martedì, maggio 27, 2008

Cremina di avocado e noci, poco macro molto vegan



Mi piace la pioggia (e pure il vento e il freddo) ma comincia a crescermi la muffa dietro le orecchie.
Per contrastare il grigiore imperante degli scorsi giorni (oggi incrocio pure le dita dei piedi ma a Milano c'è un vaghissimo sole) e il clima da delta del Mekong, cucino cibi colorati o per lo meno li metto in piatti colorati ;-))

Ho un debole per l'avocado.
Dopo averlo odiato per anni, due viaggi in Messico mi ci hanno non solo riconciliata ma me ne sono innamorata.
Non lo mangio spesso per svariati motivi tra cui il fatto che è molto grasso, molto yin e fa migliaia di chilometri per arrivare qui, ma una tantum mi piace parecchio.
E' molto amato dai vegani, in particolare da quelli d'oltreoceano, perché sostituisce burri di vario genere nella preparazione dei panini.
E poi si spera che inizi a breve la stagione delle grigliate e dei picnic!

Questa crema è tutt'altro che dietetica ... quindi regolatevi ;-)
Difetto estremo...si ossida e diventa di un terrificante color marrone, potete provare a metterci qualche goccia di limone sopra per limitar l'effetto (il nocciolo dell'avocado - per chi me lo suggerisse - non serve a un bel nulla o io non ho capito come funziona ;-))

1 avocado
2 cucchiai di noci o mandorle (per le noci equosolidali)
1 cucchiaio di tahina
1/2 tazza di latte di soia
2 cucchiai di succo di lime o limone
erba cipollina a piacere
sale

Frullate il tutto e servite con pane di segale per l'ottimo contrasto con la leggera acidità.

venerdì, maggio 23, 2008

Pausa e giochino



No, non vado in vacanza ... per lo meno non ancora ;-) ma visto che non ho cucinato moltissimo e devo sperare in un altro fine settimana di tempo infame e forse in una botta di cucinite: un bel meme!

Di solito i meme li ignoro ... non per cattiveria ma per pura e solenne pigrizia.



Le sei cose che mi piacciono veramente e di cui non posso fare a meno


Libri
... più di 2000 libri in giro per casa possono darne un'idea
Musica
... ho impallato due pc tra musica e foto
Viaggi
... son in viaggio costante
Tai chi chuan
... lo pratico e lo insegno, la mia giornata senza non sarebbe concepibile
Cibo
... mava?
Silenzio
... necessario come il respiro

Amici, amore, famiglia ... son la mia vita non cose di cui non posso far a meno ;-)

Passo il meme ai primi sei che finiscono da queste parti.

mercoledì, maggio 21, 2008

Orzo patate e funghi macrobiotici



Avrei dovuto cucinare ... ehm, poco pochissimo, il necessario per la sopravvivenza ;)


In effetti son stata colpita dalla sindrome da divano per metà del fine settimana, complice la pioggia, e per l'altra metà da quella malattia che si chiama "ho una marea di lavoro/studio in sospeso forse se faccio qualcosa riesco pure a non esserne sommersa entro giugno e ad andar in sardegna senza pc" ... cosa che di solito mi porta per reazione a finire a casa di amici e/o in un supermercato/negozio per abbattere subito la sindrome da prima della classe ;-)

Gironzolando al supermercato (luogo quasi sconosciuto da un paio di mesi....) mi son messa a curiosare tra i cibi pronti così da farmi venire idee senza dover aprire libri di cucina.
I preparati con i legumi e i cereali secchi mi hanno parecchio incuriosito e dopo aver fatto un check mentale della dispensa ho scoperto di aver tutti gli ingredienti di un paio di quelle magiche bustine con una variante macrobiotica.
Gli shitake da soli, per quanto molto salutari, hanno poco sapore ... aggiunti ai porcini son un ottimo modo per compensare sapore e roba sana.

E poi il tempo infame invocava ancora qualche bella zuppona.

