciavano in bocca di tutto (mi stavano mettendo alla prova???) per sentirmi emettere mugolii di goduria assoluta. Il fondo della mia valiga era ricorperto di strani pacchettini sottovuoto tanto che avrei potuto essere incarcerata per contrabbando di ignote verdure ;D Abbastanza inutile dire dove trovarli visto che Tokyo (e gran parte delle città del paese) ne ha uno ad ogni angolo e che si può sempre ricorrere ai mercati ;)
Il breve corso di giapponese fatto quest'anno è servito almeno per non confondere i saluti e per essere in grado di capire - l'ing soprattutto visto che lui ha studiato e io no - quando i camerieri chiedevano cose base come "cosa volete da bere" "preferite soba o udon" "preferite la zuppa calda o fredda" ;D
ps ... su stray in japan fra qualche giorno metterò un post sullo shopping compulsivo di non cibo ;DDDD impossibile tener mani e carta di credito a freno (oddio meglio munirsi di contante...le carte di credito son assurdamente molto poco usate ;))
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Petula
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10:50 AM
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Indice: Viaggi

8 giorni in giro per Tokyo, solo Tokyo questa volta e qualche dintorno con lo scopo di gironzolare nella città dai contrasti assoluti con tranquillità godendoci i passaggi dalla sensazione pallina da pachinko di Akihabara e Sinjuku alla serenità zen degli immensi parchi e giardini che costellano la città.
Abbiam camminato per viette deserte, mangiato in locali dove persino i prezzi erano in kanji (evidente messaggio del "non vogliam chi non parla o capisce il giapponese"), divorato bento nei parchi sotto lo sguardo inquietante degli enormi corvi tokyoti, ma soprattutto goduto di una vacanza splendida, calda e divertente.
Per i particolari dovrete aspettar i prossimi giorni quando il jet lag svaporerà insieme all'effetto palline di polistirolo nel cervello ... qui però mi dedicherò soprattutto al cibo e affini mentre per tutto il resto godetevi Stray in Japan, l'ing per altro è molto più preciso di me su percorsi e nomi dei luoghi (credo pure che si ricordi perfettamente i nomi di tutti i negozi di ricamo e craft in cui l'ho trascinato ;DDD).
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Petula
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10:33 AM
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Indice: Viaggi

... ci torno ... ve lo racconto tra dieci giorni :)
nel frattempo potete leggere qualcosina qui
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Petula
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12:10 PM
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Indice: Viaggi

Se avete intenzione di fare i muffin salati, l'ideale è usare il forno per qualcosa di abbastanza yin da aver bisogno di una botticina di calore equilibrante persino in estat, come i peperoni o i pomodori.
Sul banco del mio spacciatore di verdure (la frutta mi interessa così poco che ormai nemmeno lui me la propone più ;D) sabato erano in bella vista i friggitielli o peperoni dolci verdi e lunghi, che come dice il nome di solito vanno fritti. Vero che anche la frittura è una cottura yang, ma l'idea di aver per casa un fantastico puzzo di friggitoria per giorni non mi è passata nemmeno per la testa.
Per chi non digerisce i peperoni: lasciate perdere i friggitielli e usate dei peperoni normali ai quali però avrete tolto non solo i semi, ma anche la buccia.
La stessa ricetta è ottima con pomodori e/o zucchine.
Quindi aprite la dispensa e se avete fatto qualche scorta dovreste avere:
1 tazza di pane integrale del giorno prima (o anche di una settimana prima) tritato
10 mandorle
1 cucchiaio di lievito alimentare
1 cucchiaio di semi di sesamo
qualche pomodoro secco
1 peperoncino piccante
olio qb
sale qb
il tutto per mezzo chilo abbondante di friggitielli.
Lavate i friggitielli, tagliateli a metà e togliete i semini.
A parte mischiate tutti gli ingredienti con abbastanza olio da avere un composto granuloso.
Mettete un primo strato di peperoni in una teglia ripcopritelo con il composto di pane, poi fate un altro strato di peperoni e di composto di pane fino a esaurimento.
Mettete in forno a 200° (o con il grill) per una ventina di minuti.
Son ottimi anche freddi e nella schiscetta.
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Petula
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10:31 AM
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Indice: Verdurine varie

... e con questi potrei pure aprire il capitolo merende ;))
In 15 anni in rete ho conosciuto persone speciali, alcune fanno parte della mia vita quotidiana, altre di quella virtuale e in alcuni casi son persone dotate di un estro quasi unico.
