giovedì, dicembre 01, 2005

Torta di erbe amare e tofu



Questa è una via di mezzo fra la depurazione e il cibo veloce da ufficio (nel mio caso riunione con panini...). Tra l'altro mi era avanzato un bel po' di cavolo nero dopo la sfida con Sigrid e non avevo il tempo di fare una ribollita con tutti i crismi.
Le farine cotte al forno con olio, quindi pane, pizza e focaccia, andrebbero limitate in un periodo di cura perchè tendono a sovraffaticare fegato e intestino...meglio pane a pasta acida magari in zuppa. Non sempre è possibile o meglio non sempre a mezzogiorno è possibile: di solito i periodi di cura non durano più di due o tre mesi ;-))

300 gr di farina integrale
180 gr di acqua tiepida
5 gr di lievito di birra secco
4 cucchiai di olio extra vergine
200 gr di cavolo nero
200 gr di cime di rapa
150/200 gr di tofu
sale
noce moscata
1 cucchiaio di uvetta
1 cucchiaio di pinoli
1 spicchio di aglio
1/2 peperoncino

Sciogliete il lievito nell'acqua tiepida, unitelo alla farina, 2 cucchiai di olio e un piccizo di sale e impastate per una decina di minuti. Quando avrete una pasta morbida ed elastica, fate una palla e mettetela coperta da un panno umido in un luogo caldo a lievitare per un paio di ore (se il tempo è poco aumentate il lievito fino a 15 gr). Riprendete la pasta, rompete la lievitazione e con i 3/4 foderate una tortiera. Nel frattempo fate saltare per qualche minuto il cavolo nero e le cime di rapa con il resto dell'olio, lo spicchio di aglio e il peperoncino. Salate e unite il tofu sbriciolato con le mani. Saltate il tutto ancora per qualche minuto e unite uvetta, pinoli e una grattatina di noce moscata. Mettete il ripieno nella tortiera e chiudete con la pasta che avevate messo da parte. Fatte un buchino al centro o bucherelate con i rebbi della forchetta il coperchio di pasta in modo che l'umidità esca e cuocete per 20 minuti a 180°. Ottima anche fredda.

11 commenti:

Elisa ha detto...

Ciao petula,

hai parlato di pane e pasta acidi. Di recente ho mangiato un pane acido in un ristorante eritreo, l'injera, che mi e` piaciuto molto. Sai per caso come si prepara? La mia pancia tende a gonfiarsi se mangio pane e pasta; quelli acidi, che tu sappia hanno lo stesso effetto? La pasta acida del resto non so cosa sia, per cui non ho mai provato.

Grazie,

Elisa

ivano ha detto...

La pasta acida la sò fare , ma non mi è mai riuscita bene l'injera , che tra l'altro mi piace moltissimo , mi accodo anche io per la richiesta della ricetta

Gaia ha detto...

ciao petula,
devo ricorrere ancora alla tua conoscenza di prodotti orientali, dato che sto davvero impazzendo nella ricerca di una salsa di soia che non contenga glutine, e quindi nessuna traccia di grano, non è che sai dove posso trovarla qui a milano?
ci sono negozi perticolarmemente affidabili ai quali ti rivolgi per i tuoi acquisti naturali e biologici?
Non mi è chiara una cosa: la "finestra sul cielo" sul sito garantisce che la loro tamari sia adatta ai celiaci poichè priva di glutine, però leggendo l'etichetta in negozio ho visto che contiene orzo...c'è qualche cosa che non quadra!
Ho letto il tuo post sui libri di cucina e sui tuoi acquisti in rete...io&mia mamma siamo tornate da londra con 15kg di libri di cucina! vedi tu...se non sono una droga!!! = )

petula ha detto...

elisa la pasta acida è un lievito ottenuto dalla fermentazione dei batteri contenuti in farina, acqua e miele. è la forma più antica e naturale di lievito.
non è questione di saperla fare ma di saperla mantenere viva e arzilla (un lavoraccio infame ;)) e di saperla utilizzare. della pasta acida o lievito madre c'è la ricetta sul blog, oggi o domani metto quella di un pane.
di sicuro dà meno problemi di gonfiore che di solito sono dovuti alla cattiva qualità di farine e lieviti chimici.
l'injera ho provato a farla solo un paio di volte se vuoi ti mando la ricetta e appena posso metto il tutto sul blog.

gaia ma sei celiaca (sigh)o intollerante al glutine?
per la salsa di soia non dovresti aver problemi usando il tamari che è solo soia (strano che la finestra sul cielo usi l'orzo garantisce solo soia) mentre problemi avresti con lo shoyu (che presenta sia orzo che frumento). ti consiglio di chiamare o scrivere quelli della finestra sul cielo e chiedere, sono molto gentili.

libri di cucina una droga? SIIIIIIIII ;-)

Elisa ha detto...

Ciao petula,

scusami se ti ringranzio in ritardo per le news...non appena hai tempo mi fara' piacere avere la ricetta dell'injera...interessantissima quella della pasta madre (complimenti per la pazienza ;)

Baci, Elisa

petula ha detto...

figurati...se vuoi un po' di pasta madre per provare te la porto il 13: così entri anche tu nel tunnel ;-))

Elisa ha detto...

Grazie :)

spero solo di essere all'altezza per farla "sopravvivere" ;)

Ciao!

petula ha detto...

ok comincio a rinfrescare così ti arriva arzilla!

Elisa ha detto...

Ed io mi stampo il procedimento, cosi' non mi sfugge nulla :))

Grazie,

E.

danielad ha detto...

Metto la ricetta che ho io, presa da un forum di cucina, così la confrontiamo.

INJERA - Eritrea

500 g di farina di frumento
500 g di farina di mais
250 g di semola di grano duro
25 g di lievito
1 bicchiere d'acqua

Mescolare gli ingredienti in una ciotola capiente. Coprire e far riposare a temperatura ambiente 2 o 3 giorni. Lavorare l'impasto fermentato con acqua sufficiente a farlo diventare fluido. Scaldare una padella antiaderente e versate il composto in modo da avere uno strato di 3-4 millimetri, come per una crepe. Quando inizia a rapprendere devono comparire le bollicine, che danno la caratteristica consistenza spugnosa al pane.
Coprire e lasciare cuocere per circa 3 minuti, evitando che prenda colore. Lasciar raffreddare su un canovaccio evitando di sovrapporre le focaccette finché non sono fredde. Servire coperte da qualche cucchiaiata di zighinì.

danielad ha detto...

Mi correggo, ho parlato con due ragazze etiopi in un negozio etnico, loro non mettono il mais.
Ci vorrebbe la farina loro e il ievito naturale, ma usano la 00 e il lievito di birra