200 gr di orzo
2 patate
50 gr di funghi porcini secchi
6 funghi shitake secchi
1 scalogno
1 porro
brodo vegetale qb
2 cucchiai d'olio extra vergine d'oliva

Affettate scalogno e porro e mettete in ammollo i funghi in acqua tiepida per un'ora. Tagliateli a pezzetti e agli shitake togliete i gambi (e buttateli, son duri anche dopo due ore di cottura!).
In una pentola scaldate l'olio, fate stufare lo scalogno e il porro e poi unite i funghi, le patate tagliate a cubettini e l'orzo, che avrete sciacquato per eliminare polvere ed eventuali sassolini.
Saltate il tutto per qualche minuto e poi coprite con il brodo vegetale.
Fate cuocere per un'ora e servite con prezzemolo fresco o timo.

giovedì, maggio 15, 2008

Polpettine di riso




C'è solo da sperare che il tempo sia orribile - così mugulano i meteomen vicini di banco - in modo da farmi avvicinare alla cucina più di quanto non abbia fatto nell'ultima settimana ... in caso contrario invece di ricette avrete recensioni di libri ;-DDD

Tendo a far porzioni da ristorante e son una riciclatrice maniacale, se aggiungete che buttar via il cibo è cosa che mi dà gli incubi e almeno due pranzi settimanali in ufficio: le polpettine di riso son motivate.

Ricetta ad occhio e senza dosi come nel caso dei polpettoni ... gli ingredienti devono stuzzicare fantasia e palato e risolvere il problema dell'invasione degli scatolini all'interno del frigo.

Mescolate una o due porzioni di riso integrale cotto a risotto con spinaci e pinoli a qualche cucchiaio di tofu morbido e poi pane grattugiato, lievito alimentare in scaglie, erbe aromatiche fino a ottenere un impasto che stia insieme e non sia troppo compatto.
Fate tante piccole polpattine, schiacciatele leggermente e doratele in poco olio di sesamo o extra vergine.
Ottime anche fredde.

lunedì, maggio 12, 2008

Focaccine alle erbe



Se il fine settimana si apre all'insegna dello shopping estivo e si chiude con grigliata, vittoria a trivial, pane/patè di pomodori secchi e mirto ... il lunedì ha una bella faccia ;-DD

Se non avessi mangiato così tanto da poter andar avanti qualche giorno a digiuno (idea che mi fa rabbrividire) queste focaccine avrebbero fatto da colazione, ma mi son limitata a dei più morigerati cereali con latte di soia.

Lievitazione lunga lunga con soggiorno in frigo. Il caldo degli ultimi giorni mi porta a rallentare ancora di più le lievitazioni e far star in aria condizionata pane e affini per evitar fermentazioni antipatiche e renderli ancora più digeribili. Le erbe aromatiche vanno aggiunte solo prima dell'ultima lievitazione per lo stesso motivo.
La pasta madre al momento sta nel frigo a far vacanza, inspiegabilmente è un blobbino vitalissimo nonostante una padrona disgraziata a cui le idee per le lievitazioni lente vengono sempre dopo aver impastato e non prima ;-).

250 gr di farina 0
250 gr di farina integrale
5 cucchiai di erbe aromatiche tritate (rosmarino, timo, maggiorana....)
300 ml di acqua
1/2 bicchiere di olio (- 1 cucchiaio)
3 gr di lievito di birra secco o 6 di lievito fresco
1 cucchiaino di sale
1 cucchiaio abbondante di malto d'orzo

Miscelate le farine, unite lievito, malto, acqua e olio e cominciate a impastar con forza.
Dopo aver ottenuto un impasto elastico, morbido e non appiccicoso, fate una palla, mettetela in una ciotola unta, coprite con la pellicola e mettetela in frigo per 8/12 ore.
Tirate fuori dal frigo l'impasto, fatelo tornare a temperatura ambiente, reimpastatelo e rimette a lievitar nel frigo per 3/4 ore (sempre. che non abbiate fretta...).
Stesso procedimento di prima ma questa volta unite le erbe, frate delle palline (io ne ho fatte 12) , schiacciatele e mettete in una teglia ben distanziate. Copritele con un telo umido e fatele lievitar fino al raddoppio.
A parte miscelate il cucchiaio d'olio con 2 di acqua. Prima di infornare spalmate la miscela sulle focaccine facendo dei buchetti con le dita e metteteci sopra qualche grano di sale grosso integrale.
Cuocete per 20 minuti in forno caldo a 220°.

giovedì, maggio 08, 2008

Birmania: far qualcosa


@Lu di Vicino e Lontano

La Birmania dopo la violenza dei militari è prigioniera della violenza della natura.
Per la prima si è potuto far poco se non continuare a ricordare e a informarsi, per la seconda si può far qualcosa sul serio.
Vero che gli aiuti arrivano con il contagocce causa gli scarsi permessi forniti dal governo, ma usare questa come scusa è assurdo ed è solo quel che appare: una scusa per non far nulla.