Una è la mia adorata Roberta alias Cobrizo, l'altra è Eloisa, autrice di Liludori e di un piccolo blog con la sua vita disegnata :)
I muffin di oggi vengono da lì ... visti ieri, fatto il check mentale del frigo e sfornati per cena con qualche variazione :)
Hanno il vantaggio di poter essere congelati e tirati fuori all'occorrenza.
Visto il caldo fotonico di questi giorni vi consiglio di farli solo se nel forno ci mettete anche dell'altro - - nel mio caso tre teglie di verdure - e uscite dalla cucina se, come la mia, non è munita di finestroni.
Le mie variazioni rispetto alla ricetta originale son:
- pomodorini secchi in aggiunta alle olive
- burro di mandorle (lo trovate nei negozi bio) in sostituzione di parte dell'olio: li rende ancora più morbidi
- un cucchiaio di lievito alimentare
- cremor tartaro invece del bicarbonato
350 gr di farina 0 e integrale (metà e metà)
25 gr di lievito alimentare in scaglie
250 ml di latte di soia non zuccherato
50 gr di crema di mandorle
80 gr di olio extra vergine d'oliva leggero
175 gr di pomodorini secchi e olive a pezzetti
1 cucchiaino di cremor tartaro
1 pizzico di sale
Mescolate gli ingredienti secchi e quelli liquidi (frullate bene olio, latte e crema di mandorle) separatamente. Poi uniteli e amalgamate senza mescolare troppo.
Mettete l'impasto a cucchiai negli stampini da muffin riempiendo fino a metà e poi cuocete in forno caldo a 180° per 20 minuti. Fate raffreddare su una griglietta.
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Petula
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12:32 PM
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Indice: Pane e affini, Snack e cibo per dita

e pure algoso ... ;D
Una piccola pausa "ricetta" tra colazioni e pranzi ... e di nuovo un riso.
Sarà che ho il riso nel dna, sarà che mi risolve qualunque problema di pesantezza di stomaco (mangiato troppo o dormito male) e di incertezze su cosa mangiare e con un po' di legumi mi evita pure di dover cucinare un secondo e me lo posso cacciare nella schiscetta e lo posso mangiare pure la mattina.
L'ennesima coccola anche estetica con la ciotolina giapponese con i sakura ... visto che dovrei tornare in Giappone tra poco mi metto in elenco shopping anche qualche ceramica (la volta scorsa mi dovetti limitar visto che mi ero comprata parecchio ... i kg di di differenza rispetto alla parteza sfiorarono i 22 ;D).
La nori in polvere si trova facilmente nei negozi bio altrimenti dovete solo prendere una foglia di alga tostarla leggermente sull afiamma e passarla al mixer.
La cottura di questo riso è un po' più particolare del solito ma dà soddisfazione.
1 tazza di riso integrale
2 tazze e 1/5 d'acqua
100 gr di ceci già cotti
1 cucchiaio di olio di sesamo bio
2 cucchiai di salsa di soia
1 cucchiaio di acidulato di riso
1 cucchiaino di nori in polvere
una spolverata di mix di spezie giapponesi (opzionale)
In una pentola mettete il riso - sciacquato per evitar sassolini e polvere - l'acqua, la salsa di soia e l'acidulato di riso. Cuocete coperto e a fuoco basso per 40 minuti controllando che il riso non attacchi (nel caso aggiungete poca acqua calda). A metà cottura aggiungete i ceci cotti, mescolate velocemente e richiudete. In questo modo ceci e riso saranno molto più saporiti ma meno salati che non se uniste la soia prima di servire.
Quando il liquido sarà assorbito e il riso cotto, scolate e condite con olio , nori e mix di spezie.
Ottimo anche freddo in estate.
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Petula
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9:52 AM
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Indice: Riso in ogni modo

Risotto con gli aspargi e tofu saltato con sesamo
Per pranzo intendo quello fuori casa ... chi ha la fortuna di potersi cucinare anche a pranzo si spera sia già organizzato (idem per la cena), nulla però vieta di farsi i lunch box anche per casa ;D
Ammetto di essere fortunata e di lavorare in un'azienda che ha anni fa approntato una mini cucina e area ristoro. Vero che l'azienda ci guadagna visto che non gironzoliamo davanti alle macchinette per il caffè e nei bar, però è comodo e utile non dover mangiare alla scrivania.
