lunedì, marzo 17, 2008

Prima la Birmania... ora il Tibet



Di nuovo i monaci protagonisti e vittime della protesta pacifica nei confronti di un potere che non guarda in faccia nessuno e che sa di poter fare quello che vuole. Perché il mondo ufficiale volta facilmente lo sguardo e i giornali si distrarranno nel giro di pochi giorni con una nuova notizia. La Birmania è scomparsa dalle pagine dei giornali in meno di 15 giorni....

Inneggiare al boicottaggio sarebbe troppo semplice e come ha detto il Dalai Lama "colpirebbe solo i più deboli". E' del buddhismo la via della pace e della moderazione. Sempre e con chiunque.
La soluzione può esser l'invito al dialogo e a continuare a ricordare.
La completa responsabilità di non farlo e di scegliere la via del genocidio culturale deve essere lasciata totalmente sulle spalle della Cina e della comunità internazionale colpevole di un imbarazzante silenzio da più di 50 anni.


Leggere, continuare a informarsi, non tacere e non dimenticare è un modo.

http://www.freetibet.org

http://www.dalailama.com
http://www.lorenzoc.net
http://yogasutra.areablog.it/

Prendo in prestito ancora una volta la foto a Lu di Vicino e Lontano: le sue immagini lasciano stupefatti.

8 commenti:

Scribacchini ha detto...

Ricevo e invio :"I lama chiedono di far girare questa mail fra tutti i buddisti e sostenitori, perchè vengano recitati 1000 mantra OM MANI PEME HUNG che si pronuncia OM MANI PADME HUM . Fate girare questa mail fra tutti coloro che credono in Dio (non importa quale) e nella libertà religiosa e di pensiero."
E prego giacché la preghiera non è dei soli credenti, è una pratica che incanala l'energia e rende forti e perlomeno meno soli.
Kat

Gianni ha detto...

Io sono ottimista e penso che sia un passo avanti nella lunga e difficile strada verso l'indipendenza del Tibet. La Cina è al centro dell'attenzione internazionale e i monaci di Lhasa stanno continuando il processo avviato dai monaci birmani, un processo che cambierà tutta l'Asia. Spero.

Petula ha detto...

spero anch'io...ma il processo aperto (e chiuso dai militari) dai monaci birmani è avvolto in un silenzio internazionale in cui sono evidenti gli interessi economici. spero in una cina diversa da quello che ho letto qui
http://www.lorenzoc.net/index.php

gianluca ha detto...

Scusate, ma blogspot ha dei problemi, si riesce postare? I commenti sono ok, ma per i post ?

Arame ha detto...

Già! E' varamente terribile quello che sta accadendo ed è disarmante saper di non poter far nulla, al di là d'informarsi e leggere...

vittorio ha detto...

La strada è il dialogo, come in tutti gli altri conflitti, e il rilievo che i media devono decidersi di dare ai portatori di dialogo; troppo spesso vedo sui media tradizionali interviste ai portatori di "conflitto" e di guerra.
Fin da ragazzo ho avuto, non so per quale motivo, una profonda simpatia per il popolo tibetano e a lungo ho studiato la loro cultura che oggi vedo calpestata in un mondo dove questo non dovrebbe più succedere.
Ti ringrazio per le parole di amore che hai verso il popolo birmano e tibetano che, nel mio cuore sono sicuro, presto ritroveranno la pace.

Petula ha detto...

kat...grazie. ;-*

arame...in un mondo spesso distratto è molto anche solo accorgersi che la notizia del tibet oggi è in fondo alla pagina online di repubblica che preferisce metter in evidenza un assurdo articolo sulla prostituzione a 5 stelle. e magari boicottare questo tipo di informazione invece delle olimpiadi ;-)

vittorio...grazie di aver la vista così acuta.

Enrico ha detto...

Complimenti per questo bellissimo post sul Tibet, uno dei rari che ricorda anche la Birmania, e per il fatto di avere citato il mantra Om mani padme hum.

Om mani padme hum significa: "dipendendo dalla pratica di un cammino che sia l’unione indivisibile di metodo e saggezza, si puó trasformare un corpo, una parola, ed una mente impure nel corpo, parola, e mente nobili di un Buddha”

Anche noi ne abbiamo parlato nel nostro blog "Il taccuino orientale".

Enrico