Si può donare online all'Unicef o a Direct Relief Internationale attraverso Google.

Magari può suonare demogogico, ma visto che dell'infischiarmene ho fatto religione ;-) ...

Grazie Gianni :-)

mercoledì, maggio 07, 2008

Duchesse vegane



... qualcosa ho in effetti cucinato e me ne sto rendendo conto dalle foto. Quando mi mangio tutto e non ci sono porzioni da freezer tendo a dimenticarmene ;-D

Premessa: le patate duchessa son un grandissimo classico della cucina d'oltralpe e non solo, facilissime da rendere in versione macrovegana. Chiunque voglia la ricetta originale o si lamenti che questa non lo sia: ha sbagliato blog ;-DDD
In tempo di cambio armadi e eliminazione abiti che stazionano da più di due stagioni tendo a sentirmi molto zen e ad annoiarmi con le discussioni inutili ;-DD

Ci vuol tempo a farle, spariscono in un minuto (son buonissime) e come gran parte dei cibi a base di patate ... il giorno dopo non migliorano, anzi!

Il perfetto abbinamento è con una proteina e nel mio caso era un fantastico merluzzo al forno.
Il motivo è legato all'equilibrio sodio/potassio per cui le solanacee (patate, melanzane, pomodori) ricchissime in potassio equilibrano la presenza eccessiva di sodio nei cibi ricchi in proteine animali e non. Non è un caso che si abbinino bistecche e patate o che chi passa a un'alimentazione povera in proteine animali senta meno la necessità di mangiarle.

500 gr di patate gialle
350 ml metà acqua metà latte di soia non zuccherato
3 cucchiai di olio extra vergine d'oliva leggero (garda o ligure)
sale
3 cucchiai di lievito alimentare in fiocchi

Procedimento da purè: bollite le patate, sbucciatele, rimettetele in pentola, schiacciatele con una forchetto o uno schiacciapatate e copritele con acqua, latte di soia e un pizzico di sale. Portate a bollore mescolando con forza fino a ottenere un composto cremoso ma non troppo e lucido. Mantecate con olio e lievito alimentare.
Fate raffreddare leggermente e mettete il composto in una tasca da pasticcere.
Su una placca da forno fate tanti piccoli mucchietti riccioluti. Spennellate con un pochino di latte di soia e fate cuocere in forno a 180° fino a quando non si saranno dorati.

lunedì, maggio 05, 2008

Carote latte di cocco e zenzero



...che se uno pensasse al ponte come un'occasione per cucinare e riempire il frigo ormai dolorosamente ululante potrebbe prendere un abbaglio enorme! ;-D
Ci ho provato, son partita con tutte le buone intenzioni del caso tanto che mercoledì son pure finita al supermercato a fare la spesa ... ma da giovedì mattina tutto è precipitato e il ungo fine settimana si è risolto in una divanizzazione interrotta da pranzi, cene, cinema, terme, perfect garden party e quindi con una limitata dedizione alla cucina e molto alla mia macrobioticissima dedizione alla disorganizzazione di piani ben organizzati.

Son solo riuscita a leggere, studiare, coccolare e farmi coccolare in modo indecente.
Le carote son il risultato di una coccola... un mix di sapori dolci naturali e di piccante ideale in un fine settimana in cui il tempo da fatto u po' di tutto e dentro casa faceva più freddo che fuori.