In tutto questo è compreso il fatto che uscire dall'ufficio e una pratica salutare e necessaria per eliminare un po' di pressione e prender aria (se si può e non si lavora sulla tangenziale). Uscire dopo aver mangiato o pranzare una o due volte a settimana con i colleghi più simpatici o amici che lavorano in zona è da anni la mia soluzione.
Ed è compreso anche il fatto di inquinare il meno possibile quindi niente roba usa e getta, né posate, né bicchieri o piatti e tanto meno contenitori. I saponi che mettono nei bagni degli uffici son più potenti di quello dei piatti (le mie mani lo sanno anche troppo bene...) quindi usateli e se non vi fidate li riportate a casa.
La mia cassettiera è ormai un mito visto che ci tengo di tutto ... e visto che non sono l'unica negli anni sempre più colleghi han preso esempio e han iniziato a mangiare in ufficio almeno un paio di volte a settimana. Ne guadagna portafoglio e salute.
Organizzazione
In ufficio: un piccolo bollitore, una tazza, qualche posata di metallo o legno
Per chi è costretto a mangiare alla scrivania, consiglio di chiedere di poter avere almeno un piccolo bollitore elettrico per il té e la zuppa di miso. In commercio se ne trovano di piccoli, poco ingombranti e perfettamente a norma.
A casa: contenitori di tutti i generi e le forme. Potete optare per i lunch box stile giapponese (nel menu trovate la sezione apposta e anche tante indicazioni) oppure per i più classici contenitori in plastica o metallo ermetici.
I termos sono un'ottima soluzione per chi non può scaldare il cibo, investite in quelli migliori, li trovate o nei negozi di campeggio o in rete e valgono la cifra spesa.
Dispensa
In ufficio: té, zuppa di miso liofilizzata, cracotte di riso, pane tedesco confezionato a fette, piccole dosi di frutta secca, sale e condimenti. Nei negozi di campeggio e in rete si trovano i mini contenitori ermetici per olio e sale.
A casa: affettati di seitan, wurstel di tofu, crauti, pane integrale ... se andate di fretta.
Valgono le stesse regole che per la colazione: non mangiare sempre le stesse cose, cercare di variare e organizzarsi. In quasi 15 anni di pasti in ufficio non ho mai cucinato apposta, al massimo scaldato.
Cucinare di più per il giorno dopo o surgelare è la soluzione migliore più veloce ed economica.
La domenica o la sera cucino sempre di più e metto via subito per evitare che qualcuno mi sottragga il pranzo. Surgelo in monoporzioni, cosa per altro comoda se si torna a casa la sera tardi.
Il riso integrale o i cereali in genere si possono conservare per due o tre giorni (mai di più mi raccomando ... la fermentazione fa sviluppare tossine non sempre benefiche) e poi conditi o fatti saltare con verdure o legumi.
Stesso discorso per le minestre, i passati o le vellutate, così per i brasati di seitan o la pasta al forno. I crauti son un'ottima soluzione per mangiare qualcosa di fermentato che deve essere solo scaldato e con i finti wurstel possono essere un ottimo pranzo.
Aprire il pranzo con la zuppa di miso è un'ottima abitudine così come portarsi dietro qualcosa di caldo (sarà che lavoro già con l'aria condizionata a palla) e di morbido per coccolare lo stomaco e rilassarlo. Nei negozi bio ed etinici se ne trovano tante in bustina, meglio ancora se trovate quelle giapponesi non liofilizzate, ma van comunque bene tutte.
Anche farsi un panino con ingredienti scelti da voi e del buon pane è un'alternativa.
Un ultimo consiglio: non lesinate sulle quantità, mangiare troppo poco a pranzo può far venire fame già alle tre del pomeriggio. Quindi non affamatevi, fate una passeggiata per digerire, evitate di ripiazzarvi subito alla scrivania e fate una merenda leggera per evitare di divorare il frigo appena si mette piede in casa. ;D
Qualsiasi cosa ci sia dentro una macchinetta non è una soluzione ;D
Dedicherò un post anche alle merende....
ps ... il contenitore nella foto l'ho preso in Giappone, è a due piani e fatto apposta per contenere liquidi. Nei negozi italiani non si trova, potete però provare in rete (ebay ad esempio)
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Petula
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11:27 AM
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Indice: Le manie: i lunchbox

Apro una nuova sezione "cose che sembrano difficili ma non lo sono per nulla" ovvero come mangiare macrobiotico o per lo meno più sano del normale e combinare colazioni e pranzi senza impazzire.