6 carote medie
1 lattina di latte di cocco (200 gr circa)
4 scalogni
1 cucchiaio di olio di sesamo
3 cm di radice di zenzero
sale
1/2 cucchiaino di curcuma (opzionale)

Tagliate a fettine le carote e gli scalogni. In una pentola dai bordi alti scaldate l'olio e fare stufare gli scalogni con un pizzico di sale e la curcuma fino a quando non diventano trasparenti. Unite le carote, fate insaporire per qualche minuto poi coprite con il latte di cocco e fate cuocere per circa un'ora a fuoco basso. Le carote dovranno essere morbidissime e il latte quasi tutto rappreso. A parte grattugiate la radice di zenzero e spremetene il succo sulle carote poco rima di servire in modo da mantenere immutato il sapore piccante. Migliorano il giorno dopo.

martedì, aprile 29, 2008

Insalata vegarussa



Periodo di vacanze o quasi e di prime ronfate al sole con tanto di costume da bagno, ipod, piletta di libri e null'altro da fare ;-) ... se non farmi vergognosamente coccolare dai genitori che mi vedono così poco da pensare di voler affiggere una mia immagine in casa tanto per ricordarsi non solo della mia voce.

E cosa c'è di meglio che provare a convincere anche loro che la maionese vegan è ottima e non sfigura per nulla nell'insalata russa? Non so se per amore o per effettiva goduria ... l'insalata russa è stata spazzolata!!

E poi tutti, macrobiotici compresi, han diritto alla loro dose di grassi e schifezze! ;-D

Dosi a occhio

un pugno di piselli cotti (surgelati o freschi)
2 patate cotte a cubetti
2 carote cotte a cubetti
150 gr di silk tofu
80/100 ml di olio di mais
1 cucchiaino di succo di limone
2 cucchiaini di aceto di mele o di riso
sale
1 cucchiaino di senape dolce

In un blender frullate bene il silk tofu e poi lentamente aggiungete l'olio a filo continuando a frullare fino a quando non comincia ad addensarsi. Unite il succo di limone, la senape e aggiustate di sale.
In una ciotola mettete tutte le verdure e la veganmayo, mescolate bene tutti gli ingredienti e mettete in frigo per un paio d'ore.

mercoledì, aprile 23, 2008

Panini al papavero



Quando non cucino come in tutti gli "aprili mesi crudeli" ;-)) faccio pane ... un assurdo, forse!
Nel mio frigo in questi giorni c'è una sorta di strana eco, ma nel freezer c'è pane per un esercito: tutto ben porzionato, perfetto per esser riscaldato in pochi minuti.
Se c'è una cosa che mi inquieta in casa è la mancanza del pane. Può mancare persino l'olio (cosa difficile vista la dama da 5 litri che campeggia nello studio), ma la mia vera coperta di Linus grazie alla quale mi sento - gastronomicamente ovvio - al sicuro è una scorta di pane buono.

Son bravissima a giustificare la mia assoluta inadempienza culinaria ;-DDDD e così ora vi tocca l'ennesima ricetta panosa.

500 gr di farina integrale
320 ml di acqua tiepida
5 gr di lievito di birra secco/10 gr di lievito di birra fresco
4 cucchiai colmi di semi di papavero
sale

Miscelate farina, acqua, lievito e semi. Cominciate a impastare facendo in modo che la farina assorba bene tutta l'acqua fino a ottenere un impasto elastico e non appiccicoso. Lavoratelo a lungo (non meno di 15 minuti), poi fate una palla e mettetelo a lievitare in luogo caldo e coperto da un panno umido. Una volta raddoppiato, rompete la lievitazione e formate 12 palline che potete mettere su una placca da forno o in una teglia da muffin. Fate lievitare ancora per un'ora e poi cuocete in forno caldo a 200°/220° per 15 minuti.
Potete anche usare la pasta madre: 150 gr su 500 gr di farina e 280 ml di acqua.

giovedì, aprile 17, 2008

Spaghetti di zucchine alla soia e mirin



Aprile è il più crudele dei mesi ... ;-D
C'è chi arranca a novembre o a febbraio, io ad aprile e non certo per la pioggia (che peraltro mi piace parecchio). Non so com'è ma son almeno 8 anni che ad aprile la vita mi si incasina peggio che natale e mi trovo in un vortice di impegni tipo porta girevole dai quali emergo solo i primi di maggio.

Questo per giustificare la mia cucina di quasi sopravvivenza ;-D e la totale doryte!
Il mio ormai mitico verduriere l'ultima volta che son riuscita a passare da lui mi ha messo nel sacchetto le sue zucchine, lunghe piccoline e sottili e ha ridacchiato di fronte alla mia faccia interrogativa visto che mi parevano esser un po' in anticipo sulla stagione: mi son beccata una lezione di meteorologia e teoria dei climi sull'inverno mite e marzo troppo caldo. Così imparo a non star zitta nemmeno con la faccia ;-DD

Una parte me le son mangiate crude, l'altra le ho cotte infilando un po' di elementi yang in un ortaggio decisamente yin.

4/5 zucchine novelle
3 cucchiai di salsa di soia
1 cucchiaio di olio di sesamo
1 cucchiaio di mirin
1 cucchiaino di zenzero fresco tritato
4 cucchiai d'acqua
1 cucchiaio di semi di sesamo

Tagliate le zucchine con la mandolina o il pelapatate in modo da ottenere delle lunghe strisce sottili. Mettetele in una pirofila abbastanza larga da non accavallarle troppo. Miscelate gli altri ingredienti e versateli sulle zucchine.
Cuocete in forno a 180° per 20/25 minuti di cui i primi 10 coperte da carta stagnola.

lunedì, aprile 14, 2008

Ne faccio un quiz???



... ne son tentata!!!
Cos'è?
Cosa ha combinato questa volta la Petulante in una domenica mattina pigra e lentissima in cui la casa profumava soprattutto di pane, focaccia e strudel (ho fatto scorta come le marmotte ;-))??
Ha coltivato fragole sul davanzale? No...per ora si limita a basilico, menta ed erbe varie ;-DD

Visto però che la pigrizia ancora mi avvolge e mi costringe a formulare pensieri lenti vi risparmio il delirio.
E' una vellutata di barbabietole con sour cream!

Devono piacere le barbabietole e il loro particolare sapore. E' una specie di bortsch (minestra russa di barbabietole e cavoli) estivo con tanta cipolla e la sourcream che ha il compito di mitigare il dolce e di dare una nota leggermente acidula.
Nota della casalinga petulante: non usate nulla di bianco mentre pulite, affettate e cuocete le barbabietole ... il rosso non se ne va più!!!!!! Le mie unghie hanno ancora una nota fucsia ;-DD

4 cipollotti
3 barbabietole medie
brodo vegetale qb
100 gr di soft tofu
4 cucchiaino di succo di limone o lime
1/2 cucchiaino scarso di agaragar
5 cucchiai d'olio extra vergine d'oliva
sale
erba cipollina fresca

Affettate i cipollotti e stufateli in un cucchiaio d'olio, poi aggiungete le barbabietole a pezzetti e coprite di brodo vegetale. Cuocete per 30 minuti, frullate bene e aggiustate di sale.
A parte sciogliete l'agar nel succo di limone. Frullate il tofu morbido con i 4 cucchiai d'olio rimasti e la miscela di agar e limone fino a quando non comincia a montare come una maionese.
Servite la minestra di barbabietole tiepida o fredda con la sourcream, unita fuori dal fuoco (se la fate cuocere impazzirà e riempirà il piatto di pezzettini bianchi orrendi).

giovedì, aprile 10, 2008

pane all'uva



Ok ... di nuovo pane!!!! ma o questo o di nuovo porri ;-DDD
E' un periodo frenetico.
Lo so che avevo detto di diminuire il pane per disintossicarsi un pochino e alleggerire il fegato in primavera (che oggi è andata oltremanica, mentre io giro senza calze e con maglioni leggeri perché è presa dall'entusiasmo ho già fatto quasi tutto il cambio armadi..;-D).
A giustificazione il fatto che è un regalino simbolico per un'amica speciale e molto meno simbolico per un nipote mangione e pirata.
Ottimo a colazione...