Anche giusto per rispondere a chi mi dice "ma come fai? (e sotto c'è l'idea che abbia molto tempo da perdere e mi piacerebbe parecchio)" o "ti invidio (maddai!!!)".
Ammettiamolo la cena è più facile perché in genere si ha più tempo o comunque è più pianificabile ... colazione e pranzo fuori casa sembrano poterci incasinare la vita e soprattutto ridurci a tristi esseri vittime di insalatone e paste riscaldate a costi esagerati. Lavoro in centro a Milano e ho una diretta conoscenza dell'argomento ;D.
E' questione di organizzazione minima, non ci vuole un programmino apposta ma solo poche e semplici regole e un po' di fantasia.
La macrobiotica è tutt'altro che noiosa e, al di fuori dei periodi di cura, lascia grande spazio alla creatività. Tenete sempre conto che ripetitività (leggasi mangiare la stessa cosa) e rigidità non fanno parte della macrobiotica checché se ne pensi ;)
Non vi sconvolgete per la presenza di alcuni ingredienti ... non amo i dolci e nelle mie colazioni compariranno una volta ogni dieci giorni.
Quindi colazione!
ORGANIZZAZIONE:
In dispensa: riso integrale, fiocchi d'avena (anche precotti), cereali misti, frutta secca, aceto di riso, acidulato di umeboshi, nori in polvere, malto di riso, sciroppo d'acero, pane di segale (quello tedesco umidiccio venduto già a fette), tahina
Nel frigo: latte di soia o di riso o d'avena, umeboshi, affettati di tofu o seitan, senape, marmellate senza zucchero
Nel congelatore: pane fatto in casa (o comunque buono e non mulinoeaffini....) già affettato o porzionato in bocconcini
Varie: germogli, acciughe o aringhe o salmone marinati
Sempre: tè verde o nero oppure orzo. Il caffè andrebbe ridotto e magari riservato alla pausa con colleghi o amici in un bar carino ;) Sul tipo di té vedete ciò che vi piace, son una maniaca dall'età di 13 anni e la mia selezione di té è un po' particolare e non sempre di facile reperimento. Un buon darjeeling o ceylon per i té neri o un sencha tra i té giapponesi però son facilmente recuperabili.
Una teiera capiente e carina, tante tazze colorate, un vassoio (se posso faccio colazione sul divano) o delle tovagliette carine rallegrano l'occhio più appannato
Fatto questo tutto sta ad assemblare.
Il riso integrale stracotto con umeboshi e alghe è la tipica colazione macrobiotica, ma può non piacere e in ogni caso va alternata a pane integrale e quel che vi pare sopra (a me piacciono gli affettati vegetali e il pesce ma son un caso anomalo ;DDD) oppure a porridge d'avena o pane e tahina mischiata a cose dolci o salate.
Nell'elenco "colazioni" c'è qualche idea, ma anche la sezione cibo per dita e pane è ricca di indicazioni.
Ovvio che se riuscite a far un dolcetto o a qualcosa di particolare tutto di guadagnato, ma l'idea è ridurre al minimo il lavoro appena svegli ... se non avete gatti dediti a scorribande notturne potete pure prepararvi le cose la sera ( riesco a farlo 2 volte su 7 perché me ne dimentico, ma quando lo faccio mi complimento da sola ;))
REGOLE
Piacere. Se non siete in un periodo di cura, la colazione è proprio il momento in cui si deve mangiare ciò che rende felici e sereni perché altrimenti la giornata butterà malissimo. Però non fossilizzatevi, anche se vi piace una cosa non ha senso mangiarla tutti giorni ... in questo modo anche le cose più sane e curative perderanno il loro effetto benefico e a lungo andare vi usciranno dagli occhi.
Tempo, tempo, tempo. Tranne che in Italia tutti i paesi fanno della colazione un momento in cui ci si siede, si apparecchia e si mangia con calma ... si mastica e non si trangugia! E non ci vuole molto, questione di abitudine, bastano quindici minuti di orologio ma è sul serio una bella abitudine ;))
E ve lo dice chi quasi tutti i giorni si alza molto presto dedica un pochino di tempo a sé, a chi ama e poi si fa tot autostrada e metro per andar a lavorare.