250 gr di farina integrale
250 gr di farina manitoba
320 gr di acqua tiepida
5 gr di lievito di birra secco (o 10 di fresco)
1 tazza di uvetta ammollata in acqua tiepida
sale

Miscelate le farine e il lievito, unite l'acqua a cucchiaiate e impastate con forza e a lungo fino a ottenere un impasto liscio e molto elastico. L'acqua può sembrarvi troppa, non è così, non abbiate fretta, impastate e lasciate che la farina assorba l'acqua ... datele tempo ;-)
Fate una palla e mettetela a lievitare in luogo tiepido e coperta da un panno umido.
Quando sarà raddoppiata, rompete la lievitazione e unite l'uvetta. Sarà un lavoraccio perché tenderà a scappar fuori da tutte le parti...anche qui è questione di pazienza, impastate e cacciate dentro l'uvetta fuggitiva. Date la forma e mettete di nuovo a lievitare. Con questa dose io ho fatto due pani tondi.
Cuocete in forno caldo a 200/220° per 30/40 minuti o fino a quando il fondo non suonerà vuoto...occhio a non far bruciacchiare le uvette in superficie! Tenetelo d'occhio ;-D

martedì, aprile 08, 2008

Tofu pressato e porri



Per i prossimi giorni i porri vi usciranno dagli occhi...quindi se non vi piacciono o li sostituite con scalogno o cipolla (non è la stessa cosa ma tant'è...) o lasciate perdere la Petulante per qualche giorno ;-D

Mi piacciono e me ne hanno rifilati una quantità industriale, per cui li ho trasformati in salse, minestre e quel che la mia fantasia mi ispirava ;-)

Il tofu pressato è uno dei tanti modi orientali di trattare il tofu: rimane più sodo e se leggermente salato acquista un gusto e un'energia particolare. Se riuscite cercate del tofu di prima qualità e il più fresco possibile oppure fatelo voi, il sapore è molto diverso e vi conquisterà.

1 panetto di firm tofu
2 porri
1/2 tazza di aceto di riso
2 cucchiai di olio di sesamo
2 cucchiaini rasi di sale fino
1 cucchiaio di miso sciolto in due dita d'acqua

Sciacquate il tofu, salatelo leggermente su tutti i lati e ponetelo su un piano leggermente inclinato e metteteci sopra un bel peso (io uso una pentola con dentro un pacco di riso) per almeno una giornata. Il metterlo su un piano inclinato servirà a far scorrere via il liquido che il tofu perderà pian piano.
Sciacquatelo dal sale e tagliatelo a cubotti, affettate i porri, compresa la parte verde e scaldate il wok.
Versate l'olio nella pentola e in successione i porri e il tofu. Fate saltare per una decina di minuti, in modo che i porri siano cotti ma croccanti. Unite l'aceto di riso e il miso, cuocete per ancora due minuti e poi servite.

venerdì, aprile 04, 2008

Pane con farro e avena



Ieri stavo pensando seriamente di mettermi i sassi in tasca per non volar via visto il vento spettacolare che ha invaso Milano ... energia da brivido!

E quindi ora un bel pane per il fine settimana ... ;-))
Da vera maniaca la farina di farro me la son fatta da sola partendo dai chicchi che mi guardavano sconsolati dalla mensola ... avete in mente quando furbamente lasciate nel barattolo giusto un pugnetto di roba che da sola non serve a nulla? ;-D
Avere un robot da cucina bello solido aiuta non poco, ma va benissimo usare la farina di farro che si trova nei negozi bio.

250 gr di manitoba
150 gr di farro
100 gr di fiocchi d'avena
5 gr di lievito secco
1 cucchiaio di malto d'orzo
300/350 gr di acqua tiepida
1 cucchiaino di sale fino

Se partite dai chicchi, sfarinate farro e avena e poi miscelate le farine. Sciogliete il lievito secco e il malto in due dita d'acqua e poi cominciate a impastare unendo anche il resto dell'acqua a cucchiaiate. Dopo aver ottenuto un impasto liscio ed elastico, fate una palla e mettetela a lievitare in una ciotola coperta con un panno umido.
Una volta raddoppiato il volume, rompete la lievitazione, reimpastate velocemente, date la forma e mettetela di nuovo a lievitare coperta da un panno.
Cuocete in forno caldo a 200° per 30/40 minuti o fino a quando il fondo non suonerà vuoto.

mercoledì, aprile 02, 2008

Vellutata di porri, ceci e mandorle



Il mio amore per i porri - e i cavoli e tutto quel che non è propriamente anonimo e asettico ;-) - è ben risaputo anche dai vicini di casa i quali mi fan la guerra a suon di fettine panate e brasati messi a cuocere la domenica alle 8 del mattino ;-DD
Prima o poi il vicino, che già si lamenta di un'antenna satellitare (nascosta da un paio di piante e da un giardino privato) che vede dal balcone solo se si sporge, verrà a chiedermi di smetterla di ammorbar l'entrata con l'odor di cucina.

Nata in un momento di confusione da frigorifero paragonabile solo a quella da "quali scarpe mi metto oggi", è una vellutata decisamente dal gusto dolce che può esser smorzato da una spolverata di tekka o di paprika. Adatta ai momenti di passaggio come autunno e inverno grazie anche alla presenza dei fermenti del miso e alle serate ancora frescoline, è velocissima da preparare e può essere servita anche a temperatura ambiente. Non c'è olio perché sostituito dalla crema di mandorle.

3 porri
3 cucchiai di fiocchi di ceci (o 1/2 tazza di ceci già cotti)
1 cucchiaio colmo di crema di mandorle
acqua qb
sale
tekka o paprika
1 cucchiaino di miso bianco a testa

Lavate bene e affettate molto sottili i porri compresa la parte verde. Metteteli in una pentola con un pizzico di sale e due cucchiai d'acqua, chiudete con il coperchio e fateli stufare. Unite acqua fino a coprire e aggiungete i fiocchi di ceci. Fate cuocere per 15 minuti, unite la crema di mandorle e frullate fino a ottenere una crema molto liscia. Sciogliete il miso in un dito d'acqua tiepida e unitelo alla vellutata fuori dal fuoco. Spolverate di tekka o paprika prima di servire.

lunedì, marzo 31, 2008

Insalata dolce amara



Una serie di fine settimana (e settimane...) impegnativi e l'ora legale mi rendono più simile a un duna diesel che a un essere umano ;-DD
Alzarsi la mattina di nuovo con il buio non mi piace moltissimo, ma tant'è...non ci posso far nulla se non trovare il sistema migliore per adattarmi ovvero un po' di macrobiotica più mirata.

Umeboshi, alghe e riso integrale in dosi massicce anche al mattino (vedo le vostre facce schifate...;-))) e visto che il clima si sta riscaldando di nuovo un'insalata con un bel gioco di sapori dolce (mandorle), amaro (radicchio), piccante (cipollott) e acidulo (ume).
Al posto dell'olio ho fatto una salsa con la crema di mandorle: la trovate nei negozi bio abbastanza facilmente, ma in caso contrario potete usare anche la tahina.

tanto bel radicchietto amaro
1 cipollotto fresco
1 cucchiaio di erbe fresche (maggiorana, timo...) tritate finissime
2 cucchiai di crema di mandorle
5 cucchiai d'acqua
1 cucchiaio di acidulato di umeboshi

Pulite il radicchio e affettate a velo il cipollotto.
Miscelate gli altri ingredienti in un mixer e condite l'insalata. Non ci dovrebbe essere bisogno di sale visto che l'acidulato di umeboshi è abbastanza salato di suo.

giovedì, marzo 27, 2008

Lenticchie e cime di luppolo



Lo so ... devo smetterla di parlar del verduriere ;-DDD
Ma quell'uomo sta diventando un vero mito per me: sabato mi ha messo nella borsa della spesa, insieme a dei cipollotti rossi bellissimi, un mazzetto di cime di luppolo prima dandomi la definizione in dialetto (che non mi ricordo nella maniera più assoluta) e poi la traduzione.

Noto soprattutto perché base delle birra, il luppolo cresce in modo spontaneo e in primavera se ne raccolgono le cime per farne frittate o minestre, mentre i fiori (femmine...;-)) si raccolgono alla fine dell'estate.
Le cime han un gusto leggermente amarognolo e son ottime anche ripassate in padella.
Se non le trovate potete sostituirle con le cime delle ortiche che da aprile in poi si possono raccogliere nei prati, magari lontani dalle strade ;-))
Un ottimo mix di sapori tra il piccante del cipollotto, il dolce delle lenticchie e l'amarognolo del luppolo.