Nei prossimi giorni passiamo a i pranzi e ai bento box (a volte ritornano!!!! ;DDD)
PS Nella foto: darjeeling margareth hope 2 flush, pane con affettato di seitan, senape e germogli di crescione.
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Petula
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12:49 PM
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Indice: Colazioni

Ecco una delle mie manie primaverili: gli asparagi!
Li amo in tutti i modi e forme: asparagi bianchi, viola, verdi, selvatici, al forno, bolliti etc
Vederli a mazzetti dal verduriere o al supermercato mi mette allegria come le zucche in autunno e i meloni in estate.
Aver deciso qualche anno fa di far di alcune passioni un cammino (e ancheun mestiere dato che son incappata pure nell'insegnamento;)) vuol dire a volte trasformare le vacanze in lunghi periodi di stage con tanta energia, studio, gioia nel veder persone che si frequentano non quanto si vorrebbe, piccole illuminazioni, ma anche con tanta felice stanchezza e addormentamenti con la faccia nel piatto la sera. E cosa meglio del risotto come cuscino dopo tanto tai chi???
Il risotto per chi come me è vissuto e vive da sempre in mezzo alle risaie è come la pasta a mezzanotte per altri: il carnaroli non manca mai (più facile che manchi la pasta...), ci si può metter "quasi" di tutto e cremoso e denso al punto giusto è una coccola perfetta. E il giorno dopo passato in padella è ancora più buono.
300 gr di carnaroli
20 asparagi viola
15 mandorle
2 cucchiai di lievito alimentare a scaglie (opzionale)
1/2 bicchiere di cognac
2 scalogni
1 carota
brodo vegetale qb
pepe bianco
sale
1 chiodo di garofano
2 cucchiai di olio extra vergine
Tritate scalogno e cipolla.
Frullate mandorle e lievito.
Pulite gli asparagi e tagliateli a tocchetti conservando a parte le punte.
Scaldate il brodo con il chiodo di garofano e metteteci i gambi degli asparagi. Fate cuocere fino a quando son morbidi. Scolate i gambi e frullateli con un pizzico di sale.
Inuna pentola adatta soffriggete scalogno e carota nell'olio, versate il riso, tostatelo e sfumate con il cognac. Cuocete il riso unendo a mestoli il brodo caldo e mescolando ogni tanto.
A metà cottura unite i gambi frullati e le punte e portate a cottura.
Prima di servire spegnete il fuoco, aggiustate di sale e pepe, unite le mandorle tritate con il ievito (o anche senza ... va a gusti ma a me piace :)) e mantecate.
Lasciate riposare 5 minuti e servite.
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Petula
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10:15 AM
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Indice: Riso in ogni modo

Sembra una nenia ... la pulizia della dispensa è ormai quasi terminata (son andata a fare la spesa e le scorte base son state ripristinate) e questa dovrebbe essere l'ultima ricetta da "pulizie di primavera"
Uno dei momenti in cui la mia dispensa si riempie in modo imbarazzante è al ritorno dai viaggi.
Compro di tutto e quel che non rientra nelle mie scelte alimentari è un regalo per amici e parenti non "macro". Son curiosa come una biscia e quindi a volte mi ritrovo roba strana: in Giappone ho comprato anche a caso e mi son dovuta far tradurre gli ingredienti da un insegnante di lingua ;DD
Gli umbricelli eran lì belli impacchettati da agosto e quindi abbisognavano di una morte consona: asparagi e pistacchi in un sugo molto denso e coccoloso son stati il perfetto accoppiamento in una giornata così umida e uggiosa da sembrar novembre (un bel bicchiere di nebbiolo ha fatto il resto ;)).
Ne ho cotti 300 gr, è un buon quantitativo per tre persone che mangiano e per 4 con un secondo importante: la pasta artigianale cresce in cottura per cui se usate spaghetti normali o altra pasta regolatevi.
A me sta crescendo la muffa sull'anima e a voi?? ;DDDDDD
300 gr di umbricelli
1o asparagi
1/2 tazza di piselli
1 cipollotto grande o 1 porro
1 carota
1/2 tazza di pistacchi o 3 cucchiai di pasta di pistacchi
2 cucchiai d'olio extra vergine
brodo vegetale qb
sale
pepe bianco
Lavate per bene gli asparagi, puliteli e tagliateli a pezzetti mettendo le punte da parte.