Un mazzo di cime di luppolo/ortiche
150 gr di lenticchie tipo Castelluccio
1 cipollotto
2 cucchiai d'olio extra vergine
sale
maggiorana fresca

Mettete a bagno per mezz'ora le lenticchie e scottate le foglie di luppolo in acqua bollente per qualche secondo. Tritare il cipollotto saltatelo nell'olio con le cime di luppolo per 5 minuti.
Scolate le lenticchie, mettete in una pentola, copritele di acqua fredda e cuocetele fin quando non saranno tenere.
Saltate lenticchie e luppolo insieme per qualche minuto e servite con della maggiorana fresca tritata finissima.

martedì, marzo 25, 2008

Vellutata di fave secche



Certo se la facevo con le fave fresche diventava molto più verde, ma il verduriere non le aveva (aveva invece una robina strana che vedrete nei prossimi giorni ;-)) e quindi mi son diretta dal mio spacciatore di legumi a far scorta.

Le giornate portano ancora a una voglia di qualcosa di caldo verso sera e quindi ne approfitto.
Meglio non eccedere in cibi troppo freddi o crudi soprattutto ora che il tempo non è stabile: si rischia di incamerare troppa energia fredda quando non ce n'è bisogno un effettivo bisogno e ritrovarsi a batter i denti appena spegneranno i riscaldamenti ;-D


Vero che l'entusiasmo per il cielo blu mi ha portato a iniziare il cambio degli armadi, come al solito troppo in anticipo: sabato giravo già senza le calze ;-)) ... oggi ho dovuto rimetterle sigh!

Questa vellutata di fave è perfetta anche per i dopo bagordi pasquali ... niente spezie, solo fave, tofu e del timo fresco.

200 gr di fave spezzate secche
3 cm di alga kombu
1 scalogno tritato
1 cucchiaio d'olio extra vergine
acqua qb
100 gr di tofu morbido
un cucchiaio di timo fresco tritato
un cucchiaino di miso a persona

Mettete a bagno le fave in acqua fredda con la kombu per 8 ore.
Sciacquatele bene, copritele di acqua e cuocetele in pentola a presisone per 20 minuti a partire dal fischio.
In un'altra pentola soffriggete lo scalogno nell'olio, unite le fave e saltate per qualche minuto.
Unite un paio di tazze d'acqua, salate e portate a ebollizone. Fuori dal fuoco unite il tofu morbido, il miso sciolto in un pochino di acqua tiepida e frullate con il frullatore a immersione fino a ottenere una vellutata.
Servite calda o tiepida con crostini di pane.

mercoledì, marzo 19, 2008

Pane con semini



Ed ecco il pane ai semini...
Molto simile ai pani neri tedeschi, è un pane pesante e abbastanza umido. Adatto a essere congelato a fette è perfetto per la colazione ed è pieno di oligoelementi e vitamine dovute alla presenta di semi di zucca, lino e girasole.

Si può fare sia con il lievito madre sia con il lievito normale, mettendo in conto una lievitazione lunga sia per la pesantezza delle farine sia per consentire l'inizio di una leggera fermentazione che lo rende (sembra una contraddizione ma non lo è) più leggero e digeribile.
Perfetto per la sua acidità in un periodo come quello primaverile in cui bisognerebbe limitare le farine e i grassi per alleggerire il fegato.

PS per pesantezza delle farine o del pane non intendo una pesantezza in digeribilità o in calorie ma semplicemente in una minor lievitazione delle farine integrali rispetto alle 0 o 00. ;-))

250 gr di farina integrale
250 gr di farina di segale
300 gr di acqua tiepida
1 cucchiaio abbondante di malto d'orzo
150 gr di pasta madre o 3 gr di lievito di birra secco
100 gr abbondanti di semi vari (girasole, zucca lino, sesamo....)
1 cucchiaino scarso di sale

Sciogliete il lievito madre nell'acqua in cui avrete messo anche il malto. Aggiungete a cucchiaiate le farine le farine e impastando con forza fino a ottenere un impasto liscio ed elastico.
Mettetelo in una ciotola unta e coperta con una pellicola. Lasciatelo in frigo per tutta una notte.
La mattina fate tornare l'impasto a temperatura ambiente, lavoratelo velocemente e aggiungete i semini e il sale.
Dategli la forma che preferite (io per comodità l'ho messo in una teglia da pancarrè) e lasciatelo lievitare fino al raddoppio.
Cuocetelo in forno caldo a 200° per 30/40 minuti. Risulterà più morbido se metterete nel forno una ciotola d'acqua in modo da aumentare l'umidità.