Affettate il cipollotto e tagliate a julienne la carota, fate stufare nell'olio con un pizzico di sale e aggiungete gli asparagi e i piselli. Fate saltare, unite qualche cucchiaio di brodo vegetale e cuocete fino a quando tutto non sarà morbidissimo (se si asciugasse unite a cucchiai il brodo). Unite le punte di asparagi a metà cottura e alla fine i pistacchi tritati. Regolate di sale e saltatevi la pasta appena scolata e lasciata un po' umida.
Potete anche frullare una parte del sugo (magari non le punte degli asparagi ;)) e in stagione unire fin dall'inizio qualche dadino di pomodoro.
E' un sugo ottimo anche con il riso integrale.
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Petula
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11:02 AM
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Indice: Pasta e noodles vari

Il frigo è ormai ripulito, la dispensa quasi, il freeezer ha l'eco ... soprattutto dopo aver cucinato anche l'ultimo pezzettino di zucca che avevo congelato a gennaio.
Lo stesso trattamento detossinante tra un po' toccherà agli armadi, mentre il resto di casa è privo da anni di quegli inutili ammennicoli, che, tranne pochi e carissimi ricordi, hanno avuto inspiegabili incidenti e viaggi premio alle fiere di beneficenza o nelle case di amici che li hanno accolti con tanto amore.
Fare pulizia aiuta non solo il fegato - lo so, avevo promesso qualcosa di specifico ... abbiate fede non me ne sono dimenticata - e quindi limitarlo al cibo spesso è riduttivo.
Ideale è guardarsi intorno e vedere di quante cose è fatta la nostra vita e di quante ne può fare a meno ... oggetti, abiti, persino libri e scarpe ormai per me inutili o detestati han sempre fatto felici altre persone, persino quelli che mi son stati regalati (perché qualcuno ha pensato a me in rapporto a una chiavetta usb tempestata di pietruzze rosa?????)
Faccio pulizia due volte all'anno, ai cambi di stagione e il mio corpo e la casa ne guadagnano sempre in spazio e vitalità.
Le pile di libri ovunque NON contano!!!!
Però sto esagerando ... con la scusa di far fuori le scorte non vado al supermercato da settimane - al mercato però ci vado- non ho più: foglietti acchiappacolori, aceto, bicarbonato, cambio per il mocho, gallette di riso, lievito di birra, legumi secchi (a parte un sacchetto di ceci).
Il che significa: niente lavatrici, la signora delle pulizie avrà una nuova scusa per non fare quello che vorrei facesse, teiera marroncina, colazione solo con riso cotto.
Unica cosa che sembra non finire mai son le umeboshi: ma quante ne ho comprate in Giappone??????
Quindi controllate se nel fondo del freezer avete della zucca o sostituitela con le carote tagliate a pezzettoni ... qualcosa di arancione e dolce ci vuole!!!! ;D
Se poi vi avanzassero dei cipollotti.....
1 confezione di tofu
1 confezione di tempeh
400 gr di zucca pulita (o carote)
1 cipolla rossa grande affettata (o due porri)
1 spicchio d'aglio tritato
3 cucchiai abbondanti di tahina
3/4 di litro di brodo vegetale
1 peperoncino piccante fresco
1 bastoncino di cannella
1 cm di zenzero fresco grattugiato
2 cucchiai di olio extra vergine d'oliva
Pulite e togliete i semi al peperoncino e affettatelo finemente.
Fate bollire il brodo e metteteci il peperoncino, lo zenzero, la cannella e cuocete per 20 minuti.
In una pentola di coccio o dal fondo pesante fate scaldare l'olio e poi stufatevi la cipolla e l'aglio co un pizzico di sale.
Asciugate bene il tofu e il tempeh e fateli a quadrotti. Tirate fuori dal congelatore la zucca e fatela scongelare quel minimo che servirà per farla a quadrotti.
Nella cipolla stufata fate saltare tofu, tempeh, zucca e coprite con il brodo piccante (se avete paura che sia troppo piccante potete filtrarlo).
Metete uno spargifiamma, abbassate al minimo e fate cuocere per almeno due ore controllando che non si asciughi troppo. Mezz'ora prima della fine della cottura unite la tahina, mescolate bene, unite ancora un po' di liquido se necessario e aggiustate di sale. Tutto deve essere molto morbido.
Fate riposare lo stufato un'ora o anche tutto un giorno prima di mangiarlo. E' uno di quei piatti che migliora con le ore ;)
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Petula
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10:16 AM
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Indice: Le manie: la zucca, Tofu tempeh e seitan